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Arno on the Arno (Arno sull'Arno, 2016) | Arno Minkkinen

Progetto RIVA 2021

Focus della ricerca del fotografo finno-americano Arno Minkkinen è l’indagine sul paesaggio segnato dalla presenza antropica. In particolare nel rapporto tra figura umana e elemento naturale la poetica di Minkkinen introduce elementi di ironia surrealista ed usa il corpo come soggetto e oggetto stesso della percezione, in analogia a quanto esprime il filosofo Maurice Merleau Ponty. Lavorando sul tema dell’autoritratto, Arno on the Arno (Arno sull’Arno, 2016) diventa una sfida con se stesso, Arno versus Arno, come lui stesso ama dire ostentando la omonimia con il fiume: una “partita a scacchi in cui si vince e si perde al tempo stesso e il cui risultato finale si può conoscere solo a posteriori”.

Focus della ricerca del fotografo finno-americano Arno Minkkinen è l’indagine sul paesaggio segnato dalla presenza antropica. In particolare nel rapporto tra figura umana e elemento naturale la poetica di Minkkinen introduce elementi di ironia surrealista ed usa il corpo come soggetto e oggetto stesso della percezione, in analogia a quanto esprime il filosofo Maurice Merleau Ponty. Lavorando sul tema dell’autoritratto, Arno on the Arno (Arno sull’Arno, 2016) diventa una sfida con se stesso, Arno versus Arno, come lui stesso ama dire ostentando la omonimia con il fiume: una “partita a scacchi in cui si vince e si perde al tempo stesso e il cui risultato finale si può conoscere solo a posteriori”.

Arno on the Arno (Arno sull'Arno, 2016) | Arno Minkkinen

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Pescatori (2016), Ponte Vecchio - Marangoni (2016) | Massimo Vitali

Progetto RIVA 2021

L’obbiettivo di Massimo Vitali indaga con preferenza luoghi a ollati, di cui tutti ricordano la serie delle spiagge gremite di bagnanti in costume. Il dittico commissionato dal Progetto RIVA (2016) non fa eccezione: il focus sull’Arno si declina in due luoghi opposti con un comun denominatore, dato dall’assembramento umano. Il fiume è infatti anche luogo di aggregazione, sia per Pescatori, cittadini che si rilassano in amene gare di pesca sulle sponde vicino alle Cascine, sia per Ponte Vecchio – Marangoni, con le folle di turisti accalcate sul ponte più famoso del mondo. Proprio questo scatto racconta un luogo iconico da una prospettiva interna e improbabile, ribaltata rispetto l’iconografia tradizionale che inquadra il ponte e le sue botteghe nel panorama cittadino.

In collaborazione con Fondazione Studio Marangoni

L’obbiettivo di Massimo Vitali indaga con preferenza luoghi a ollati, di cui tutti ricordano la serie delle spiagge gremite di bagnanti in costume. Il dittico commissionato dal Progetto RIVA (2016) non fa eccezione: il focus sull’Arno si declina in due luoghi opposti con un comun denominatore, dato dall’assembramento umano. Il fiume è infatti anche luogo di aggregazione, sia per Pescatori, cittadini che si rilassano in amene gare di pesca sulle sponde vicino alle Cascine, sia per Ponte Vecchio – Marangoni, con le folle di turisti accalcate sul ponte più famoso del mondo. Proprio questo scatto racconta un luogo iconico da una prospettiva interna e improbabile, ribaltata rispetto l’iconografia tradizionale che inquadra il ponte e le sue botteghe nel panorama cittadino.

In collaborazione con Fondazione Studio Marangoni

Pescatori (2016), Ponte Vecchio - Marangoni (2016) | Massimo Vitali

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Arno flow, Arno bridge, Arno love, Arno flood, Arno restore (Il corso del fiume Arno, Ponte sull’Arno, Amore per l’Arno, L’alluvione, La riqualificazione delle sponde dell’Arno, 2016) | Jay Wolke

Progetto RIVA 2021

Anziché utilizzare tecniche fotografiche tradizionali, il fotografo americano Jay Wolke si è servito di un piccolo scanner portatile ad alta definizione per scansionare diverse superfici e trame, che ha poi combinato e post-prodotto in una sintesi caleidoscopica. Invertendo i rapporti tra micro e macro, l’autore ha restituito questa indagine delle piccole cose su un formato inedito e monumentale,
che traduce piccoli particolari in grandi e lunghi banner verticali. Wolke usa un sistema combinatorio che riesce a tenere insieme le diverse anime dell’Arno, tra cartoline in vendita sui ponti del turismo, licheni sul cemento delle rive, icone legate all’immaginario e alla storia del fiume, piante e fiori sulle sponde. Cinque le parole chiave da lui scelte in relazione ai soggetti aggregati nelle cinque opere: Arno flow, Arno bridge, Arno love, Arno flood, Arno restore (Il corso del fiume Arno, Ponte sull’Arno, Amore per l’Arno, L’alluvione, La riqualificazione delle sponde

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Anziché utilizzare tecniche fotografiche tradizionali, il fotografo americano Jay Wolke si è servito di un piccolo scanner portatile ad alta definizione per scansionare diverse superfici e trame, che ha poi combinato e post-prodotto in una sintesi caleidoscopica. Invertendo i rapporti tra micro e macro, l’autore ha restituito questa indagine delle piccole cose su un formato inedito e monumentale,
che traduce piccoli particolari in grandi e lunghi banner verticali. Wolke usa un sistema combinatorio che riesce a tenere insieme le diverse anime dell’Arno, tra cartoline in vendita sui ponti del turismo, licheni sul cemento delle rive, icone legate all’immaginario e alla storia del fiume, piante e fiori sulle sponde. Cinque le parole chiave da lui scelte in relazione ai soggetti aggregati nelle cinque opere: Arno flow, Arno bridge, Arno love, Arno flood, Arno restore (Il corso del fiume Arno, Ponte sull’Arno, Amore per l’Arno, L’alluvione, La riqualificazione delle sponde dell’Arno, 2016).

Arno flow, Arno bridge, Arno love, Arno flood, Arno restore (Il corso del fiume Arno, Ponte sull’Arno, Amore per l’Arno, L’alluvione, La riqualificazione delle sponde dell’Arno, 2016) | Jay Wolke

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Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

Progetto RIVA 2021

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) è un’installazione sonora immersiva pensata e realizzata dal noto compositore francese per l’ambiente urbano del Complesso delle Murate, in occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze. Questo ritratto sonoro del fiume si sviluppa su due diversi registri che generano il paesaggio sonoro dell’Arno. L’immagine acustica, figurativa e realistica, in cui dal rumore bianco continuo e regolare della città emergono voci lontane provenienti dalla riva, mentre tutto intorno si sentono i cinguettii degli uccelli; e l’immagine acusmatica, un’immagine composta, discreta e consacrata al canto dell’acqua. L’opera è nata a seguito di un workshop di field recording realizzato in collaborazione con Tempo Reale che ha coinvolto giovani sound artist del territorio.

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) è un’installazione sonora immersiva pensata e realizzata dal noto compositore francese per l’ambiente urbano del Complesso delle Murate, in occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze. Questo ritratto sonoro del fiume si sviluppa su due diversi registri che generano il paesaggio sonoro dell’Arno. L’immagine acustica, figurativa e realistica, in cui dal rumore bianco continuo e regolare della città emergono voci lontane provenienti dalla riva, mentre tutto intorno si sentono i cinguettii degli uccelli; e l’immagine acusmatica, un’immagine composta, discreta e consacrata al canto dell’acqua. L’opera è nata a seguito di un workshop di field recording realizzato in collaborazione con Tempo Reale che ha coinvolto giovani sound artist del territorio.

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

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Terzo Giardino (2016) , Stones Stories (Storie di pietre, 2018) | Studio++

Progetto RIVA 2021

Il Terzo Giardino (2016) è un parco di oltre 10.000 metri quadri situato sulla sponda sinistra del fiume Arno restituito alla città ed esplorabile grazie a percorsi disegnati nella vegetazione di piante spontanee in memoria degli antichi orti dei semplici. L’aggettivo “terzo” richiama il terzo paesaggio di Gilles Clément, che ci ricorda quanto la vegetazione spontanea costituisca una straordinaria riserva di biodiversità e potenziale evolutivo. Il parco, qui rappresentato in una fotografia area di Gabriele Galimberti, è visitabile con ingresso da Piazza Poggi.

L’intervento ambientale Stones Stories (Storie di pietre, 2018) nasce dagli incontri con gli abitanti di San Francesco (Pelago) e dal loro racconto del fiume Sieve: nel loro immaginario, come possiamo ascoltare dalle interviste, il fiume è sempre visto dal suo interno, a contatto con l’acqua. Per questo il nuovo passaggio da riva a riva riconnette due comunità e consente di vivere il fiume dal centro de

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Il Terzo Giardino (2016) è un parco di oltre 10.000 metri quadri situato sulla sponda sinistra del fiume Arno restituito alla città ed esplorabile grazie a percorsi disegnati nella vegetazione di piante spontanee in memoria degli antichi orti dei semplici. L’aggettivo “terzo” richiama il terzo paesaggio di Gilles Clément, che ci ricorda quanto la vegetazione spontanea costituisca una straordinaria riserva di biodiversità e potenziale evolutivo. Il parco, qui rappresentato in una fotografia area di Gabriele Galimberti, è visitabile con ingresso da Piazza Poggi.

L’intervento ambientale Stones Stories (Storie di pietre, 2018) nasce dagli incontri con gli abitanti di San Francesco (Pelago) e dal loro racconto del fiume Sieve: nel loro immaginario, come possiamo ascoltare dalle interviste, il fiume è sempre visto dal suo interno, a contatto con l’acqua. Per questo il nuovo passaggio da riva a riva riconnette due comunità e consente di vivere il fiume dal centro del suo corso, magari sostando su una pietra circondati dall’acqua.

Terzo Giardino (2016) , Stones Stories (Storie di pietre, 2018) | Studio++

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Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

Progetto RIVA 2021

La committenza di Vivente (2016)nasce dal premio produzione per giovani artisti lanciato da MAD per il Progetto RIVA, vinto dal compositore Francesco Pellegrino nel cinquantenario dell’alluvione. L’installazione multimediale restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, dove aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna viene fatta suonare sia come aerofono (con un piccolo motore che ci so a dentro l’aria) sia come percussione (facendola vibrare meccanicamente) creando un ambiente estetico visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne, che suonano secondo un algoritmo aleatorio progettato dall’artista, suggeriscono diversi percorsi ed esperienze, ed un tempo di fruizione indeterminato e soggettivo, potenzialmente infinito.

La committenza di Vivente (2016)nasce dal premio produzione per giovani artisti lanciato da MAD per il Progetto RIVA, vinto dal compositore Francesco Pellegrino nel cinquantenario dell’alluvione. L’installazione multimediale restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, dove aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna viene fatta suonare sia come aerofono (con un piccolo motore che ci so a dentro l’aria) sia come percussione (facendola vibrare meccanicamente) creando un ambiente estetico visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne, che suonano secondo un algoritmo aleatorio progettato dall’artista, suggeriscono diversi percorsi ed esperienze, ed un tempo di fruizione indeterminato e soggettivo, potenzialmente infinito.

Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

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Quei giorni del diluvio (2016) | Fotoromanzo Italiano

Progetto RIVA 2021

Quei giorni del diluvio (2016) è il risultato di un workshop di ricerca attorno all’Arno che ha coinvolto studenti e giovani artisti under 35 attivi sul territorio toscano. I partecipanti hanno lavorato come una vera e propria redazione, procedendo prima alla stesura e poi alla realizzazione di un fotoromanzo sul fiume in occasione del 50esimo anniversario dell’alluvione del 1966. La scelta del fotoromanzo utilizza questo medium pop e démodé per raccontare in maniera ironica e attuale una vicenda epica della storia fiorentina.

Quei giorni del diluvio (2016) è il risultato di un workshop di ricerca attorno all’Arno che ha coinvolto studenti e giovani artisti under 35 attivi sul territorio toscano. I partecipanti hanno lavorato come una vera e propria redazione, procedendo prima alla stesura e poi alla realizzazione di un fotoromanzo sul fiume in occasione del 50esimo anniversario dell’alluvione del 1966. La scelta del fotoromanzo utilizza questo medium pop e démodé per raccontare in maniera ironica e attuale una vicenda epica della storia fiorentina.

Quei giorni del diluvio (2016) | Fotoromanzo Italiano

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Arno Atlas (2013-2016), Confluenze (2018) | Radio Papesse

Progetto RIVA 2021

Arno Atlas (2013-2016) è un ciclo di sei documentari audio dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale. Un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze, ricca di storie legate all’Arno con il sound design di Giulio Aldinucci. Come visibile dalla mappa i sei racconti sono ascoltabili anche in alcuni luoghi lungo il fiume, significativi per il racconto.

Confluenze (2018) è un iter di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo dell’eco-sistema di Montelupo Fiorentino con la sua storia, legata alla produzione della ceramica e vegliata dalla imponente e inquietante Villa Medicea Ambrogiana, già Ospedale psichiatrico.

Arno Atlas (2013-2016) è un ciclo di sei documentari audio dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale. Un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze, ricca di storie legate all’Arno con il sound design di Giulio Aldinucci. Come visibile dalla mappa i sei racconti sono ascoltabili anche in alcuni luoghi lungo il fiume, significativi per il racconto.

Confluenze (2018) è un iter di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo dell’eco-sistema di Montelupo Fiorentino con la sua storia, legata alla produzione della ceramica e vegliata dalla imponente e inquietante Villa Medicea Ambrogiana, già Ospedale psichiatrico.

Arno Atlas (2013-2016), Confluenze (2018) | Radio Papesse

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Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

Autumn Lights on the Arno (2016) | Bernard Fort

Lumières d’Automne sur l’Arno (Luci d’autunno sull’Arno, 2016) | Bernard Fort

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Progetto RIVA 2016

Promosso dalla Associazione MUS.E sotto la direzione artistica di Valentina Gensini

Nel 2016, in occasione dei 50 anni dall’alluvione dell’Arno, RIVA si è concentrata sulla città di Firenze con l’obiettivo di sensibilizzare le buone pratiche e gli atteggiamenti nei confronti del territorio e delle tematiche ambientali attraverso la pratica artistica. Oltre ai tre grandi fotografi internazionali Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, Massimo Vitali, coinvolti con la curatela di Studio Marangoni, gli artisti coinvolti nel progetto sono stati Bernard Fort con Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, che hanno realizzato opere inedite su commissione: installazioni site-specific sulle rive del fiume, workshop, mostre e conferenze sull’Arno e presso MAD Murate Art District. Tra gli interventi site specific permanenti e tuttora visitabili c’è il Terzo Giardino, a cura del collettivo Studio ++: 10mila metri quadrati sull’Arno restituiti alla città, un labirinto verde che richiama nel proprio nome la metafora del

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Nel 2016, in occasione dei 50 anni dall’alluvione dell’Arno, RIVA si è concentrata sulla città di Firenze con l’obiettivo di sensibilizzare le buone pratiche e gli atteggiamenti nei confronti del territorio e delle tematiche ambientali attraverso la pratica artistica. Oltre ai tre grandi fotografi internazionali Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, Massimo Vitali, coinvolti con la curatela di Studio Marangoni, gli artisti coinvolti nel progetto sono stati Bernard Fort con Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, che hanno realizzato opere inedite su commissione: installazioni site-specific sulle rive del fiume, workshop, mostre e conferenze sull’Arno e presso MAD Murate Art District. Tra gli interventi site specific permanenti e tuttora visitabili c’è il Terzo Giardino, a cura del collettivo Studio ++: 10mila metri quadrati sull’Arno restituiti alla città, un labirinto verde che richiama nel proprio nome la metafora del paesaggista Gilles Clément, che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia una straordinaria  riserva di biodiversità e potenziale evolutivo.

 

Progetto RIVA 2016

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