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Kirsten Stromberg

Artista interdisciplinare

Kirsten Stromberg (nata a San Francisco, CA USA, vive e lavora a Firenze, Italia) è un’artista interdisciplinare che lavora con mixed media, pittura/disegno, sound art e musica sperimentale. Sue aree di ricerca includono: educazione artistica e impegno estetico per la trasformazione individuale e sociale, dolore e recupero nel world body, ricerca femminista e arte contemporanea. Ha conseguito la laurea presso il Dartmouth College, dove è stata Senior Fellow in musica elettro-acustica e arte. Nel 2005 ha completato il suo MFA in Arts and Consciousness Studies presso la JFKU. Ha studiato per oltre 20 anni con le artisti Rose Shakinovsky e Claire Gavronsky frequentando numerosi workshop e residenze con loro sia in Italia che in Sud Africa. Il lavoro di Kirsten è stato mostrato / eseguito in mostre personali e collettive a livello internazionale in differenti luoghi, tra cui: Le Murate PAC e Fabbrica Europa a Firenze; LACE e Huntington Beach Center for The Arts nell’area di

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Kirsten Stromberg (nata a San Francisco, CA USA, vive e lavora a Firenze, Italia) è un’artista interdisciplinare che lavora con mixed media, pittura/disegno, sound art e musica sperimentale. Sue aree di ricerca includono: educazione artistica e impegno estetico per la trasformazione individuale e sociale, dolore e recupero nel world body, ricerca femminista e arte contemporanea. Ha conseguito la laurea presso il Dartmouth College, dove è stata Senior Fellow in musica elettro-acustica e arte. Nel 2005 ha completato il suo MFA in Arts and Consciousness Studies presso la JFKU. Ha studiato per oltre 20 anni con le artisti Rose Shakinovsky e Claire Gavronsky frequentando numerosi workshop e residenze con loro sia in Italia che in Sud Africa. Il lavoro di Kirsten è stato mostrato / eseguito in mostre personali e collettive a livello internazionale in differenti luoghi, tra cui: Le Murate PAC e Fabbrica Europa a Firenze; LACE e Huntington Beach Center for The Arts nell’area di Los Angeles; The SF Arts Commission, 21 Grand and Works / San Jose ‘nella San Francisco Bay Area; oltre a mostre e progetti a New York, Londra, Copenaghen e Berlino.

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Pondweed Variations
Performance live 19 maggio 2021

1. Renato Grieco, Solo for Double Bass
2. Francesco Pellegrino, Solo for Clarinet
3. Francesco Toninelli, Solo for Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

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Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Ribwort Plantain Interlude
Performance live 19 maggio 2021

Renato Grieco, Double Bass
Francesco Pellegrino, Saxophone
Francesco Toninelli, Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

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Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Ribwort Sonata
Performance live 19 maggio 2021

Renato Grieco, Double Bass
Francesco Pellegrino, Clarinet
Francesco Toninelli, Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

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Confluenze (2018) | Radio Papesse

Progetto RIVA 2021

Confluenze (2018) | Radio Papesse

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Arno Atlas (2013-2016) | Radio Papesse

Progetto RIVA 2021

Arno Atlas (2013-2016) | Radio Papesse

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Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

Progetto RIVA 2021

Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

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Path of awareness (2018) | Katrinem

Progetto RIVA 2021

Path of awareness (2018) | Katrinem

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Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

Progetto RIVA 2021

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

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Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Common Reed Fugue (Movements 1-4)
Performance live 19 maggio 2021

Common Reed Fugue (Movements 1-4)
Kirsten Stromberg, Voice
Renato Grieco, Double Bass
Francesco Pellegrino, Saxophone
Francesco Toninelli, Percussions
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

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Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020)

Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020),
Kirsten Stromberg
Progetto RIVA
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020)

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Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020) | Kirsten Stromberg

Progetto RIVA 2021

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020) è un’installazione sinestetica di arte visiva ed una partitura, frutto di una ricerca sull’ecologia relazionale delle piante che vivono sulle rive dell’Arno. Disegnando liberamente a mano il segno che emerge dagli spazi lasciati dalle forme di plantago lanceolata, canne di palude e piante acquatiche incontrate sulle sponde del fiume, Stromberg ha trasposto graficamente i vuoti ed i pieni che si creano durante la loro crescita, dal loro oscillare al vento, dalle loro interazioni. Sono così nate partiture musicali interpretate da Renato Grieco (contrabbasso), Francesco Pellegrino (sassofono e clarinetto), e Francesco Toninelli (percussioni/vibrafono).

Né composizioni classiche, né improvvisazioni pure, queste partiture e la loro ra nata traduzione sonora sono un omaggio alla natura transitoria delle piante che vivono lungo il fiume e evidenziano l’interazione umano/vegetale come potenziale musicale.



Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020) è un’installazione sinestetica di arte visiva ed una partitura, frutto di una ricerca sull’ecologia relazionale delle piante che vivono sulle rive dell’Arno. Disegnando liberamente a mano il segno che emerge dagli spazi lasciati dalle forme di plantago lanceolata, canne di palude e piante acquatiche incontrate sulle sponde del fiume, Stromberg ha trasposto graficamente i vuoti ed i pieni che si creano durante la loro crescita, dal loro oscillare al vento, dalle loro interazioni. Sono così nate partiture musicali interpretate da Renato Grieco (contrabbasso), Francesco Pellegrino (sassofono e clarinetto), e Francesco Toninelli (percussioni/vibrafono).

Né composizioni classiche, né improvvisazioni pure, queste partiture e la loro ra nata traduzione sonora sono un omaggio alla natura transitoria delle piante che vivono lungo il fiume e evidenziano l’interazione umano/vegetale come potenziale musicale.


Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020) | Kirsten Stromberg

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La Riva: along the 𝄐 | Pondweed Variations Contrabbasso Final

La Riva: along the 𝄐
Residenza d'artista di Kirsten Stromberg - Progetto RIVA
Artist/Composer: Kirsten Stromberg
Performers: Francesco Toninelli, Renato Grieco, Francesco Pellegrino

Pondweed Variations Contrabasso Final MIx
La Riva: along the 𝄐 | Pondweed Variations Contrabbasso Final

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La Riva: along the 𝄐 | Ribwort Plantain Interlude Final Mix

La Riva: along the 𝄐
Residenza d'artista di Kirsten Stromberg - Progetto RIVA
Artist/Composer: Kirsten Stromberg
Performers: Francesco Toninelli, Renato Grieco, Francesco Pellegrino

Ribwort Plantain Interlude Final Mix
La Riva: along the 𝄐 | Ribwort Plantain Interlude Final Mix

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Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

Progetto RIVA 2021

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) è un’installazione sonora immersiva pensata e realizzata dal noto compositore francese per l’ambiente urbano del Complesso delle Murate, in occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze. Questo ritratto sonoro del fiume si sviluppa su due diversi registri che generano il paesaggio sonoro dell’Arno. L’immagine acustica, figurativa e realistica, in cui dal rumore bianco continuo e regolare della città emergono voci lontane provenienti dalla riva, mentre tutto intorno si sentono i cinguettii degli uccelli; e l’immagine acusmatica, un’immagine composta, discreta e consacrata al canto dell’acqua. L’opera è nata a seguito di un workshop di field recording realizzato in collaborazione con Tempo Reale che ha coinvolto giovani sound artist del territorio.



Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) è un’installazione sonora immersiva pensata e realizzata dal noto compositore francese per l’ambiente urbano del Complesso delle Murate, in occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze. Questo ritratto sonoro del fiume si sviluppa su due diversi registri che generano il paesaggio sonoro dell’Arno. L’immagine acustica, figurativa e realistica, in cui dal rumore bianco continuo e regolare della città emergono voci lontane provenienti dalla riva, mentre tutto intorno si sentono i cinguettii degli uccelli; e l’immagine acusmatica, un’immagine composta, discreta e consacrata al canto dell’acqua. L’opera è nata a seguito di un workshop di field recording realizzato in collaborazione con Tempo Reale che ha coinvolto giovani sound artist del territorio.


Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

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Path of awareness (2018) | Katrinem

Progetto RIVA 2021

Realizzata dall’artista berlinese Katrinem durante una residenza artistica a Montelupo Fiorentino in collaborazione con Tempo Reale, Path of awareness (2018) è un Percorso di Consapevolezza che esplora l’esperienza, individuale e personale, di camminare in uno spazio aperto, prestando particolare attenzione all’interazione tra l’evento sonoro legato alla presenza del nostro corpo (i passi) e il soundscape (ambiente sonoro) circostante: una passeggiata sonora sull’interazione tra presenza umana e paesaggio intorno al fiume. La camminata di Katrinem, che con la presenza e il rumore del suo corpo misura liberamente l’ambiente circostante, viene qui proposta nel carcere duro, che negli anni della Resistenza antifascista è stato luogo di so erenza civile e di privazione della libertà di pensiero e di movimento.



Realizzata dall’artista berlinese Katrinem durante una residenza artistica a Montelupo Fiorentino in collaborazione con Tempo Reale, Path of awareness (2018) è un Percorso di Consapevolezza che esplora l’esperienza, individuale e personale, di camminare in uno spazio aperto, prestando particolare attenzione all’interazione tra l’evento sonoro legato alla presenza del nostro corpo (i passi) e il soundscape (ambiente sonoro) circostante: una passeggiata sonora sull’interazione tra presenza umana e paesaggio intorno al fiume. La camminata di Katrinem, che con la presenza e il rumore del suo corpo misura liberamente l’ambiente circostante, viene qui proposta nel carcere duro, che negli anni della Resistenza antifascista è stato luogo di so erenza civile e di privazione della libertà di pensiero e di movimento.


Path of awareness (2018) | Katrinem

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Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

Progetto RIVA 2021

La committenza di Vivente (2016)nasce dal premio produzione per giovani artisti lanciato da MAD per il Progetto RIVA, vinto dal compositore Francesco Pellegrino nel cinquantenario dell’alluvione. L’installazione multimediale restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, dove aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna viene fatta suonare sia come aerofono (con un piccolo motore che ci so a dentro l’aria) sia come percussione (facendola vibrare meccanicamente) creando un ambiente estetico visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne, che suonano secondo un algoritmo aleatorio progettato dall’artista, suggeriscono diversi percorsi ed esperienze, ed un tempo di fruizione indeterminato e soggettivo, potenzialmente infinito.



La committenza di Vivente (2016)nasce dal premio produzione per giovani artisti lanciato da MAD per il Progetto RIVA, vinto dal compositore Francesco Pellegrino nel cinquantenario dell’alluvione. L’installazione multimediale restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, dove aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna viene fatta suonare sia come aerofono (con un piccolo motore che ci so a dentro l’aria) sia come percussione (facendola vibrare meccanicamente) creando un ambiente estetico visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne, che suonano secondo un algoritmo aleatorio progettato dall’artista, suggeriscono diversi percorsi ed esperienze, ed un tempo di fruizione indeterminato e soggettivo, potenzialmente infinito.


Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

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Arno Atlas (2013-2016), Confluenze (2018) | Radio Papesse

Progetto RIVA 2021

Arno Atlas (2013-2016) è un ciclo di sei documentari audio dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale. Un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze, ricca di storie legate all’Arno con il sound design di Giulio Aldinucci. Come visibile dalla mappa i sei racconti sono ascoltabili anche in alcuni luoghi lungo il fiume, significativi per il racconto.

Confluenze (2018) è un iter di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo dell’eco-sistema di Montelupo Fiorentino con la sua storia, legata alla produzione della ceramica e vegliata dalla imponente e inquietante Villa Medicea Ambrogiana, già Ospedale psichiatrico.



Arno Atlas (2013-2016) è un ciclo di sei documentari audio dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale. Un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze, ricca di storie legate all’Arno con il sound design di Giulio Aldinucci. Come visibile dalla mappa i sei racconti sono ascoltabili anche in alcuni luoghi lungo il fiume, significativi per il racconto.

Confluenze (2018) è un iter di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo dell’eco-sistema di Montelupo Fiorentino con la sua storia, legata alla produzione della ceramica e vegliata dalla imponente e inquietante Villa Medicea Ambrogiana, già Ospedale psichiatrico.


Arno Atlas (2013-2016), Confluenze (2018) | Radio Papesse

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Benedetta Manfriani

Artista visiva e cantante

Artista visiva e cantante, ha esplorato negli anni tecniche e linguaggi diversi – video, installazioni, fotografia, musica, ceramica, grafica – dando vita a opere multiformi. Collabora con Tempo Reale, sia nella didattica sia nella produzione di opere multimediali, e con la compagnia teatrale Catalyst. È attualmente artista in residenza al MAD Murate Art District. Nell’ambito del Progetto RIVA ha diretto la performance sonora Rivers  nel 2018, partecipando nel 2017 ad una installazione sonora di Tempo Reale Festival. Nel 2016 ha ideato CONfusion, un gruppo vocale multietnico formato da persone provenienti da molti paesi del mondo, che lavora per l’inclusione dei migranti attraverso la musica e la performance, attivo anche presso il Teatro Puccini di Firenze.

Artista visiva e cantante, ha esplorato negli anni tecniche e linguaggi diversi – video, installazioni, fotografia, musica, ceramica, grafica – dando vita a opere multiformi. Collabora con Tempo Reale, sia nella didattica sia nella produzione di opere multimediali, e con la compagnia teatrale Catalyst. È attualmente artista in residenza al MAD Murate Art District. Nell’ambito del Progetto RIVA ha diretto la performance sonora Rivers  nel 2018, partecipando nel 2017 ad una installazione sonora di Tempo Reale Festival. Nel 2016 ha ideato CONfusion, un gruppo vocale multietnico formato da persone provenienti da molti paesi del mondo, che lavora per l’inclusione dei migranti attraverso la musica e la performance, attivo anche presso il Teatro Puccini di Firenze.

Tempo Reale

Produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica

Tempo Reale Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di esperienze didattiche. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.

Tempo Reale Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di esperienze didattiche. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.

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Buon compleanno Giancarlo Cardini | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
GAMO, Gruppo Aperto Musica Oggi, in collaborazione con Murate Art District, MUS.E Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze e con il supporto di Fondazione Ente Cassa, presenta la 41° edizione GAMO international Festival

“Buon compleanno Giancarlo Cardini” | 31 DIC 21.00
Concerto dedicato alla musica di Giancarlo Cardini, fondatore del GAMO, per il suo 80° compleanno.

Gli amici del GAMO a Giancarlo…

Concerto con
Roberto Fabbriciani, flauto
Matteo Fossi, pianoforte

Con la partecipazione speciale di Renzo Cresti, musicologo, e di Marco Lenzi, musicologo

Programma:
Tony Renis/Giancarlo Cardini: Quando quando quando per flauto e pianoforte
Roberto Fabbriciani, flauto Matteo Fossi, pianoforte

Giancarlo Cardini: Arabesque per flauto in sol
Roberto Fabbriciani, flauto

Giancarlo Cardini: Ultimi fiori, verso sera per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

Luigo Tenco/Giancarlo Cardini: Lontano lontano per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

Buon compleanno Giancarlo Cardini
Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
Buon compleanno Giancarlo Cardini | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

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BALL PERCUSSION

compagnia

BALL PERCUSSION nasce a Firenze nel 2013 da una ricerca artistica atta ad unire body percussion e manipolazione di oggetti di giocoleria.

La formazione attuale e’ composta da tre artisti:
Francesco Gherardi (fondatore), Niccolò Piccioli e Federico Macchi, i quali portano in scena coreografie espresse attraverso i movimenti del corpo e degli oggetti, suonando in simultanea sequenze ritmiche con body percussion.

Quest’ anno la compagnia ha prodotto il nuovo spettacolo “Catch the Rhythm”

BALL PERCUSSION nasce a Firenze nel 2013 da una ricerca artistica atta ad unire body percussion e manipolazione di oggetti di giocoleria.

La formazione attuale e’ composta da tre artisti:
Francesco Gherardi (fondatore), Niccolò Piccioli e Federico Macchi, i quali portano in scena coreografie espresse attraverso i movimenti del corpo e degli oggetti, suonando in simultanea sequenze ritmiche con body percussion.

Quest’ anno la compagnia ha prodotto il nuovo spettacolo “Catch the Rhythm”

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CATCH THE RHYTHM | Performance digitale

La primissima del video di presentazione di “Catch the Rhythm!“, Compagnia Ball Percussion, e la Performance digitale – numero integrale estratto dallo spettacolo realizzato a Murate Art District – all’interno della rassegna digitale di Inverno Fiorentino, come anteprima del nuovo spettacolo a Firenze nel 2021.
Una produzione promossa da Associazione dei Desideri iovoglio.org e realizzata in collaborazione con Murate Art Discritc.

Un progetto a cura di Francesco Gherardi e con la collaborazione di Niccolò Piccioli, Federico Macchi e Francesco Gori.
Riprese Video Tommaso Tancredi


***
La Compagnia Ball Percussion dal 2013 porta avanti la ricerca sul ritmo e la manipolazione di oggetti e questa nuova creazione per avvicinare sempre più persone a queste forme d’arte, un invito suonato ad accenti forti per essere tutti più vicini al palcoscenico e le piazze di Firenze nel 2021, con la rinnovata voglia di fare spettacolo e di fruirne, battendo all’unisono lo stesso ritmo

CATCH THE RHYTHM Performance digitale
CATCH THE RHYTHM | Performance digitale

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CATCH THE RHYTHM

Come si afferra il ritmo? E qual è la musica nascosta dentro gli oggetti? Quale legame unisce la gravità ed il tempo? Sospensione… Cambi di velocità… Caos… Risate inaspettate…Sono alcuni degli aspetti che generano e costituiscono lo spettacolo “CATCH THE RHYTHM!”.
Un progetto a cura di Francesco Gherardi e con la collaborazione di Niccolò Piccioli, Federico Macchi e Francesco Gori.
Riprese Video Tommaso Tancredi

CATCH THE RHYTHM
il teaser
CATCH THE RHYTHM

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Alessandra Francolini

Performer

Comincia teatro a 10 anni frequentando i laboratori del comune di Fiesole (FI) tenuti dall’Associazione Teatro Solare. Dal 2009 al 2012 studia il metodo Mimico “Orazio Costa” con Alessandra Niccolini. Dal 2012 al 2015 frequenta il coso Attori dell’Accademia d’Arte Drammatica ‘LinkAcademy’ a Roma. Stremata dal triennio romano si trasferisce in un piccolo paese tra le
montagne fuori Locarno (CH) per seguire il Master in Physical Theatre dell’Accademia Teatro Dimitri. Durante il Master lavora con circensi, giocolieri, attori, clown, danzatori ed acrobati, provenienti da tutti gli angoli del pianeta, arricchendo il suo linguaggio espressivo e creativo (non solo teatrale ma anche culinario). Tra il 2016 e il 2018 partecipa a produzioni di teatro e danza con registi francesi (Caroline Marcadè e Fabrice Michel), svizzeri (con la Markus Zhoner Art Companie), e cechi (con Pavel Stourac e Divadlo Continuo). Nel 2016 crea, insieme ad altri due artisti, un progetto teatrale ne

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Comincia teatro a 10 anni frequentando i laboratori del comune di Fiesole (FI) tenuti dall’Associazione Teatro Solare. Dal 2009 al 2012 studia il metodo Mimico “Orazio Costa” con Alessandra Niccolini. Dal 2012 al 2015 frequenta il coso Attori dell’Accademia d’Arte Drammatica ‘LinkAcademy’ a Roma. Stremata dal triennio romano si trasferisce in un piccolo paese tra le
montagne fuori Locarno (CH) per seguire il Master in Physical Theatre dell’Accademia Teatro Dimitri. Durante il Master lavora con circensi, giocolieri, attori, clown, danzatori ed acrobati, provenienti da tutti gli angoli del pianeta, arricchendo il suo linguaggio espressivo e creativo (non solo teatrale ma anche culinario). Tra il 2016 e il 2018 partecipa a produzioni di teatro e danza con registi francesi (Caroline Marcadè e Fabrice Michel), svizzeri (con la Markus Zhoner Art Companie), e cechi (con Pavel Stourac e Divadlo Continuo). Nel 2016 crea, insieme ad altri due artisti, un progetto teatrale nella scuola indiana ‘Kattaikuttu Sangam’ a Kanchipuram, nello stato indiano del Tamil Nadu, dove per due mesi insegnano teatro ed acrobazia, e fanno un piccolo tour con il loro spettacolo appositamente creato ‘PLASTIKKATTI’. Nel Giugno 2017 debutta in Svizzera con il primo spettacolo da attrice e regista, in collaborazione con Francesco Meloni: ’TO BE’. Dal 2019, insieme a Francesco, lavora al loro secondo progetto “Ophelia’s Room”, finalista alla Biennale Teatro Registi Under30. Dal 2017 collabora con il Teatro Solare di Fiesole come animatrice teatrale e attrice. Nello stesso anno entra nell’organico della Markus Zohner Art Companie, compagnia
teatrale con sede a Lugano. Lavora in Italia e all’estero come attrice e danzatrice. Sogna di vivere 100 anni a Macondo.

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Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

In collaborazione con Murate Art District, MUS.E Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze e con il supporto di Fondazione Ente Cassa

Il Diario di Eva (2019) | 16 DIC 21.00
Musica di Mauro Cardi
per voce recitante, soprano e 5 strumenti

Libretto di Mauro Cardi e Cristina Papi
(liberamente tratto dal racconto omonimo di Mark Twain)

GAMO Ensemble
Francesco Gesualdi – direttore
Silvia Franco – voce recitante
Valeria Matrosova – soprano
Sara Minelli – flauto
Nicola Tommasini – fisarmonica
Omar Cecchi – percussioni
Alberto Bologni – violino
Elida Pali – violoncello

***

“Il Diario di Eva” si ispira liberamente al racconto omonimo di Mark Twain e narra, dalla voce della protagonista, dei giorni della creazione del mondo e della caduta dall’Eden. Eva è una creatura affascinante, ciarliera e sentimentale, curiosa e perennemente stupita delle meraviglie di un mondo allo stato nascente: Eva battezza le cose e gli animali, scopre il fuoco e l’amore, parla di sé come di  un “esperimento” (Io sono la prima sposa mai esistita e mi reincarnerò in ogni sposa che












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Il Diario di Eva (2019) | 16 DIC 21.00
Musica di Mauro Cardi
per voce recitante, soprano e 5 strumenti

Libretto di Mauro Cardi e Cristina Papi
(liberamente tratto dal racconto omonimo di Mark Twain)

GAMO Ensemble
Francesco Gesualdi – direttore
Silvia Franco – voce recitante
Valeria Matrosova – soprano
Sara Minelli – flauto
Nicola Tommasini – fisarmonica
Omar Cecchi – percussioni
Alberto Bologni – violino
Elida Pali – violoncello

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“Il Diario di Eva” si ispira liberamente al racconto omonimo di Mark Twain e narra, dalla voce della protagonista, dei giorni della creazione del mondo e della caduta dall’Eden. Eva è una creatura affascinante, ciarliera e sentimentale, curiosa e perennemente stupita delle meraviglie di un mondo allo stato nascente: Eva battezza le cose e gli animali, scopre il fuoco e l’amore, parla di sé come di  un “esperimento” (Io sono la prima sposa mai esistita e mi reincarnerò in ogni sposa che verrà), dà la parola ad Adamo e gli crea attorno il Paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. Nel più concreto microcosmo di Adamo si insinua progressivamente la femminilità di Eva, fino a fargli vedere il mondo con i suoi occhi, fino a fargli dire, sulla sua tomba, che “Ovunque lei sia stata Quello era l’Eden”

L’opera si compone di un prologo, nove scene, due intermezzi e un epilogo. La musica gioca su due livelli: da un lato cerca di interpretare gli accadimenti edenici con gli occhi di Eva e dall’altro cerca di leggere gli eventi per quello che sono. E il primo riflesso sulla partitura è di ordine linguistico, oltre che materico, attraverso accostamenti espressivamente forti, assecondando e interpretando le tante sfaccettature dell’irrequieta e vulcanica protagonista. Nell’opera il personaggio di Eva si sdoppia, assumendo le vesti ora della danzatrice/attrice (che usa la traduzione italiana del testo), ora del soprano (che usa il testo originale inglese).

***

“Capricci” | 22 DIC 21.00
GAMO Ensemble
Francesco Gesualdi, direttore

I solisti
Valeria Matrosova, soprano
Roberto Fabbriciani, flauto
Sara Minelli, flauto
Antonino Siringo, pianoforte

L’ ensemble
Sara Minelli, flauto
Giovanni Riccucci, clarinetto
Marco Facchini, violino
Dagmar Bathmann, violoncello
Omar Cecchi, vibrafono
Antonino Siringo, pianoforte

Musiche di:
Federico Gardella
Fabrizio De Rossi Re
Gabriele Manca
Mauro Montalbetti
Luis de Pablo

Registrazione live del 21 Dicembre 2020
a cura di EMA Vinci service presso il Centro Culturale Murate Art District (MAD di Firenze)

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“Buon compleanno Giancarlo Cardini” | 31 DIC 21.00
Concerto dedicato alla musica di Giancarlo Cardini, fondatore del GAMO, per il suo 80° compleanno.

Gli amici del GAMO a Giancarlo…

Concerto con
Roberto Fabbriciani, flauto
Matteo Fossi, pianoforte

Con la partecipazione speciale di Renzo Cresti, musicologo, e di Marco Lenzi, musicologo

Programma:
Tony Renis/Giancarlo Cardini: Quando quando quando per flauto e pianoforte
Roberto Fabbriciani, flauto Matteo Fossi, pianoforte

Giancarlo Cardini: Arabesque per flauto in sol
Roberto Fabbriciani, flauto

Giancarlo Cardini: Ultimi fiori, verso sera per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

Luigo Tenco/Giancarlo Cardini: Lontano lontano per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

 

Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

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“Capricci” | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
GAMO, Gruppo Aperto Musica Oggi, in collaborazione con Murate Art District, MUS.E Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze e con il supporto di Fondazione Ente Cassa, presenta la 41° edizione GAMO international Festival.

“Capricci” | 22 DIC 21.00
GAMO Ensemble
Francesco Gesualdi, direttore

I solisti
Valeria Matrosova, soprano
Roberto Fabbriciani, flauto
Sara Minelli, flauto
Antonino Siringo, pianoforte

L’ ensemble
Sara Minelli, flauto
Giovanni Riccucci, clarinetto
Marco Facchini, violino
Dagmar Bathmann, violoncello
Omar Cecchi, vibrafono
Antonino Siringo, pianoforte

Musiche di:
Federico Gardella
Fabrizio De Rossi Re
Gabriele Manca
Mauro Montalbetti
Luis de Pablo

Registrazione live del 21 Dicembre 2020
a cura di EMA Vinci service presso il Centro Culturale Murate Art District (MAD di Firenze)

“Capricci”
Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
“Capricci” | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

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Il Diario di Eva (2019) | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
GAMO, Gruppo Aperto Musica Oggi, in collaborazione con Murate Art District, MUS.E Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze e con il supporto di Fondazione Ente Cassa, presenta la 41° edizione GAMO international Festival.

Il Diario di Eva (2019) | 16 DIC 21.00
Musica di Mauro Cardi
per voce recitante, soprano e 5 strumenti

Libretto di Mauro Cardi e Cristina Papi
(liberamente tratto dal racconto omonimo di Mark Twain)

GAMO Ensemble
Francesco Gesualdi – direttore
Silvia Franco – voce recitante
Valeria Matrosova – soprano
Sara Minelli – flauto
Nicola Tommasini – fisarmonica
Omar Cecchi – percussioni
Alberto Bologni – violino
Elida Pali – violoncello

***

“Il Diario di Eva” si ispira liberamente al racconto omonimo di Mark Twain e narra, dalla voce della protagonista, dei giorni della creazione del mondo e della caduta dall’Eden. Eva è una creatura affascinante, ciarliera e sentimentale, curiosa e perennemente stupita delle meraviglie di un mondo allo stato nascente: Eva battezza le cose e gli animali, scopre il fuoco e l’amore, parla di sé come di un “esperimento” (Io sono la prima sposa mai esistita e mi reincarnerò in ogni sposa che verrà), dà la parola ad Adamo e gli crea attorno il Paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. Nel più concreto microcosmo di Adamo si insinua progressivamente la femminilità di Eva, fino a fargli vedere il mondo con i suoi occhi, fino a fargli dire, sulla sua tomba, che “Ovunque lei sia stata Quello era l’Eden”

L’opera si compone di un prologo, nove scene, due intermezzi e un epilogo. La musica gioca su due livelli: da un lato cerca di interpretare gli accadimenti edenici con gli occhi di Eva e dall’altro cerca di leggere gli eventi per quello che sono. E il primo riflesso sulla partitura è di ordine linguistico, oltre che materico, attraverso accostamenti espressivamente forti, assecondando e interpretando le tante sfaccettature dell’irrequieta e vulcanica protagonista. Nell’opera il personaggio di Eva si sdoppia, assumendo le vesti ora della danzatrice/attrice (che usa la traduzione italiana del testo), ora del soprano (che usa il testo originale inglese).

Il Diario di Eva (2019)
Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
Il Diario di Eva (2019) | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

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Andrea Mi

Giornalista, musicista, architetto

ANDREA MI è stato docente universitario di Nuovi Media, giornalista, esperto di musica elettronica e di cinema sperimentale. Ha dedicato la sua vita alla pratica della Remix Culture, creando format interdisciplinari per festival, club, talk, radio e agenzie di comunicazione. Salentino di nascita, è vissuto a Firenze dall’inizio degli anni ’90 con l’avvio dei suoi studi in Architettura ed è nella sua città d’adozione che ha sviluppato il suo progetto di vita, contribuendo in modo fondamentale alla rinascita culturale della città. Da docente ha insegnato in prestigiosi Istituti come la Libera Accademia delle Belle Arti (LABA), l’Istituto Europeo di Design (IED), Fondazione Fotografia Modena, Fondazione Toscana Spettacolo, materie quali: Storia dell’Architettura Contemporanea, Teoria e metodo dei Mass Media Linguaggi Multimediali, Storia della Comunicazione Pubblicitaria, Management per la Cultura e lo Spettacolo. Ha contribuito alla progettazione di eventi culturale con

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ANDREA MI è stato docente universitario di Nuovi Media, giornalista, esperto di musica elettronica e di cinema sperimentale. Ha dedicato la sua vita alla pratica della Remix Culture, creando format interdisciplinari per festival, club, talk, radio e agenzie di comunicazione. Salentino di nascita, è vissuto a Firenze dall’inizio degli anni ’90 con l’avvio dei suoi studi in Architettura ed è nella sua città d’adozione che ha sviluppato il suo progetto di vita, contribuendo in modo fondamentale alla rinascita culturale della città. Da docente ha insegnato in prestigiosi Istituti come la Libera Accademia delle Belle Arti (LABA), l’Istituto Europeo di Design (IED), Fondazione Fotografia Modena, Fondazione Toscana Spettacolo, materie quali: Storia dell’Architettura Contemporanea, Teoria e metodo dei Mass Media Linguaggi Multimediali, Storia della Comunicazione Pubblicitaria, Management per la Cultura e lo Spettacolo. Ha contribuito alla progettazione di eventi culturale con diverse istituzioni internazionali, quali l’Istituto di Cultura italiana a Tirana e l’Ambasciata Olandese a Roma. Ha collaborato nell’ideazione e diretto festival dalla caratura internazionale che hanno riguardato la musica, le immagini, i media, come: Videominuto al Centro Pecci di Prato dal 1997-2007, Citymix all’interno di Fabbrica Europa, Streamfest: festival di cultura eco-digitale, Fosfeni: Musica: Elettronica e Arti Digitali. Da giornalista ha collaborato per quasi trent’anni con Controradio e ha scritto su diverse testate nazionali, tra cui Il Manifesto, Amarcord, Blow up.

 

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Francesco Pellegrino

Musicista e artista visivo

Francesco Pellegrino è un artista multimediale e musicista; i suoi lavori includono musica elettroacustica, performance e installazioni. Come musicista si esibisce in concerti elettroacustici per strumenti vari (tra cui sax, tromba, clarinetto e vari oggetti) e live electronics; suona nel trio elettroacustico3D3, con Maurizio Montini e Andrea Venturoli. Come artista crea installazioni della forte componente sonora, ambienti immersivi, inviti alla contemplazione. Le sue installazioni sono state esposte a Firenze, Livorno, Stoccolma, Città del Messico, Chongquing ed altre.

Francesco Pellegrino è un artista multimediale e musicista; i suoi lavori includono musica elettroacustica, performance e installazioni. Come musicista si esibisce in concerti elettroacustici per strumenti vari (tra cui sax, tromba, clarinetto e vari oggetti) e live electronics; suona nel trio elettroacustico3D3, con Maurizio Montini e Andrea Venturoli. Come artista crea installazioni della forte componente sonora, ambienti immersivi, inviti alla contemplazione. Le sue installazioni sono state esposte a Firenze, Livorno, Stoccolma, Città del Messico, Chongquing ed altre.

La Riva: along the 𝄐 | Ribwort Sonata Final Mix

La Riva: along the 𝄐
Residenza d'artista di Kirsten Stromberg - Progetto RIVA
Artist/Composer: Kirsten Stromberg
Performers: Francesco Toninelli, Renato Grieco, Francesco Pellegrino

Ribwort Sonata Final Mix
La Riva: along the 𝄐 | Ribwort Sonata Final Mix

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | La Musica di Francesco Pennisi, a 20 anni dalla sua morte

“La Musica di Francesco Pennisi, a 20 anni dalla sua morte.”
Conduce Alessandro Solbiati.

Con la partecipazione de I Solisti del GAMO Ensemble, il flautista Roberto Fabbriciani e la clavicembalista e pianista Ilaria Baldaccini., che eseguiranno: Francesco Pennisi:

da Carteggio: Commento a Euro, per flauto in do e in sol

Paysage avec la lune, per clavicembalo

Lettera a Charles Ives, per flauto - ottavino e clavicembalo

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
La Musica di Francesco Pennisi, a 20 anni dalla sua morte
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | La Musica di Francesco Pennisi, a 20 anni dalla sua morte

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Rapporto della musica con la sacralità tra il XX e XXI secolo

“Rapporto della musica con la sacralità tra il XX e XXI secolo”.
Conduce Alessandro Solbiati.

Con la partecipazione di Emanuela Piemonti al pianoforte che eseguirà:

Olivier Messiaen - dai VINGT REGARDS SUR L’ENFANT-JÉSUS

I -       REGARD DU PÈRE

XIV -  REGARD DES ANGES

Niccolò Castiglioni - DULCE REFRIGERIUM Sei Lieder sacri per pianoforte

1 - Humilitas

2 - Humus

3 - Urquelle

4 - Lied

5 - Liebeslied

6 - Choral

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
Rapporto della musica con la sacralità tra il XX e XXI secolo
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Rapporto della musica con la sacralità tra il XX e XXI secolo

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Il paese degli uomini integri

“Il paese degli uomini integri”, un tributo a Thomas Sankara”

Presentazione del CD Stradivarius dedicato alla musica di Fausto Sebastiani, un lavoro unitario ispirato alla vicenda umana e politica di Thomas Sankara. Con la partecipazione di Sandro Cappelletto, musicologo e giornalista, Fausto Sebastiani, compositore e  di Gianni Morelenbaum Gualberto, musicologo, direttore artistico.

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
Il paese degli uomini integri
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Il paese degli uomini integri

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La Riva: along the 𝄐

Residenza d'artista di Kirsten Stromberg - Progetto RIVA

La Riva: along the 𝄐

Artist/Composer: Kirsten Stromberg
Performers: Francesco Toninelli, Renato Grieco, Francesco Pellegrino

Performance musicale e installazione inedite, frutto di una residenza di ricerca su partiture grafiche ispirate all’ecologia relazionale delle piante lungo le rive del fiume Arno a Firenze. Lavorando con linee che tracciano gli spazi vuoti tra strutture di crescita complesse, si costituirà la base di partiture scritte e interpretate da Kirsten Stromberg (voce), e suonate da Francesco Pellegrino (live electronics),  Francesco Toninelli (oboe, percussioni / vibrafono) Renato Grieco (violoncello). Né composizione strutturata del tutto classica, né del tutto improvvisata, questo progetto si snoda lungo la linea tra strutture urbane, interne e naturali, evidenziando l’interazione dei rapporti umano / pianta e ascoltando la musica di una zona di Firenze che viene spesso ignorata. La composizione, strutturata durante la residenza d’artista press


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La Riva: along the 𝄐

Artist/Composer: Kirsten Stromberg
Performers: Francesco Toninelli, Renato Grieco, Francesco Pellegrino

Performance musicale e installazione inedite, frutto di una residenza di ricerca su partiture grafiche ispirate all’ecologia relazionale delle piante lungo le rive del fiume Arno a Firenze. Lavorando con linee che tracciano gli spazi vuoti tra strutture di crescita complesse, si costituirà la base di partiture scritte e interpretate da Kirsten Stromberg (voce), e suonate da Francesco Pellegrino (live electronics),  Francesco Toninelli (oboe, percussioni / vibrafono) Renato Grieco (violoncello). Né composizione strutturata del tutto classica, né del tutto improvvisata, questo progetto si snoda lungo la linea tra strutture urbane, interne e naturali, evidenziando l’interazione dei rapporti umano / pianta e ascoltando la musica di una zona di Firenze che viene spesso ignorata. La composizione, strutturata durante la residenza d’artista presso MAD Murate Art District, è finalizzata ad un performance e una installazione che faranno parte della mostra del progetto RIVA.


La Riva: along the 𝄐

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Giocare con la musica contemporanea…senza passare dal solfeggio

“Giocare con la musica contemporanea…senza passare dal solfeggio.”
Conduce Alessandro Solbiati.

Con Irene Accardi, altro giovane talento del pianoforte che eseguirà una selezione di composizioni tratte da Jatekok di György Kurtag, introdotta dal curatore della rassegna, Alessandro Solbiati.

Si ringrazia il Divertimento Ensemble e il suo direttore Sandro Gorli per la gentile concessione della video-registrazione dell’esecuzione, ad opera del Divertimento ensemble, di “Chi?”, azione musicale per coro di bambini e otto musicisti del compositore Stefano Gervasoni.

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
Giocare con la musica contemporanea…senza passare dal solfeggio
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Giocare con la musica contemporanea…senza passare dal solfeggio

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Musica per giovanissimi. Corde e martelletti. 100 piccoli pezzi per crescere al pianoforte

“Musica per giovanissimi. Corde e martelletti. 100 piccoli pezzi per crescere al pianoforte”.
Conduce Alessandro Solbiati.

Con la partecipazione del giovanissimo pianista Sebastiano Benzing che eseguirà dal vivo una selezione dei 100 piccoli pezzi tratti da Corde e martelletti di Alessandro Solbiati.

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
Musica per giovanissimi. Corde e martelletti. 100 piccoli pezzi per crescere al pianoforte
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | Musica per giovanissimi. Corde e martelletti. 100 piccoli pezzi per crescere al pianoforte

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Michele Bianchini

Saxofonista

Saxofonista umbro, dedica la sua attività alla ricerca e allo sviluppo del repertorio contemporaneo del saxofono sia in ambito solistico che cameristico.
È membro e fondatore di diversi ensemble contemporanei con i quali si è esibito per importanti festival e associazioni nazionali ed internazionali. Dal 2016 in collaborazione con il compositore greco Theocharis Papatrechas organizza l’International ilSuono Contemporary Music Week, settimana dedicata alla musica contemporanea con concerti e masterclass per giovani compositori che si tiene annualmente a Città di Castello.
Si è diplomato e laureato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica di Perugia, sotto la guida del M° Roberto Todini. Ha inciso brani per le etichette Icia, Navona Records, A Simple Lunch Record, MAP editions e Brilliant Classics.



Saxofonista umbro, dedica la sua attività alla ricerca e allo sviluppo del repertorio contemporaneo del saxofono sia in ambito solistico che cameristico.
È membro e fondatore di diversi ensemble contemporanei con i quali si è esibito per importanti festival e associazioni nazionali ed internazionali. Dal 2016 in collaborazione con il compositore greco Theocharis Papatrechas organizza l’International ilSuono Contemporary Music Week, settimana dedicata alla musica contemporanea con concerti e masterclass per giovani compositori che si tiene annualmente a Città di Castello.
Si è diplomato e laureato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica di Perugia, sotto la guida del M° Roberto Todini. Ha inciso brani per le etichette Icia, Navona Records, A Simple Lunch Record, MAP editions e Brilliant Classics.

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Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | I nuovi CD scelti da GAMO: GRIDO, di Michele Bianchini

I nuovi CD scelti da GAMO: GRIDO, di Michele Bianchini.
Nuova pubblicazione discografica per sax solo edito da Ars Publica.
Conduce Alessandro Solbiati.


Esecuzioni live di Michele Bianchini tratte dal suo Cd:

Fabrizio Volpi: StepSpetS, per sassofono tenore
Itzam Zapata: Danza, per sassofono contralto
Alexander Khubeev: Magenta, per sassofono contralto
Wei Chieh Lin: Grido, per sassofono tenore

Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi
I nuovi CD scelti da GAMO: GRIDO, di Michele Bianchini
Auditorium. Lezioni Concerto di Musica Oggi | I nuovi CD scelti da GAMO: GRIDO, di Michele Bianchini

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Michele Marco Rossi

Violoncellista, interprete

Michele Marco Rossi nasce a Roma nel 1989. Si diploma in violoncello presso il Conservatorio di Perugia, con il massimo dei voti e la lode.
Si interessa attivamente allo studio di altre discipline musicali: si dedica allo studio del canto classico e della chitarra. Inoltre si dedica alla scrittura di testi in versi e canzoni che ha già presentato in diversi concorsi musicali.
Inizia lo studio del violoncello sotto la guida di A. Ancarani, e successivamente al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con M. Gambini e a Perugia con N. Rossetti. Inoltre ha frequentato i corsi estivi tenuti dal Duo Pepicelli, formandosi così negli anni sotto la guida del violoncellista F. Pepicelli e del Duo stesso.
Dall’aprile 2010 collabora con Nicola Piovani, suonando violoncello e chitarra nel Quintetto dello stesso, in una tournée che vede concerti a Ragusa, Palermo, Catania, Rossano di Vaglio, Caminia di Stalettì, Catanzaro, Città Sant’Angelo, Bucarest e altre città, migliorando così la sua


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Michele Marco Rossi nasce a Roma nel 1989. Si diploma in violoncello presso il Conservatorio di Perugia, con il massimo dei voti e la lode.
Si interessa attivamente allo studio di altre discipline musicali: si dedica allo studio del canto classico e della chitarra. Inoltre si dedica alla scrittura di testi in versi e canzoni che ha già presentato in diversi concorsi musicali.
Inizia lo studio del violoncello sotto la guida di A. Ancarani, e successivamente al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con M. Gambini e a Perugia con N. Rossetti. Inoltre ha frequentato i corsi estivi tenuti dal Duo Pepicelli, formandosi così negli anni sotto la guida del violoncellista F. Pepicelli e del Duo stesso.
Dall’aprile 2010 collabora con Nicola Piovani, suonando violoncello e chitarra nel Quintetto dello stesso, in una tournée che vede concerti a Ragusa, Palermo, Catania, Rossano di Vaglio, Caminia di Stalettì, Catanzaro, Città Sant’Angelo, Bucarest e altre città, migliorando così la sua conoscenza e le sue capacità di interpretazione di diversi stili musicali.
Porta in svariati concerti a Terni (più volte all’Auditorium Gazzoli), a Perugia (al Conservatorio di Musica, all’ Auditorium Marianum e alla Sala dei Notari) e a Assisi (Teatro Liryck), il Carnevale degli animali di C. Saint-Saens, composizione per la quale scrive una serie di brani in versi svolgendo quindi il ruolo di autore del testo, violoncellista e voce recitante. In occasione dell’esecuzione de Il Carnevale degli Animali al 55° Festival di Spoleto, scrive un nuovo testo che verrà letto da Elio Pandolfi.
Si esibisce in numerose stagioni musicali, suonando in diverse formazioni da camera: in Duo di violoncelli, esibendosi in concerti all’Auditorium di Leonessa e alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia; come componente del Gruppo strumentale del Conservatorio di Perugia, con cui studia L’Offerta Musicale di Bach, portandola in concerto al Conservatorio stesso nonché in numerose chiese, sale da concerto e teatri, fino ad una esibizione a Piazza San Pietro a Roma e al Festival dei Due Mondi di Spoleto; in Duo con il flauto in concerti a Roma e in Umbria. Dall’ottobre 2011 collabora con la rinomata Orchestra da Camera I Solisti di Perugia, partecipando e avendo in programma numerosi concerti (Terni, Perugia, Fabro, Rimini, ecc.).
Durante l’inverno 2011 studia all’Accademia Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste, sotto la guida dei maestri R. Zanettovich, D. de Rosa, M. Jones.
Dal settembre 2012 comincia lo studio della composizione con Edgar Alandia; parallelamente si dedica allo studio della musica contemporanea, sotto la guida del contrabbassista Daniele Roccato e del violoncellista Francesco Dillon. Viene ammesso ai corsi di Alto Perfezionamento dell’ Accademia di Santa Cecilia, nella classe di Giovanni Sollima. Entra a far parte del Warhol Piano Quartet, con cui frequenta il corso di musica da camera tenuto dal Quartetto di Cremona, presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Con il quartetto ha all’attivo numerosi concerti, tra cui un’esibizione ai concerti del Quirinale trasmessa in diretta su Radio3.

 

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Michele Marco Rossi, violoncellista, interprete | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Michele Marco Rossi, violoncellista, interprete
Michele Marco Rossi, violoncellista, interprete | Che musica è?

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Matteo Fossi

Pianista, interprete

Matteo Fossi, nato a Firenze nell’ottobre 1978, ha iniziato lo studio del pianoforte a otto anni alla Scuola di Musica di Fiesole, diplomandosi nel 1999 al Conservatorio di Ferrara col massimo dei voti. Successivamente si è perfezionato con Maria Tipo e Pietro De Maria, poi con Pier Narciso Masi, e nel 2001 ha frequentato come allievo effettivo il Seminario di Maurizio Pollini all’Accademia Chigiana di Siena. Fossi si è esibito in tutti i più importanti Festival e per le principali stagioni  italiane e, all’estero, in importanti teatri e festival. E’ considerato uno dei più importanti cameristi italiani, si esibisce in tutto il mondo e ha un’intensissima attività discografica. Matteo Fossi insegna pianoforte principale presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena e musica da camera presso la Scuola di Musica di Fiesole, di cui è stato vicepresidente. Da più di dieci anni è regolarmente invitato a tenere masterclass e seminari

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Matteo Fossi, nato a Firenze nell’ottobre 1978, ha iniziato lo studio del pianoforte a otto anni alla Scuola di Musica di Fiesole, diplomandosi nel 1999 al Conservatorio di Ferrara col massimo dei voti. Successivamente si è perfezionato con Maria Tipo e Pietro De Maria, poi con Pier Narciso Masi, e nel 2001 ha frequentato come allievo effettivo il Seminario di Maurizio Pollini all’Accademia Chigiana di Siena. Fossi si è esibito in tutti i più importanti Festival e per le principali stagioni  italiane e, all’estero, in importanti teatri e festival. E’ considerato uno dei più importanti cameristi italiani, si esibisce in tutto il mondo e ha un’intensissima attività discografica. Matteo Fossi insegna pianoforte principale presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena e musica da camera presso la Scuola di Musica di Fiesole, di cui è stato vicepresidente. Da più di dieci anni è regolarmente invitato a tenere masterclass e seminari di pianoforte e musica da camera, in Italia e all’estero. Nel 2019 è stato insignito della prestigiosa Medaglia Laurenziana da parte dellì’Accademia Internazionale Medicea di Firenze.

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Matteo Fossi, pianista, interprete | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Matteo Fossi, pianista, interprete
Matteo Fossi, pianista, interprete | Che musica è?

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Marco Lenzi

Compositore e musicologo

Marco Lenzi (1967) Compositore e musicologo. Ha compiuto studi musicali all’Istituto Musicale ‘P. Mascagni’ di Livorno e filosofici all’Università di Pisa. Le sue composizioni, edite da Ars Publica, sono state eseguite in Italia, Grecia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. Ha collaborato con musicisti rock come Anthony Reynolds, per il quale ha arrangiato per pianoforte e quartetto d’archi dodici canzoni di Syd Barrett, e Virginiana Miller, dei quali ha coprodotto nel 2006 l’album “Fuochi fatui d’artificio”. Oltre a numerosi articoli e saggi apparsi su riviste specializzate (Musica/Realtà, MusikTexte, Nuova Civiltà delle Macchine, Tetraktys, Quaderni di Octandre), dedicati perlopiù alla musica del secondo Novecento e ai rapporti tra musica e arti visive, ha pubblicato nella collana Le Sfere di Ricordi la prima monografia italiana su Morton Feldman.

Marco Lenzi (1967) Compositore e musicologo. Ha compiuto studi musicali all’Istituto Musicale ‘P. Mascagni’ di Livorno e filosofici all’Università di Pisa. Le sue composizioni, edite da Ars Publica, sono state eseguite in Italia, Grecia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. Ha collaborato con musicisti rock come Anthony Reynolds, per il quale ha arrangiato per pianoforte e quartetto d’archi dodici canzoni di Syd Barrett, e Virginiana Miller, dei quali ha coprodotto nel 2006 l’album “Fuochi fatui d’artificio”. Oltre a numerosi articoli e saggi apparsi su riviste specializzate (Musica/Realtà, MusikTexte, Nuova Civiltà delle Macchine, Tetraktys, Quaderni di Octandre), dedicati perlopiù alla musica del secondo Novecento e ai rapporti tra musica e arti visive, ha pubblicato nella collana Le Sfere di Ricordi la prima monografia italiana su Morton Feldman.

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Marco Lenzi, compositore e musicologo | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Marco Lenzi, compositore e musicologo
Marco Lenzi, compositore e musicologo | Che musica è?

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Gianni Morelenbaum Gualberto

Musicologo - direttore artistico

Scrive di jazz sulle riviste più autorevoli, organizza concerti che registrano invariabilmente il tutto esaurito. Ha insegnato (“con molti dubbi”, come lui stesso dice) Storia della Musica all’Università Bocconi, dirige da oltre 20 anni Aperitivo in Concerto, la rassegna milanese che indaga l’intero spettro della contemporaneità musicale, con un occhio di riguardo al Jazz. Divide la sua attività tra Italia e Brasile, dove ricopre il ruolo di consulente artistico per diverse manifestazioni culturali promosse dal governo brasiliano.
Cresciuto in un ambiente familiare in cui l’ascolto del jazz era pratica quotidiana, nutritosi della vasta collezione di dischi di famiglia, fra 78 giri e LP, e dell’ancora più ampia biblioteca, impostata non solo sui classici francesi, tedeschi, inglesi e russi, ma non poco sulla letteratura americana, proveniente da una famiglia dalle molte “ramificazioni”: francesi, afro-brasiliane, polacche, ebree, argentine, è il risultato naturale

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Scrive di jazz sulle riviste più autorevoli, organizza concerti che registrano invariabilmente il tutto esaurito. Ha insegnato (“con molti dubbi”, come lui stesso dice) Storia della Musica all’Università Bocconi, dirige da oltre 20 anni Aperitivo in Concerto, la rassegna milanese che indaga l’intero spettro della contemporaneità musicale, con un occhio di riguardo al Jazz. Divide la sua attività tra Italia e Brasile, dove ricopre il ruolo di consulente artistico per diverse manifestazioni culturali promosse dal governo brasiliano.
Cresciuto in un ambiente familiare in cui l’ascolto del jazz era pratica quotidiana, nutritosi della vasta collezione di dischi di famiglia, fra 78 giri e LP, e dell’ancora più ampia biblioteca, impostata non solo sui classici francesi, tedeschi, inglesi e russi, ma non poco sulla letteratura americana, proveniente da una famiglia dalle molte “ramificazioni”: francesi, afro-brasiliane, polacche, ebree, argentine, è il risultato naturale di una miscela di culture molto diverse tra loro.

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Gianni Morelenbaum Gualberto, musicologo - direttore artistico | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Gianni Morelenbaum Gualberto, musicologo - direttore artistico
Gianni Morelenbaum Gualberto, musicologo - direttore artistico | Che musica è?

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Francesca Della Monica

Cantante - performer - interprete

Francesca Della Monica, cantante, compositrice e filosofa della musica, è considerata una delle più importanti pedagoghe della voce nel panorama europeo. Ha messo a punto negli anni di lavoro con i maggiori registi teatrali, compositori e musicisti una sua metodologia di studio della voce, legata alla scena. Performer vocale della nuova musica, affronta da sempre un repertorio che spazia dal barocco ai giorni nostri.

Francesca Della Monica, cantante, compositrice e filosofa della musica, è considerata una delle più importanti pedagoghe della voce nel panorama europeo. Ha messo a punto negli anni di lavoro con i maggiori registi teatrali, compositori e musicisti una sua metodologia di studio della voce, legata alla scena. Performer vocale della nuova musica, affronta da sempre un repertorio che spazia dal barocco ai giorni nostri.

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Francesca Della Monica, cantante - performer - interprete | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Francesca Della Monica, cantante - performer - interprete
Francesca Della Monica, cantante - performer - interprete | Che musica è?

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Franco Piersanti

Compositore

Compositore. Diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio di Santa Cecilia, studia composizione sotto la guida di Armando Renzi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara e Piero Bellugi. Come strumentista, suona il contrabbasso nell’Orchestra Sinfonica della Rai e inizia a prendere parte alle sessioni di registrazione di alcuni lavori musicali per il cinema. Entrato in contatto con il maestro Nino Rota, diventa suo assistente dal 1975 al 1977, ed è lui che lo incoraggia a intraprendere la carriera di compositore per il cinema. Nel 1976, Piersanti scrive la sua prima colonna sonora per il film d’esordio di Nanni Moretti “Io sono un autarchico”, dando vita così a un sodalizio artistico durato a lungo negli anni: sue infatti sono le musiche di “Ecce Bombo”(1977), “Sogni d’oro”(1981), “Bianca”(1983), “Il caimano”(2006, con cui ottiene il David di Donatello, il Ciak d’Oro e il premio Ucmf dell&

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Compositore. Diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio di Santa Cecilia, studia composizione sotto la guida di Armando Renzi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara e Piero Bellugi. Come strumentista, suona il contrabbasso nell’Orchestra Sinfonica della Rai e inizia a prendere parte alle sessioni di registrazione di alcuni lavori musicali per il cinema. Entrato in contatto con il maestro Nino Rota, diventa suo assistente dal 1975 al 1977, ed è lui che lo incoraggia a intraprendere la carriera di compositore per il cinema. Nel 1976, Piersanti scrive la sua prima colonna sonora per il film d’esordio di Nanni Moretti “Io sono un autarchico”, dando vita così a un sodalizio artistico durato a lungo negli anni: sue infatti sono le musiche di “Ecce Bombo”(1977), “Sogni d’oro”(1981), “Bianca”(1983), “Il caimano”(2006, con cui ottiene il David di Donatello, il Ciak d’Oro e il premio Ucmf dell’Associazione francese dei compositori di colonne sonore, consegnato a Cannes) e “Habemus Papam”(2011). All’inizio degli anni Ottanta, l’incontro con Gianni Amelio segna un’altra importante collaborazione. Per lui, Piersanti compone le colonne sonore di “Colpire al cuore”(1982), “I velieri”(1983, episodio per la TV per la serie “Dieci registi italiani, dieci racconti italiani”), “Porte aperte”(1989), “Il ladro di bambini”(1992, che gli vale il David di Donatello, il Ciak d’oro, e la Platea d’oro), “Lamerica”(1994, ancora un David di Donatello), “Così ridevano”(1998, Grolla d’Oro), “Le chiavi di casa”(2004) e “La stella che non c’è”(2006). Negli anni Novanta inizia a collaborare anche con Mimmo Calopresti, firmando le musiche di “La seconda volta”(1995), “La parola amore esiste”(1998), “Preferisco il rumore del mare”(1999) e “La felicità non costa niente”(2002). Oltre ai titoli citati, nel corso della sua lunga carriera Piersanti ha composto più di un centinaio di colonne sonore per il cinema, collaborando con importanti cineasti tra cui Carlo Lizzani, Ermanno Olmi, Roberto Faenza, Marco Tullio Giordana, Cristina Comencini, Carlo Mazzacurati, Daniele Luchetti, Paolo Virzì, Emanuele Crialese. Diverse sono anche le incursioni della sua musica sul piccolo schermo: sua, per esempio, è la celebre sigla della fortunata serie TV “Il commissario Montalbano”, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Ma la sua attività di musicista non si limita al cinema e alla televisione. Ha scritto, infatti, numerose musiche per opere teatrali e composizioni orchestrali e da camera.

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Franco Piersanti, compositore. Omaggio a Ennio Morricone | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Franco Piersanti, compositore. Omaggio a Ennio Morricone.
Franco Piersanti, compositore. Omaggio a Ennio Morricone | Che musica è?

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Luca Scarlini

Scrittore - performer

Luca Scarlini, saggista, drammaturgo, storyteller in scena, spesso insieme a cantanti, attori e anche in veste di interprete. Insegna all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere; collabora con numerosi teatri e festival in Italia e all’estero.  Collabora con Radio3 e ha scritto in molti contesti delle relazioni tra musica e società, intervenendo nei programmi di sala di vari teatri europei, curando anche rubriche per il Teatro Regio di Torino; suoi testi sono tradotti in numerose lingue. Tra i suoi libri: La musa inquietante (Cortina) Equivoci e miraggi (Rizzoli), D’Annunzio a Little Italy (Donzelli), Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), scrive regolarmente su “Alias” del Manifesto e su “L’Indice dei Libri”. 

Luca Scarlini, saggista, drammaturgo, storyteller in scena, spesso insieme a cantanti, attori e anche in veste di interprete. Insegna all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere; collabora con numerosi teatri e festival in Italia e all’estero.  Collabora con Radio3 e ha scritto in molti contesti delle relazioni tra musica e società, intervenendo nei programmi di sala di vari teatri europei, curando anche rubriche per il Teatro Regio di Torino; suoi testi sono tradotti in numerose lingue. Tra i suoi libri: La musa inquietante (Cortina) Equivoci e miraggi (Rizzoli), D’Annunzio a Little Italy (Donzelli), Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), scrive regolarmente su “Alias” del Manifesto e su “L’Indice dei Libri”. 

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"Playlist Universo" di Luca Scarlini, scrittore - performer | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

"Playlist Universo" di Luca Scarlini, scrittore - performer
"Playlist Universo" di Luca Scarlini, scrittore - performer | Che musica è?

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Luigi Attademo

Chitarrista, interprete

Considerato come uno dei più originali chitarristi della sua generazione, Luigi Attademo inizia la sua parabola artistica laurendosi terzo al “Concours International d’Exécution Musicale” di Ginevra del 1995. Nato nella scuola del chitarrista-compositore Angelo Gilardino, conta tra i suoi maestri Giovanni Guanti, Julius Kalmar, Alessandro Solbiati, Emilia Fadini. Laureato in Filosofia con una tesi sull’interpretazione musicale, ha pubblicato diversi articoli di stampo musicologico ed estetico, collaborando con riviste specializzate e presentando il suo lavoro a Radio3 e Radio Toscana Classica. Ha registrato sette CD, tra cui monografie dedicate alle Sonate di Domenico Scarlatti, a J. S. Bach, alle opere inedite ritrovate nell’Archivio Segovia e ai Quintetti di Luigi Boccherini. La rivista Guitar Review di New York gli ha dedicato alla fine del 2007 un’intervista ripubblicando alcune sue registrazioni. Come musicologo, nell’ottobre del 2002 ha curato la catalogazione dei

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Considerato come uno dei più originali chitarristi della sua generazione, Luigi Attademo inizia la sua parabola artistica laurendosi terzo al “Concours International d’Exécution Musicale” di Ginevra del 1995. Nato nella scuola del chitarrista-compositore Angelo Gilardino, conta tra i suoi maestri Giovanni Guanti, Julius Kalmar, Alessandro Solbiati, Emilia Fadini. Laureato in Filosofia con una tesi sull’interpretazione musicale, ha pubblicato diversi articoli di stampo musicologico ed estetico, collaborando con riviste specializzate e presentando il suo lavoro a Radio3 e Radio Toscana Classica. Ha registrato sette CD, tra cui monografie dedicate alle Sonate di Domenico Scarlatti, a J. S. Bach, alle opere inedite ritrovate nell’Archivio Segovia e ai Quintetti di Luigi Boccherini. La rivista Guitar Review di New York gli ha dedicato alla fine del 2007 un’intervista ripubblicando alcune sue registrazioni. Come musicologo, nell’ottobre del 2002 ha curato la catalogazione dei manoscritti segoviani, rinvenendo opere sconosciute di autori come Tansman, Pahissa, Cassadò e pubblicando il catalogo nella rivista spagnola “La Roseta” (2008).Dedica la gran parte della sua attività alla musica da camera e a progetti monografici, tra cui la recente registrazione integrale delle Suites per liuto di Bach (in uscita nel 2011) e un progetto su Paganini e la musica contemporanea. Nell’anno 2010 ha tenuto seminari e concerti alla Royal Academy of Music (Londra) e alla Melbourne University sul repertorio di A. Segovia.

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Luigi Attademo, chitarrista, interprete | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Luigi Attademo, chitarrista, interprete
Luigi Attademo, chitarrista, interprete | Che musica è?

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Paolo Carlini

Fagottista, interprete

Paolo Carlini è notoriamente un eccellente fagottista, il far parte di numerose e prestigiose orchestre ne certifica la carriera. Ma Paolo Carlini è anche colui che ha dato dignità a uno strumento non molto considerato nel mondo della composizione fino a qualche decennio or sono, diventando un imprescindibile punto di riferimento per la scrittura della musica del nostro presente. In questo cd, sceglie di presentare quattro compositori uno diverso dall’altro, consentendoci di apprezzare la molteplicità degli stili e soprattutto di ammirare la sua straordinaria capacità interpretativa, la quale non è solo legata alla bravura tecnico-strumentale ma alla naturale attitudine a entrare nei variegati mondi sonori di musiche differenti, inclinazione fondamentale perché senza questa dote la bravura dell’esecutore rimane un aspetto necessario ma non sufficiente a cogliere il senso profondo della musica che si suona. Eccezionale Carlini, come del resto il violinista Gabriele Pi

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Paolo Carlini è notoriamente un eccellente fagottista, il far parte di numerose e prestigiose orchestre ne certifica la carriera. Ma Paolo Carlini è anche colui che ha dato dignità a uno strumento non molto considerato nel mondo della composizione fino a qualche decennio or sono, diventando un imprescindibile punto di riferimento per la scrittura della musica del nostro presente. In questo cd, sceglie di presentare quattro compositori uno diverso dall’altro, consentendoci di apprezzare la molteplicità degli stili e soprattutto di ammirare la sua straordinaria capacità interpretativa, la quale non è solo legata alla bravura tecnico-strumentale ma alla naturale attitudine a entrare nei variegati mondi sonori di musiche differenti, inclinazione fondamentale perché senza questa dote la bravura dell’esecutore rimane un aspetto necessario ma non sufficiente a cogliere il senso profondo della musica che si suona. Eccezionale Carlini, come del resto il violinista Gabriele Pieranunzi (nel pezzo di Fabrizio De Rossi Re), Alvise Vidolin (nel brano di Nicola Sani) e l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano, diretta da Alessandro Cadario.

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Paolo Carlini, fagottista, interprete| Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Paolo Carlini, fagottista, interprete
Paolo Carlini, fagottista, interprete| Che musica è?

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Vincenzo Saldarelli

chitarrista e compositore

Vincenzo Saldarelli ha svolto gli studi di chitarra con Alvaro Company, di composizione con Carlo Prosperi e universitari, laureandosi in Giurisprudenza con una tesi in Filosofia del Diritto sul tema “Stato del benessere: Diritto e Musica”. Ha composto musiche per chitarra sola e per organici vari, ottenendo alcune segnalazioni in concorsi quali il “Viotti” di Vercelli.
L’interesse per la musica contemporanea lo ha portato a continui contatti con autori d’oggi, che gli hanno dedicato molte composizioni presentate in “prima assoluta” nei maggiori Festivals, tra i quali Biennale di Venezia, Festival Dei Due Mondi di Spoleto.  Esperienza artistica speciale è stata quella con Goffredo Petrassi, del quale ha inciso Suoni notturni, NuncAliasSeconda Serenata–Trio.
Ha svolto attività concertistica in tutto il mondo per le più importanti istituzioni musicali, con programmi dedicati anche alla riscoperta di repertori originali (anche con chitarra “terzina” e chi

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Vincenzo Saldarelli ha svolto gli studi di chitarra con Alvaro Company, di composizione con Carlo Prosperi e universitari, laureandosi in Giurisprudenza con una tesi in Filosofia del Diritto sul tema “Stato del benessere: Diritto e Musica”. Ha composto musiche per chitarra sola e per organici vari, ottenendo alcune segnalazioni in concorsi quali il “Viotti” di Vercelli.
L’interesse per la musica contemporanea lo ha portato a continui contatti con autori d’oggi, che gli hanno dedicato molte composizioni presentate in “prima assoluta” nei maggiori Festivals, tra i quali Biennale di Venezia, Festival Dei Due Mondi di Spoleto.  Esperienza artistica speciale è stata quella con Goffredo Petrassi, del quale ha inciso Suoni notturni, NuncAliasSeconda Serenata–Trio.
Ha svolto attività concertistica in tutto il mondo per le più importanti istituzioni musicali, con programmi dedicati anche alla riscoperta di repertori originali (anche con chitarra “terzina” e chitarra a 10 corde), sia come solista che con il Trio Chitarristico Italiano. Docente di chitarra presso l’Istituto Superiore di Studi Musicale “O.Vecchi-A.Tonelli” di Modena, di cui è stato anche direttore per molti anni, tiene corsi di perfezionamento. Ha realizzato revisioni di opere per liuto e per chitarra, pubblicate da Suvini Zerboni e Bèrben, un “Metodo” per Ricordi e incisioni discografiche come solista e con il Trio Chitarristico Italiano (RCA, Relief, Fonit Cetra, Ricordi, Frequenz). Nel 2010 è stato pubblicato per Guitarmediacollection il DVD del Trio, con un programma da Bach a Ennio Morricone, con una sua recente composizione dedicata al Trio. “Appunti di viaggio sulla chitarra nel XX° secolo” è il titolo del doppio CD e del volume realizzati per le Edizioni GuitArt International 2013.

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Vincenzo Saldarelli, chitarrista e compositore | Che musica è?

In previsione di un ciclo inedito di incontri di avvicinamento alla musica che si terrà in autunno, GAMO e MAD inaugurano una video-rivista dedicata all’ascolto della musica contemporanea, talvolta di difficile fruizione per i non addetti ai lavori. Per questo motivo abbiamo coinvolto compositori, interpreti e musicologi protagonisti della scena contemporanea, chiedendo loro di produrre video-pillole di riflessione su temi, autori e curiosità del panorama musicale contemporaneo.

Vincenzo Saldarelli, chitarrista e compositore
Vincenzo Saldarelli, chitarrista e compositore | Che musica è?

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Yuval Avital

Musicista e artista visivo

Nato a Gerusalemme nel 1977 e residente a Milano, l’artista multimediale, compositore e chitarrista Yuval Avital sviluppa le sue opere in diversi spazi, tra cui luoghi pubblici, siti di archeologia industriale, teatri e musei, sfidando le tradizionali categorie cristallizzate che separano le arti. Nelle sue mostre, performance, installazioni immersive, total-operas, “rituali” musicali su larga scala e concerti si possono trovare danzatori, ensemble di musica contemporanea, maestri di culture antiche, individui o comunità reclutate, proiezioni multi-video, ambienti tattili meditativi, strumenti tecnologici avanzati, materiali d’archivio, dati scientifici, Sound-Sculpture, pittura e opere d’arte a stampa.
Ogni opera d’arte di Avital è un microcosmo esperienziale, poetico ed emozionale unico, con una propria identità, frutto di una meticolosa ricerca condotta in un linguaggio accuratamente codificato, che affronta i temi ricorrenti dell’archeti

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Nato a Gerusalemme nel 1977 e residente a Milano, l’artista multimediale, compositore e chitarrista Yuval Avital sviluppa le sue opere in diversi spazi, tra cui luoghi pubblici, siti di archeologia industriale, teatri e musei, sfidando le tradizionali categorie cristallizzate che separano le arti. Nelle sue mostre, performance, installazioni immersive, total-operas, “rituali” musicali su larga scala e concerti si possono trovare danzatori, ensemble di musica contemporanea, maestri di culture antiche, individui o comunità reclutate, proiezioni multi-video, ambienti tattili meditativi, strumenti tecnologici avanzati, materiali d’archivio, dati scientifici, Sound-Sculpture, pittura e opere d’arte a stampa.
Ogni opera d’arte di Avital è un microcosmo esperienziale, poetico ed emozionale unico, con una propria identità, frutto di una meticolosa ricerca condotta in un linguaggio accuratamente codificato, che affronta i temi ricorrenti dell’archetipo e della struttura; la condizione umana dell’era ancestrale e del ribes globale; la natura e l’ibridità; il rituale e la scienza.
Le opere d’arte sonora e visiva di Avital sono state presentate in musei, fondazioni d’arte, luoghi ed eventi d’arte come la Biennale MANIFESTA, GAM – Torino, MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma; Biennale OSTRALE di Dresda, Fondazione La Fabbrica del Cioccolato in Svizzera, Chiesa di Sant’Antonio a Istanbul, Museo Marino Marini a Firenze; Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano.

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Parola di Artista Le Opere e i Giorni | Yuval Avital, musicista e artista visivo

Con la rubrica #LeOpereeiGiorni abbiamo invitato artisti, curatori e intellettuali a condividere riflessioni sul loro lavoro e sul momento attuale.
Oggi lasciamo la parola a Yuval Avital, musicista e artista visivo

Parola di Artista Le Opere e i Giorni |
Yuval Avital, musician and visual artist
Parola di Artista Le Opere e i Giorni | Yuval Avital, musicista e artista visivo

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Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Benedetta Manfriani, artista visiva e cantante

Con la rubrica #LeOpereeiGiorni abbiamo invitato artisti, curatori e intellettuali a condividere riflessioni sul loro lavoro e sul momento attuale.
Oggi lasciamo la parola a Benedetta Manfriani, artista visiva e cantante

Parola di Artista, Le Opere e i Giorni
Benedetta Manfriani, artista visiva e cantante
Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Benedetta Manfriani, artista visiva e cantante

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Benedetta Manfriani su Mediterranea # Habitus/Ethos

Mediterranea # Habitus/Ethos
Installazione multimediale e performativa di Benedetta Manfriani
Sound design Agnese Banti
Performers Coro CONfusion.

Benedetta Manfriani Mediterranea # Habitus/Ethos
Artista visiva e cantante | Residenza d'artista e Progetti
Benedetta Manfriani su Mediterranea # Habitus/Ethos

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Benedetta Manfriani su Walkabout

Walkabout
Benedetta Manfriani
Coro CONfusion
Progetto RIVA | Residenza d'artista e Perfromance

Benedetta Manfriani su Walkabout
Progetto RIVA | Residenza d'artista e Perfromance
Benedetta Manfriani su Walkabout

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Benedetta Manfriani su Togli il tuo piede dalle nostre gole

Artista visiva e cantante | Residenza d'artista e Progetti

Benedetta Manfriani su Togli il tuo piede dalle nostre gole
Artista visiva e cantante | Residenza d'artista e Progetti
Benedetta Manfriani su Togli il tuo piede dalle nostre gole

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Togli il tuo piede dalle nostre gole

Residenza d'artista di Benedetta Manfriani e del Coro CONfusion

Il progetto di residenza “Togli il tuo piede dalle nostre gole” verteva su una considerazione: il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un’emozione brutale e arcaica: la rabbia. Quella degli uomini che non accettano il rifiuto di una donna, quella di chi vede un nemico in chi è ancora più povero di lui, quella subdola, feroce e contagiosa diffusa dal web, che avvelena le vite. La rabbia non può essere eliminata, ma è possibile imparare a comprenderla, interpretarla e indirizzarla nell’espressione creativa. Essa può avere una funzione vitale, e può, come l’ansia e la depressione, chiamare ad un cambiamento di rotta come individui e come società. Ciascuno di noi consuma le proprie angosce da solo, vivendole come un problema individuale, ma nell’indirizzarsi a ciò che sta intorno, la voce esprime prima di tutto una posizione, quella di un orizzonte, e poi una relazione di spazi, corpi, linguaggi. Il canto ha la capacità di sciogliere il mutismo in cui la soffe

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Il progetto di residenza “Togli il tuo piede dalle nostre gole” verteva su una considerazione: il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un’emozione brutale e arcaica: la rabbia. Quella degli uomini che non accettano il rifiuto di una donna, quella di chi vede un nemico in chi è ancora più povero di lui, quella subdola, feroce e contagiosa diffusa dal web, che avvelena le vite. La rabbia non può essere eliminata, ma è possibile imparare a comprenderla, interpretarla e indirizzarla nell’espressione creativa. Essa può avere una funzione vitale, e può, come l’ansia e la depressione, chiamare ad un cambiamento di rotta come individui e come società. Ciascuno di noi consuma le proprie angosce da solo, vivendole come un problema individuale, ma nell’indirizzarsi a ciò che sta intorno, la voce esprime prima di tutto una posizione, quella di un orizzonte, e poi una relazione di spazi, corpi, linguaggi. Il canto ha la capacità di sciogliere il mutismo in cui la sofferenza ingabbia l’anima.

MAD Murate Art District è stato il luogo ideale per il progetto di residenza, essendo stato per secoli un luogo di reclusione volontaria o coatta. Le sue pietre mute nascondono le voci delle monache murate vive, dei detenuti comuni, dei prigionieri politici e dei partigiani. Le Murate diventano paradigma della reclusione fisica e interiore. Il lavoro durante la residenza si è concentrato essenzialmente sull’esplorazione della voce e della potenzialità di risonanza di tutto il corpo attraverso esercizi di tecniche vocali di varie tradizioni. Durante la residenza verrà inoltre prodotto un video che documenterà le attività di ricerca e produzione della performance e che diventerà esso stesso un’installazione multimediale.

“Togli il tuo piede dalle nostre gole e allora potrai sentire con quale voce le donne
parlano.” Catharine MacKinnon

 

CONfusion è un gruppo vocale formato da persone provenienti da diversi paesi del mondo, nato nel 2016 come progetto di inclusione di migranti e rifugiati, ideato e diretto da Benedetta Manfriani, in collaborazione con l’Associazione Progetto Accoglienza, e ora con sede anche presso il Teatro Puccini di Firenze. È un melting pot di musiche, lingue, colori, laboratorio e spazio di contaminazione di culture, e generi musicali e artistici diversi. Il coro, che regolarmente lavora sia sul repertorio popolare delle diverse tradizioni musicali, sia su brani di autori contemporanei, ha riscosso, in due anni di attività concertistica e performativa, un notevole successo di pubblico, coinvolgendo molte centinaia di persone. CONfusion ha svolto un’importante attività di sensibilizzazione anche attraverso iniziative quali prove aperte alla cittadinanza, flash-mob per strada e su mezzi pubblici, incontri nelle scuole. In due anni di attività hanno partecipato alle attività del coro oltre 80 persone provenienti da Gambia, Ghana, Nigeria, Camerun, Senegal, Congo, Togo, Mali, Guinea, Yemen, Costa d’Avorio, Armenia, Pakistan, Siria, Francia, Germania, Usa, Uk, Olanda, e tanti italiani del territorio del Mugello e di Firenze.

Togli il tuo piede dalle nostre gole

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Francesco Gesualdi

composer and director of GAMO Gruppo Aperto Musica Oggi

Francesco Gesualdi è riconosciuto come uno dei più originali e versatili fisarmonicisti classici italiani della sua generazione. Padrone di un ampio repertorio è regolarmente presente nei cartelloni delle più importanti Stagioni concertistiche, di Società di Concerti, Enti e Teatri storici. Come performer ed interprete ha realizzato più di cento edizioni – fra prime esecuzioni assolute ed incisioni inedite – di composizioni originali per fisarmonica classica contemporanea, di importanti autori della scena musicale d’oggi. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più importanti compositori della scena della musica d’oggi: M.Kagel, S.Gubaidulina, M.Sotelo, A.Solbiati, S.Gervasoni, M.Franceschini, M.Cardi, R.Saunders, T.Hosokawa, H.Skempton, W.Rihm (solo per citarne alcuni), eseguendo le loro più celebri composizioni per fisarmonica, alcune in prima assoluta, altre in prima italiana. Il focus di molti dei suoi concerti in Italia, Europa, Australia e America, d

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Francesco Gesualdi è riconosciuto come uno dei più originali e versatili fisarmonicisti classici italiani della sua generazione. Padrone di un ampio repertorio è regolarmente presente nei cartelloni delle più importanti Stagioni concertistiche, di Società di Concerti, Enti e Teatri storici. Come performer ed interprete ha realizzato più di cento edizioni – fra prime esecuzioni assolute ed incisioni inedite – di composizioni originali per fisarmonica classica contemporanea, di importanti autori della scena musicale d’oggi. Ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più importanti compositori della scena della musica d’oggi: M.Kagel, S.Gubaidulina, M.Sotelo, A.Solbiati, S.Gervasoni, M.Franceschini, M.Cardi, R.Saunders, T.Hosokawa, H.Skempton, W.Rihm (solo per citarne alcuni), eseguendo le loro più celebri composizioni per fisarmonica, alcune in prima assoluta, altre in prima italiana. Il focus di molti dei suoi concerti in Italia, Europa, Australia e America, da solista e in progetti esclusivi di musica da camera, è caratterizzato da programmi di musica antica (è autore ed interprete di trascrizioni di pagine della musica antica di Bach, De Cabezon, Frescobaldi, Scarlatti, C.Gesualdo) e programmi di musica contemporanea.

Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Francesco Gesualdi, compositore e direttore di GAMO Gruppo Aperto Musica Oggi

Con la rubrica #LeOpereeiGiorni abbiamo invitato artisti, curatori e intellettuali a condividere riflessioni sul loro lavoro e sul momento attuale.
Oggi lasciamo la parola a Francesco Gesualdi, compositore e direttore di GAMO Gruppo Aperto Musica Oggi

Parola di Artista, Le Opere e i Giorni
Francesco Gesualdi, compositore e direttore di GAMO Gruppo Aperto Musica Oggi
Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Francesco Gesualdi, compositore e direttore di GAMO Gruppo Aperto Musica Oggi

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L'arte prende casa nelle scuole

Residenza d'artista nelle scuole

Le aule (non utilizzate) diventano atelier e gli artisti offrono laboratori gratuiti ai ragazzi
Il progetto ideato da MAD Murate Art District in collaborazione con l’Assessorato all’istruzione del Comune di Firenze e Regione Toscana, è partito per l’anno scolastico 2018/2019 all’Istituto comprensivo Oltrarno e all’Istituto comprensivo Poliziano. I primi due artisti coinvolti sono stati Rossella Liccione e Francesco Pellegrino

A novembre 2018 ha inaugurato un importante progetto pilota di collaborazione tra artisti del territorio e gli istituti scolastici fiorentini partendo da un progetto della Associazione MUS.E con l’Istituto Comprensivo Oltrarno (Dirigente prof.ssa Paola Salmoiraghi), promosso dal Comune di Firenze (Direzione Istruzione).

L’iniziativa ha visto le strutture scolastiche mettere a disposizione un’aula non utilizzata per accogliere un artista contemporaneo che lavora quotidianamente a scuola. L’artista ospitato, ha offerto un laboratorio gratuito


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Le aule (non utilizzate) diventano atelier e gli artisti offrono laboratori gratuiti ai ragazzi
Il progetto ideato da MAD Murate Art District in collaborazione con l’Assessorato all’istruzione del Comune di Firenze e Regione Toscana, è partito per l’anno scolastico 2018/2019 all’Istituto comprensivo Oltrarno e all’Istituto comprensivo Poliziano. I primi due artisti coinvolti sono stati Rossella Liccione e Francesco Pellegrino

A novembre 2018 ha inaugurato un importante progetto pilota di collaborazione tra artisti del territorio e gli istituti scolastici fiorentini partendo da un progetto della Associazione MUS.E con l’Istituto Comprensivo Oltrarno (Dirigente prof.ssa Paola Salmoiraghi), promosso dal Comune di Firenze (Direzione Istruzione).

L’iniziativa ha visto le strutture scolastiche mettere a disposizione un’aula non utilizzata per accogliere un artista contemporaneo che lavora quotidianamente a scuola. L’artista ospitato, ha offerto un laboratorio gratuito per gli studenti dell’Istituto coinvolgendo di settimana in settimana classi diverse. Il progetto intendeva creare una situazione virtuosa di scambio tra scuole e artisti. Le strutture scolastiche che hanno messo a disposizione aule non utilizzate come studi d’artista, hanno accolto l’artista selezionato ad abitare quotidianamente la scuola e offrire un laboratorio settimanale gratuito per gli studenti.

La condivisione di spazi e ambienti ha creato una relazione tra artista e “abitanti della scuola” siano essi alunni, personale docente, di segreteria o collaboratori scolastici, dando vita ad una piccola comunità sperimentale aperta ad esperienze laboratoriali altamente innovative. Tali esperienze laboratoriali sono state guidate, seguite e monitorate da Mus.e, che ha supportato e incoraggiato progetti inediti e sperimentali.

Durante l’anno scolastico 2019/2020 il progetto è stato implementato portando a cinque il numero delle scuole coinvolte. MAD ha proposto cinque diverse residenze:

Rossella Liccione presso l’Istituto Comprensivo Poliziano
Francesco Pellegrino presso l’Istituto Comprensivo Oltrarno
Fosca presso l’Istituto Comprensivo Pirandello
Casey Kaufmann e Alessandro Cassigoli presso L’Istituto Comprensivo Vespucci
Torrick Ablack, in arte Toxic presso la Scuola Secondaria di primo grado “Dino Compagni”

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Firenze e Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2018 e Toscanaincontemporanea 2019, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio Firenze.

L'arte prende casa nelle scuole

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L'arte prende casa nelle scuole | Francesco Pellegrino

Residenza d'artista nelle scuole di Francesco Pellegrino

Francesco Pellegrino ha portato avanti il suo progetto di residenza d’artista a scuola presso l’Istituto Comprensivo Poliziano durante l’anno scolastico 2018/2019 e presso l’Istituto Comprensivo Oltrarno durante l’anno scolastico 2019/2020.

‘Al centro degli incontri vi era un’installazione interattiva, realizzata appositamente per questo progetto, intorno alla quale sono state realizzati dei workshop dove gli studenti potevano sperimentare ed interagire con l’opera. Una vasca circolare di un metro di diametro con all’interno dell’acqua, attraverso un eccitatore posizionato sulla superficie inferiore della vasca, permetteva al materiale di vibrare, e quindi all’acqua, visualizzando attraverso di essa le forme delle onde sonore. Attraverso due sensori di distanza si è resa l’installazione interattiva attribuendo ad un sensore il volume e all’altro la frequenza del suono nell’acqua. A partire dall’opera si è potuto parlare degli aspetti

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Francesco Pellegrino ha portato avanti il suo progetto di residenza d’artista a scuola presso l’Istituto Comprensivo Poliziano durante l’anno scolastico 2018/2019 e presso l’Istituto Comprensivo Oltrarno durante l’anno scolastico 2019/2020.

‘Al centro degli incontri vi era un’installazione interattiva, realizzata appositamente per questo progetto, intorno alla quale sono state realizzati dei workshop dove gli studenti potevano sperimentare ed interagire con l’opera. Una vasca circolare di un metro di diametro con all’interno dell’acqua, attraverso un eccitatore posizionato sulla superficie inferiore della vasca, permetteva al materiale di vibrare, e quindi all’acqua, visualizzando attraverso di essa le forme delle onde sonore. Attraverso due sensori di distanza si è resa l’installazione interattiva attribuendo ad un sensore il volume e all’altro la frequenza del suono nell’acqua. A partire dall’opera si è potuto parlare degli aspetti fisici del suono, di come la consapevolezza dei mezzi possa diventare mezzo espressivo e di come non ci siano limiti nell’arte a che tipo di mezzo si utilizza. Si è potuto parlare anche di percezione, potendo esperire il suono, normalmente legato al solo senso dell’udito, anche con la vista ed infine anche con il tatto, facendo provare i ragazzi ad immergere le mani nell’acqua mentre suonavano. Questo percorso è stato attraversato da tutte le classi. Con alcune classi è stato possibile aggiungere altre esperienze attorno all’opera: con la classe di strumento (violoncello e flauto) è stato possibile far suonare i propri strumenti ai ragazzi e farli amplificare attraverso l’installazione, visualizzando così ciò che suonavano; con la professoressa di matematica si è potuto affiancare un percorso di fisica e acustica “visualizzabile” sulla vasca; infine con la professoressa di italiano è stato messo in atto un interessantissimo percorso in due lezione sul linguaggio applicato al suono: a partire dalle definizioni oggettive verso tutte le espressioni soggettive per descrivere ciò che un suono ci comunica’. Francesco Pellegrino

L'arte prende casa nelle scuole | Francesco Pellegrino

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Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Francesco Pellegrino, musicista e artista visivo

Con la rubrica #LeOpereeiGiorni abbiamo invitato artisti, curatori e intellettuali a condividere riflessioni sul loro lavoro e sul momento attuale.
Oggi lasciamo la parola a Francesco Pellegrino, musicista e artista visivo

Parola di Artista, Le Opere e i Giorni
Francesco Pellegrino, musicista e artista visivo
Parola di Artista, Le Opere e i Giorni | Francesco Pellegrino, musicista e artista visivo

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Piero Mottola

Florentine Voices

Piero Mottola è artista e musicista sperimentale, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER Laboratorio di Estetica del Rumore, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”.  Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali, dal rumore alla Musica Relazionale, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana, Rai Uno, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argenti

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Piero Mottola è artista e musicista sperimentale, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER Laboratorio di Estetica del Rumore, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”.  Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali, dal rumore alla Musica Relazionale, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana, Rai Uno, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. Queste ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali nazionali e internazionali: Palazzo Esposizioni, Roma (1993); MAMBA, Museo Arte Moderno, Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2013); MACRO, Museo d’arte contemporanea, Roma (2015, 2017; 2018); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra, Napoli (2009, 2015, 2019); MAC Museo d’arte contemporanea, Santiago del Cile (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano, Pechino (2017);  Museo della Certosa di S. Lucia, Rome (2018); Museo della Certosa di S. Martino, Castel S. Elmo, Napoli (2018, 2019); CCK Kirchner Cultural Center, Buenos Aires (2019); Istituto Italiano di Cultura, Buenos Aires (2019).

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Florentine Voices

Piero Mottola

Florentine Voices, primo progetto nato sotto l’egida di Murate Art District  è lo step fiorentino di una ricerca finora condotta a Valencia, Lisbona, Tenerife, Roma, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, L’Avana, Buenos Aires, Wuhan, Shanghai, Pechino.

Alle persone che hanno partecipato all’esperimento negli scorsi mesi, convocati con bando pubblico, è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali (paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma) suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. Le centinaia di frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e intrecciati dall’artista in composizioni realizzate mediante l’ “autocorrelatore acustico”, un sistema capace di costruire algoritmi e trasformarli in opere grafiche che assomigliano a quadri astratti e variopinti. In questo modo l’opera restituisce un composito e fluttuante ritratto emotivo e internazionale della città.

Nelle t

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Florentine Voices, primo progetto nato sotto l’egida di Murate Art District  è lo step fiorentino di una ricerca finora condotta a Valencia, Lisbona, Tenerife, Roma, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, L’Avana, Buenos Aires, Wuhan, Shanghai, Pechino.

Alle persone che hanno partecipato all’esperimento negli scorsi mesi, convocati con bando pubblico, è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali (paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma) suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. Le centinaia di frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e intrecciati dall’artista in composizioni realizzate mediante l’ “autocorrelatore acustico”, un sistema capace di costruire algoritmi e trasformarli in opere grafiche che assomigliano a quadri astratti e variopinti. In questo modo l’opera restituisce un composito e fluttuante ritratto emotivo e internazionale della città.

Nelle tre celle al primo piano di MAD è invece esposto un excursus del lavoro dell’artista che  riconduce alle origini delle sperimentazioni degli anni Ottanta e primi anni Novanta sul concetto di “Miglioramento Peggioramento” estetico e delle categorie di “Bello Brutto”, in cui l’artista si poneva il problema della misurazione del processo creativo con pratiche relazionali attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico.

Infine, l’esuberanza cromatica delle opere più recenti, esposte nell’ultima cella, rivela il processo di ricerca dell’artista, volto a restituire partiture visive che rispondono alla ricerca di godimento estetico espressa dal fruitore.

 

 

Florentine Voices

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Florentine Voices, Piero Mottola

Florentine voices, prosegue a Firenze la ricerca sperimentale itinerante e in progress condotta dall’artista Piero Mottola volta ad indagare le potenzialità evocative e musicali della voce di persone comuni, in diverse aree geografiche del pianeta. 

Florentine Voices, Piero Mottola

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Florentine Voices

Piero Mottola

Florentine Voices | Piero Mottola
Florentine Voices

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Concerto integrale Florentine Voices

Piero Mottola e il coro delle Florentine e Chinese Voices

Concerto integrale Florentine Voices, Piero Mottola
Concerto integrale Florentine Voices

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Racconto sull'Arno

Progetto RIVA

Attraverso i ricordi spontanei dei cittadini di Firenze, residenti o di passaggio, radicati sul territorio o nuovi arrivati, si è voluto costruire un diario collettivo che avesse come filo conduttore il fiume Arno. I racconti di ciascuno dei partecipanti è andato a ampliare la memoria collettiva sul fiume che, attraversando la città, ha attraversato le vite di tutti i fiorentini.

Attraverso i ricordi spontanei dei cittadini di Firenze, residenti o di passaggio, radicati sul territorio o nuovi arrivati, si è voluto costruire un diario collettivo che avesse come filo conduttore il fiume Arno. I racconti di ciascuno dei partecipanti è andato a ampliare la memoria collettiva sul fiume che, attraversando la città, ha attraversato le vite di tutti i fiorentini.

Racconto sull'Arno

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Progetto RIVA | 2018

a cura di Valentina Gensini

Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio

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Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio ++.
Presso Murate Art District sono stati proposti talk e lezioni in italiano ed in inglese a cura di LWCircus e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Durante il 2018 Progetto RIVA si è aperto anche all’Oriente, grazie alla collaborazione con Zhong Art International, ospitando tre artisti cinesi in residenza presso MAD, invitati a presentare la loro particolare visione sull’Arno.

 

Progetto RIVA | 2018

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Dudù Kouate

Musicista

Dudù Kouate – percussionista, musicista e mediatore culturale – nasce in Senegal da famiglia di Griot, cantori incaricati di portare avanti le storie del loro popolo, conservatori della tradizione culturale e musicale africana. Musicista polistrumentista, interpreta la tradizione in chiave moderna e multiculturale. Vive a Bergamo dove insegna percussioni africane; tiene seminari sulla storia degli strumenti tradizionali africani cercando di tracciare i confini territoriali delle popolazioni; incontra le scuole con interventi di divulgazione della tradizione culturale africana attraverso racconti di fiabe musicate ed esperienze musicali trasversali. Musicista versatile ed eclettico, conduce una ricerca costante sul suono (sound of elements) per esperienze sempre nuove nel mondo della musica.

Dudù Kouate – percussionista, musicista e mediatore culturale – nasce in Senegal da famiglia di Griot, cantori incaricati di portare avanti le storie del loro popolo, conservatori della tradizione culturale e musicale africana. Musicista polistrumentista, interpreta la tradizione in chiave moderna e multiculturale. Vive a Bergamo dove insegna percussioni africane; tiene seminari sulla storia degli strumenti tradizionali africani cercando di tracciare i confini territoriali delle popolazioni; incontra le scuole con interventi di divulgazione della tradizione culturale africana attraverso racconti di fiabe musicate ed esperienze musicali trasversali. Musicista versatile ed eclettico, conduce una ricerca costante sul suono (sound of elements) per esperienze sempre nuove nel mondo della musica.

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Laboratorio di Liuteria selvatica

Black History Month Florence 2019
Murate Artlab

Liuteria selvaggia. La scoperta degli oggetti abbandonati

 

Uno strumento musicale è un oggetto che produce suoni, tesi a esprimere sensazioni, pensieri, sentimenti; e proprio per questo l’essere umano non ha mai smesso di percuotere, strofinare, pizzicare e soffiare in oggetti trovati o inventati. Con le finalità di proporre la musica come un terreno in cui tutte le culture si fondono, di stimolare la creatività e l’intuizione, ma anche di sensibilizzare al recupero e degli oggetti abbandonati in un’ottica di sostenibilità per l’ambiente e per il futuro, il nuovo appuntamento firmato da Dudù Kouate ha proposto ai ragazzi di dare vita a strumenti musicali nuovi, generati da materiali non concepiti per tale scopo, e di suonarli insieme andando a costruire un’inedita sinfonia collettiva.

Il laboratorio, proposto da MUS.E e MAD Murate Art District sabato 2 marzo 2019 nell’ambito del Black History Month Firenze 2019, ha offerto così l’occasione di esplorare come co

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Liuteria selvaggia. La scoperta degli oggetti abbandonati

 

Uno strumento musicale è un oggetto che produce suoni, tesi a esprimere sensazioni, pensieri, sentimenti; e proprio per questo l’essere umano non ha mai smesso di percuotere, strofinare, pizzicare e soffiare in oggetti trovati o inventati. Con le finalità di proporre la musica come un terreno in cui tutte le culture si fondono, di stimolare la creatività e l’intuizione, ma anche di sensibilizzare al recupero e degli oggetti abbandonati in un’ottica di sostenibilità per l’ambiente e per il futuro, il nuovo appuntamento firmato da Dudù Kouate ha proposto ai ragazzi di dare vita a strumenti musicali nuovi, generati da materiali non concepiti per tale scopo, e di suonarli insieme andando a costruire un’inedita sinfonia collettiva.

Il laboratorio, proposto da MUS.E e MAD Murate Art District sabato 2 marzo 2019 nell’ambito del Black History Month Firenze 2019, ha offerto così l’occasione di esplorare come convenzioni e canoni possano essere superati offrendo una seconda vita a oggetti di scarto, avvicinandosi nello stesso tempo a tecniche, approcci e formati di una musica creativa che guarda al jazz, all’improvvisazione e alla percussione. Dopo aver individuato gli opportuni materiali, quindi, questi sono stati trasformati per diventare veri e propri strumenti musicali, indagandone le sonorità possibili e definendo quelle più adeguate. Gli strumenti hanno permesso poi di lavorare su una composizione musicale collettiva, costruendo insieme ai partecipanti un’esperienza di creatività polidisciplinare e multiculturale.

Laboratorio di Liuteria selvatica

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Laboratorio di Liuteria selvatica

Black History Month Florence 2019
Murate Artlab

Laboratorio di Liuteria selvatica

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Progetto RIVA | 2017

a cura di Valentina Gensini

Nel 2017 RIVA ha dato vita ad una serie di installazioni site specific, workshop, mostre e talk grazie al coinvolgimento di performer, artisti visivi, fotografi e sound artist invitati a tenere un periodo di residenza in Toscana con l’obiettivo di produrre nuovi progetti sul tema del fiume. Per la prima volta, oltre Firenze, RIVA ha coinvolto tre comuni della regione bagnata dal fiume: Pontassieve, Pelago e Montelupo Fiorentino. Partendo da una riflessione sul patrimonio ambientale e culturale del fiume e il suo legame con la comunità e il territorio, gli artisti coinvolti (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) hanno lavorato nei tre comuni con l’amministrazione locale e i cittadini per nuovi progetti artistici. Il progetto principale di RIVA 2017 è stata una performance sul fiume seguita da una mostra di Adrian Paci che si è svolta tra Firenze e Pelago, coinvolgendo Museo Novecento e MAD Murate Art District, in cui sono state presentate opere di Ad

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Nel 2017 RIVA ha dato vita ad una serie di installazioni site specific, workshop, mostre e talk grazie al coinvolgimento di performer, artisti visivi, fotografi e sound artist invitati a tenere un periodo di residenza in Toscana con l’obiettivo di produrre nuovi progetti sul tema del fiume. Per la prima volta, oltre Firenze, RIVA ha coinvolto tre comuni della regione bagnata dal fiume: Pontassieve, Pelago e Montelupo Fiorentino. Partendo da una riflessione sul patrimonio ambientale e culturale del fiume e il suo legame con la comunità e il territorio, gli artisti coinvolti (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) hanno lavorato nei tre comuni con l’amministrazione locale e i cittadini per nuovi progetti artistici. Il progetto principale di RIVA 2017 è stata una performance sul fiume seguita da una mostra di Adrian Paci che si è svolta tra Firenze e Pelago, coinvolgendo Museo Novecento e MAD Murate Art District, in cui sono state presentate opere di Adrian Paci legate al tema dell’acqua come metafora del flusso, del movimento e della migrazione. A Montelupo Fiorentino l’artista berlinese Katrinem ha tenuto una residenza curata da Tempo Reale in cui ha performato e registrato un lavoro personale di attraversamento ed “ascolto” del paesaggio sonoro.

 

Progetto RIVA | 2017

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Katrinem

Sound artist

Katrinem nasce nel 1969 ad Augsburg, vive e lavora a Linz e a Berlino. L’esame del suono e dello spazio è da tempo parte integrante del suo lavoro artistico.
Da oltre 12 anni, Katrinem studia la fruizione pedonale delle città e la relativa percezione spaziale. Due aspetti della sua attuale ricerca artistica sono: osservare un sito (Platzstudien) e sperimentare personalmente lo spazio mentre si cammina (SchuhzuGehör). Collabora con con artisti e ricercatori come Sam Auinger, Elena Biserna, Gernot Böhme, Elen Flügge, Annea Lockwood, Bruce Odland, Holger Schulze, Penelope Wehrli u.a.


Katrinem nasce nel 1969 ad Augsburg, vive e lavora a Linz e a Berlino. L’esame del suono e dello spazio è da tempo parte integrante del suo lavoro artistico.
Da oltre 12 anni, Katrinem studia la fruizione pedonale delle città e la relativa percezione spaziale. Due aspetti della sua attuale ricerca artistica sono: osservare un sito (Platzstudien) e sperimentare personalmente lo spazio mentre si cammina (SchuhzuGehör). Collabora con con artisti e ricercatori come Sam Auinger, Elena Biserna, Gernot Böhme, Elen Flügge, Annea Lockwood, Bruce Odland, Holger Schulze, Penelope Wehrli u.a.

Path of awareness

Progetto RIVA

Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.





Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.

Path of awareness

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Path of awareness

Progetto RIVA

Path of awareness | Katrinem
Path of awareness

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Radio Papesse

Associazione culturale e archivio sonoro

Radio Papesse è un’associazione culturale non profit di base a Villa Romana, a Firenze. Nata nel 2006 al Palazzo delle Papesse di Siena, è una web-radio e archivio sonoro online dedicato all’arte contemporanea; uno spazio riservato alla riflessione critica sulle arti visive e alla promozione e condivisione di produzioni sonore e radiofoniche sperimentali. Produce e distribuisce sotto licenza Creative Commons documentari e interviste, racconta mostre e collezioni museali, usando la radio come suo linguaggio elettivo per parlare di arte, pratiche e processi. Negli ultimi dieci anni ha invitato artisti, musicisti, producer e Dj a confrontarsi con i limiti e le possibilità offerti dalla produzione radiofonica. Alcuni dei progetti sviluppati: Children of Unquiet di Mikhail Karikis, 2012-2014; Süden Radio insieme a Villa Romana, Saout Radio e Reboot FM, Nuovi Paesaggi, curato da Lucia Farinati con la partecipazione di Viv Corringham, Mikhail Karikis, Laura Malacart, Davide T

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Radio Papesse è un’associazione culturale non profit di base a Villa Romana, a Firenze. Nata nel 2006 al Palazzo delle Papesse di Siena, è una web-radio e archivio sonoro online dedicato all’arte contemporanea; uno spazio riservato alla riflessione critica sulle arti visive e alla promozione e condivisione di produzioni sonore e radiofoniche sperimentali. Produce e distribuisce sotto licenza Creative Commons documentari e interviste, racconta mostre e collezioni museali, usando la radio come suo linguaggio elettivo per parlare di arte, pratiche e processi. Negli ultimi dieci anni ha invitato artisti, musicisti, producer e Dj a confrontarsi con i limiti e le possibilità offerti dalla produzione radiofonica. Alcuni dei progetti sviluppati: Children of Unquiet di Mikhail Karikis, 2012-2014; Süden Radio insieme a Villa Romana, Saout Radio e Reboot FM, Nuovi Paesaggi, curato da Lucia Farinati con la partecipazione di Viv Corringham, Mikhail Karikis, Laura Malacart, Davide Tidoni e Allen S. Weiss, 2012; La Radio a Pedali, 2011. Nel 2013 ha preso parte alla prima edizione di Progetto Riva con Arno Atlas, una serie di quattro documentari sonori sulla storia sociale dell’Arno a Firenze.

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Confluenze

Progetto RIVA

Tra l’autunno 2017 e la primavera 2018 Radio Papesse ha coinvolto associazioni, esperti, storici, guide ambientali, imprenditori e istituzioni locali nella produzione di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo di Montelupo Fiorentino. I tre episodi interessano: “La ceramica ed il sistema Arno”, “La Villa Medicea dell’Ambrogiana”, “Ecosistemi che si incontrano e scontrano. Là dove l’Arno incontra il Pesa”

Tra l’autunno 2017 e la primavera 2018 Radio Papesse ha coinvolto associazioni, esperti, storici, guide ambientali, imprenditori e istituzioni locali nella produzione di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo di Montelupo Fiorentino. I tre episodi interessano: “La ceramica ed il sistema Arno”, “La Villa Medicea dell’Ambrogiana”, “Ecosistemi che si incontrano e scontrano. Là dove l’Arno incontra il Pesa”

Confluenze

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Confluenze | La Villa Ambrogiana: approdi e derive

Il 9 settembre 2017 Montelupo si riappropria di un importante capitolo della sua storia, quello della Villa Ambrogiana, residenza dei Medici dal sedicesimo secolo e poi corpo alieno, spazio escluso ai cittadini a causa dell’insediamento prima del manicomio e dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario poi. Da villa che accoglieva i suoi signori con una spettacolare grotta di meraviglie lungo l’Arno, a struttura detentiva chiusa definitivamente nel 2017, l’Ambrogiana è al tempo stesso un gioiello e una ferita per Montelupo che, per molti decenni nel Novecento, oltre ad essere il paese della ceramica, è stato il paese dei matti. Ora che l’O.P.G è stato smantellato, cosa resta e cosa sarà della Villa Medicea?
Con la partecipazione di Isabella Lapi Ballerini, Riccardo Manetti, Paolo Manetti, Adriano Rigatti e Luigi Falsetti.

Confluenze Ambrogiana
Confluenze | La Villa Ambrogiana: approdi e derive

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Confluenze | La ceramica e il sistema Arno

La storia della ceramica di Montelupo è una vicenda d’innovazioni tecnologiche e di circolazione del sapere: lo era in passato, lo è ancora oggi. Quanto il suo sviluppo sia legato all’Arno è una questione che riguarda il più ampio sistema economico, ecologico e infrastrutturale cui il fiume ha contribuito a dare forma. Grazie ai contributi di alcuni esperti - dalla ceramista di seconda generazione allo scienziato che sperimenta nuovi pigmenti ceramici per l’industria spaziale, dall’archeologo al carpentiere navale cresciuto sulle rive dell’Arno - attraversiamo una storia lunga almeno otto secoli. Con le voci di Fausto Berti, Tito Paroli, Giovanni Baldi e Ivana Antonini.

Confluenze | La ceramica e il sistema Arno
Confluenze | La ceramica e il sistema Arno

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Confluenze | Ecosistemi: incontri e scontri fra Arno e Pesa 

Là dove il fiume e il torrente si incontrano, le acque confluiscono ma gli ecosistemi restano profondamente diversi. Insieme a chi studia e vive ogni giorno le acque di Arno e Pesa, a chi lavora per la loro tutela, a chi ne progetta le relazioni con lo spazio urbano, ci immergiamo alla scoperta di un ecosistema fragile e in costante mutamento. Un ecosistema legato alle stagioni e alle azioni dell’uomo che oggi, finalmente, riscopre la necessità di tutelare anche i rivi considerati minori. 
Una vera e propria immersione sonora nel paesaggio creato dalla confluenza di Arno e Pesa, un paesaggio popolato da usignoli, picchi, api... con il minimo comun denominatore dell'acqua. Anche quando questa scompare. Con la partecipazione di Alessandro Pappalardo, Lorenzo Nesi, Jacopo Manetti e Alessandro Sacchetti.

Confluenze | Ecosistemi: incontri e scontri fra Arno e Pesa 
Confluenze | Ecosistemi: incontri e scontri fra Arno e Pesa 

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Arno Atlas | 1966 Alluvione e Avanguardie

Il 1966 fu un annus mirabilis nel mondo ed anche a Firenze, dove nonostante l'alluvione, emersero importanti movimenti di ricerca artistica - si iniziava a sperimentare con la parola, il suono, il corpo - e gli architetti radicali si affermavano come una delle esperienze d'avanguardia più
interessanti del Secondo Novecento. Sebbene il richiamo del passato si fosse rinvigorito dopo l'alluvione, con il mito del ritorno all'antico splendore, dal basso emergevano le prime istanze contemporanee, che sarebbero poi sfociate nei movimenti e nelle correnti degli Anni 70.
Con le voci di Gian Piero Frassinelli, Adolfo Natalini e Valentina Gensini.

Arno Atlas | 1966 Alluvione e Avanguardie
Arno Atlas | 1966 Alluvione e Avanguardie

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Arno Atlas | 1966 L'emergenza del restauro moderno


Un viaggio tra la chimica e la filosofia del restauro contemporaneo, un viaggio durato cinquant'anni, dall'emergenza dell'alluvione - con la nascita della moderna scienza del restauro - alla pratica attuale, per scoprire cosa è stato fatto e si continua a fare, cosa è oggi possibile e cosa si accetta di non poter fare con le vittime culturali del 1966: affreschi, tavole, dipinti, codici, libri...
Con le voci di Franca Falletti, Giorgio Bonsanti, Magnolia Scudieri e Marco Ciatti.

Arno Atlas | 1966 L'emergenza del restauro moderno

Arno Atlas | 1966 L'emergenza del restauro moderno


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Arno Atlas | (Eco)Sistema complesso

Nel corso dei secoli l'Arno ha cambiato molte facce, così come sono cambiati i suoi abitanti. Aironi, gallinelle, garzette, germani, ma anche bagnanti, bardotti, canottieri, renaioli e lavandaie oppure turisti, curiosi e corridori. Con (Eco)sistema Complesso apriamo il nostro sguardo e ascolto al 'sistema' Arno: luogo di attività economiche, luogo di svago oppure rifugio sicuro per animali che mai penseremmo di trovare in città? Fiume o canale? (Eco)sistema Complesso è un racconto lungo la via dell'acqua e del verde, lungo un fiume che entrando in città si trasforma, viene imbrigliato, disciplinato, in alcuni tratti addirittura negato, ma che in altri ritrova la dimensione di spazio pubblico.

Arno Atlas | (Eco)Sistema complesso
Arno Atlas | (Eco)Sistema complesso

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Arno Atlas | A cinque metri sotto l'Arno. Modernità e storia nel sottosuolo fiorentino

Piazza Poggi. Da qui si accedeva alla Galleria Binata, un canale sotterraneo di 200 metri, percorribile anche a piedi, a cinque metri di profondità sotto il livello della pescaia di San Niccolò. Il 3 giugno 1877, 4616 cittadini, dietro il pedaggio di 25 centesimi, provarono l'esperienza di percorrerla, da una riva all'altra. Nella Galleria affianco - per questo si chiamava Binata - l'acqua incanalata dalla nuova Fabbrica dell'acqua risaliva in collina fino ai depositi del Pellegrino. Chilometri di canali sotterranei, cunicoli e gallerie che raccontano di opere idrauliche modernissime e avventurose esplorazioni.

Arno Atlas | A cinque metri sotto l'Arno. Modernità e storia nel sottosuolo fiorentino
Arno Atlas | A cinque metri sotto l'Arno. Modernità e storia nel sottosuolo fiorentino

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Arno Atlas | Prospettiva Arno

Nel 1869 Mark Twain scrisse “sarebbe un fiume plausibile l'Arno, se ci pompassero dentro l'acqua...i fiorentino lo chiamano fiume e onestamente pensano lo sia davvero, ma non capisco perchè invece non lo guadino a piedi”. Mark Twain era abituato al Mississippi, i fiorentini non si sono mai abituati alle sfuriate dell'Arno. Per questo Firenze si è scoperta 'città sul fiume' molto tardi: Prospettiva Arno è un racconto parziale e diacronico di questa storia, a partire da Piazza del Cestello, qui dove la città si apre al fiume e il fiume si proietta in città, qui dove la storia si traduce in un suono fantasma, riflesso inaspettato delle sue architetture e dell’invenzione dei Lungarni.

Arno Atlas | Prospettiva Arno
Arno Atlas | Prospettiva Arno

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Arno Atlas | Abbecedario d'acqua

La A di Arno ma anche di Anguilla o Alluvione, la B di Biblioteca Nazionale e C di Comunità: storie conosciute e storie dimenticate in una navigazione alfabetica lungo le parole dell'Arno e del suo rapporto con Firenze, sempre all'insegna del rischio. Un breve abbecedario a pelo d'acqua per scoprire o ricordare la motonave Fiorenza e i balli sull'acqua; i navalestri, Enea, il sogno di Leonardo e quello infranto di Rajaram Chuttraputi.

Arno Atlas | Abbecedario d'acqua
Arno Atlas | Abbecedario d'acqua

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Tabita Rezaire

Sound Artist

Rezaire si definisce “franco-guyano-danese”. È cresciuta a Parigi e lì ha studiato, oltre che a Copenaghen e Londra, dove ha conseguito un master presso il Central Saint Martins College of Art and Design. Ha poi vissuto a Parigi, Mozambico e Johannesburg dal 2014.Nel 2017 è stata accolta in residenza da MeetFactory a Praga , dove ha iniziato a lavorare sul suono.

Rezaire si definisce “franco-guyano-danese”. È cresciuta a Parigi e lì ha studiato, oltre che a Copenaghen e Londra, dove ha conseguito un master presso il Central Saint Martins College of Art and Design. Ha poi vissuto a Parigi, Mozambico e Johannesburg dal 2014.Nel 2017 è stata accolta in residenza da MeetFactory a Praga , dove ha iniziato a lavorare sul suono.

Vivente

Progetto RIVA

Vivente è un’installazione multimediale che restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, in cui aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da 128 canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna può suonare sia come aerofono sia come percussione creando, nell’insieme, un ambiente estetico e allo stesso tempo visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne permettono di suggerire percorsi ed esperienze che i visitatori hanno potuto attraversare liberamente.

Vivente è un’installazione multimediale che restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, in cui aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da 128 canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna può suonare sia come aerofono sia come percussione creando, nell’insieme, un ambiente estetico e allo stesso tempo visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne permettono di suggerire percorsi ed esperienze che i visitatori hanno potuto attraversare liberamente.

Vivente

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Bernard Fort

Artista sonoro e compositore

Bernard Fort Co-fondatore e responsabile del GMVL (Groupe Musiques Vivantes de Lyon) insegna composizione acusmatica alla Scuola Nazionale di Musica di Villeurbanne e dedica il resto del suo tempo alla composizione e all’ornitologia. Le sue opere musicali sono dedicate interamente al genere acusmatico per i concerti in situazioni plein air, per la danza e per il giovane pubblico. Nel suo lavoro si è sempre interessato alle zone di confine tra astrazione e raffigurazione, naturale e culturale. La sua ricerca si focalizza principalmente sui modi di rappresentazione della musica elettroacustica

Bernard Fort Co-fondatore e responsabile del GMVL (Groupe Musiques Vivantes de Lyon) insegna composizione acusmatica alla Scuola Nazionale di Musica di Villeurbanne e dedica il resto del suo tempo alla composizione e all’ornitologia. Le sue opere musicali sono dedicate interamente al genere acusmatico per i concerti in situazioni plein air, per la danza e per il giovane pubblico. Nel suo lavoro si è sempre interessato alle zone di confine tra astrazione e raffigurazione, naturale e culturale. La sua ricerca si focalizza principalmente sui modi di rappresentazione della musica elettroacustica

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Lumières d’automne sur l’Arno

Progetto RIVA

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Lumières d’automne sur l’Arno

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Arno Atlas

Progetto RIVA

Arno Atlas, una installazione sonora con cinque documentari dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale, un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze.
Arno Atlas | 1966 L’emergenza del restauro [nuova produzione, 2016] Un viaggio tra la chimica e la filosofia del restauro contemporaneo. Un viaggio durato cinquanta anni, dall’emergenza dell’alluvione con la nascita della moderna scienza del restauro alla pratica attuale, per scoprire cosa è stato fatto e si continua a fare, cosa è oggi possibile e cosa si accetta di non poter fare con le vittime cultuali del 1966: affreschi, tavole, dipinti, codici, libri… Con: Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013, Giorgio Bonsanti – storico dell’arte e Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure dal 1988 al 2000, Magnolia Scudieri – Ex Direttrice del Museo di San Marco, Marco Ciatti – Soprintendent

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Arno Atlas, una installazione sonora con cinque documentari dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale, un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze.
Arno Atlas | 1966 L’emergenza del restauro [nuova produzione, 2016] Un viaggio tra la chimica e la filosofia del restauro contemporaneo. Un viaggio durato cinquanta anni, dall’emergenza dell’alluvione con la nascita della moderna scienza del restauro alla pratica attuale, per scoprire cosa è stato fatto e si continua a fare, cosa è oggi possibile e cosa si accetta di non poter fare con le vittime cultuali del 1966: affreschi, tavole, dipinti, codici, libri… Con: Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013, Giorgio Bonsanti – storico dell’arte e Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure dal 1988 al 2000, Magnolia Scudieri – Ex Direttrice del Museo di San Marco, Marco Ciatti – Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure.
Arno Atlas | 1966 Alluvione e Avanguardie [nuova produzione, 2016] Il 1966 fu un anno mirabilis nel mondo e a Firenze dove, nonostante l’alluvione, emersero movimenti di ricerca artistica – si iniziava a sperimentare con la parola, il suono, il corpo – e gli architetti radicali si affermavano come una delle esperienze d’avanguardia più interessanti del Secondo Novecento. Sebbene il richiamo del passato si fosse rinvigorito dopo l’alluvione, con il mito del ritorno all’antico splendore, dal basso emergono le prime istanze contemporanee che sarebbero sfociate negli Anni 70. Con: Piero Frassinelli – architetto, Adolfo Natalini – architetto, Valentina Gensini – direzione scientifica del Museo del Novecento di Firenze.
Arno Atlas | (eco)sistema complesso [produzione Progetto RIVA 2013] Il fiume Arno: fiume o canale? Luogo di atti+M4vità economiche, luogo di svago o rifugio sicuro per animali che mai penseremmo di trovare in città? Lo ascoltiamo laddove entra ed esce da Firenze, dallo sbocco dell’Affrico e dalla Passerella dell’Isolotto, prestando il nostro orecchio a quell’(eco)sistema complesso che lo anima. Con: Antonio Bellace – presidente dell’Associazione dei Renaioli, Biagio Guccione – docente di Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze, Carlo Scoccianti – biologo ed esperto fluviale.
Arno Atlas | Cinque Metri sotto l’Arno [produzione Progetto RIVA 2013] La storia di Firenze sotterranea, tra miti, utopie ingegneristiche e grandi opere. Dalla fabbrica dell’acqua al canale sotterraneo che collegava le due rive del fiume, dalle esplorazioni di oggi ai miti metropolitani del sottosuolo fiorentino. Con: Stefano Sieni – giornalista, Piero Battarra – membro del Circolo Canottieri.
Arno Atlas | Abbecedario d’acqua [produzione Progetto RIVA 2013] La A di Arno, ma anche di Anguilla o Alluvione, la B di Biblioteca Nazionale e la C di Comunità: storie conosciute e storie dimenticate in una navigazione alfabetica lungo le parole dell’Arno e della sua relazione con Firenze. Un breve abbecedario a pelo d’acqua per scoprire o ricordare la motonave Fiorenza e le danze sull’acqua; i navalestri, Enea, il sogno di Leonardo e quello infranto di Rajaram Chuttraputti. Con Giovanni Menduni – docente di Idraulica e Ingegneria per l’ambiente e il territorio del Politecnico di Milano, Piero Frassinelli – architetto, Piero Battarra – membro del Circolo Canottieri.

Arno Atlas

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GAMO (Gruppo Aperto Musica Oggi)

Gruppo Aperto Musica Oggi | musica contemporanea

GAMO (Gruppo Aperto Musica Oggi) è una delle più antiche e illustri istituzioni italiane dedicate alla musica contemporanea. E’ stato fondato nel 1980, a Firenze, da Giancarlo Cardini, Liliana Poli, Vincenzo Saldarelli, Albert Mayr e Massimo De Bernart. Svolge le sue attività nella città dove è stato fondato, a Firenze, organizzando stagioni concertistiche, festival, corsi di perfezionamento e seminari, conferenze. Pressoché tutti i più noti compositori della musica contemporanea hanno collaborato con il gruppo GAMO, tra i quali ricordiamo Petrassi, Cage, Grossi, Chiari, Gaslini, Donatoni, Castiglioni, Pennisi, Clementi Ferneyhough, De Pablo, Clementi, Bussotti, Benvenuti, Gentilucci, Giani-Luporini, De Angelis, Pezzati, Ferneyhough, Lachenmann, Sciarrino, Luca Lombardi, Mayr, Daniele Lombardi, Solbiati, Hosokawa, Sotelo. Tutti compositori dei quali il GAMO ha eseguiito molte prime mondiali. Un evento organizzato dal GAMO che non si può non definire storico è la venuta di Jo

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GAMO (Gruppo Aperto Musica Oggi) è una delle più antiche e illustri istituzioni italiane dedicate alla musica contemporanea. E’ stato fondato nel 1980, a Firenze, da Giancarlo Cardini, Liliana Poli, Vincenzo Saldarelli, Albert Mayr e Massimo De Bernart. Svolge le sue attività nella città dove è stato fondato, a Firenze, organizzando stagioni concertistiche, festival, corsi di perfezionamento e seminari, conferenze. Pressoché tutti i più noti compositori della musica contemporanea hanno collaborato con il gruppo GAMO, tra i quali ricordiamo Petrassi, Cage, Grossi, Chiari, Gaslini, Donatoni, Castiglioni, Pennisi, Clementi Ferneyhough, De Pablo, Clementi, Bussotti, Benvenuti, Gentilucci, Giani-Luporini, De Angelis, Pezzati, Ferneyhough, Lachenmann, Sciarrino, Luca Lombardi, Mayr, Daniele Lombardi, Solbiati, Hosokawa, Sotelo. Tutti compositori dei quali il GAMO ha eseguiito molte prime mondiali. Un evento organizzato dal GAMO che non si può non definire storico è la venuta di John Cage a Firenze in occasione di un concerto a lui dedicato nel Giugno 1992. Nella sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini gremita fino all’inverosimile, Cage incontrò il pubblico, e fu intervistato prima del concerto dal musicologo Michele Porzio. Nelle sue stagioni il GAMO ha collaborato con i più importanti concertisti della scena musicale internazionale e con Ensemble di primo piano: Giorgio Gaslini, Liliana Poli, Alda Caiello, Stefano Scodanibbio, Roberto Fabbriciani, Ciro Scarponi, Giancarlo Cardini, Bruno Canino, Emanuele Arciuli, Gregorio Nardi, Steffen Schleiermacher, Massimiliano Damerini, Arsludi Ensemble, Sigmaproject Ensemble, Paolo Carlini, Quartetto Klimt, Francesco Gesualdi, Sentieri Selvaggi, Francesco Dillon, Pietro Grossi, e con importanti istituzioni dedite alla musica elettronica come Tempo Reale, ZKM di Karlsruhe ed Experimentalstudio di Friburgo. Tra le incisioni storiche del GAMO Ensemble si ricordano le monografie dedicate ad Aldo Clementi, Daniele Lombardi e John Cage. Oggi l’ensemble è diretto e curato da Francesco Gesualdi.