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Living Lab (2021) | Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni

Progetto RIVA 2021

Living Lab (2021) | Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni

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Living Lab (2021) | Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni

Progetto RIVA 2021

Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni, Living Lab (2021) è un corridoio ecologico di piante di gelsomino (Rincospermum), arricchito da un’aiuola peripatetica di aromatiche tipiche del paesaggio toscano, che riqualificano il loggiato di MAD aprendo uno spazio polifunzionale per incontri e laboratori per i cittadini. L’installazione, destinata a crescere e svilupparsi durante il corso della mostra, vuole sottolineare la possibile convivenza del paesaggio urbano con quello naturale, fusi in un unico ambiente capace di generare consapevolezza e cultura ecologica grazie a laboratori inclusivi, e ad incontri con artisti, designer, paesaggisti, scienziati, architetti.

In collaborazione con XVII Biennale di Architettura di Venezia.

 



Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni, Living Lab (2021) è un corridoio ecologico di piante di gelsomino (Rincospermum), arricchito da un’aiuola peripatetica di aromatiche tipiche del paesaggio toscano, che riqualificano il loggiato di MAD aprendo uno spazio polifunzionale per incontri e laboratori per i cittadini. L’installazione, destinata a crescere e svilupparsi durante il corso della mostra, vuole sottolineare la possibile convivenza del paesaggio urbano con quello naturale, fusi in un unico ambiente capace di generare consapevolezza e cultura ecologica grazie a laboratori inclusivi, e ad incontri con artisti, designer, paesaggisti, scienziati, architetti.

In collaborazione con XVII Biennale di Architettura di Venezia.

 


Living Lab (2021) | Progettato da LWCircus e realizzato da Giacomo Salizzoni

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Progetto RIVA | 2018

a cura di Valentina Gensini

Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio

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Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio ++.
Presso Murate Art District sono stati proposti talk e lezioni in italiano ed in inglese a cura di LWCircus e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Durante il 2018 Progetto RIVA si è aperto anche all’Oriente, grazie alla collaborazione con Zhong Art International, ospitando tre artisti cinesi in residenza presso MAD, invitati a presentare la loro particolare visione sull’Arno.

 

Progetto RIVA | 2018

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Chiara de' Rossi

Architetto e cofondatrice di LWCircus

Architetto, ha coordinato diverse installazioni di arte contemporanea a Roma (Giardino storico di Sant’Alessio) con la Fondazione Roma Arte e Musei. Ha progettato il parco archeologico di Nora in Sardegna e altri progetti pubblici a Roma, Bari, Cagliari. É la cofondatrice e coordinatrice scientifica di LWCircus, il programma operativo condiviso Italia-Messico, nato nel 2016 e centrato su modalità sperimentali nella ricerca di nuove strategie per uno sviluppo urbano e rurale sostenibile in aree naturali sensibili e nella rivitalizzazione di paesaggi culturali nel Mediterraneo e nei paesi in via di sviluppo.

Architetto, ha coordinato diverse installazioni di arte contemporanea a Roma (Giardino storico di Sant’Alessio) con la Fondazione Roma Arte e Musei. Ha progettato il parco archeologico di Nora in Sardegna e altri progetti pubblici a Roma, Bari, Cagliari. É la cofondatrice e coordinatrice scientifica di LWCircus, il programma operativo condiviso Italia-Messico, nato nel 2016 e centrato su modalità sperimentali nella ricerca di nuove strategie per uno sviluppo urbano e rurale sostenibile in aree naturali sensibili e nella rivitalizzazione di paesaggi culturali nel Mediterraneo e nei paesi in via di sviluppo.

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Annacaterina Piras

Architetto e cofondatrice di LWCircus

Annacaterina Piras è architetto e cartografa con un dottorato in Architettura paesaggistica ottenuto presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Sassari (2011). Si è laureata presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze (1999). Dal 2004 coordina diversi workshop cooperativi internazionali, sperimentando pratiche condivise di intervento urbano, usando l’arte come veicolo per reimmaginare spazi pubblici, in collaborazione con artisti locali, comunità e enti culturali, come Museo Nivola, Orani (2004) e la Fondazione Stazione dell’arte, Ulassai (2006). Negli ultimi anni ha collaborato con diverse università, fondazioni e enti culturali, quali Cornell University in Rome (2009), the Master in Landscape Architecture of Barcelona at ETSAB_UPC (2010), the Bauhaus Dessau Foundation (2011), the RMIT University, School of Architecture and Design, Melbourne (2013-19), the ENSP, Ecole nationale supérieure du Paysage, Versailles (2013-14-15-16), the Universid

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Annacaterina Piras è architetto e cartografa con un dottorato in Architettura paesaggistica ottenuto presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Sassari (2011). Si è laureata presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze (1999). Dal 2004 coordina diversi workshop cooperativi internazionali, sperimentando pratiche condivise di intervento urbano, usando l’arte come veicolo per reimmaginare spazi pubblici, in collaborazione con artisti locali, comunità e enti culturali, come Museo Nivola, Orani (2004) e la Fondazione Stazione dell’arte, Ulassai (2006). Negli ultimi anni ha collaborato con diverse università, fondazioni e enti culturali, quali Cornell University in Rome (2009), the Master in Landscape Architecture of Barcelona at ETSAB_UPC (2010), the Bauhaus Dessau Foundation (2011), the RMIT University, School of Architecture and Design, Melbourne (2013-19), the ENSP, Ecole nationale supérieure du Paysage, Versailles (2013-14-15-16), the Universidad Marista, Merida (2016), the Chinese Universities of SCUA, SCUT, GAFA in Guangzhou and PKU, Beijing (2017), the UHM, University of Hawaii at Manoa (2017), Tonji and Jiao Tong University in Shanghai (2018), TURENSCAPE Academy (from 2018). Dal 2009, coordinati diversi workshop per Master di secondo livello in Urbanismo paesaggistico mediterraneo, presso la Facoltà di architettura di Alghero dell’Università di Sassari. È cofondatrice e coordinatrice scientifica di LWCircus, il programma operativo condiviso Italia-Messico, nato nel 2016 e centrato su modalità sperimentali nella ricerca di nuove strategie per uno sviluppo urbano e rurale sostenibile in aree naturali sensibili e nella rivitalizzazione di paesaggi culturali nel Mediterraneo e nei paesi in via di sviluppo. È stata membro della giuria al World Landscape Architecture Award 2019 ed è stata nominata per l’Italian Fellowship 2019-2020 dall’American Academy in Rome.

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LWCircus

Programma Operativo Condiviso Italiano - Messicano

LWCircus è il Programma Operativo Condiviso Italiano – Messicano nato nel 2016, a seguito di una rilettura critica delle linee guida delineate lungo la pluriennale esperienza di coordinamento all’interno di programmi operativi internazionali di successo e alla ricerca di una sistematizzazione di metodologie alternative basate su pratiche sociali e un miglioramento di strumenti e dispositivi, in grado di dare vita a processi a lungo termine in termini di sviluppo sostenibile e valorizzazione responsabile. Il programma si concentra in particolare sulle modalità sperimentali nella ricerca di nuove strategie per lo sviluppo urbano e rurale sostenibile su aree naturali sensibili e territori in transizione (aspetti antropologici, socio-economici e ambientali), insieme a una valorizzazione responsabile dei paesaggi culturali all’interno del Mediterraneo e dei Paesi in via di sviluppo .

LWCircus è il Programma Operativo Condiviso Italiano – Messicano nato nel 2016, a seguito di una rilettura critica delle linee guida delineate lungo la pluriennale esperienza di coordinamento all’interno di programmi operativi internazionali di successo e alla ricerca di una sistematizzazione di metodologie alternative basate su pratiche sociali e un miglioramento di strumenti e dispositivi, in grado di dare vita a processi a lungo termine in termini di sviluppo sostenibile e valorizzazione responsabile. Il programma si concentra in particolare sulle modalità sperimentali nella ricerca di nuove strategie per lo sviluppo urbano e rurale sostenibile su aree naturali sensibili e territori in transizione (aspetti antropologici, socio-economici e ambientali), insieme a una valorizzazione responsabile dei paesaggi culturali all’interno del Mediterraneo e dei Paesi in via di sviluppo .

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Kazuhiro Ishiyama

Visual Artist

Vive e lavora a Yamagata, in Giappone. Si è laureato presso la Tokyo University of the Arts, (precedentemente, Tokyo National University of Fine Arts and Music), dove ha ricevuto M.F.A. del corso Inter Media Art nel 2008, Giappone. Nel 2009 si è unito al Niigata Water and Land Art Festival 2009 Niigata, Giappone, selezionato da Fram KITAGAWA.
Anche “No man’s land” presso l’Ambassade de France au Japan, Tokyo, Japan nel 2009-2010, diretta dall’ambasciata francese. Dopo aver vinto il Tokyo Midtown Award 2010, nel 2010, ha ricevuto una borsa di studio da Shou Foundation (privata) di Okayama. Con la borsa di studio ha viaggiato in giro per l’Asia per studiare la fonte della sua cultura, in particolare animismo, shintoismo e buddismo per un anno, il 2013. Tornato in Giappone ha fondato uno studio e una società di produzione artistica, a Yamagata nel 2014.
Premi e borse di studio sono stati il secondo posto per la Mostra Graduated Tokyo University of th

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Vive e lavora a Yamagata, in Giappone. Si è laureato presso la Tokyo University of the Arts, (precedentemente, Tokyo National University of Fine Arts and Music), dove ha ricevuto M.F.A. del corso Inter Media Art nel 2008, Giappone. Nel 2009 si è unito al Niigata Water and Land Art Festival 2009 Niigata, Giappone, selezionato da Fram KITAGAWA.
Anche “No man’s land” presso l’Ambassade de France au Japan, Tokyo, Japan nel 2009-2010, diretta dall’ambasciata francese. Dopo aver vinto il Tokyo Midtown Award 2010, nel 2010, ha ricevuto una borsa di studio da Shou Foundation (privata) di Okayama. Con la borsa di studio ha viaggiato in giro per l’Asia per studiare la fonte della sua cultura, in particolare animismo, shintoismo e buddismo per un anno, il 2013. Tornato in Giappone ha fondato uno studio e una società di produzione artistica, a Yamagata nel 2014.
Premi e borse di studio sono stati il secondo posto per la Mostra Graduated Tokyo University of the Arts 2008, Tokyo Midtown Award 2010, Shou Foundation 2011, International Photography Award 2012, PX3, ecc. con SHINGO MASUDA e OTUBO KATSUHISA.

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Manfredi Leone

Professore associato di Progettazione e Architettura del Paesaggio presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo

Architetto insegna Progettazione e Architettura del Paesaggio presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo.
Promotore e progettista del Parco Uditore a Palermo è impegnato nella progettazione degli spazi aperti e svolge ricerca sul paesaggio nelle sue diverse declinazioni.
È autore di numerose pubblicazioni ed è stato Visiting Professor negli USA, Australia, Spagna, Argentina. All’Università di Palermo è direttore del Laboratorio di Architettura del Paesaggio e insegna anche Progettazione architettonica.
Membro del consiglio di amministrazione della rete europea di ricerca Erasmus Plus per la gestione sostenibile dei paesaggi culturali. Da molti anni sviluppa focus di ricerca su vari temi paesaggistici, con particolare attenzione al paesaggio costiero, al paesaggio difensivo, al paesaggio idraulico e allo spazio pubblico. La maggior parte dei suoi lavori sono focalizzati su tecnologie a basso costo e basso impatto. Ha vinto premi nazionali per archite

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Architetto insegna Progettazione e Architettura del Paesaggio presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo.
Promotore e progettista del Parco Uditore a Palermo è impegnato nella progettazione degli spazi aperti e svolge ricerca sul paesaggio nelle sue diverse declinazioni.
È autore di numerose pubblicazioni ed è stato Visiting Professor negli USA, Australia, Spagna, Argentina. All’Università di Palermo è direttore del Laboratorio di Architettura del Paesaggio e insegna anche Progettazione architettonica.
Membro del consiglio di amministrazione della rete europea di ricerca Erasmus Plus per la gestione sostenibile dei paesaggi culturali. Da molti anni sviluppa focus di ricerca su vari temi paesaggistici, con particolare attenzione al paesaggio costiero, al paesaggio difensivo, al paesaggio idraulico e allo spazio pubblico. La maggior parte dei suoi lavori sono focalizzati su tecnologie a basso costo e basso impatto. Ha vinto premi nazionali per architettura del paesaggio e progetti di design architettonico. È stato Team Leader durante il primo ChinaLab018 alla TURENSCAPE Academy di Xixinan, nella provincia di Anhui, Cina e Team Leader durante la seconda edizione di ArnoLab019 a Firenze.

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Sandra Piesik

Architetto

Sandra Piesik è un’architetta, autrice e ricercatrice pluripremiata specializzata nello sviluppo e nel trasferimento di tecnologia, nonché nell’attuazione di una legislazione sostenibile globale. È la fondatrice di 3 ideas Ltd e Visiting Professor presso l’UCL Global Institute for Prosperity, promotrice di diversi gruppi e consorzi RD&D, tra cui HABITAT Coalition.
Collabora con il Comitato di Parigi per il rafforzamento delle capacità della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), CTCN, UNCCD, UN-HABITAT sui principi guida per i collegamenti urbano-rurali per l’avanzamento dello sviluppo territoriale integrato, The Global Center on Adaptation (GCA) e l’Agenzia spaziale europea.
Il suo lavoro pubblicato include Arish: Palm-Leaf Architecture (Thames & Hudson 2012) ed è redattore generale dell’enciclopedia, HABITAT: Vernacular Architecture for a Changing Planet (Thames & Hudson, Abrams Books, Flammarion

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Sandra Piesik è un’architetta, autrice e ricercatrice pluripremiata specializzata nello sviluppo e nel trasferimento di tecnologia, nonché nell’attuazione di una legislazione sostenibile globale. È la fondatrice di 3 ideas Ltd e Visiting Professor presso l’UCL Global Institute for Prosperity, promotrice di diversi gruppi e consorzi RD&D, tra cui HABITAT Coalition.
Collabora con il Comitato di Parigi per il rafforzamento delle capacità della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), CTCN, UNCCD, UN-HABITAT sui principi guida per i collegamenti urbano-rurali per l’avanzamento dello sviluppo territoriale integrato, The Global Center on Adaptation (GCA) e l’Agenzia spaziale europea.
Il suo lavoro pubblicato include Arish: Palm-Leaf Architecture (Thames & Hudson 2012) ed è redattore generale dell’enciclopedia, HABITAT: Vernacular Architecture for a Changing Planet (Thames & Hudson, Abrams Books, Flammarion, Editions Detail e Blume, 2017 ).

Questa enciclopedia è la prima rassegna globale contemporanea di architettura vernacolare realizzata negli ultimi vent’anni. Il culmine di anni di ricerca specialistica, riunisce un team internazionale di oltre centoquaranta esperti di spicco provenienti da cinquanta paesi in una vasta gamma di discipline per esaminare ciò che le tradizioni dell’architettura vernacolare e i suoi artigiani regionali in tutto il mondo possono insegnaci a creare un futuro più sostenibile.

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Elena Barthel

Architetto, Professore presso la Auburn University School of Architecture Rural Studio

Elena Barthel è laureata in architettura (Università degli Studi di Firenze 2000), membro dell’Istituto degli Architetti di Firenze (2001) e PhD presso il Dipartimento di Urbanistica (Università degli Studi di Firenze 2010).
Ha insegnato  design urbano (Dipartimento di Pianificazione, Florence School of Architecture 2001-8) e Architecture Design presso l’Architectural Association di Londra (2006-7). Nel 2008, per l’Architectural Association, ha co-progettato il “Hooke Park Design & Make Strategic Plan”: un programma “sul campo”, sviluppato in consultazione con le autorità locali di pianificazione del Dorset occidentale. Il progetto si è concentrato sull’impatto etico, sociale, ambientale ed economico del programma di progettazione e costruzione sia sull’istituto AA con sede a Londra che sulla comunità rurale locale di Hooke. Dal 2012, il programma Design & Make insegna a studenti di tutto il mondo.
Attualmente è Prof

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Elena Barthel è laureata in architettura (Università degli Studi di Firenze 2000), membro dell’Istituto degli Architetti di Firenze (2001) e PhD presso il Dipartimento di Urbanistica (Università degli Studi di Firenze 2010).
Ha insegnato  design urbano (Dipartimento di Pianificazione, Florence School of Architecture 2001-8) e Architecture Design presso l’Architectural Association di Londra (2006-7). Nel 2008, per l’Architectural Association, ha co-progettato il “Hooke Park Design & Make Strategic Plan”: un programma “sul campo”, sviluppato in consultazione con le autorità locali di pianificazione del Dorset occidentale. Il progetto si è concentrato sull’impatto etico, sociale, ambientale ed economico del programma di progettazione e costruzione sia sull’istituto AA con sede a Londra che sulla comunità rurale locale di Hooke. Dal 2012, il programma Design & Make insegna a studenti di tutto il mondo.
Attualmente è Professore a contratto presso la Auburn University School of Architecture Rural Studio: un programma di progettazione e costruzione basato sulla comunità situato nell’Alabama occidentale, dove ha lavorato a tempo pieno come assistente professore dal 2008 al 2016.
In questo periodo dirige la Rural Studio Farm: una fattoria prototipo come laboratorio per l’agricoltura biologica e strategie di architettura passiva.

Dal 2008 tiene conferenze di architettura in diverse sedi dalla Tel Aviv Eco Week, Quito Biennale, Rhode Island School of Design, University of Alabama, Bergen e Amsterdam School of Architecture, Helsinki Art Museum, Politecnico di Torino, Università di Roma 3 , Trento University of Engineering, Politecnico di Milano, Florence School of Architecture, Syracuse e California State University.
Nel 2014 è stata coautrice di “Rural Studio at 20: Designing and Building in Hale County, Alabama”, pubblicato da Princeton Architectural Press. Nel 2018 e nel 2019 ha pubblicato gli articoli “Thinnings” (Harvard Magazine 04/2018) e “Taking off” (Lotus 03/19).
Nel 2016 con Rural Studio, ha co-progettato “Forum” per la mostra “Architecture as art”, alla Triennale di Milano e il ‘Teatro dell’utile’ per la XV Biennale di Venezia “Report from the front”, entrambe le installazioni hanno prodotto zero emissioni enfatizzando un uso quotidiano responsabile delle risorse.
Nel 2017, in collaborazione con Andrew Freear e Studio Tempi, ha vinto il Premio della Giuria per il progetto ‘1 City, 1 Landscape: Re-Call’ a San Giovanni Valdarno.
Con la Comunità di Base delle Piagge e il Comune di Fiesole sta attualmente lavorando alla progettazione di spazi pubblici comunitari partecipati.
Nel 2018 ha fatto parte della giuria del concorso SIAT YOUNG 2018 a Torino.

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Dermot Foley

Architetto

Direttore e Principal Landscape Architect presso lo studio Dermot Foley Landscape Architects (DFLA), con oltre 20 anni di esperienza. È un orticoltore e architetto paesaggista, dopo essersi formato al National Botanic Gardens, prima di studiare architettura del paesaggio. Ha fondato lo studio nel 2001 ed è stato premiato con Europe 40-Under-40 nel 2010. Con numerosi premi per la progettazione del paesaggio, la ricerca sul paesaggio e la conservazione del paesaggio, i suoi clienti includono Kennedy Wilson, Castlethorn Construction, Laing O’Rourke, Park Developments, Bennett Construction, SIAC, CIE, Dublin City Council, Cork County Council, NUI Maynooth, HSE, Glanbia, English Partnerships, London School of Economics e Kingston University. Dermot è Assistant Professor presso l’University College Dublin (UCD) e tiene conferenze a livello internazionale. Ha avviato il progetto di ricerca sulle città resilienti finanziato dall’UE nel 2011, denominato TURAS, con 25 partn

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Direttore e Principal Landscape Architect presso lo studio Dermot Foley Landscape Architects (DFLA), con oltre 20 anni di esperienza. È un orticoltore e architetto paesaggista, dopo essersi formato al National Botanic Gardens, prima di studiare architettura del paesaggio. Ha fondato lo studio nel 2001 ed è stato premiato con Europe 40-Under-40 nel 2010. Con numerosi premi per la progettazione del paesaggio, la ricerca sul paesaggio e la conservazione del paesaggio, i suoi clienti includono Kennedy Wilson, Castlethorn Construction, Laing O’Rourke, Park Developments, Bennett Construction, SIAC, CIE, Dublin City Council, Cork County Council, NUI Maynooth, HSE, Glanbia, English Partnerships, London School of Economics e Kingston University. Dermot è Assistant Professor presso l’University College Dublin (UCD) e tiene conferenze a livello internazionale. Ha avviato il progetto di ricerca sulle città resilienti finanziato dall’UE nel 2011, denominato TURAS, con 25 partner di ricerca dell’UE. Ha curato il libro di pratica Artifice, che è la prima pubblicazione completa sull’architettura paesaggistica irlandese contemporanea. Le sue ricerche includono resilienza urbana, sistemi di drenaggio sostenibili, studi storici. Nel 2016 è stato “Adapt-r” Scholar con il Royal Melbourne Institute of Technology. I progetti attuali includono l’ippodromo di Curragh, il Bridgefoot Street Public Park, il Paul Marshall Building della LSE e la Kingston University.

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Giuseppina Carla Romby

Professore ordinario di Storia dell'Architettura

Professore ordinario di Storia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, titolare del corso di Storia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura  e del corso di Storia dell’architettura e del territorio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia .

I suoi studi sono orientati alla storia dell’architettura e della città fra Medioevo ed Età Moderna, con  particolare riferimento allarea fiorentina e toscana.

Oltre all’ attività  scientifica , testimoniata  anche da partecipazioni a convegni nazionali e internazionali, a partire dal 1988 ha svolto una intensa attività di consulenza ad Enti Pubblici territoriali per la realizzazione di iniziative di valorizzazione dei beni culturali che si sono tradotte nella progettazione  e realizzazione di sistemi e strutture museali . Presiede il Comitato scientifico del Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme.

Professore ordinario di Storia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, titolare del corso di Storia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura  e del corso di Storia dell’architettura e del territorio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia .

I suoi studi sono orientati alla storia dell’architettura e della città fra Medioevo ed Età Moderna, con  particolare riferimento allarea fiorentina e toscana.

Oltre all’ attività  scientifica , testimoniata  anche da partecipazioni a convegni nazionali e internazionali, a partire dal 1988 ha svolto una intensa attività di consulenza ad Enti Pubblici territoriali per la realizzazione di iniziative di valorizzazione dei beni culturali che si sono tradotte nella progettazione  e realizzazione di sistemi e strutture museali . Presiede il Comitato scientifico del Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme.

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Elisabetta Bianchessi

Architetto

Architetto (presso la Faculdade de Arquitectura Lisboa – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid – Politecnico di Milano), Dottore di Ricerca (presso Escola Tècnica Superior d’Arquitectura de Barcelona – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid). Docente a contratto sui temi del progetto del paesaggio e dello spazio pubblico, in relazione alle pratiche dell’arte contemporanea e del design sociale, ha insegnato al Politecnico di Milano Facoltà di Architettura e Accademia Belle Arti Santa Giulia Brescia (2003 – 2013), al Master World Natural Heritage Management-Unesco Trento della Provincia Autonoma di Trento – Università degli Studi di Torino – TSM trentino school of management STEP Scuola per il territorio ed il governo del paesaggio (2013 – 2017); ha creato e diretto il Master Paesaggi Straordinari in Landscape Design e Public Art del Politecnico di Milano e NABA Nuova Accademia Belle Arti Milano (2008 – 2013); ha creato e diretto Internatio

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Architetto (presso la Faculdade de Arquitectura Lisboa – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid – Politecnico di Milano), Dottore di Ricerca (presso Escola Tècnica Superior d’Arquitectura de Barcelona – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid). Docente a contratto sui temi del progetto del paesaggio e dello spazio pubblico, in relazione alle pratiche dell’arte contemporanea e del design sociale, ha insegnato al Politecnico di Milano Facoltà di Architettura e Accademia Belle Arti Santa Giulia Brescia (2003 – 2013), al Master World Natural Heritage Management-Unesco Trento della Provincia Autonoma di Trento – Università degli Studi di Torino – TSM trentino school of management STEP Scuola per il territorio ed il governo del paesaggio (2013 – 2017); ha creato e diretto il Master Paesaggi Straordinari in Landscape Design e Public Art del Politecnico di Milano e NABA Nuova Accademia Belle Arti Milano (2008 – 2013); ha creato e diretto International Summer School per il Bergamo Landscape and Garden Institute Bergamo dell’Università degli Studi di Bergamo – Regione Lombardia – Comune di Bergamo Fondazione Lombardia per l’Ambiente (2014 – 2018). Collabora con LandWorksCircus Italia – Le Murate Progetto Arte Contemporanea Firenze, il Centro Studi del Paesaggio – Museo del Paesaggio di Verbania, il Distretto Culturale del Monte Barro ArteNatura.
Nel 2008 crea T12-Lab via dei Transiti 12 Milano, agenzia di ricerca-azione per progetti di design sociale, spazio pubblico e progettazione del paesaggio, da cui: è Ideatore e Presidente di Verdi Acque associazione, che si occupa di paesaggi acquatici e delle comunità che li vivono; è Ideatore e Presidente di T12-lab associazione, che si occupa di rigenerazione urbana e design sociale attraverso progetti di formazione-lavoro per persone sorde; è Socio Onorario di Liveinslums ong, come responsabile scientifico di progetti di cooperazione ambientale e di agricoltura urbana nelle metropoli.
Svolge la sua attività professionale collaborando in progetti e concorsi nazionali e internazionali di progettazione ambientale.

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ArnoLab019

Progetto RIVA

L’Associazione LWCircus, in collaborazione con la Direzione Artistica delle Murate, nell’ambito del progetto RIVA, palinsesto che promuove ricerche alternative commissionando interventi artistici incentrati sul fiume Arno, ha presentato il secondo appuntamento primaveriale della serie di seminari e Open Talks ILARKS, ideati per ampliare e promuovere il dibattito all’interno della disciplina sull’utilizzo di pratiche performative e linguaggi multimediali nella progettazione, valorizzazione e attivazione dei paesaggi culturali contemporanei, coinvolgendo architetti, paesaggisti, artisti e designer, attivisti, curatori antropologi ed editori, chiamati a dare il loro contributo in merito.

L’Associazione LWCircus, in collaborazione con la Direzione Artistica delle Murate, nell’ambito del progetto RIVA, palinsesto che promuove ricerche alternative commissionando interventi artistici incentrati sul fiume Arno, ha presentato il secondo appuntamento primaveriale della serie di seminari e Open Talks ILARKS, ideati per ampliare e promuovere il dibattito all’interno della disciplina sull’utilizzo di pratiche performative e linguaggi multimediali nella progettazione, valorizzazione e attivazione dei paesaggi culturali contemporanei, coinvolgendo architetti, paesaggisti, artisti e designer, attivisti, curatori antropologi ed editori, chiamati a dare il loro contributo in merito.

ArnoLab019

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Progetto RIVA | 2019

a cura di Valentina Gensini

Nel 2019 sono proseguiti i talk e i workshop internazionali, tra cui è di particolare rilevanza l’incontro presentato a MAD con Michelangelo Pistoletto, in collaborazione con  Accademia di belle Arti, e le conferenze curate da LWCircus, oltre al ciclo di incontri a cura del Prof. Antonio Capestro, in collaborazione con CISDU e Università degli Studi di Firenze. Allo stesso modo è continuata la costante manutenzione del parco fluviale del Terzo Giardino e le relative visite guidate a cura dell’area mediazione dell’Associazione Mus.e. È stato portato avanti il progetto di collaborazione con Zhong Art International, ha visto due professori dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan effettuare un periodo residenza presso Murate Art District. Questi eventi hanno permesso di compiere un percorso di avvicinamento alla grande mostra del pluriennale Progetto RIVA, prevista nel 2020, e posticipata al 2021 a causa delle restrizioni messe in atto per contrastare la pandemia da Covid-19.

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Nel 2019 sono proseguiti i talk e i workshop internazionali, tra cui è di particolare rilevanza l’incontro presentato a MAD con Michelangelo Pistoletto, in collaborazione con  Accademia di belle Arti, e le conferenze curate da LWCircus, oltre al ciclo di incontri a cura del Prof. Antonio Capestro, in collaborazione con CISDU e Università degli Studi di Firenze. Allo stesso modo è continuata la costante manutenzione del parco fluviale del Terzo Giardino e le relative visite guidate a cura dell’area mediazione dell’Associazione Mus.e. È stato portato avanti il progetto di collaborazione con Zhong Art International, ha visto due professori dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan effettuare un periodo residenza presso Murate Art District. Questi eventi hanno permesso di compiere un percorso di avvicinamento alla grande mostra del pluriennale Progetto RIVA, prevista nel 2020, e posticipata al 2021 a causa delle restrizioni messe in atto per contrastare la pandemia da Covid-19.

 

Progetto RIVA | 2019

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Henri Bava

Architetto

Nato in Tunisia e cresciuto tra la Tunisia e Parigi, Henri Bava ha iniziato i suoi studi con una laurea in biologia vegetale presso l’Università Paris-Orsay. Mostrando un vivo interesse per il mondo vivente ma da diverse prospettive, si iscrive successivamente all’École Nationale Supérieure du Paysage (ENSP) di Versailles nel 1980, seguendo allo stesso tempo un corso di scenografia presso la Jacques Lecoq École Internationale de Théâtre di Parigi . Si è laureato come paesaggista DPLG nel 1984 con Michel Corajoud come supervisore e ha lavorato per un anno nella sua agenzia a Parigi. Nel 1986, con i suoi attuali soci, ha fondato Agence Ter. A soli tre anni dal conseguimento della laurea, è tornato all’ENSP Versailles come insegnante, parallelamente alla sua attività professionale, per un periodo di dieci anni. Dal 1989, dopo la partenza di Michel Hössler per la Guyana francese, ha diretto l’ufficio dell’Agence Ter a Parigi insieme a Olivier Philipp

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Nato in Tunisia e cresciuto tra la Tunisia e Parigi, Henri Bava ha iniziato i suoi studi con una laurea in biologia vegetale presso l’Università Paris-Orsay. Mostrando un vivo interesse per il mondo vivente ma da diverse prospettive, si iscrive successivamente all’École Nationale Supérieure du Paysage (ENSP) di Versailles nel 1980, seguendo allo stesso tempo un corso di scenografia presso la Jacques Lecoq École Internationale de Théâtre di Parigi . Si è laureato come paesaggista DPLG nel 1984 con Michel Corajoud come supervisore e ha lavorato per un anno nella sua agenzia a Parigi. Nel 1986, con i suoi attuali soci, ha fondato Agence Ter. A soli tre anni dal conseguimento della laurea, è tornato all’ENSP Versailles come insegnante, parallelamente alla sua attività professionale, per un periodo di dieci anni. Dal 1989, dopo la partenza di Michel Hössler per la Guyana francese, ha diretto l’ufficio dell’Agence Ter a Parigi insieme a Olivier Philippe. Dal 1993 al 1997, ha combinato questo con il lavoro come consulente statale paesaggista per il DDE della contea di Eure. Henri Bava è stato eletto presidente della Federazione francese del paesaggio, carica ricoperta tra il 1996 e il 1998.
Fu in questo momento che iniziò il suo lavoro in Germania. Ha guidato l’esecuzione del progetto Aqua Magica Park vicino ad Hannover ed è stato nominato allo stesso tempo, nell’ambito di un processo di reclutamento europeo, professore ordinario e direttore del dipartimento del paesaggio della scuola di architettura del Karlsruhe Institute of Technology (KIT), dove insegna ancora oggi. Nel 2000 ha creato un ufficio Agence Ter a Karlsruhe, da dove ha diretto grandi progetti di sviluppo del territorio transfrontaliero, progetti di riabilitazione di siti industriali abbandonati o la realizzazione di importanti luoghi pubblici, come a Duisburg. Sei anni dopo è stato eletto membro dell’Accademia delle arti di Berlino. Dopo essere tornato all’Agence Ter Paris nel 2007, è stato eletto presidente del consiglio di amministrazione dell’École Nationale de la Nature et du Paysage, Blois (ENSNP) nel 2010. Nello stesso anno, Henri Bava è stato invitato alla Harvard University Graduate School of Design di Charles Waldheim, direttore del dipartimento del paesaggio, dove spesso insegna nell’ambito degli studi di design. Nel 2014, in seguito alla vittoria del concorso per la “Plaza Glories Catalanes” di Barcellona, ​​è stato istituito un ufficio spagnolo. Nel 2016, Henri Bava ha guidato la squadra vincitrice per il rinnovo di Pershing Square e ha aperto il primo ufficio americano di Agence Ter, nel centro di Los Angeles.

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Neville Mars

Architetto

Neville Mars è il direttore di MARS Architects a Shanghai, uno studio di architettura e pianificazione sostenibile con oltre tredici anni di esperienza in Asia. MARS Architects ha vinto concorsi di architettura nazionali e internazionali, tra cui il progetto vincitore per il museo nazionale dell’immagine di Chengdu e il progetto vincitore per la sede di un marchio a Sofia. MARS ha sviluppato oltre una dozzina di progetti di pianificazione integrata in tutta l’Asia, tra cui l’Ecocity sino-olandese a Shenzhen, il Beijing 798 Art District, Vision United Mumbai e il master plan integrale per Caofeidian Ecocity. Recentemente MARS è stato invitato da UN HABITAT a collaborare alla pianificazione di Tacloban nelle Filippine, la città devastata dal tifone Haiyan. Neville Mars è anche il direttore della Dynamic City Foundation (DCF), una piattaforma di ricerca senza scopo di lucro che studia la rapida urbanizzazione in Asia. Iniziando la sua carriera in OMA, un approccio di

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Neville Mars è il direttore di MARS Architects a Shanghai, uno studio di architettura e pianificazione sostenibile con oltre tredici anni di esperienza in Asia. MARS Architects ha vinto concorsi di architettura nazionali e internazionali, tra cui il progetto vincitore per il museo nazionale dell’immagine di Chengdu e il progetto vincitore per la sede di un marchio a Sofia. MARS ha sviluppato oltre una dozzina di progetti di pianificazione integrata in tutta l’Asia, tra cui l’Ecocity sino-olandese a Shenzhen, il Beijing 798 Art District, Vision United Mumbai e il master plan integrale per Caofeidian Ecocity. Recentemente MARS è stato invitato da UN HABITAT a collaborare alla pianificazione di Tacloban nelle Filippine, la città devastata dal tifone Haiyan. Neville Mars è anche il direttore della Dynamic City Foundation (DCF), una piattaforma di ricerca senza scopo di lucro che studia la rapida urbanizzazione in Asia. Iniziando la sua carriera in OMA, un approccio distinto basato sulla ricerca è diventato il marchio di fabbrica del DCF, generando collaborazioni con una serie di istituti di istruzione, commerciali, artistici e di ricerca in tutto il mondo. Lavorando su scale e discipline DCF produce progetti che colmano il tradizionale divario tra teoria e pratica, installazioni artistiche e tecnologia, ricerca e design.

Mars è docente presso la China Academy of Art e ha un dottorato di ricerca presso RMIT, incentrato sulla teoria urbana. È membro del BMW Guggenheim Lab e collega relatore alla conferenza TEDglobal_INK. Mars è l’autore del libro The Chinese Dream – a society under construction (010 Publishers, N. Mars, A. Hornsby, Rotterdam 2008). Il tomo di 800 pagine si è rivelato un’analisi profetica della correlazione tra costruzione di città e costruzione di società in Cina, ispirando il tema del 12 ° FYP cinese. Nell’inverno 2016, Mars ha pubblicato il suo secondo libro “Manifesto of Mistakes – soluzioni urbane per il nuovo mondo”, questo manuale di progettazione di ecocity ripensa i principi fondamentali della disciplina urbana, per arrivare a una strategia globale per la pianificazione urbana integrata guidata dai processi.

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Walter Hood

Architetto, designer

Walter Hood è il direttore creativo e fondatore di Hood Design Studio a Oakland, in California. Le sue opere esplorano spesso argomenti come razza, identità, giustizia sociale e design ambientale. È anche professore presso l’Università della California, Berkeley, e tiene conferenze su progetti professionali e teorici a livello nazionale e internazionale. Hood Design Studio è una pratica tripartita, che lavora tra arte e fabbricazione, design e paesaggio, ricerca e urbanistica. Gli spazi urbani risultanti dai loro oggetti agiscono come sculture pubbliche, creando nuove aperture attraverso le quali vedere la bellezza, la stranezza e le idiosincrasie emergenti circostanti. Il pluripremiato lavoro dello Studio è stato presentato in riviste tra cui Dwell, The Wall Street Journal, The New York Times, Fast Company, Architectural Digest, Places Journal e Landscape Architecture Magazine. Walter Hood è anche un destinatario nel 2017 dell’Academy of Arts and Letters Architectur

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Walter Hood è il direttore creativo e fondatore di Hood Design Studio a Oakland, in California. Le sue opere esplorano spesso argomenti come razza, identità, giustizia sociale e design ambientale. È anche professore presso l’Università della California, Berkeley, e tiene conferenze su progetti professionali e teorici a livello nazionale e internazionale. Hood Design Studio è una pratica tripartita, che lavora tra arte e fabbricazione, design e paesaggio, ricerca e urbanistica. Gli spazi urbani risultanti dai loro oggetti agiscono come sculture pubbliche, creando nuove aperture attraverso le quali vedere la bellezza, la stranezza e le idiosincrasie emergenti circostanti. Il pluripremiato lavoro dello Studio è stato presentato in riviste tra cui Dwell, The Wall Street Journal, The New York Times, Fast Company, Architectural Digest, Places Journal e Landscape Architecture Magazine. Walter Hood è anche un destinatario nel 2017 dell’Academy of Arts and Letters Architecture Award.

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Ila Beka

Video artist

Laureato in architettura, si è diplomato allo IUAV di Venezia e all’École nationale supérieure d’architecture de Paris-Belleville studiando con Aldo Rossi, Manfredo Tafuri, Vittorio Gregotti, Massimo Cacciari, Bernardo Secchi, Ugo La Pietra e Henri Ciriani.

Come regista ha cominciato realizzando una serie di 168 microfilm per la Universal Studio, poi divenuti famosi anche come i Millimetraggi di Ila Bêka, con i quali ha vinto il Festival du Film Très Court di Parigi, il Premio Massimo Troisi e il festival Maremetraggio di Trieste.
In seguito ai Millimetraggi ha prodotto e realizzato una lunga serie di cortometraggi, fra cui I have seen my mother dancing in the clouds, vincitore del Torino Film Festival e selezionato dalla Academy Award di Los Angeles per partecipare agli Oscar come miglior cortometraggio italiano, In Utero, vincitore del Jameson Award per il migliore cortometraggio europeo e presentato in selezione ufficiale alla Semaine de la

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Laureato in architettura, si è diplomato allo IUAV di Venezia e all’École nationale supérieure d’architecture de Paris-Belleville studiando con Aldo Rossi, Manfredo Tafuri, Vittorio Gregotti, Massimo Cacciari, Bernardo Secchi, Ugo La Pietra e Henri Ciriani.

Come regista ha cominciato realizzando una serie di 168 microfilm per la Universal Studio, poi divenuti famosi anche come i Millimetraggi di Ila Bêka, con i quali ha vinto il Festival du Film Très Court di Parigi, il Premio Massimo Troisi e il festival Maremetraggio di Trieste.
In seguito ai Millimetraggi ha prodotto e realizzato una lunga serie di cortometraggi, fra cui I have seen my mother dancing in the clouds, vincitore del Torino Film Festival e selezionato dalla Academy Award di Los Angeles per partecipare agli Oscar come miglior cortometraggio italiano, In Utero, vincitore del Jameson Award per il migliore cortometraggio europeo e presentato in selezione ufficiale alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes, e Buongiorno, vincitore di oltre 60 film festival internazionali.

Nel 2003 fonda la casa di produzione BekaFilms con la quale ha prodotto e diretto il suo primo lungometraggio Quodlibet, presentato in selezione ufficiale al Festival del film Locarno, oltre a altri numerosi documentari e video d’artista.

Dal 2005 collabora con Louise Lemoine, con la quale ha creato la piattaforma creativa e di ricerca Bêka&Partners.
Definiti dal New York Times “figure culto nel mondo dell’architettura europea”, Ila Bêka e Louise Lemoine concentrano la loro ricerca sulla sperimentazione di nuove forme narrative e cinematografiche legate all’architettura contemporanea e alla città. Attraverso la loro opera mettono in discussione, attraverso uno sguardo soggettivo, dissacrante ed ironico, l’idealizzazione nella rappresentazione dell’architettura, esaltandone al contempo la vulnerabilità, la vitalità e la bellezza.
Koolhaas Houselife, realizzato nel 2008 e co-diretto da Louise Lemoine è stato acclamato dalla critica internazionale come “il film cult dell’architettura”.

Negli ultimi anni ha presentato i suoi film e tenuto delle conferenze sulla sua attività di ricerca presso alcune istituzioni culturali internazionali e prestigiose università come la Biennale di Venezia (2008, 2010, 2014), MoMA (New-York), Metropolitan Museum of Art (New-York), Centre Pompidou (Parigi), Palais de Tokyo (Parigi), Barbican Art Gallery (Londra), Canadian Centre for Architecture (Montréal), NAi (Rotterdam, NL), MAXXI (Roma), SALT (Istanbul), Harvard GSD e Architectural Association School of Architecture (Londra), Mextropoli (Mexico).

L’intera opera di Ila Bêka & Louise Lemoine (16 film) è stata acquisita nel 2016 dal MoMA Museum of Modern Art di New York ed è entrata a far parte della sua collezione permanente. L’acquisizione dell’intera produzione di un artista ancora vivente ed attivo è un evento estremamente raro.

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Louise Lemoine

Video artist

Lemoine vive e lavora tra Francia e Italia. Dal 2005 lavora in collaborazione con il marito Ila Bêka con il quale ha fondato la piattaforma di ricerca e creazione Bêka & Partners.

Presentati dal New York Times come “figure cult nel mondo dell’architettura europea”, Lemoine e Bêka concentrano la loro ricerca principalmente sulla sperimentazione di nuove forme narrative e cinematografiche in relazione all’architettura contemporanea.
Koolhaas Houselife, il primo film che ha co-diretto con Bêka nel 2008, è stato acclamato dalla critica internazionale come “il film cult dell’architettura”. Hanno autofinanziato il film per garantirne la libertà creativa.

Dopo il successo di Koolhaus Houselife, Bêka e Lemoine hanno girato gli altri quattro film che avrebbero costituito la loro serie Living Architectures. Questa serie, che comprende Koolhaus Houselife; Pomerol, Herzog e de Meuron; Xmas Meier; Vertigo di Gehry; e Inside Piano, segue le realt


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Lemoine vive e lavora tra Francia e Italia. Dal 2005 lavora in collaborazione con il marito Ila Bêka con il quale ha fondato la piattaforma di ricerca e creazione Bêka & Partners.

Presentati dal New York Times come “figure cult nel mondo dell’architettura europea”, Lemoine e Bêka concentrano la loro ricerca principalmente sulla sperimentazione di nuove forme narrative e cinematografiche in relazione all’architettura contemporanea.
Koolhaas Houselife, il primo film che ha co-diretto con Bêka nel 2008, è stato acclamato dalla critica internazionale come “il film cult dell’architettura”. Hanno autofinanziato il film per garantirne la libertà creativa.

Dopo il successo di Koolhaus Houselife, Bêka e Lemoine hanno girato gli altri quattro film che avrebbero costituito la loro serie Living Architectures. Questa serie, che comprende Koolhaus Houselife; Pomerol, Herzog e de Meuron; Xmas Meier; Vertigo di Gehry; e Inside Piano, segue le realtà mondane della manutenzione di edifici di famosi architetti, tra cui Rem Koolhaas (la casa di Bordeaux), Frank Gehry (il Guggenheim di Bilbao) e Auguste Perret.

I suoi film sono stati selezionati e premiati in alcuni importanti festival cinematografici internazionali come CPH: DOX, Chicago International Film Festival, DocAviv, Torino Film Festival, FIFA, ecc.
È stata invitata a tenere conferenze e presentare i suoi film in molte istituzioni culturali internazionali e prestigiose università come la Biennale di Venezia (2008, 2010, 2014), MoMA (New York), Metropolitan Museum of Art (New-York), Centre Pompidou (Parigi ), Palais de Tokyo (Parigi), Barbican Art Gallery (Londra), Canadian Centre for Architecture (Montréal), NAi (Rotterdam, NL), MAXXI (Roma), Harvard GSD, Architectural Association School of Architecture (Londra), Mextropoli ( Messico).

I suoi film fanno parte di importanti collezioni d’arte, il CNAP ha acquisito nel 2014 una copia di Koolhaas Houselife e nel 2015 una copia dell’installazione video La Maddalena per le collezioni nazionali francesi. L’opera video Spiriti è stata commissionata dalla Fondazione Prada per la loro collezione privata.

Nel 2016 l’opera completa di Ila Bêka e Louise Lemoine (16 film) è stata acquisita dal MoMA, Museum of Modern Art di New York.

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Anton James

Architetto

Anton James è uno dei tre direttori dello studio di architettura del paesaggio con sede a Sydney, James Mather Delaney Design e professore di architettura del paesaggio presso RMIT. JMD Design cerca una sintesi creativa tra numerose preoccupazioni nelle discipline dell’architettura del paesaggio, ingegneria, arti visive, orticoltura ed ecologia. I lavori risultanti dimostrano una risposta dinamica e sofisticata saldamente fondata su un’attenzione particolare al carattere del sito esistente e alla specificità di materialità di ciascun sito.

Anton, che si è formato come architetto paesaggista e artista visivo, ha progettato per un periodo di 20 anni progetti in Australia, Europa e Stati Uniti. Il suo lavoro continua a concentrarsi sul design come mezzo per esplorare la tensione spaziale, ambientale e materiale di un sito per il suo potenziale di arricchimento dell’esperienza urbana. Recentemente ha conseguito il dottorato in filosofia presso il Royal Melbourne Insti

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Anton James è uno dei tre direttori dello studio di architettura del paesaggio con sede a Sydney, James Mather Delaney Design e professore di architettura del paesaggio presso RMIT. JMD Design cerca una sintesi creativa tra numerose preoccupazioni nelle discipline dell’architettura del paesaggio, ingegneria, arti visive, orticoltura ed ecologia. I lavori risultanti dimostrano una risposta dinamica e sofisticata saldamente fondata su un’attenzione particolare al carattere del sito esistente e alla specificità di materialità di ciascun sito.

Anton, che si è formato come architetto paesaggista e artista visivo, ha progettato per un periodo di 20 anni progetti in Australia, Europa e Stati Uniti. Il suo lavoro continua a concentrarsi sul design come mezzo per esplorare la tensione spaziale, ambientale e materiale di un sito per il suo potenziale di arricchimento dell’esperienza urbana. Recentemente ha conseguito il dottorato in filosofia presso il Royal Melbourne Institute of Technology, School of Architecture and Design, ed è stato nominato professore di architettura del paesaggio presso RMIT.

Anton ha vinto numerosi premi, a livello nazionale e internazionale per i suoi lavori.

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Claudia Pasquero

Architetto

Claudia Pasquero è architetto, curatrice, autrice ed educatrice; il suo lavoro e la sua ricerca operano all’incrocio tra biologia, computazione e design. È fondatrice e condirettrice di ecoLogicStudio a Londra, docente e direttrice dell’Urban Morphogenesis Lab presso la Bartlett UCL, Professore di Architettura del paesaggio e fondatrice del Synthetic Landscape Lab dell’Università di Innsbruck.

Claudia è stata Head Curator della Tallinn Architectural Biennale 2017 ed è stata nominata nella smart list WIRED nello stesso anno.

È coautrice del “Systemic Architecture – Operating manual for the self-organizing city” pubblicato da Routledge nel 2012.

Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto a livello internazionale: al FRAC Centre di Orléans, alla Biennale di architettura di Venezia, ZKM Karlsruhe e MilanoExpo2015 tra gli altri. ecoLogicStudio ha completato negli ultimi anni una serie di architetture fotosintetiche, come il padiglione BioTechHut

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Claudia Pasquero è architetto, curatrice, autrice ed educatrice; il suo lavoro e la sua ricerca operano all’incrocio tra biologia, computazione e design. È fondatrice e condirettrice di ecoLogicStudio a Londra, docente e direttrice dell’Urban Morphogenesis Lab presso la Bartlett UCL, Professore di Architettura del paesaggio e fondatrice del Synthetic Landscape Lab dell’Università di Innsbruck.

Claudia è stata Head Curator della Tallinn Architectural Biennale 2017 ed è stata nominata nella smart list WIRED nello stesso anno.

È coautrice del “Systemic Architecture – Operating manual for the self-organizing city” pubblicato da Routledge nel 2012.

Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto a livello internazionale: al FRAC Centre di Orléans, alla Biennale di architettura di Venezia, ZKM Karlsruhe e MilanoExpo2015 tra gli altri. ecoLogicStudio ha completato negli ultimi anni una serie di architetture fotosintetiche, come il padiglione BioTechHut per Expo Astana 2017, HORTUS Astana 2017, Urban Algae Folly Aarhus 2017, PhotoSynthEtica Dublin 2019, HORTUS XL 2020 per il Centre Pompidou di Parigi, PhotosSynthEtica Helsinki 2020 su altri.

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Marco Poletto

Architetto

Marco Poletto è un architetto, educatore e innovatore con sede a Londra.

È co-fondatore e direttore dello studio di architettura ecoLogicStudio e della società di innovazione del design PhotoSynthetica, focalizzata sullo sviluppo di soluzioni architettoniche per combattere i cambiamenti climatici.
Negli ultimi 10 anni ecoLogicStudio ha progettato e realizzato diverse installazioni e architetture viventi, dimostrando come i microrganismi come le alghe possano diventare parte della bio-città del futuro.
Marco ha conseguito un dottorato di ricerca presso la RMIT University, Melbourne.
La sua tesi sulla “Urbansphere” sostiene che la maggiore integrazione spaziale dei sistemi non umani all’interno dell’architettura è cruciale per evolvere forme superiori di intelligenza ecologica urbana.

È anche coautore di “Systemic Architecture”, libro pubblicato da Routledge nel 2012.

Marco è stato Unit Master presso l’Architectural Association di Londra, Critico




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Marco Poletto è un architetto, educatore e innovatore con sede a Londra.

È co-fondatore e direttore dello studio di architettura ecoLogicStudio e della società di innovazione del design PhotoSynthetica, focalizzata sullo sviluppo di soluzioni architettoniche per combattere i cambiamenti climatici.
Negli ultimi 10 anni ecoLogicStudio ha progettato e realizzato diverse installazioni e architetture viventi, dimostrando come i microrganismi come le alghe possano diventare parte della bio-città del futuro.
Marco ha conseguito un dottorato di ricerca presso la RMIT University, Melbourne.
La sua tesi sulla “Urbansphere” sostiene che la maggiore integrazione spaziale dei sistemi non umani all’interno dell’architettura è cruciale per evolvere forme superiori di intelligenza ecologica urbana.

È anche coautore di “Systemic Architecture”, libro pubblicato da Routledge nel 2012.

Marco è stato Unit Master presso l’Architectural Association di Londra, Critico in visita presso la Cornell University e Research Cluster leader presso The Bartlett, UCL.

Attualmente insegna all’Università di Innsbruck e all’IAAC di Barcellona.

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Francesco Careri

Architetto

Francesco Careri (1966) è architetto e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, in seguito nella città dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati. Tra le sue pubblicazioni principali: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001; Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006; Stalker /Savorengo Ker. Dal campo nomadi alla casa di tutti, Linaria, Roma 2015; Pasear, detener

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Francesco Careri (1966) è architetto e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, in seguito nella città dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati. Tra le sue pubblicazioni principali: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001; Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006; Stalker /Savorengo Ker. Dal campo nomadi alla casa di tutti, Linaria, Roma 2015; Pasear, detenerse, Gustavo Gili, Barcelona 2016, Sao Paulo 2017; Stalker/Campus Rom, Altrimedia edizioni, Matera 2017, con Lorenzo Romito.

Dal 2006 è titolare del Corso di Arti Civiche, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando analizzando e interagendo in situ con i fenomeni urbani emergenti.

Dal 2012 è Direttore del Master Arti Architettura Città, poi dal 2016 co-Direttore dei Master Environmental Humanities e dal 2019 del Master PACS Arti Performative e Spazi Comunitari.

Dal 2016 è titolare del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Urbana con cui sperimenta la strategia di abitare transitorio CIRCO – Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l’Ospitalità.

Professore Associato Dipartimento di Architettura Roma Tre

co-fondatore di Stalker / Osservatorio Nomade

co-Direttore del Master Environmental Humanities / Studi dell’Ambiente e del Territoriio

co-Direttore del Master PACS – Arti Performative e Spazi Comunitari

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Giorgio De Finis

Curatore, antropologo

È stato Direttore Artistico del Macro Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Ideatore e curatore del Museo MAAM del Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz_città meticcia e della Pinacoteca -1 della Casa dell’Architettura di Roma. Ha fondato e dirige il diffuso Museo DiF della città di Formello. Ha ideato e curato come event manager il Festival di Architettura di Roma. È stato editore e direttore di «ARIA [rivista d’artisti]. Attualmente è direttore (ir) responsabile di “FART i fogli della Fabbrica dell’ARTe”.
Tra le ultime pubblicazioni si segnalano i volumi: Diari urbani (Prospettive edizioni, introduzione di Marc Augé), Forza Tutt *. La Barricata dell’arte, Exploit. Come rovesciare il mondo ad arte. D-istrizioni per l’uso (a cura di F. Benincasa e A. Facchi), Space Metropoliz. L’era delle migrazioni esoplanetarie (a cura di F. Boni), Roma. Nome plurale di città (con F. Benincasa), Il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (edizioni Boprde

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È stato Direttore Artistico del Macro Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Ideatore e curatore del Museo MAAM del Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz_città meticcia e della Pinacoteca -1 della Casa dell’Architettura di Roma. Ha fondato e dirige il diffuso Museo DiF della città di Formello. Ha ideato e curato come event manager il Festival di Architettura di Roma. È stato editore e direttore di «ARIA [rivista d’artisti]. Attualmente è direttore (ir) responsabile di “FART i fogli della Fabbrica dell’ARTe”.
Tra le ultime pubblicazioni si segnalano i volumi: Diari urbani (Prospettive edizioni, introduzione di Marc Augé), Forza Tutt *. La Barricata dell’arte, Exploit. Come rovesciare il mondo ad arte. D-istrizioni per l’uso (a cura di F. Benincasa e A. Facchi), Space Metropoliz. L’era delle migrazioni esoplanetarie (a cura di F. Boni), Roma. Nome plurale di città (con F. Benincasa), Il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (edizioni Boprdeaux) e Il museo dovunque (edizioni Inside art). È anche autore di numerosi libri fotografici tra cui: Umani, Urbani & Marziani (Postcart). Ha inoltre curato mostre e cataloghi d’arte ed è autore di numerosi contributi critici.
Il MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia è il primo museo abitato del Pianeta Terra (o meglio della Luna). Figlio del cinema e della galleria d’arte Space Metropoliz, il MAAM è stato fondato nel 2012 per proteggere la casa di 200 migranti e lavoratori temporanei da tutto il mondo. Oggi vanta una collezione di oltre 500 opere.

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Jenny Sabin

Architetto, designer

Jenny E. Sabin è una designer architettonica il cui lavoro è all’avanguardia in una nuova direzione per la pratica architettonica del 21 ° secolo, che indaga le intersezioni tra architettura e scienza e applica intuizioni e teorie della biologia e della matematica alla progettazione di strutture materiali. Sabin è Arthur L. e Isabel B. Wiesenberger Professor in Architecture e Direttore degli studi universitari presso il Dipartimento di Architettura della Cornell University, dove ha istituito un nuovo corso di ricerca avanzata in Matter Design Computation. È a capo di Jenny Sabin Studio, uno studio di progettazione architettonica sperimentale con sede a Ithaca e direttrice del Sabin Design Lab presso Cornell AAP, un laboratorio di ricerca di design transdisciplinare specializzato in progettazione computazionale, visualizzazione dei dati e fabbricazione digitale.

Nel 2006, Sabin ha co-fondato Sabin + Jones LabStudio, uno studio ibrido di ricerca e progettazione, insieme al bio

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Jenny E. Sabin è una designer architettonica il cui lavoro è all’avanguardia in una nuova direzione per la pratica architettonica del 21 ° secolo, che indaga le intersezioni tra architettura e scienza e applica intuizioni e teorie della biologia e della matematica alla progettazione di strutture materiali. Sabin è Arthur L. e Isabel B. Wiesenberger Professor in Architecture e Direttore degli studi universitari presso il Dipartimento di Architettura della Cornell University, dove ha istituito un nuovo corso di ricerca avanzata in Matter Design Computation. È a capo di Jenny Sabin Studio, uno studio di progettazione architettonica sperimentale con sede a Ithaca e direttrice del Sabin Design Lab presso Cornell AAP, un laboratorio di ricerca di design transdisciplinare specializzato in progettazione computazionale, visualizzazione dei dati e fabbricazione digitale.

Nel 2006, Sabin ha co-fondato Sabin + Jones LabStudio, uno studio ibrido di ricerca e progettazione, insieme al biologo Peter Lloyd Jones. Sabin è anche un membro fondatore della Nonlinear Systems Organization (NSO), un gruppo di ricerca avviato da Cecil Balmond presso PennDesign, dove era Senior Researcher e Director of Research. La ricerca collaborativa di Sabin, inclusi materiali adattivi bioispirati e assiemi geometrici 3D, è stata sostanzialmente finanziata dalla National Science Foundation con progetti applicati commissionati da diversi clienti tra cui Nike Inc., Microsoft Research, Autodesk, il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum, MoMA e MoMA PS1, il Centre Pompidou, l’American Philosophical Society Museum, il Museum of Craft and Design, la Philadelphia Redevelopment Authority e l’Exploratorium.

Sabin ha conseguito la laurea in ceramica e arte visiva interdisciplinare presso l’Università di Washington e un master in architettura presso l’Università della Pennsylvania, dove ha ricevuto la medaglia del primo premio AIA Henry Adams e la medaglia d’oro Arthur Spayd Brooke per i lavori illustri nel design architettonico; nel 2005 Sabin ha ricevuto una Pew Fellowship in the Arts 2010 ed è stato nominata USA Knight Fellow in Architecture, 1 dei 50 artisti e designer premiati a livello nazionale da US Artists. Nel 2014 è stata insignita del prestigioso Architectural League Prize for Young Architects ed è stata nominata IVY Innovator nel design nazionale 2015. Recentemente, i Women in Architecture Awards nazionali di Architectural Record l’hanno selezionata per Innovator in design 2016.

Ha esposto a livello nazionale e internazionale anche nell’acclamato 9 ° ArchiLab intitolato Naturalizing Architecture al FRAC Center, Orleans, Francia e più recentemente come parte di Beauty, la 5a Triennale di design di Cooper Hewitt. Di recente, il suo lavoro è stato esposto nella mostra Imprimer Le Monde al Centre Pompidou. Il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato tra cui il NY Times, The Architectural Review, Azure, A + U, Metropolis, Mark Magazine, 306090, American Journal of Pathology, Science e Wired Magazine. È stata coautrice di Meander, Variegating Architecture con Ferda Kolatan, 2010. Il suo libro intitolato LabStudio: Design Research Between Architecture and Biology, coautore con Peter Lloyd Jones, è stato pubblicato nel luglio 2017. Sabin ha vinto l’acclamato MoMA & MoMA PS1 Young Architects Program con la sua proposta, Lumen.

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ArnoLab018

Progetto RIVA

Un grande ciclo di conferenze organizzato nella primavera 2018 da LWCircus e MAD Murate Art District, che ha affrontato la progettazione sostenibile nelle città contemporanee partendo da esempi e soluzioni sui fiumi delle grandi aree urbane internazionali dalla progettazione dal bacino della Garonna  in Francia ai modelli evolutivi di Shanghai. Al programma di conferenze si è affiancato il workshop ArnoLab018, un laboratorio creativo open air, finalizzato alla realizzazione in loco di installazioni effimere tra arte e paesaggio. Attraverso modalità sperimentali partecipate e operative i protagonisti di ArnoLab018 hanno reinterpretato e assemblato tra loro materiali naturali riciclati attraverso linguaggi artistici e multimediali per creare arredi urbani leggeri, punti di sosta e rifugi temporanei. I materiali di risulta derivanti dalle fluttuazioni del fiume  sono stati messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica 3 del medio Valdarno e le essenze autoctone sono state fornite

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Un grande ciclo di conferenze organizzato nella primavera 2018 da LWCircus e MAD Murate Art District, che ha affrontato la progettazione sostenibile nelle città contemporanee partendo da esempi e soluzioni sui fiumi delle grandi aree urbane internazionali dalla progettazione dal bacino della Garonna  in Francia ai modelli evolutivi di Shanghai. Al programma di conferenze si è affiancato il workshop ArnoLab018, un laboratorio creativo open air, finalizzato alla realizzazione in loco di installazioni effimere tra arte e paesaggio. Attraverso modalità sperimentali partecipate e operative i protagonisti di ArnoLab018 hanno reinterpretato e assemblato tra loro materiali naturali riciclati attraverso linguaggi artistici e multimediali per creare arredi urbani leggeri, punti di sosta e rifugi temporanei. I materiali di risulta derivanti dalle fluttuazioni del fiume  sono stati messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica 3 del medio Valdarno e le essenze autoctone sono state fornite dal raggruppamento Carabinieri Biodiversità reparto di Vallombrosa.

ArnoLab018

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