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Black History Month Florence | VII edizione

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Nidhal Chamekh

Artista

Nato nel 1985 a Dahmani, Tunisia, Nidhal Chamekh si è laureato alla Scuola di Belle Arti di Tunisi e all’Università della Sorbona di Parigi. Continua a lavorare e vivere tra le due città. Le creazioni di Nidhal riflettono sui tempi in cui abitiamo. La sua opera si colloca all’incrocio tra il biografico e il politico, il vissuto e lo storico, l’evento e l’archivio. Dal disegno alle installazioni, dalla fotografia ai video, le opere di Nidhal Chamekh analizzano la costituzione della nostra identità contemporanea.

Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Aïchi, alla Biennale di Yinchuan, alla Biennale di Dakar ed è stata esposta a Tunisi alle mostre Politics Collective, alla Kunsthaus di Amburgo, in Francia al Museo d’arte contemporanea MAC Lyon, durante la 12a edizione edizione di Bamako Encounters, in Italia presso FM Contemporary Art Center, a Londra presso Drawing Room, a CCA Lagos in Nigeria e Kadist a Parigi, a S

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Nato nel 1985 a Dahmani, Tunisia, Nidhal Chamekh si è laureato alla Scuola di Belle Arti di Tunisi e all’Università della Sorbona di Parigi. Continua a lavorare e vivere tra le due città. Le creazioni di Nidhal riflettono sui tempi in cui abitiamo. La sua opera si colloca all’incrocio tra il biografico e il politico, il vissuto e lo storico, l’evento e l’archivio. Dal disegno alle installazioni, dalla fotografia ai video, le opere di Nidhal Chamekh analizzano la costituzione della nostra identità contemporanea.

Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Aïchi, alla Biennale di Yinchuan, alla Biennale di Dakar ed è stata esposta a Tunisi alle mostre Politics Collective, alla Kunsthaus di Amburgo, in Francia al Museo d’arte contemporanea MAC Lyon, durante la 12a edizione edizione di Bamako Encounters, in Italia presso FM Contemporary Art Center, a Londra presso Drawing Room, a CCA Lagos in Nigeria e Kadist a Parigi, a San Paolo per Videobrasil Art Biennial e lo Skissernas Museum in Svezia.

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come sa di sale lo pane altrui | Nidhal Chamekh

Black History Month Florence | VII edizione

Questa mostra riunisce due serie di opere dello straordinario disegnatore Nidhal Chamekh che mettono in discussione la nozione dell’archivio come testimone, come spettatore. Le opere a tecnica mista inondano l’abisso di storiografie evacuate, che solo apparentemente fanno fatica a mantenere un’accuratezza puntuale, a mettere in discussione l’ambiguità dell’obiettivo empirico dell’anatomia zoologica, la classificazione delle foto segnaletiche, la precisione dei disegni meccanici con gli indizi personali che le tengono insieme.

L’infanzia di Chamekh nei quartieri popolari di Tunisi e la persecuzione della sua famiglia militante hanno un profondo impatto sulla sua arte, situata tra dimensione biografica e politica, mentre disegna ricordi trasformati in testimonianze, investigando la cosituzione della nostra identità contemporanea in relazione a eventi storici ed archivi.

Questa mostra riunisce due serie di opere dello straordinario disegnatore Nidhal Chamekh che mettono in discussione la nozione dell’archivio come testimone, come spettatore. Le opere a tecnica mista inondano l’abisso di storiografie evacuate, che solo apparentemente fanno fatica a mantenere un’accuratezza puntuale, a mettere in discussione l’ambiguità dell’obiettivo empirico dell’anatomia zoologica, la classificazione delle foto segnaletiche, la precisione dei disegni meccanici con gli indizi personali che le tengono insieme.

L’infanzia di Chamekh nei quartieri popolari di Tunisi e la persecuzione della sua famiglia militante hanno un profondo impatto sulla sua arte, situata tra dimensione biografica e politica, mentre disegna ricordi trasformati in testimonianze, investigando la cosituzione della nostra identità contemporanea in relazione a eventi storici ed archivi.

come sa di sale lo pane altrui | Nidhal Chamekh

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Black History Month Florence | VII edizione

La settima edizione del Black History Month Florence è arrivata portando con sé un nuovo centro culturale, The Recovery Plan presso SRISA con la funzione di hub per informazioni, dialoghi, ricerca e scambio durante tutto il mese di febbraio. Questa edizione rappresenta anche un ampliamento del programma trasformandosi in Black History Fuori le Mura. Estendendo la portata dell’iniziativa per collettivizzare gli incredibili sforzi organizzativi in ​​corso nelle città di Bologna, Torino e Roma, ma puntando anche verso nuove collaborazioni a Parigi, Black History Fuori le Mura è il frutto di un’organizzazione collettiva che porta insieme una serie di associazioni, individui e istituzioni ed è uno spazio condiviso per la co-promozione degli eventi di Black History Month. Questa piattaforma vuole essere generatrice di un modello per una riflessione nazionale e internazionale sul recupero della Black History.

Questa edizione è inquadrata dal titolo tematico FUGA. FUGA è una

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La settima edizione del Black History Month Florence è arrivata portando con sé un nuovo centro culturale, The Recovery Plan presso SRISA con la funzione di hub per informazioni, dialoghi, ricerca e scambio durante tutto il mese di febbraio. Questa edizione rappresenta anche un ampliamento del programma trasformandosi in Black History Fuori le Mura. Estendendo la portata dell’iniziativa per collettivizzare gli incredibili sforzi organizzativi in ​​corso nelle città di Bologna, Torino e Roma, ma puntando anche verso nuove collaborazioni a Parigi, Black History Fuori le Mura è il frutto di un’organizzazione collettiva che porta insieme una serie di associazioni, individui e istituzioni ed è uno spazio condiviso per la co-promozione degli eventi di Black History Month. Questa piattaforma vuole essere generatrice di un modello per una riflessione nazionale e internazionale sul recupero della Black History.

Questa edizione è inquadrata dal titolo tematico FUGA. FUGA è una meditazione sulla fugacità di Blackness (Moten, Harney 2013) e sulla sua non fissità che permea le realtà geoculturali e offusca i confini tra il locale e il transnazionale. È anche una riflessione sul respingimento che continua a persistere nel contesto italiano in relazione al discorso su popoli e culture di origine africana che spinge molti alla fuga. FUGA in musica è un elemento compositivo in cui un tema melodico è introdotto da una voce solo per essere ripreso successivamente da altre. Questa edizione vuole fornire la chiamata e la risposta necessarie per impegnarsi collettivamente nel lavoro che deve essere svolto per andare oltre le concezioni che troppo spesso sono definite dalla piattezza e dalla cornice limitata della Blackness come riflessa nei mass media, nelle strutture istituzionali e nel discorso accademico in Italia e non solo.

Passare da BHMF a BHFM significa impegnarsi in una forma di modulazione di frequenza necessaria per ascoltare ed essere ascoltati.

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