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Nicholas Isherwood

Cantante e Compositore

Nicholas Isherwood è un basso (cantante) franco-americano, specializzato in musica contemporanea e barocca . Ruoli notevoli includono “Lucifer” nelle prime mondiali di Stockhausen s’ MontagDienstag, e Freitag da Licht a La Scala e l’Opera di Lipsia, e in Donnerstag aus Licht a Covent Garden.

Isherwood ha lavorato con Joel Cohen, William Christie, Peter Eötvös, Paul McCreesh, Nicholas McGegan, Kent Nagano, Zubin Mehta e Gennady Rozhdestvensky, nonché compositori Sylvano Bussotti, Elliott Carter, George Crumb, Hans Werner Henze, Mauricio Kagel, György Kurtág, Olivier Messiaen, Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis in luoghi come La Scala, Covent Garden, Théâtre des Champs-Élysées, Festival di Salisburgo, Concertgebouw, Staatsoper di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Tanglewood ).

I suoi operistici ruoli includono: “Antinoo” di Monteverdi s’ Il ritorno d’Ulisse in Patria con Bo

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Nicholas Isherwood è un basso (cantante) franco-americano, specializzato in musica contemporanea e barocca . Ruoli notevoli includono “Lucifer” nelle prime mondiali di Stockhausen s’ MontagDienstag, e Freitag da Licht a La Scala e l’Opera di Lipsia, e in Donnerstag aus Licht a Covent Garden.

Isherwood ha lavorato con Joel Cohen, William Christie, Peter Eötvös, Paul McCreesh, Nicholas McGegan, Kent Nagano, Zubin Mehta e Gennady Rozhdestvensky, nonché compositori Sylvano Bussotti, Elliott Carter, George Crumb, Hans Werner Henze, Mauricio Kagel, György Kurtág, Olivier Messiaen, Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis in luoghi come La Scala, Covent Garden, Théâtre des Champs-Élysées, Festival di Salisburgo, Concertgebouw, Staatsoper di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Tanglewood ).

I suoi operistici ruoli includono: “Antinoo” di Monteverdi s’ Il ritorno d’Ulisse in Patria con Boston barocco ; “Claudio” di Handel ‘s Agrippina con Nicholas McGegan; “Satiro” in di Rossi Orfeo e “Pan” nel Marais ‘ Alcyone con Les Arts Florissants ; “Joas” in Porpora s’ Il Gedeone con Martin Haselböck; “Frère Léon” in Saint François d’Assise di Messiaen nell’ultimo compositore che ha supervisionato la produzione; “Der Tod” in due produzioni di Viktor Ullmann ‘s Der Kaiser von Atlantis con l’ Internationale Bachakademie di Stoccarda e 2e2m, “Romeo” in Pascal Dusapin ‘s Roméo et Juliette al Festival di Avignone ; “Lear” di Toshio Hosokawa ‘s Vision of Lear per la Biennale di Monaco di Baviera ; “Il Testimone” di Sylvano Bussotti ‘s Tieste al Teatro dell’Opera di Roma, e “Micromégas” in Paul Méfano ‘s Micromégas . Recenti spettacoli includono il ruolo del medico in “L’Inondation” di Francesco Filidei all’Opéra de Rennes e all’Opéra de Nantes (autunno, 2019).

Oltre al canto, Isherwood ha avuto una carriera pedagogica estremamente attiva. È stato impegnato come professore (o assistente professore) di musica vocale e/o teatro musicale (opera) presso istituzioni in Francia, Germania e Stati Uniti, tra cui l’ IRCAM Summer Academy, Stockhausen-Kurse (Kürten, Germania), State Università di New York, Università di Notre Dame, Ecole Normale de Musique (Parigi), California Institute of the Arts e Università dell’Oregon (2008-2011). Dal 2015 al 2018 è stato professore di canto al CNSMD de Lyon e dal 2019 è professore di canto al Conservatoire de Montbéliard.

Ha presentato masterclass, workshop e conferenze al Mozarteum di Salisburgo ; Corsi estivi di Iannis Xenakis (Parigi); Conservatorio di Reims; Conservatorio di Parigi (CNSMP), California State University, Los Angeles ; Università di Stanford ; Università della California, Santa Barbara ; Università di Washington ; Università statale di San Francisco ; Istituto delle Arti della California ; ARIAM (Parigi); Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano); Istituto della Voce Vivente (Berlino); Conservatorio di Troyes; Università di Città del Messico; Università Normale di Taiwan; al CCMIX (Parigi); IRCAM (Parigi); USC; Stato della California LA; Stato di Cal Riverside; Cal State Fullerton; Università di Harvard.

Tra le sue pubblicazioni, The Techniques of Singing descrive le tecniche necessarie per eseguire la musica vocale contemporanea.

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ARGO

Residenza artistica di Jacopo Baboni Schilingi

La residenza d’artista di Jacopo Baboni Schilingi, parte del nuovo ciclo del Progetto RIVA e iniziata nel settembre 2021, si svilupperà lungo l’arco di 12 mesi durante i quali Baboni Schilingi soggiornerà a intervalli regolari a Firenze, avendo a disposizione uno studio personale a MAD.

La sua presenza sarà però costante, anche durante la sua assenza: attraverso il dispositivo ARGO, infatti, in uno spazio a lui dedicato affacciato sulla sala Ketty La Rocca, i visitatori potranno vedere e seguire l’artista nella sua quotidianità. ARGO è un’installazione sonora e video che accompagnerà tutta la vita di Baboni Schilingi, traducendo in forma organica e in paesaggio sonoro il suo respiro e alcuni parametri vitali misurati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso uno speciale dispositivo. Un computer dedicato e un algoritmo monitorano costantemente i dati in entrata: lunghezza e frequenza del respiro, espansione e compressione della gabbia toracica, ecc. I dati

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La residenza d’artista di Jacopo Baboni Schilingi, parte del nuovo ciclo del Progetto RIVA e iniziata nel settembre 2021, si svilupperà lungo l’arco di 12 mesi durante i quali Baboni Schilingi soggiornerà a intervalli regolari a Firenze, avendo a disposizione uno studio personale a MAD.

La sua presenza sarà però costante, anche durante la sua assenza: attraverso il dispositivo ARGO, infatti, in uno spazio a lui dedicato affacciato sulla sala Ketty La Rocca, i visitatori potranno vedere e seguire l’artista nella sua quotidianità. ARGO è un’installazione sonora e video che accompagnerà tutta la vita di Baboni Schilingi, traducendo in forma organica e in paesaggio sonoro il suo respiro e alcuni parametri vitali misurati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso uno speciale dispositivo. Un computer dedicato e un algoritmo monitorano costantemente i dati in entrata: lunghezza e frequenza del respiro, espansione e compressione della gabbia toracica, ecc. I dati trasmessi e interpretati in diretta dal sensore che l’artista indossa, creano una simbiosi tra tecnologia e parametri vitali permettendoci di visualizzare e comprendere una versione esistenziale del presente. Attraverso la conversione di questi dati in funzioni semantiche, ARGO genera musica e immagini senza fine.

Gli appuntamenti che cadenzeranno questa residenza sono molteplici e prevedono, oltre all’installazione che investirà gli spazi di MAD e del Terzo Giardino nel settembre 2022 e che chiuderà questo percorso di Jacopo Baboni Schilingi e Murate Art District, momenti di formazione destinati agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e del Conservatorio Cherubini e la riproposizione di grandi performance della sua lunga carriera.
Il 4 novembre Jacopo Baboni Schilingi incontra la cittadinanza per presentare ARGO al MAD, alle ore 17:30.
Il 5 novembre, alle ore 18:00, invece verrà eseguita in anteprima italiana al Cinema La Compagnia, la pièce Cinere [une partie d’Alias- hommage au statut des femmes], di Elsa Revcolevschi e Jacopo Baboni Schilingi.

 

La mia estetica si ispira all’umano: le sue relazioni razionali, emotive e fisiologiche. Ma anche all’umano come rete di regimi sociali reali e virtuali. Noi umani siamo esseri linguistici, dotati di linguaggio. Abbiamo inventato diverse forme scrittura grazie alle quali lasciamo delle tracce per l’alterità. Queste tracce, a differenza degli altri animali del nostro pianeta, hanno una grande longevità, a volte millenaria, che supera la durata della nostra esistenza e che permette di mettere in relazione generazioni molto lontane nel tempo tra di loro. Quando un umano lascia una traccia ripone in essa l’intenzionalità di un dialogo con l’altro; un altro umano. Io chiamo « bellezza » questa intenzionalità al dialogo. Il dialogo è quella capacità umana [non animale, tanto meno vegetale] che permette di andare oltre l’istinto, la tassia, il gesto. Il dialogo è la capacità umana di creare almeno una ipotesi [spesso sono molteplici] che ha come fine la comprensione tra almeno due individui. Due umani. Tu mi parli o mi scrivi [mi lasci una traccia] ed io capisco [credo di capire] quello che mi vuoi trasmettere. E nel capire, nel comprendere, c’è tutto l’abisso della bellezza. Poiché nessuno può definire completamente la comprensione dell’altro. In questo senso, la bellezza naturale non esiste. In natura non c’è dialogo, c’è comunicazione. Le piante comunicano. Gli animali anche. Anche i fiumi con i laghi, e laghi con altri fiumi comunicano: i famosi « vasi comunicanti », ma non è dialogo. Le stelle, gli astri, comunicano, ma non è dialogo. Il dialogo è basato sul linguaggio ed il linguaggio [il verbo] è umano. La bellezza è quella relazione tra un artefatto intenzionale [voluto e creato dall’umano] e un altro umano. O l’ipotesi di un altro. La bellezza è quella tensione « scritta » e firmata [nel senso di fermata, come firmamento] dall’umano. E in quella « scritta », la firma, risiede tutta l’intenzionalità dell’umano. La potenza è uno scambio di energia. Senza due polarità non c’è potenza. La potenza esiste solo come relazione tra due [o più] polarità. Allora la bellezza, nella sua intenzionalità, è la potenza [come scambio di energia] tra due o più umani. Più una « cosa » risulta bella, più di fatto è potente nella sua intenzionalità di dialogo. 

Jacopo Baboni Schilingi

 

La residenza di Jacopo Baboni Schilngi, curata da Renata Summo O’Connell e Valentina Gensini, è finanziata da ANCI e da Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, all’interno di LUMEN- Progetto RIVA, ideato e prodotto da MAD, in collaborazione con Artegiro Contemporary Art, Institut Francais, Accademia di Belle Arti di Firenze, Conservatorio Luigi Cherubini.

 

 


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Jacopo Baboni Schilingi

Artista

Jacopo Baboni Schilingi proviene dalla musica cosiddetta “colta”, che unisce la scrittura e l’interattività. La stampa internazionale lo descrive come uno dei compositori più rappresentativi della sua generazione. È riconosciuto dai suoi concerti ed esposizioni nella cerchia dei conservatori e delle sale da concerto classiche: compositore in residenza all’IRCAM (7 anni), artista associato alla Saline Royale d’Arc-et-Senans (3 anni), curatore del colloquio annuale PRISMA nel mondo (dal 2000 ad oggi), artista associato del Festival EMW al Conservatorio Nazionale di Shanghai (4 anni), Visiting Professor alla Harvard University negli USA, Visiting Professor al Conservatorio di Wuhan (3 anni).

Le sue produzioni plastiche e musicali sono invitate ed esposte nelle nuove sale dedicate all’arte multidisciplinare che combinano immagini, video, architettura e interazione con il pubblico: Sanlitung Village a Pechino, UniCredit Pavilion a Milano, Grand Palais a Pa

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Jacopo Baboni Schilingi proviene dalla musica cosiddetta “colta”, che unisce la scrittura e l’interattività. La stampa internazionale lo descrive come uno dei compositori più rappresentativi della sua generazione. È riconosciuto dai suoi concerti ed esposizioni nella cerchia dei conservatori e delle sale da concerto classiche: compositore in residenza all’IRCAM (7 anni), artista associato alla Saline Royale d’Arc-et-Senans (3 anni), curatore del colloquio annuale PRISMA nel mondo (dal 2000 ad oggi), artista associato del Festival EMW al Conservatorio Nazionale di Shanghai (4 anni), Visiting Professor alla Harvard University negli USA, Visiting Professor al Conservatorio di Wuhan (3 anni).

Le sue produzioni plastiche e musicali sono invitate ed esposte nelle nuove sale dedicate all’arte multidisciplinare che combinano immagini, video, architettura e interazione con il pubblico: Sanlitung Village a Pechino, UniCredit Pavilion a Milano, Grand Palais a Parigi, Nexus Hall a Tokyo, Streaming Museum a New York, ecc.  Il suo lavoro con Arman negli anni 2000 ha dato inizio ad una serie di creazioni con Miguel Chevalier, Jean-Pierre Balpe, Alain Fleischer, Elias Crespin, Sarkis, ecc. Nel 2015 ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia: ha creato la musica per il Padiglione della Turchia Respiro della voce e il concerto per la giornata di chiusura nella Sala delle Armi. Jacopo Baboni Schilingi ha scritto musica per grandi sponsor come Hermès e Samsung. Dal 2015 al 2018, la casa Camille Fournet – Parigi è stata mecenate di Jacopo Baboni Schilingi per la sua installazione ARGO, esposta al Grand Palais di Parigi, nell’ambito della mostra “Artists & Robots”. Dal 2018 al 2020, è stato sponsorizzato dalla casa di Chanel per una serie di residenze, un concerto monografico e una mostra monografica a Tokyo.