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Formal Interference

Progetto di CAAPO ideato e prodotto in collaborazione con Spazi Docili

Dal 7 di maggio 2014 Le Murate. Progetti Arte Contemporanea ha ospitato Formal Interference, un progetto di CAAPO ideato e prodotto in collaborazione con Spazi Docili (progetto di arte pubblica basato a Firenze) e con John O’Hare & Gordon Culshaw, curatori dal 2006 al 2010 di Wolstenholme Projects (galleria di Liverpool che ha esposto il lavoro di artisti affermati, britannici ed internazionali, quali Keren Cytter, Mark Lewis, Paul Rooney, Jordan Baseman e Wolfgang Tilmans e offerto, allo stesso tempo, una piattaforma espositiva per artisti emergenti e collettivi artistici quali the Centre of Attention di Londra e Stand Assembly/Moot di Nottingham).

La pubblicità e l’informazione estetizzano i messaggi provenienti da qualunque ambito pubblico. Gli eventi sono riportati in maniera uniforme senza alcuna considerazione riguardo la loro sostanza. I cittadini sono alienati da tali modalità comunicative che hanno il solo effetto, in sostanza, di renderli impotenti rispetto al m

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Dal 7 di maggio 2014 Le Murate. Progetti Arte Contemporanea ha ospitato Formal Interference, un progetto di CAAPO ideato e prodotto in collaborazione con Spazi Docili (progetto di arte pubblica basato a Firenze) e con John O’Hare & Gordon Culshaw, curatori dal 2006 al 2010 di Wolstenholme Projects (galleria di Liverpool che ha esposto il lavoro di artisti affermati, britannici ed internazionali, quali Keren Cytter, Mark Lewis, Paul Rooney, Jordan Baseman e Wolfgang Tilmans e offerto, allo stesso tempo, una piattaforma espositiva per artisti emergenti e collettivi artistici quali the Centre of Attention di Londra e Stand Assembly/Moot di Nottingham).

La pubblicità e l’informazione estetizzano i messaggi provenienti da qualunque ambito pubblico. Gli eventi sono riportati in maniera uniforme senza alcuna considerazione riguardo la loro sostanza. I cittadini sono alienati da tali modalità comunicative che hanno il solo effetto, in sostanza, di renderli impotenti rispetto al messaggio.
Questa forzata impotenza cresce quando gli spazi personali, pubblici, virtuali, testuali e narrativi vengono trasformati in spazi estetici. Per affrontare e neutralizzare tali tecniche di controllo è necessario che gli artisti si riapproprino dei linguaggi estetici sottraendoli dalla sfavorevole associazione con le aree di senso legate al mercato e all’intrattenimento.
L’attenzione critica verso tali sottigliezze formali può mostrare quanto una trasmissione aggressiva dell’informazione stimoli precisi comportamenti e risposte: solo attraverso l’introduzione di sottili elementi perturbatori questa finzione di autorità può essere palesata e rimossa.
Il fine di questo progetto è  stato di contrastare e sfidare la legittimità di questa retorica estetizzante insidiosamente autoritaria. Gli artisti prescelti sono stati selezionati in considerazione della qualità e dello sviluppo della loro pratica artistica: CAAPO mira a costituire un programma internazionale di arte pubblica che includa una varietà di nuovi lavori in grado di esplorare i temi dell’appropriazione, della contaminazione e della corruzione.

Gli artisti partecipanti sono stati: Kathryn Ashill, Lee Campbell, Jamie Davies, John O’Hare, Brychan Tudor e Spazi Docili

Il programma ha previsto, oltre ad eventi di arte pubblica in giro per la città, anche una serie di workshop, incontri e dibattiti aperti al pubblico organizzati presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea.

Formal Interference è un progetto sostenuto da:  British Council, Wales Arts Internationa, Comune di Firenze, Associazione Mus.e e Le Murate. Progetti Arte Contemporanea.

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Formal Interference

Progetto di CAAPO ideato e prodotto in collaborazione con Spazi Docili

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Zona/Zone

Laboratorio di arte pubblica e intervento sul territorio

Zona/Zone

Fabrizio Ajello / Robert Pettena

Zona/Zone è un laboratorio di arte pubblica e intervento sul territorio ideato dall’artista Fabrizio Ajello con la collaborazione del Prof. Robert Pettena, realizzato all’interno del percorso formativo di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Gli allievi del corso hanno partecipato attivamente al processo di documentazione, analisi e intervento in alcune zone della città di Firenze, selezionate appositamente dall’artista. Gli spazi d’indagine sono stati scelti in base alle peculiarità urbanistiche ma anche estetico-sociali, economiche ed emozionali. Partendo da ricognizioni specifiche di singole porzioni del territorio (Zone), si è passati ad una riflessione sul complesso città come organismo (Zona). L’attraversamento, il ripensare la città, le appartenenze e le discrasie, le partizioni e i riflessi, gli avvenimenti storicizzati e l’attualità, la materia e l’informe, l’appropriazione temporanea, le strutt

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Zona/Zone

Fabrizio Ajello / Robert Pettena

Zona/Zone è un laboratorio di arte pubblica e intervento sul territorio ideato dall’artista Fabrizio Ajello con la collaborazione del Prof. Robert Pettena, realizzato all’interno del percorso formativo di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Gli allievi del corso hanno partecipato attivamente al processo di documentazione, analisi e intervento in alcune zone della città di Firenze, selezionate appositamente dall’artista. Gli spazi d’indagine sono stati scelti in base alle peculiarità urbanistiche ma anche estetico-sociali, economiche ed emozionali. Partendo da ricognizioni specifiche di singole porzioni del territorio (Zone), si è passati ad una riflessione sul complesso città come organismo (Zona). L’attraversamento, il ripensare la città, le appartenenze e le discrasie, le partizioni e i riflessi, gli avvenimenti storicizzati e l’attualità, la materia e l’informe, l’appropriazione temporanea, le strutture e i riflessi, sono stati i temi centrali dell’intero percorso laboratoriale, restituito dai partecipanti attraverso una serie di interventi sul territorio realizzati e da realizzare nei prossimi mesi e una produzione di immagini e percorsi progettuali.

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Fabrizio Ajello

Fabrizio Ajello, artista, vive e lavora a Firenze. Si è laureato presso l’Università di Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia, con una tesi in storia dell’arte contemporanea.

Negli anni ’90 comincia ad esporre e collaborare con artisti italiani ed esteri. La sua attività spazia dalle tecniche ad olio e inchiostro alla fotografia, al collage, all’istallazione, individuando nei temi della memoria, del confronto culturale, della relazione tra il sacro e l’immaginario personale e della ricerca sullo spazio come luogo da leggere e interpretare artisticamente il proprio fulcro tematico. Ha esposto in Italia e all’estero, ed è uno dei membri del progetto Spazi docili.

Fabrizio Ajello, artista, vive e lavora a Firenze. Si è laureato presso l’Università di Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia, con una tesi in storia dell’arte contemporanea.

Negli anni ’90 comincia ad esporre e collaborare con artisti italiani ed esteri. La sua attività spazia dalle tecniche ad olio e inchiostro alla fotografia, al collage, all’istallazione, individuando nei temi della memoria, del confronto culturale, della relazione tra il sacro e l’immaginario personale e della ricerca sullo spazio come luogo da leggere e interpretare artisticamente il proprio fulcro tematico. Ha esposto in Italia e all’estero, ed è uno dei membri del progetto Spazi docili.

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Spazi Docili

Firenze è un brand. Lo stereotipo, conosciuto in tutto il mondo, della città rinascimentale. Firenze, tuttavia, è anche l’indiscussa capitale delle difficoltà italiane nel comprendere e gestire il contemporaneo e il relativo rapporto con il passato. Spazi Docili è la risposta in chiave di progetto di arte pubblica a questa realtà sconcertante ed esemplare. Il progetto è nato durante il 2008 ed è curato da Fabrizio Ajello e Christian Costa.
http://www.spazidocili.org


Firenze è un brand. Lo stereotipo, conosciuto in tutto il mondo, della città rinascimentale. Firenze, tuttavia, è anche l’indiscussa capitale delle difficoltà italiane nel comprendere e gestire il contemporaneo e il relativo rapporto con il passato. Spazi Docili è la risposta in chiave di progetto di arte pubblica a questa realtà sconcertante ed esemplare. Il progetto è nato durante il 2008 ed è curato da Fabrizio Ajello e Christian Costa.
http://www.spazidocili.org

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