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Livia Dubon

Curatrice

Livia Dubon è una curatrice, scrittrice e ricercatrice indipendente. Con la sua pratica curatoriale vuole offrire un spazio dove incoraggiare le idee innovative e dialogo interdisciplinare. La sua ricerca più recente si incentra sulla relazione tra i concetti di identità nazionale, memoria e rappresentazione dell’identità. Livia ha conseguito una Laurea in Conservazione dei Beni culturali all’Università degli Studi di Parma, un master in Management Internazionale Culturale all’Università degli Studi di Genova e un Master in Museologia e Curatela all’Università di Newcastle (Inghilterra, UK). Tra i progetti curati c’è Negotiating Amensia (Murate – PAC 28 Nov. – 09 Dic. 2015), un essay film che riflette sul razzismo latente ed eredità contemporanee delle politiche coloniali Italiane. Livia ha partecipato come relatore a diverse conferenze internazionali per diffondere la propria pratica e ricerca come per esempio: LYNX Imaging The Past/Collecting The Future, 22

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Livia Dubon è una curatrice, scrittrice e ricercatrice indipendente. Con la sua pratica curatoriale vuole offrire un spazio dove incoraggiare le idee innovative e dialogo interdisciplinare. La sua ricerca più recente si incentra sulla relazione tra i concetti di identità nazionale, memoria e rappresentazione dell’identità. Livia ha conseguito una Laurea in Conservazione dei Beni culturali all’Università degli Studi di Parma, un master in Management Internazionale Culturale all’Università degli Studi di Genova e un Master in Museologia e Curatela all’Università di Newcastle (Inghilterra, UK). Tra i progetti curati c’è Negotiating Amensia (Murate – PAC 28 Nov. – 09 Dic. 2015), un essay film che riflette sul razzismo latente ed eredità contemporanee delle politiche coloniali Italiane. Livia ha partecipato come relatore a diverse conferenze internazionali per diffondere la propria pratica e ricerca come per esempio: LYNX Imaging The Past/Collecting The Future, 22-25 June 2016, Lucca (Italy) oppure Curatorial Challenges. University of Copenhagen. 26-27 May 2016.

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The impossible black tulip

Ciclo Global Identity

The Impossible Black Tulip, terzo appuntamento del ciclo diretto da Valentina Gensini
GLOBAL IDENTITIES Postcolonial and cross-cultural Narratives, è un progetto che trova la sua ragione nell’esplorazione del concetto di appartenenza.
La mostra ha preso il nome dalla più antica mappa cinese che fonde concetti cartografici cinesi e occidentali. Mappe e identità hanno una correlazione profonda: trattandosi di rappresentazioni territoriali e di confini nazionali, l’azione di cartografare si collega alla politica identitaria nazionale di un paese.
Questa mappa, simbolo di ibridità culturale, mina il nostro concetto di identità e non a caso fu chiamata l’Impossibile Tulipano Nero, per la sua rarità e esotismo. Attraverso l’esposizione e l’azione partecipata, questa iniziativa vuole sondare e approfondire i dibattiti post-coloniali relativi ai concetti di ibridità, decolonizzazione e identità fluida.
Macao ne rappresenta un caso esemplare: colonia portoghese per quattrocent



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The Impossible Black Tulip, terzo appuntamento del ciclo diretto da Valentina Gensini
GLOBAL IDENTITIES Postcolonial and cross-cultural Narratives, è un progetto che trova la sua ragione nell’esplorazione del concetto di appartenenza.
La mostra ha preso il nome dalla più antica mappa cinese che fonde concetti cartografici cinesi e occidentali. Mappe e identità hanno una correlazione profonda: trattandosi di rappresentazioni territoriali e di confini nazionali, l’azione di cartografare si collega alla politica identitaria nazionale di un paese.
Questa mappa, simbolo di ibridità culturale, mina il nostro concetto di identità e non a caso fu chiamata l’Impossibile Tulipano Nero, per la sua rarità e esotismo. Attraverso l’esposizione e l’azione partecipata, questa iniziativa vuole sondare e approfondire i dibattiti post-coloniali relativi ai concetti di ibridità, decolonizzazione e identità fluida.
Macao ne rappresenta un caso esemplare: colonia portoghese per quattrocento anni, dopo l’annessione alla Cina nel 1999 come regione speciale amministrativa (SAR), ha scelto di affrontare la problematica identitaria attraverso un processo di costruzione orientato all’ggregazione anziché alla repressione o all’emarginazione dell’“altro”.
In che modo si relaziona il concetto di ibridità con quello di appartenenza? Insieme alla comunità cinese, tre artisti di Macao Eric FOK, Gue Jie CAI, Ka Long WONG hanno indagato i diversi modi di declinare questi concetti. Ci hanno fatto interrogare sulla legittimità di fondare una identità locale solo su alcuni aspetti di storia coloniale; sulla relazione tra appartenenza e proprietà; e infine, sul rapporto tra memoria del territorio e appropriazione del paesaggio da parte di una precisa idea architettonica di modernità. Le diverse manifestazioni anti-migratorie e il crescente successo dei partiti sovranisti rende urgente una revisione contemporanea di concetti come “identità nazionale” e “alterità”. Come definire oggi il termine “identità”?

The impossible black tulip

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Negotiating Amnesia

La mostra, nata in collaborazione con il 56°Festival dei Popoli - Festival Internazionale del Film documentario -e l’Archivio Alinari, riflette su un capitolo buio della storia italiana: il colonialismo in Africa Orientale.

Negotiating Amnesia

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NEGOTIATING AMNESIA

La mostra, nata in collaborazione con il 56°Festival dei Popoli - Festival Internazionale del Film documentario -e l’Archivio Alinari, riflette su un capitolo buio della storia italiana: il colonialismo in Africa Orientale. Tramite la produzione di un essay film, l’artista Alessandra Ferrini rivela l’indagine sul retaggio dell’invasione italiana in Africa e quale sia, oggi, la percezione di questo passaggio storico, troppo spesso sottovalutato nella memoria collettiva. Lo studio delle immagini dell’Archivio Alinari, dei monumenti legati al colonialismo e dei libri di scuola adottati dal 1946 in poi, sono al centro del progetto, che comprende anche un’installazione testimone del processo di ricerca palesando le diverse strategie di memoria e amnesia sia pubbliche, che private. Concepita come un work-in-progress, la mostra propone inoltre attività laboratoriali indirizzate agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, invitati a produrre materiale visivo e testuale che entrerà a far parte del progetto. La mostra è a cura di Livia Dubon.

Negotiating Amnesia è un film-saggio basato su una ricerca condotta presso l’Archivio Alinari e la Biblioteca Nazionale di Firenze. Si concentra sulla guerra d’Etiopia del 1935-36 e sull’eredità della spinta fascista e imperiale in Italia. Attraverso interviste, immagini d’archivio e l’analisi dei libri di testo delle scuole superiori utilizzati in Italia dal 1946, il film si muove attraverso diversi aneddoti storici e personali, modalità e tecnologie di rappresentazione.

Organizzato in quattro capitoli (Patrimonio vs Memoria; Fotografia vs Memoria; Monumenti vs Memoria; Educazione vs Memoria) mira a rivelare la memoria controversa e le politiche razziste caratteristiche di questo periodo storico e delle sue conseguenze, mentre espone le strategie pubbliche e personali del ricordare. Il film è inteso come una performance di un processo di auto-insegnamento, prendendo coscienza delle manipolazioni e dei silenzi intrinseci in questa storia – al fin

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Negotiating Amnesia è un film-saggio basato su una ricerca condotta presso l’Archivio Alinari e la Biblioteca Nazionale di Firenze. Si concentra sulla guerra d’Etiopia del 1935-36 e sull’eredità della spinta fascista e imperiale in Italia. Attraverso interviste, immagini d’archivio e l’analisi dei libri di testo delle scuole superiori utilizzati in Italia dal 1946, il film si muove attraverso diversi aneddoti storici e personali, modalità e tecnologie di rappresentazione.

Organizzato in quattro capitoli (Patrimonio vs Memoria; Fotografia vs Memoria; Monumenti vs Memoria; Educazione vs Memoria) mira a rivelare la memoria controversa e le politiche razziste caratteristiche di questo periodo storico e delle sue conseguenze, mentre espone le strategie pubbliche e personali del ricordare. Il film è inteso come una performance di un processo di auto-insegnamento, prendendo coscienza delle manipolazioni e dei silenzi intrinseci in questa storia – al fine di riflettere sulla responsabilità personale e collettiva verso la violenza coloniale.

Nella sua prima iterazione, Negotiating Amnesia è stato presentato al 56°Festival dei Popoli, Festival Internazionale del Cinema Documentario (nov-dic 2015, Firenze) come mostra collaterale che ha avuto luogo al MAD Murate Art District (Firenze). La mostra ha presentato il film accanto all’installazione Notes on Historical Amnesia, che ha mostrato il processo di ricerca ed è stata concepita come una risorsa di apprendimento da attivare e trasformare attraverso una serie di laboratori con gli studenti delle scuole superiori.

Il film è stato decostruito per esplorare il suo potenziale pedagogico. La maggior parte delle superfici sono state dipinte con vernice lavagna in modo che gli studenti potessero intervenire su di esse. Attraverso un pacchetto per insegnanti e un workshop, sono stati introdotti ai metodi di analisi delle immagini e dei testi, al fine di fornire loro gli strumenti per avvicinarsi e decostruire le pratiche storiche e documentarie in modo critico.

Per la Giornata del Rifugiato – Negoziare l’Amnesia e Radio Ghetto: due cortometraggi di Alessandra Ferrini su Memorie e Presenti Colonial

 

NEGOTIATING AMNESIA

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Negotiating Amnesia

Negotiating Amnesia' è un film-saggio basato su una ricerca condotta presso l'Archivio Alinari e la Biblioteca Nazionale di Firenze. Si concentra sulla guerra d'Etiopia del 1935-36 e sull'eredità della spinta fascista e imperiale in Italia. Attraverso interviste, immagini d'archivio e l'analisi dei libri di testo delle scuole superiori utilizzati in Italia dal 1946, il film si muove attraverso diversi aneddoti storici e personali, modalità e tecnologie di rappresentazione.

“Negotiating Amnesia”, dir. Alessandra Ferrini, 2015 (ita subs)
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