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Per le festività natalizie gli orari potrebbero variare.

LINK CONVEGNO LIVE PERFORMANCE attivo da sabato 19 dicembre 2020 ore 15.00
https://atleticadelcuore.fangoradio.com

Atletica del cuore. Distanza

la città come luogo dell’atto artistico e pedagogico.

La crisi generata dall’attuale emergenza sanitaria ha mostrato alcune fragilità dell’organizzazione delle istituzioni culturali legate all’arte e all’istruzione. Una in particolare le accomuna entrambe:  accadono principalmente in uno spazio fisico formale chiuso ed esclusivo. La soluzione principale è stata trovare un luogo alternativo, lo spazio virtuale, che ha messo al riparo i corpi ma che ha privato della relazione che si instaura con la compresenza fisica.

La città è tutto quello che esiste al di fuori delle mura dei teatri e delle scuole, nel senso che con essa raramente questi mondi entrano in  relazione.

Senza mettere in dubbio la formalità della scena come necessaria ad una certa creazione o la necessità di un luogo dove si svolga la scuola, questi luoghi dedicati portano con sé un’importante questione sulla loro funzione sociale/culturale: il teatro come luogo dell’incontro è in crisi da molto tempo, la scuola come unico luogo a cui delegare la pedagogia e l’apprendimento anche.

Atletica del cuore vuole essere uno strumento per generare pensiero. Un luogo dove artisti e intellettuali possano portare le loro visioni, uno spazio dialettico. I relatori saranno narratori del possibile, esploratori di altre soluzioni. Altri spazi possibili.

Il convegno si è sempre svolto in presenza. Quest’anno abiterà forzatamente la virtualità.  Non può essere un semplice spostamento: un convegno che parla di arte e pedagogia non può sottrarsi a una riflessione strutturale sul setting di lavoro.

Non volevamo  snaturare il setting del convegno e ci siamo interrogati su un possibile visivo. Ci è piaciuto immaginarlo come un’opera d’arte in divenire. La pagina web a cui collegarsi per ascoltare lo streaming ospiterà anche la diretta live di una telecamera posizionata nello studio parigino dell’artista Stephan Zimmerli; inquadrerà le mani di Stephan che, ascoltando le voci dei relatori e da queste  prende spunto, dipingerà traducendo l’intervento in un suo quadro. In contemporanea il musicista Davide Woods improvvisando sui movimenti delle mani di Stephan, creerà la colonna sonora dell’azione, in diretta dal suo studio fiorentino  e con diversi strumenti musicali.

Atletica del cuore decide di abitare il web e prova a sperimentare l’essere contemporaneamente un momento di alta formazione, una trasmissione radio e una live performance di segno e musica: il digitale potenzia stratificazione e contemporaneità.

Il convegno di Atletica del cuore, in questa edizione, si svolgerà in streaming radio sulla piattaforma del media partner Fango Radio. E’ stata scelta la radio per una riflessione su l’invasività fisica (stare fermo di fronte ad uno schermo a guardare e ascoltare) che i mezzi digitali hanno portato negli ultimi mesi nello spazio privato: la radio  è una voce che abitualmente entra in casa,  è il sottofondo di altre azioni, apre un immaginario visivo attivo e partecipato. ponendosi come obiettivo quello di essere contemporaneamente un momento di alta formazione.
Una trasmissione radio e una live performance di segno e musica grazie alla collaborazione con gli artisti Stephan Zimmerli e Davide Woods
La conclusione della giornata sarà affidata alla poetessa Elisa Biagini, che diretta da Cristina Abati, leggerà live alcune poesie raccolte sotto il titolo Corrente Alternata.
Intervengono al convegno:
Ermanna Montanari e Marco Martinelli; Farsi Luogo, Teatro delle Albe, Ravenna.
Anna Gesualdi e Giovanni Trono; Lo spazio della differenza, teatringestazione, Napoli.
Anna Lisa Pecoriello; Scuole aperte, la crisi come opportunità, urbanista e ricercatrice, Firenze.
Gilberto Scaramuzzo, docente di pedagogia dell’espressione, Roma 3.

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Corrente alternata

scritto e letto da Elisa Biagini, regia Cristina Abati

Aperto anche a chi non partecipa ai percorsi di formazione.

Al tavolo da ore: c’è come un vibrare di piatti all’altezza
del polso, la manica è una tenda per il sangue.
Fuori, il colore è di inverno sguinzagliato. Ritorni, tra
nuvola e suolo.

Ghiaccio e fuoco si avvicinano, complementari, per dar vita a una corrente alternata di immagini e pensieri. La voce del poeta, si fa carne e allo stesso tempo risuona come fumoso ghiaccio, diventa la sua stessa ombra, che racconta seduta a un tavolo di quel ricordo polveroso che ha dato amore e vita. “Mi spiani le rughe alla fronte” “Ci sono parole rimaste nel fuoco..ghiaccio la distanza tra la mia memoria e il tuo respiro” sono alcune delle parole che emergeranno tra le crepe di una partitura sonora fatta di parole, echi della voce, suoni naturali e meccanici.

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Un progetto a cura di Fosca realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze e sostenuto da Mus.E e Murate Art District, all’interno di Inverno Fiorentino.
Media partner fango radio, partner di comunicazione Neo Studio

FOSCA

Una rete in continua definizione

Fosca (2006) è una rete in continua definizione che mira a creare spazi di indagine e riflessione nella cultura contemporanea, attraverso creazioni nell’ambito delle arti performative e visive. All’interno delle varie iniziative ogni volta collaborano artisti e neofiti diversi, legati ai tratti specifici dell’opera. Fosca non vuole essere una formazione di persone, piuttosto un insieme di collaborazioni e vissuti, in continua mutazione fra soggetti, linguaggi, territori e ambiti... disciplinari. È uno spazio mentale che trova la sua manifestazione in azioni concrete nella ricerca artistica e nello studio dei linguaggi della contemporaneità, occupandosi trasversalmente di cultura, educazione, socialità e scienze umane

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Katia Favilli

formatrice teatrale

Katiuscia Favilli si occupa di arti performative come pratica di scena e progettazione da venti anni. Formatrice in ambito artistico ed educativo declinando la pratica del teatro come strumento di esplorazione del sé, capacità relazionale, crescita del proprio potenziale e delle proprie capacità individuali. Ha maturato competenze nella progettazione di percorsi sia per soggetti in formazione che per formatori, in ambiti formali e informali, quali scuole, festival e cooperative sociali.... Attualmene collabora con il dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze.

FOSCA è un progetto nato nel 2006 dall’idea di Caterina Poggesi. Fosca è una rete in continua definizione che mira a creare spazi di indagine e riflessione nella cultura contemporanea, attraverso creazioni nell’ambito delle arti performative e visive. All’interno delle varie iniziative ogni volta collaborano artisti e neofiti diversi, legati ai tratti specifici dell’opera. Fosca non vuole essere una formazione di persone, piuttosto un insieme di collaborazioni e vissuti, in continua mutazione fra soggetti, linguaggi, territori e ambiti disciplinari. È uno spazio mentale che trova la sua manifestazione in azioni concrete nella ricerca artistica e nello studio dei linguaggi della contemporaneità, occupandosi trasversalmente di cultura, educazione, socialità, scienze umane. È un progetto di creazione, produzione e promozione artistica di spettacoli, laboratori, eventi, momenti di studio, mostre, pubblicazioni, trasmissioni radiofoniche. Fosca è un network multidirezionale in continua evoluzione e come tale opera.

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Marta Bellu

Danzatrice e psicologa

Marta Bellu è danzatrice, psicologa e istruttrice di programmi Mindfulness based, ricercatrice del corpo e della mente. Inizia i suoi studi al Balletto di Toscana e approfondisce lo studio della danza contemporanea con diversi maestri e percorsi trasversali: s dicata allo studio di teatro, voce e performance in un percorso di Formazione Professionale in Coreografia Interdiscliplinare e frequentando la scuola di Teatro Sociale e Performing Arts. Dal 2014 si occupa di progetti di ricerca... artistica tra cui Iniziali e How to do Things with Words con cui vince il sostegno da ADAC Association of Dance and Contemporary Arts in Tuscany, un lavoro sul linguaggio che parte dal dialogo con la composizione musicale in continua trasformazione che prosegue in una ricerca che indaga la relazione tra pratiche contemplative, suono e linguaggio all’interno del progetto Where else?

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Cesare Torricelli 

Trainer, regista e co-autore, operatore laboratorio

Cesare Torricelli Si laurea in Pedagogia dove approfondisce i rapporti tra il teatro di ricerca e la formazione. Continua i suoi studi come pedagogista corporeo con orientamento bioenergetico e si qualifica come esperto in metodologie autobiografiche. Attraverso percorsi intensivi, workshop e seminari con vari maestri della scena indaga in un’area che spazia dal teatro, alla danza contemporanea fino a concentrarsi negli ultimi anni in special modo sullo studio della vocalità. Sono... molteplici gli spettacoli e le produzioni a cui partecipa in qualità di trainer, regista e co-autore nell’ambito dei percorsi formativi della scuola comunale di teatro Artimbanco di Cecina (LI), dell’Associazione culturale Fosca e della sua attività di libero professionista. Si specializza in percorsi di teatro sociale realizzando laboratori e spettacoli con persone diversamente abili, minori migranti e pazienti psichiatrici. La sua ricerca è orientata verso la sperimentazione e la riflessione su alcuni dei principi fondamentali che riguardano la presenza scenica e il gesto fisico e vocale e sulla analisi e individuazione di alcuni degli interrogativi nodali presenti nella pratica della scena. La sua tecnica di lavoro si sviluppa prendendo spunto dai principi ispiratori di varie discipline: dallo yoga alla danza contemporanea, dalla bioenergetica al canto. Nel 2011 è tra i fondatori del Vivaio del Malcantone_centro di ricerca e pratica culturale. E’ codirettore della scuola di teatroterapia dell’Istituto Taliatitù e del Vivaio del Malcantone.

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Davide Woods

artista e operatore laboratorio

Davide Woods (MA MT) è musicista e musicoterapeuta. In seguito alla laurea in linguistica e studi di musica si è laureato con lode in musicoterapia alla UWE. Dal 2006 lavora nell’ambito della salute mentale presso i Centri di Salute Mentale di Firenze; in ambito oncologico presso il CE.Ri.On e all’hospice delle Oblate (Associazione La Finestra) e in libera professione con bambini e adulti (autismo e disturbi dello sviluppo). Ha lavorato in strutture residenziali, in centri diurni e in... carcere, sperimentando diverse tecniche di musicoterapia e adattandole ai vari contesti. Presso il Centro Studi Musica ed Arte è coordinatore della ludoteca musicale www.musicarte.it e docente del corso di musicoterapia di Firenze www.musicoterapiadinamica.it. Svolge attività di formazione in corsi, seminari e workshop di musicoterapia in Italia e all’estero e collabora con il progetto Music and Resilience Support nella formazione di musicisti in sostegno alle popolazioni migranti www.musicandresilience.org . Nel proprio lavoro integra un approccio di orientamento psicodinamico alla pratica incentrata sull’improvvisazione musicale. È iscritto e probiviro della A.I.M. (Associazione Italiana professionisti della Musicoterapia).

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Elisa Biagini

Artista

Elisa Biagini, ha pubblicato otto raccolte poetiche fra cui L’Ospite (Einaudi, 2004), Fiato. parole per musica (Edizionidif, 2006), Nel Bosco, (Einaudi, 2007), The guest in the wood (Chelsea editions, 2013 – 2014 Best Translated Book Award), Da una crepa (Einaudi 2014; negli USA: Xenos books 2017; in Francia: Cadastre8zero 2018- Prix NUNC 2018) e Filamenti (Einaudi, 2020). Sue poesie sono tradotte in più di quindici lingue e ha partecipato ad importanti festival italiani e... internazionali. www.elisabiagini.it

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Cristina Abati

Musicista, performer, regista

Cristina Abati  è una musicista, performer, regista. Dal 1998 è codirettrice artistica della Compagnia Gogmagog. Dal 2004 è attiva nel campo dell’improvvisazione radicale. Dal 2009 collabora come performer e musicista con il gruppo Fosca, e dal 2017 è membro del direttivo dell’associazione. Dal 2012 fa parte del progetto Blutwurst, un collettivo di musicisti attivi nell’ambito dell’improvvisazione radicale e della musica classica contemporanea. Si dedica a progetti di ricerca... vocale, legati al corpo e alla scrittura poetica.

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Ermanna Montanari

Relatore convegno e artista

Ermanna Montanari, nel 1977 sposa Marco Martinelli e insieme cominciano il proprio apprendistato teatrale a Ravenna, lavorando fino al 1983 in diversi gruppi. Nell’83, insieme a Martinelli, Luigi Dadina e Marcella Nonni, fonda il Teatro delle Albe e lavora nella compagnia come autrice, attrice e scenografa, contribuendo all’originale percorso del gruppo che unisce ricerca e tradizione, nell’invenzione di un linguaggio scenico contemporaneo ponendo l’accento su un originale percorso... vocale. Da allora il Teatro delle Albe si è affermato come una delle più importanti realtà sul piano nazionale e internazionale. In qualità di attrice e scenografa partecipa agli spettacoli della compagnia, da lei ideati e realizzati insieme a Marco Martinelli, drammaturgo e regista, partecipando a importanti festival nazionali e internazionali. Nel 1986 è autrice e unica interprete di Confine, spettacolo ispirato ai racconti di Marco Belpoliti, e selezionato per la finale del Premio “Opera Prima di Narni”, diretto da Giuseppe Bartolucci. In questa occasione riceve dalla giuria una segnalazione particolare “per la rilevanza del suo lavoro di autrice-attrice”. Nel 1991, il Teatro delle Albe fonda Ravenna Teatro, “Teatro Stabile di Innovazione”, per il quale dal 1991 al 1995 la Montanari cura la direzione artistica del progetto Il linguaggio della dea. Contemporaneamente continua la sua duplice attività scenica: da una parte, attrice e scenografa nei lavori scritti e diretti da Marco Martinelli, dall’altra autrice, regista e interprete di spettacoli come Rosvita (1991), Cenci (1993) da Artaud e Shelley, Ippolito (1995) da Euripide e Marina Cvetaeva, e Lus, (1995), “canto in dialetto romagnolo” di Nevio Spadoni. Per l’interpretazione di quest’ultimo lavoro, riceve la nomination nell’edizione ’97 del Premio Ubu. Nel 1998 crea insieme a Martinelli I Polacchi, “dall’irriducibile Ubu di Alfred Jarry”, per il quale firma scene e costumi insieme a Cosetta Gardini, oltre a interpretare il ruolo di Madre Ubu. Per questa interpretazione nel 2003 riceve dalla giuria del Festival Internazionale “Mess” di Sarajevo il Golden Laurel quale “miglior attrice”. Lo spettacolo, nelle sue reinvenzioni e trasformazioni, ha girato il mondo intero, dagli Stati Uniti al Senegal, dalla Serbia all’Iran, e poi ancora in Belgio, Portogallo, Svezia, Francia, Germania, Svizzera, Polonia, Bosnia Erzegovina. Nel 2000 ha dato vita alla figura di Alcina -la maga dell’Orlando furioso- ne L’isola di Alcina di Nevio Spadoni, musica di Luigi Ceccarelli, prodotto dalla Biennale di Venezia e da Ravenna Festival, raccogliendo i consensi entusiastici della critica teatrale e di intellettuali di portata internazionale come Susan Sontag. Nello stesso anno Ermanna Montanari vince il Premio Ubu come “migliore attrice italiana”, mentre in occasione del Mittelfest 2001 le viene conferito il Premio Adelaide Ristori. Lo spettacolo rinasce a nuova vita nel 2009, trasformato in performance vocale con il titolo di Ouverture Alcina, e con tale forma approda a importanti festival internazionali a New York, Mosca, Tunisi, Wroclaw, Limoges, Berlino. Nel febbraio 2005 è protagonista dello spettacolo La mano, de profundis rock, tratto dal romanzo omonimo di Luca Doninelli, con la regia di Martinelli, coprodotto da le manège.mons-Centre Dramatique insieme a Ravenna Festival e al Festival delle Colline Torinesi. Nel 2005 Ermanna Montanari, insieme a Martinelli e Mandiaye N’Diaye, lavora a Chicago per cinque settimane con un intenso programma di spettacoli e laboratori. Cuore del progetto, l’allestimento di una nuova versione de I Polacchi con un gruppo di studenti africani della Senn High School, che debutta al Museum of Contemporary Art di Chicago con il titolo Mighty mighty Ubu. Nel 2006 riceve il Premio Lo Straniero dedicato “alla memoria di Carmelo Bene”. A parere della giuria Ermanna Montanari “grande interprete di L’isola di Alcina e La mano, sperimentatrice delle possibilità e del potere della voce umana, è a suo modo la migliore continuatrice di una ricerca di cui Carmelo è stato iniziatore e maestro. Ermanna Montanari è la più spericolata e formidabile attrice del teatro italiano contemporaneo, ma al contempo è membro di un gruppo di cui segue il destino con ammirevoli costanza e modestia; agli spettacoli più “suoi” come i citati, ha aggiunto la partecipazione a quelli del gruppo con altre memorabili interpretazioni, dalla Mère Ubu di I Polacchi alla Titania del Sogno di una notte di mezza estate”. Nel novembre 2006 debutta con Sterminio di Werner Schwab all’interno del quale riveste il ruolo della Signora Cazzafuoco. Per questa interpretazione vince nuovamente il Premio Ubu 2007 come “miglior attrice italiana”. Nel gennaio 2007 lavora in Senegal a una nuova “messa in vita” de I Polacchi. Lo spettacolo Ubu buur debutta nel villaggio di Diol Kadd, con un coro di adolescenti senegalesi, e viene presentato in prima europea al Festival des Francophonies en Limousin (Francia), che lo ha anche coprodotto, e in prima nazionale al Teatro Festival Italia di Napoli, e a VIE Scena Contemporanea Festival di Modena, nell’autunno 2007. Nel giugno 2008 debutta Rosvita, lettura-concerto in cui Ermanna Montanari torna, dopo diciassette anni, ad affrontare l’opera della monaca-drammaturga sassone del X secolo nel doppio ruolo di interprete e autrice del testo. Per questo lavoro riceve per la terza volta il Premio Ubu come “miglior attrice italiana”: i critici hanno sottolineato l’eccezionale performance vocale dell’ attrice-autrice, che per le sue straordinarie qualità si pone con continuità ai vertici del teatro italiano. Nel 2010 il Teatro delle Albe, con l’ideazione di Martinelli e Montanari, porta a compimento il suo affondo nell’opera di Molière, articolandolo in due differenti lavori. detto Molière di Marco Martinelli, debutta a Mons, portando sulle scene un “coro” di quaranta attori e musicisti, insieme a un gruppo di adolescenti delle periferie della Francia e del Belgio. L’Avaro di Molière, nella traduzione di Cesare Garboli, vede impegnata l’intera compagnia attorno a un Arpagone, fantasma-burattino del potere, impugnato come un’arma da Ermanna Montanari. Nel 2011 ha firmato la direzione artistica del Festival internazionale di Santarcangelo (edizione 41), all’interno di un triennio di lavoro 2009-2011 condiviso con Chiara Guidi-Societas Raffaello Sanzio e Enrico Casagrande-Motus. Nell’ottobre 2012 debutta in scena con Chiara Guidi (Societas Raffaello Sanzio) con Poco lontano da qui, insieme firmano drammaturgia e regia. Nel novembre dello stesso anno cura con Marco Martinelli l’ideazione di PANTANI, testo e regia dello stesso Martinelli, interpretando il ruolo di Tonina, la madre di Marco Pantani. È  del novembre 2012 l’uscita del volume: Ermanna Montanari fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe di Laura Mariani per Titivillus edizioni. A maggio 2013 Ermanna Montanari crea La camera da ricevere nell’ambito del progetto “Dimore delle voci-Laboratorio di Drammaturgia sonora, IV edizione”, a cura di Valentina Valentini, promosso da Rai Radio 3, Centro Teatro Ateneo e La Sapienza Università di Roma. Un racconto dalla “stanza dei travestimenti” con alcune figure ritagliate dal suo repertorio: Fatima asina parlante, Bêlda veggente romagnola, Rosvita dalla squillante voce, Medar Ubu che squittisce le sue invettive, l’istupidimento di Alcina, le profezie di Daura, l’afasia di Arpagone e la sete di giustizia Tonina Pantani. Sempre nel 2013 porta in scena A te come te di Giovanni Testori: una “lettura scenica” degli scritti giornalistici di Testori scegliendo tre articoli legati da un filo preciso: la violenza sulle donne, scritti tra il ’79 e l’80 sulla terza pagina del Corriere della sera. Nel 2013 vince il Premio Duse, l’unico premio italiano riservato all’attrice di teatro che si è distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli in Italia o all’estero, per la sua interpretazione in PANTANI. Nel 2014 debutta Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, ideazione Ermanna Montanari e Marco Martinelli (autore del testo e regista dello spettacolo), in cui Montanari interpreta il ruolo della leader birmana, premio Nobel per la pace nel 1991. Tra i suoi ultimi progetti di teatro-in-musica, ricordiamo LUṢ (2015), concerto spettacolo di Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli, Daniele Roccato, regia di Marco Martinelli, produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione con il Teatro delle Albe; e Maryam (2017), testo di Luca Doninelli, musica di Luigi Ceccarelli, spettacolo dalla forte natura performatica che la vede sola in scena, e di cui firma la regia insieme a Martinelli. Nel 2017 insieme a Marco Martinelli firma l’ideazione, la direzione artistica e la regia di INFERNO Chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri (prima anta del progetto LA DIVINA COMMEDIA 2017-2021) prodotto da Ravenna Festival in coproduzione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro. A Martinelli e Montanari viene assegnato il Premio Ubu 2017 al “miglior progetto curatoriale” per INFERNO. La seconda anta del progetto, PURGATORIO, vede nel 2019 un doppio debutto a Matera, in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, e a Ravenna, nell’ambito di Ravenna Festival. Nel 2018 è in scena, insieme a Simone Marzocchi alla tromba, in fedeli d’Amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri, testo di Martinelli, musica di Luigi Ceccarelli, di cui firma la regia insieme a Marco Martinelli. Sempre nel 2018 mette in scena -insieme a Marco Martinelli- Va pensiero, affresco corale capace di far luce sulla corruzione mafiosa in Emilia Romagna, in cui interpreta l’intensa figura della “zarina”. Per le sue interpretazioni in Va pensiero e fedeli d’Amore le viene assegnato il Premio Ubu 2018 come “miglior attrice”. Nell’autunno 2019 firma con Marco Martinelli il soggetto di The sky over Kibera, presentato al Filmmaker Festival di Milano, che racconta la “messa in vita” della Divina Commedia nell’immenso slum nel cuore di Nairobi con 150 bambini e adolescenti delle scuole locali in relazione alla Fondazione AVSI. Ha partecipato ai seguenti film: Lacrymae di Maria Martinelli (1999), Il mnemonista di Paolo Rosa (2000), L’ultimo terrestre di Gianni Pacinotti (2011). Nel 2017 è protagonista nel film di Marco Martinelli Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, di cui firma il soggetto insieme a Martinelli.

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Marco Martinelli

Relatore convegno e artista

Marco Martinelli, drammaturgo e regista, è fondatore del Teatro delle Albe (1983) insieme a Ermanna Montanari con la quale condivide la direzione artistica. Tra i numerosi riconoscimenti: sette Premi Ubu, “come regista, drammaturgo e pedagogo”, Premio Hystrio, Golden Laurel-Mess festival di Sarajevo, Premio alla carriera Journées théâtrales de Carthage, premio culturale 2018 Vereinigung Deutsch-Italianischer Kultur Gesellschafte. I suoi testi sono pubblicati e messi in scena in Italia,... Francia (progetti Face à Face e Fabulamundi), Belgio, Germania, Romania, Slovacchia, Cile, Brasile, Senegal e Stati Uniti. Alla sua attività drammaturgica è dedicata la monografia di di Maria Dolores Pesce Marco Martinelli Un Drammaturgo Corsaro, edito nel 2018 da Editoria e Spettacolo. Nel 2018 il suo Farsi luogo è stato pubblicato in francese per le edizioni Alternatives théâtrales, con la prefazione di Marco Consolini-Université de la Sorbonne Nouvelle Paris, traduzione di Laurence Van Goethem, nel 2019 sarà pubblicato in tedesco per le edizioni Alexander Verlag Berlin, con la traduzione di Peter Kammerer. Martinelli e Montanari firmano insieme ideazione e regia de La Divina Commedia 2017-2021, prodotta da Ravenna Festival, insieme alle capitali europee della cultura Matera-Basilicata 2019 e Timisoara 2021. Raccogliendo la sfida di trasformare in teatro il capolavoro della lingua italiana, i due registi hanno pensato a un corto circuito tra la sacra rappresentazione medievale e il teatro di massa di Majakovskij: la città è un palcoscenico, i cittadini sono chiamati a ‘farsi luogo’. Nel 2017 Ponte alle Grazie pubblica Nel nome di Dante, diventare grandi con la Divina Commedia. Martinelli ha debuttato al cinema con il film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (2017) -soggetto cofirmato con Montanari che ne è anche protagonista- presentato in anteprima al Biografilm Festival, in altri festival in Italia, all’estero e in sala con una distribuzione indipendente. Nell’autunno 2019 uscirà il suo nuovo film, The sky over Kibera, che racconta la “messa in vita” della Divina Commedia nell’immenso slum nel cuore di Nairobi con 150 bambini e adolescenti delle scuole locali in relazione alla Fondazione AVSI. Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno dato vita nel 1991 a Ravenna Teatro, centro di ricerca scenica che intreccia una necessità etica di radicamento nella polis a una vocazione internazionale. Martinelli è fondatore della non-scuola, pratica teatral-pedagogica con gli adolescenti, diventata punto di riferimento da Ravenna a Napoli a Dakar, da Mons a New York, raccontata nel volume Aristofane a Scampia, Ponte alle Grazie editore, ora in corso di pubblicazione in Francia per Actes Sud.

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Teatringestazione

Anna Gesualdi e Giovanni Trono, direttori artistici

TeatrInGestAzione è una compagnia indipendente di ricerca-azione teatrale, dal 2006 di base a Napoli, fondata e diretta da Gesualdi | Trono. Si occupano di produzione, educazione, progettazione e curatela in ambito artistico e in contesti socialmente svantaggiati, con una particolare attenzione ai processi condivisi. Creano opere e dispositivi a carattere ibrido incrociando diverse discipline e ambiti di ricerca, a cui si lega sempre una componente teorica. Perseguono un’estetica basata sul... rigore della presenza, la sobrietà degli elementi e l’uso essenziale dello spazio. La loro opera muove dall’esigenza di svincolare l’atto performativo dal contesto spettacolare, e di qualificare la scena come sede di una socialità sperimentale. Lavorano in contesti nazionali e internazionali, indipendenti e istituzionali, tra questi sono stati ospiti di: ConTempo 19, Kaunas (LTU); Matera-Basilicata 2019 ECoC; Valletta 2018 ECoC (MLT); International Culture Summit, Edinburgh (GB-SCT); DMZ Research Lab and Open Forum, Seul (KOR); Dance Interfaces, Tenerife (ES); CAMP_iN, San Luis Potosì (MEX); Institut für Theater Film und Medienwissenschaft – Goethe Universität, Frankfurt am Main (DE); About a City, Fondazione Feltrinelli – Milano; La Soffitta – DAMS, Bologna; CRT – Triennale Teatro dell’Arte, Milano; Play K(ey) – Zona K, Milano; APACHE – Teatro Litta, Milano; Italian Performance Platform – Ipercorpo Festival, Forlì; Trasparenze Festival – Modena; Testimonianze Ricerca Azioni – Teatro Akropolis, Genova; Napoli Teatro Festival – Napoli. In ambito sociale, dal 2006 al 2014 hanno condotto l’attività teatrale nel Manicomio Giudiziario di Aversa. Dal 2015 ad oggi conducono l’attività teatrale presso il carcere di Poggioreale a Napoli. Nel 2010 sono tra i soci fondatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. Dal 2015 al 2017 sono tra i registi guida del progetto di teatro-educazione Arrevuoto – Teatro Nazionale di Napoli. In qualità di curatori, tra i vari, nel 2011 inaugurano Altofest (altofest.net), premiato con l’EFFE AWARD 2017 – 18, tra i sei migliori festival d’Europa. Dal 2011 al 2013, curano presso il PAN Palazzo delle Arti di Napoli, tre edizioni del progetto Altofragile, Corpi Esposti all’Opera – spazio di condivisione del momento genetico della creazione (altofragile.eu). Nel 2019 e 2020 sono tra i co-curatori di due edizioni di START StreetART conference (www.startconf.org). Tra le pubblicazioni che raccontano l’esperienza di TeatrInGestAzione ci sono svariate tesi di laurea e progetti editoriali tra cui “Displace Altofest” a cura di Loretta Mesiti e Silvia Mei, ed. Valletta 2018; “Culture Teatrali 2015” a cura di Silvia Mei, ed. La casa Usher; “Testimonianze Ricerca Azioni” ed. Akropolis Libri 2014; “Il tempo a Napoli” di Piermario Vescovo, Ed. Marsilio 2011; “Recito, dunque so(g)no” di Pozzi e Minoia, Edizioni Nuove Catarsi, 2009; incontri notevoli di un libraio militante, a cura di Davide D’Urso, Ed. Valtrend, 2011; Annual Young Blood, 2011, ed. FM con il sostegno del Ministero della Gioventù, annuario dei talenti italiani che hanno ottenuto riconoscimenti nel campo della creatività e della ricerca; il documentario “Caini d’Aversa” di Palamara&Nicois; il docu-film di Giuseppe Valentino “On the dust island”. Tra i premi e riconoscimenti, nel 2011 vincono il DE.MO./ Movin’UP a supporto della circuitazione dei talenti italiani emergenti nel mondo (GAI e MiBACT). Nel 2016 il Funder 35 dedicato alle giovani imprese culturali. Nel 2017 il SIAE – Sillumina, copia privata per i giovani per la cultura. Nel 2017 l’EFFE Award.

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Anna Gesualdi

Relatore convegno e artista

Anna Gesualdi nasce a Foggia il 15 luglio 1976. Vive e lavora a Napoli, dove, insieme a Giovanni Trono, dà vita e si prende cura di TeatrInGestAzione, organismo creativo intersoggettivo che produce, indaga e dà forma a opere ibride di natura teatrale, interventi artistici interdisciplinari, progetti curatoriali, laboratori di ricerca e formazione e progetti di teatro sociale. Nel 2011, a Napoli, dà vita ad Altofest – International Contemporary Live Arts Festival (... href="http://www.altofest.net/">altofest.net), premiato con l’EFFE AWARD 2017 – 18, tra i sei migliori festival d’Europa. Inoltre, dal 2011 al 2013, cura presso il PAN Palazzo delle Arti di Napoli, tre edizioni del progetto Altofragile, Corpi Esposti all’Opera – spazio di condivisione del momento genetico della creazione (altofragile.eu).

Nel 2011 TeatrInGestAzione vince il premio DE.MO./ Movin’UP a supporto della circuitazione dei talenti italiani emergenti nel mondo (GAI e MiBACT). Il lavoro di TeatrInGestAzione è stato presentato in contesti nazionali e internazionali di rilievo, tra cui Valletta 2018 European Capital or Culture (Malta) per cui hanno curato un’edizione speciale di Altofest; Edinburgh International Culture Summit (Scozia); DMZ Research Lab and Open Forum, Seul (Korea); Dance Interfaces, Tenerife (Spagna); CAMP_iN, San luis Potosì (Messico); Institut für Theater Film und Medienwissenschaft – Goethe Universität di Frankfurt am Main (Germania); Ella Fiskum Danz R.E.D. (Norvegia); Theatre Toursky, Marsiglia (Francia); La Soffitta – DAMS, Univerisità di Bologna; CRT – Triennale Teatro dell’Arte, Milano; Napoli Teatro Festival – Napoli; tra tanti altri. Dal 2006 al 2014 curano l’attività teatrale permanente nel Manicomio Criminale di Aversa, e dal 2015 ad oggi nel carcere di Poggioreale a Napoli. Tra il 2015 e il 2017 è tra i 10 registi guida di Arrevuoto, progetto di teatro e pedagogia del Teatro Mercadante – Teatro Nazionale di Napoli (progetto nato nel 2005 ispirato alla Non Scuola del Teatro delle Albe; inaugurato e guidato da Marco Martinelli per i primi tre anni, affidato poi ad una regia collettiva dal 2008 ad oggi, sotto la direzione di Maurizio Braucci).

Dal settembre 2018, presso gli spazi di Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea, a Napoli, la Fondazione Morra gli affida uno spazio in residenza permanente volta alla cura di attività di ricerca, formazione e produzione di opere teatrali, legate in particolare modo all’Archivio Storico del Living Theatre, in collaborazione con Lorenzo Mango e la cattedra di teatro moderno e contemporaneo dell’Unior (Università L’Orientale di Napoli). L’esperienza artistica e pedagogica di TeatrInGestAzione è oggetto di diverse tesi di laurea e pubblicazioni tra cui “Displace Altofest” a cura di Loretta Mesiti e Silvia Mei, ed. Valletta 2018; “Culture Teatrali 2015” a cura di Silvia Mei, ed. La casa Usher; “Testimonianze Ricerca Azioni” ed. AkropolisLibri 2014; “Il tempo a Napoli” di Piermario Vescovo, Ed. Marsilio 2011; “Recito, dunque so(g)no” di Pozzi e Minoia, Edizioni Nuove Catarsi, 2009. Per un’approfondimento www.teatringestazione.com

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Giovanni Trono

Relatore convegno e artista

Giovanni Trono è un ricercatore e performer. Nel 2006 ha co-fondato la Compagnia di Teatro e Danza TeatrInGestAzione con sede a Napoli. Anna e Giovanni lavorano a livello nazionale e internazionale, avendo presentato lavori in contesti notevoli come l’Institut für Theater Film und Medienwissenschaft – Goethe Universität, La Soffitta, DAMS Università di Bologna; CRT Triennale Teatro dell’Arte; Napoli Teatro Festival.

Dal 2006 al 2014 hanno condotto un progetto... teatrale presso l’OPG (Carcere Psichiatrico Penale) di Aversa e poi il Carcere di Poggioreale, a Napoli. Nel 2011 hanno fondato la Rete Nazionale del Teatro nel Carcere. Dal 2015 sono direttori di “Arrevuoto”, progetto pedagogico incentrato sul teatro giovanile con il Teatro Nazionale di Napoli. Sono ideatori e curatori di progetti complessi, come Altofragile e Altofest – Festival Internazionale di Arte Contemporanea dal Vivo, che ha vinto il premio Funder35 nel 2016. Nel 2017 l’EFA ha assegnato ad Altofest il Premio EFFE, uno dei sei festival più importanti d’Europa. Inoltre, la Fondazione La Valletta 2018 ha commissionato a Gesualdi | Trono un’edizione speciale di Altofest, che si terrà a Malta, per il programma culturale di La Valletta 2018 Capitale Europea della Cultura.

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Anna Lisa Pecoriello

Relatore convegno

Anna Lisa Pecoriello, architetta, socia fondatrice dell’associazione La città bambina e dello spin-off dell’Università di Firenze Mhc-Progetto territorio. Si occupa come attività professionale e di ricerca di processi partecipativi, di autorganizzazione e del rapporto tra bambini e città.

Gilberto Scaramuzzo

Relatore convegno

Gilberto Scaramuzzo, è direttore del Master in “Pedagogia dell’Espressione – Teatro Danza Musica Arte Sport: Educazione” del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Ha insegnato nelle università di Cambridge e di Valencia. È membro della Philosophy of Education Society of Great Britain. Per approfondimenti sulla sua ricerca e sulle sue pubblicazioni: ... rel="noopener">uniroma3.academia.edu/GilbertoScaramuzzo, www.masterpedagogiadellespressione.org, host.uniroma3.it/laboratori/mimesislab/

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Stephan Zimmerli

Artista

Stephan Zimmerli è architetto, musicista, scenografo e artista visivo. Costantemente al di là dei confini disciplinari, il suo lavoro si concentra sull’interazione tra questi regni, con un’enfasi sui temi della temporalità, della memoria e della reminiscenza, dell’atmosfera e del mestiere della mano pensante. Il disegno quotidiano, a matita, a carboncino o a inchiostro, è al centro di questa pratica. Dopo aver terminato il suo progetto di laurea nell’Atelier di Peter... Zumthor all’Accademia di Architettura di Mendrisio (CH) nel 2003, e dopo essersi diplomato alla scuola di Paris-Belleville, Stephan Zimmerli ha iniziato a lavorare come architetto, principalmente in programmi culturali e pubblici (biblioteche, musei, ospedali, studi d’artista e teatri), mentre insegnava corsi e workshop in diverse scuole di architettura in tutta Europa (UEL London, ENSAPB Paris, EAB Rennes, University della Sapienza Roma, EPFL Lausanne…). Dal 1999 collabora anche con il scenografo, autore e regista teatrale Marc Lainé, all’interno del loro studio parigino La Boutique Obscure. Insieme hanno progettato circa 40 progetti nei teatri di Francia e Svizzera. Nel 1995, con i colleghi musicisti Arthur Gillette, Thomas Puechavy & Charles Carmignac, ha fondato il gruppo folk-rock Moriarty (FR/US), come contrabbassista e chitarrista. Negli ultimi dieci anni la band ha pubblicato 5 album di full-length, ha venduto oltre 300’000 copie, ha eseguito oltre 800 concerti in tutto il mondo e ha composto una serie di spartiti musicali per film, spettacoli teatrali o radiofonici. Con gli altri membri della band, Stephan Zimmerli ha anche co-fondato l’etichetta discografica indipendente Air Rytmo, di cui attualmente lavora come grafico e direttore artistico.

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