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FOSCA

Una rete in continua definizione

Fosca (2006) è una rete in continua definizione che mira a creare spazi di indagine e riflessione nella cultura contemporanea, attraverso creazioni nell’ambito delle arti performative e visive. All’interno delle varie iniziative ogni volta collaborano artisti e neofiti diversi, legati ai tratti specifici dell’opera. Fosca non vuole essere una formazione di persone, piuttosto un insieme di collaborazioni e vissuti, in continua mutazione fra soggetti, linguaggi, territori e ambiti disciplinari. È uno spazio mentale che trova la sua manifestazione in azioni concrete nella ricerca artistica e nello studio dei linguaggi della contemporaneità, occupandosi trasversalmente di cultura, educazione, socialità e scienze umane

Fosca (2006) è una rete in continua definizione che mira a creare spazi di indagine e riflessione nella cultura contemporanea, attraverso creazioni nell’ambito delle arti performative e visive. All’interno delle varie iniziative ogni volta collaborano artisti e neofiti diversi, legati ai tratti specifici dell’opera. Fosca non vuole essere una formazione di persone, piuttosto un insieme di collaborazioni e vissuti, in continua mutazione fra soggetti, linguaggi, territori e ambiti disciplinari. È uno spazio mentale che trova la sua manifestazione in azioni concrete nella ricerca artistica e nello studio dei linguaggi della contemporaneità, occupandosi trasversalmente di cultura, educazione, socialità e scienze umane

ΟρΟ

di Cristina Abati e Angela Burico

ΟρΟ

Ci troviamo in uno spazio comune e iniziamo a scavare, setacciare, distinguere, selezionare, proprio come i cercatori.

Due figure differenti e parallele, prima del dissolversi, in bilico come funamboli, appena di ritorno dalla selva oscura.
Hanno la forza che spalanca la bocca del leone, la leggerezza delle camminatrici del cielo.

In quell’infinito presente nel quale nulla si può ricordare per cui tutto è.

ΟρΟ è un progetto di ricerca.

L’oro può essere trovato, non creato. Appare forse dopo una profonda trasformazione. E’ raro, denso, duttile. E’ pressoché incorruttibile.

Ciascuno scava il proprio cunicolo e ci si infila completamente. Ciascuno cerca nel suo solco, per la propria vita, per la fantasia e il sogno che l’oro rappresenta.

Ma l’oro è un metello relazionale, appare dove corpo, spirito e pensiero convergono; nel luogo dove le figure, distintamente pure e personali, abitano lo spazio con percorsi paralleli e anche antitetici,


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ΟρΟ

Ci troviamo in uno spazio comune e iniziamo a scavare, setacciare, distinguere, selezionare, proprio come i cercatori.

Due figure differenti e parallele, prima del dissolversi, in bilico come funamboli, appena di ritorno dalla selva oscura.
Hanno la forza che spalanca la bocca del leone, la leggerezza delle camminatrici del cielo.

In quell’infinito presente nel quale nulla si può ricordare per cui tutto è.

ΟρΟ è un progetto di ricerca.

L’oro può essere trovato, non creato. Appare forse dopo una profonda trasformazione. E’ raro, denso, duttile. E’ pressoché incorruttibile.

Ciascuno scava il proprio cunicolo e ci si infila completamente. Ciascuno cerca nel suo solco, per la propria vita, per la fantasia e il sogno che l’oro rappresenta.

Ma l’oro è un metello relazionale, appare dove corpo, spirito e pensiero convergono; nel luogo dove le figure, distintamente pure e personali, abitano lo spazio con percorsi paralleli e anche antitetici, si uniscono e si fondono attraverso la passività misteriosa dell’udire.

ΟρΟ

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Lupo e Rosso | Fosca

Residenza d'artista per teatro d'attore e figura, consigliato per un pubblico dai 7 anni.

Non e coraggioso chi non ha paura, ma chi ha paura e riesce a superarla
antico proverbio cinese

Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fanco all’altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l’altro etereo e immaginifco, amico e fglio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracita e crudelta piu impregnato di fragilita umane che animali.
Il Lupo delle fabe nasce sulle orme di questa seconda fgura: rappresenta l’oscuro, il male, ma non qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare. E’ la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce. La paura che si desidera provare come quando da bambini si scendevano le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell’ignoto lungo la schiena.
La paura e un’emozione importante ed e importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i prop


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Non e coraggioso chi non ha paura, ma chi ha paura e riesce a superarla
antico proverbio cinese

Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fanco all’altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l’altro etereo e immaginifco, amico e fglio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracita e crudelta piu impregnato di fragilita umane che animali.
Il Lupo delle fabe nasce sulle orme di questa seconda fgura: rappresenta l’oscuro, il male, ma non qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare. E’ la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce. La paura che si desidera provare come quando da bambini si scendevano le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell’ignoto lungo la schiena.
La paura e un’emozione importante ed e importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i propri limiti, alla sperimentazione delle proprie capacita e alla conoscenza del mondo ignoto.
La scena ispirata alla piu antica faba sul lupo, sara un racocnto stratifcato di oggetti e parole, guidato da un’attrice che sulla scena rievocherà utilizzando ombre, burattini e maschere uno degli incotri fabeschi più
antichi e affascinanti.
Dopo anni ha imparato fnalmente l’alfabeto, la giusta lingua per rievocare il lupo e parlare con dolcezza con i lupi, i tanti lupi delle paure della sua vita.
Un dialogo divertente, intimo e onirico, fatto di inciampi di memoria di ripetizioi e inizi, dove i lupi si manifesteranno con una chiara ambiguita: Lupo esiste al di la di Rosso o e Rosso stessa che lo ha creato multiforme e mantenuto in vita?
Un’invito alla rifessione sulla paura indefnita per il giovane pubblico, un invito a entrare in dialogo e in contatto con il lupo, archetipo potente e antico.

Teatro d’attore e figura, consigliato per un pubblico dai 7 anni.
Ideazione: Cristina Abati e Katiuscia Favilli
Regia: Katiuscia Favilli In scena: Cristina Abati, Siani Bruchi
Maschere e oggetti: Eva Sgro
Progetto luci: Marco Sant’ambrogio
Tecnica: Siani Bruchi
Nuova produzione per l’infanzia di FOSCA con il sostegno della Regione
Toscana e del comune di Firenze.

Lupo e Rosso | Fosca

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ROSSO E LUPO (Trailer)

Regia: Katiuscia Favilli
Drammaturgia: Katiuscia Favilli
Attori: Cristina Abati, Matteo Bennici.
Anno: 2020

Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fianco all'altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l'altro etereo e immaginifico, amico e figlio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracità e crudeltà. Impregnato più di fragilità umane che animali.
Il Lupo delle fiabe nasce sulle orme di questa seconda figura: rappresenta l'oscuro, il male, non però qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare.
E' la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce.
La paura che si desidera provare:la stessa di quando bambini scendevamo le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell'ignoto correre lungo la schiena.
La paura è un'emozione importante ed è importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i propri limiti, alla sperimentazione delle proprie capacità e alla conoscenza del mondo ignoto.
La scena ispirata a Cappuccetto Rosso è un meta-racconto di una storia che diventa atto magico di evocazione durante il suo narrarsi. E' però un atto incompiuto perchè l'attrice si scontra con la memoria che di per se è volubile e cambia i ricordi: quindi sbaglia, inciampa nelle parole, perde il filo, mischia storie diverse. Le storie della sua vita.
ROSSO e LUPO è una messa in scena di teatro di figura e attore la cui drammaturgia è nata in dialogo con bambini/e e ragazzi/e di età molto diverse durante circa due anni di laboratori sull'archetipo del lupo.
Alla visione dello spettacolo può essere affiancato un percorso di preparazione alla visione per il pubblico, con un piccolo laboratorio sull'arte della scena di 2h.

Ideazione: Katiuscia Favilli e Cristina Abati
Altri crediti: Composizione musicale: Matteo Bennici.
Oggetti di scena: Eva Sgrò.
Progetto luci: Marco Santabrogio, Siani Bruchi.
Progetto grafico: Leonardo Mazzi - Neo Studio.

Produzione: FOSCA

Regia: Katiuscia Favilli
Drammaturgia: Katiuscia Favilli
Attori: Cristina Abati, Matteo Bennici.
Anno: 2020
Ideazione: Katiuscia Favilli e Cristina Abati
Altri crediti: Composizione musicale: Matteo Bennici.
Oggetti di scena: Eva Sgrò.
Progetto luci: Marco Santabrogio, Siani Bruchi.
Progetto grafico: Leonardo Mazzi - Neo Studio.
Produzione: FOSCA
ROSSO E LUPO (Trailer)

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