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Claudia Cavalieri

Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere

Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere

La Fondazione Pastificio Cerere sorge in quello che una volta era il Pastificio Cerere, la più antica delle fabbriche del quartiere di San Lorenzo che, fondata nel 1905, fornì pasta e farina alla capitale fino al 1960 e che circa un decennio dopo divenne luogo d’arte.

 

La storia del Pastificio Cerere e della sua riconversione inizia quando l’imprenditrice Felicina Ceci, proprietaria dell’edificio insieme a sua sorella Adriana, accettò di affittarne i locali ad alcuni giovani artisti. Il primo a istallarvi lo studio fu Nunzio, che ricorda di essere arrivato nel 1973; in seguito vi si insediarono Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. “Quando siamo arrivati, abbiamo smontato le macchine, abbiamo costruito le pareti, i pavimenti, abbiamo allacciato l’acqua e la luce, insomma abbiamo trasformato uno spazio industriale in un luogo dove lavorare e vivere

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Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere

La Fondazione Pastificio Cerere sorge in quello che una volta era il Pastificio Cerere, la più antica delle fabbriche del quartiere di San Lorenzo che, fondata nel 1905, fornì pasta e farina alla capitale fino al 1960 e che circa un decennio dopo divenne luogo d’arte.

 

La storia del Pastificio Cerere e della sua riconversione inizia quando l’imprenditrice Felicina Ceci, proprietaria dell’edificio insieme a sua sorella Adriana, accettò di affittarne i locali ad alcuni giovani artisti. Il primo a istallarvi lo studio fu Nunzio, che ricorda di essere arrivato nel 1973; in seguito vi si insediarono Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. “Quando siamo arrivati, abbiamo smontato le macchine, abbiamo costruito le pareti, i pavimenti, abbiamo allacciato l’acqua e la luce, insomma abbiamo trasformato uno spazio industriale in un luogo dove lavorare e vivere”. Questo e molti altri ricordi testimoniamo come l’edificio con i montacarichi, i grandi ambienti aperti e le ampie finestre, offrì agli artisti spazi ideali per i loro studi. Infatti, i nuovi inquilini ne ristrutturarono gradualmente gli interni, mentre le zone comuni non vennero modificate. Anche dopo il generale rinnovamento, la memoria dell’uso industriale del Pastificio non venne cancellata e al suo interno si conviveva, come a Roma si fa da secoli, con le tracce archeologiche derivanti dalla sua precedente funzione.

Nell’estate del 1984 il critico Achille Bonito Oliva rese celebre il Pastificio con la mostra “Ateliers”. Eccezionalmente per la prima volta si aprirono al pubblico gli spazi dove abitavano e lavoravano gli artisti che, non costituirono un gruppo omogeneo per poetica o linguaggio, ma appartenendo alla stessa generazione, istaurarono un contatto continuo e spesso profondi rapporti di amicizia facilitati dalla struttura del Pastificio con i suoi spazi contigui di lavoro e luoghi di incontro comuni.

Oltre ai protagonisti che tradizionalmente vengono indicati come il Gruppo di San Lorenzo, nel corso degli anni l’edificio ha visto il susseguirsi di tanti e diversi artisti, poi anche critici, intellettuali ed esponenti dello spettacolo che hanno gravitato intorno a questa fucina divenuta un punto di riferimento per la cultura, oltrepassando abbondantemente i confini della capitale. L’ideologia che condividevano e condividono i residenti del palazzo è quella dell’operare, del fare, gli artisti ricordano l’esistenza di un terreno culturale comune, nel quale ci si incontrava e si discuteva: “È esistita in quegli anni e in questo luogo una generazione di artisti che si è confrontata, ha messo a disposizione dell’altro le proprie esperienze, ha discusso con l’altro il proprio pensiero. […] Nel tempo, ognuno ha preso la propria direzione, pur con tante storie in comune che fanno parte della nostra vita”.

Nel 2002 dalla mostra “Interno F.M.” nasce l’idea di dotare il Pastificio Cerere di uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea e sempre aperto al pubblico. Flavio Misciattelli racconta: “nel 1998 presi uno dei locali del Pastificio, proprietà della mia famiglia, che poi rimase la mia abitazione fino a qualche anno fa. Da lì cominciai a conoscere gli artisti che già vivevano e lavoravano nell’edificio, ad apprezzarli e collezionarli fino ad organizzare una mostra con loro a casa mia. In quell’occasione vennero più di cinquecento persone e fu allora che mi resi conto di quanto interesse ci fosse nei confronti del Pastificio”.

Così nel 2005 nasce la Fondazione Pastificio Cerere e con la mostra RESIDENTI inaugura la sua sede all’ interno del palazzo.

Ancora oggi, gli spazi dell’ex stabilimento industriale ospitano studi d’artista, atelier di moda, studi di grafica e comunicazione, una scuola di fotografia (ISFCI – Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) e un’accademia di arti visive (RUFA – Rome University of Fine Arts).

 

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Residenze d'artista: contro-tendenze

Convegno internazionale sul tema residenze d'artista

Il sistema dell’arte oggi vede la residenza d’artista come un format consolidato e costitutivo. Residenza è sinonimo di mobilità, produzione, ricerca.
Alcune esperienze pioniere si rinnovano oggi proponendo approcci inediti e modalità alternative.
Quanto può la residenza incidere sulla produzione artistica?
Quali strumenti reclamare?
Come possono le residenze e gli artisti non limitarsi a rappresentare un network di addetti ai lavori ma instaurare e stimolare relazioni importanti con i territori e le comunità che li ospitano?

Nel convegno organizzato da MAD Murate Art District il 28 novembre 2019 si è cercato, grazie agli interventi di enti e associazioni provenienti da tutta Italia e dall’estero, di rispondere a queste domande.

Ha introdotto la giornata
Roberto Ferrari, Direttore Cultura e Ricerca, Regione Toscana

10.30-14.00
Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

modera Valentina Gensini

FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’AR







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Il sistema dell’arte oggi vede la residenza d’artista come un format consolidato e costitutivo. Residenza è sinonimo di mobilità, produzione, ricerca.
Alcune esperienze pioniere si rinnovano oggi proponendo approcci inediti e modalità alternative.
Quanto può la residenza incidere sulla produzione artistica?
Quali strumenti reclamare?
Come possono le residenze e gli artisti non limitarsi a rappresentare un network di addetti ai lavori ma instaurare e stimolare relazioni importanti con i territori e le comunità che li ospitano?

Nel convegno organizzato da MAD Murate Art District il 28 novembre 2019 si è cercato, grazie agli interventi di enti e associazioni provenienti da tutta Italia e dall’estero, di rispondere a queste domande.

Ha introdotto la giornata
Roberto Ferrari, Direttore Cultura e Ricerca, Regione Toscana

10.30-14.00
Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

modera Valentina Gensini

FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA, Stefano Coletto
CENTRALE FIES, Dino Sommadossi
FONDAZIONE RATTI, Lorenzo Benedetti
FONDAZIONE LAC O LE MON, Emilio Fantin
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE, Claudia Cavalieri
FARM CULTURAL PARK, Mariacristina Di Carlentini
MUSEO CARLO ZAULI, Matteo Zauli
GUILMIARTPROJECT, Lucia Giardino
ARTEGIRO, Renata Summo

15.00-17.00
Workshop Toscana

modera Matteo Innocenti

KILOWATT FESTIVAL, Lucia Franchi e Luca Ricci
TEMPO REALE, Loredana Terminio
MURATE ART DISTRICT, Valentina Gensini
CHINA PROJECT, Giulio Saverio Rossi e Gabriele Dini
FABBRICA EUROPA, Maurizia Settembri
CORNIOLO ART PLATFORM, Angela Burico e Silvio Palladino
COMPAGNIA VIRGILIO SIENI, Daniela Giuliano
CAB008, Cristina Rizzo

17.30-19.00
Processi partecipativi in network europei e pratiche alternative in residenze internazionali
Giuliana Ciancio, Università di Anversa,
L’esperienza internazionale di Be SpectACTive

Keynote
Pascal Gielen, COMMONS E RESIDENZE, Università di Anversa
Autore del libro Contemporary Artist Residencies Reclaiming Time and Space

Residenze d'artista: contro-tendenze

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Residenze d'artista: contro-tendenze

Abstract degli interventi degli ospiti del convegno

Prima sessione: Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

 

-FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina

La residenza tra arte visiva e musica contemporanea: l’esperienza della Fondazione Spinola Banna per l’Arte 

La Fondazione Spinola Banna per l’Arte, con sede a Poirino in provincia di Torino, ha iniziato la sua attività nel 2005 con il desiderio di contribuire alla promozione e alla diffusione dell’arte contemporanea.

Per perseguire questo intento ha da subito voluto rivolgersi ai giovani artisti che si dedicano alle arti visive, e in seguito dal 2007 anche alla musica, per sostenerli in quel significativo e cruciale momento di passaggio in cui, al termine del periodo di formazione accademica/universitaria, essi si avviano verso una carriera artistica vera e propria. La Fondazione ha adottato la metodologia della residenza come base di lavoro, declinandola nel tempo in diversi progetti che, in particolare negl

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Prima sessione: Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

 

-FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina

La residenza tra arte visiva e musica contemporanea: l’esperienza della Fondazione Spinola Banna per l’Arte 

La Fondazione Spinola Banna per l’Arte, con sede a Poirino in provincia di Torino, ha iniziato la sua attività nel 2005 con il desiderio di contribuire alla promozione e alla diffusione dell’arte contemporanea.

Per perseguire questo intento ha da subito voluto rivolgersi ai giovani artisti che si dedicano alle arti visive, e in seguito dal 2007 anche alla musica, per sostenerli in quel significativo e cruciale momento di passaggio in cui, al termine del periodo di formazione accademica/universitaria, essi si avviano verso una carriera artistica vera e propria. La Fondazione ha adottato la metodologia della residenza come base di lavoro, declinandola nel tempo in diversi progetti che, in particolare negli ultimi anni, si sono arricchiti in dialoghi serrati con altre istituzioni.

 

-FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA, Stefano Coletto

Residenze e formazione artistica a Venezia.  

La Fondazione Bevilacqua La Masa, Istituzione del Comune di Venezia, nasce per “dare spazio” agli artisti, e quindi formazione, lavoro, visibilità.

Gli Atelier, all’inizio del Novecento, sono la prima attività di questo particolare e originale Ente. Gli Studi diventano luoghi di lavoro, abitazioni instabili e precarie, stanze per incontri e dialoghi.

Dalla fine degli anni Novanta, il lavoro sugli artisti emergenti si fa sempre più mirato e si comincia a lavorare sulla mobilità. Dall’inizio degli anni Duemila  l’Istituzione diviene un riferimento per le attività di residenze e Atelier in Italia, si costruiscono relazioni internazionali e progetti di supporto con partner pubblici e privati. Il “radicante” arriva a Venezia e comincia a lasciare tracce vive.

 

-CENTRALE FIES, Dino Sommadossi

Centrale Fies Art work Space è un centro indipendente di residenza e produzione delle arti performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.
Centrale Fies è attraversata ogni anno da decine di artisti e creativi da ogni parte del mondo, che supporta sotto ogni aspetto: da quello curatoriale a quello produttivo (tramite residenze, disponibilità di sale attrezzate e di assistenza tecnica, aree di coworking) ma anche pratico (assistenza gestionale, organizzativa, fundraising e supporto amministrativo, produzione e networking nazionale e internazionale). In virtù della sua vocazione trans-settoriale, attrae e contribuisce a far crescere realtà imprenditoriali e progetti ibridi dal forte carattere di sperimentazione.

 

-FONDAZIONE RATTI, Lorenzo Benedetti

Dal 1988 la Fondazione Antonio Ratti è impegnata nell’indagine dei linguaggi e delle ricerche nel campo delle arti visive, con una particolare attenzione per l’arte contemporanea. Le attività della Fondazione in questo senso sono legate alla formazione, alla riflessione teorico critica e alla creazione di network che favoriscano la circolazione del pensiero.
La Fondazione Antonio Ratti è diventata negli anni un punto di riferimento per la giovane arte italiana e internazionale, una incubatrice di idee, un luogo di discussione e sperimentazione, cominciando dal fare e diffondere arte, per arrivare al pensiero puro che ruota attorno all’arte stessa.
Tra le principali attività ci sono l’annuale CSAV – Artists’ Research Laboratory, ex Corso Superiore di Arti Visive, giunto nel 2016 alla sua XXII edizione, diretto dal 1995 da Annie Ratti e nato dal precedente Corso Superiore di Disegno.

 

-FONDAZIONE LAC O LE MON, Emilio Fantin

La Fondazione Lac o Le Mon nasce nel 2015 per iniziativa di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce che, a partire dal 2006, con il nome collettivo di Lu Cafausu, hanno organizzato performance, mostre e azioni in diversi contesti e che celebrano tutti gli anni, a partire dal 2010, la “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)”.
La Fondazione ha acquisito un immobile con più di un ettaro e mezzo di terreno, a San Cesario di Lecce: la Casa Cafausica, centro di sperimentazione e formazione artistica. Qui si stanno creando “comunità di indagine” sia per ricercare e attuare soluzioni pratiche (pur anche paradossali o non-funzionali), sia anche, utilizzando letture, tecniche, sperimentazioni e visioni, per mettere in discussione il tema stesso dell’indagine e liberarsi da ogni finalità.

 

-FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE, Claudia Cavalieri

Residenza d’artista: la poetica del fare

Dopo una veloce panoramica sulla storia del Pastificio Cerere attraverso le voci di alcuni dei suoi diretti protagonisti, si illustrerà il progetto “6ARTISTA. Progetto per giovani artisti” che ha caratterizzato, fin dalla sua istituzione nel 2009, le attività della Fondazione Pastificio Cerere.
6ARTISTA è stato uno dei primi programmi a considerare la possibilità per gli artisti italiani delle nuove generazioni di risiedere a Roma, offrendo un percorso formativo di alto livello culturale, finalizzato all’inserimento nel mondo dell’arte. Il progetto recupera l’atmosfera di quella che storicamente è l’identità del Pastificio Cerere, dove sono state condivise e continuano tuttora, vite ed esperienze artistiche di diversa natura.
Si racconterà anche come negli anni la Fondazione Pastificio Cerere ha diversificato i suoi programmi di residenza, collaborando con enti internazionali e ospitando artisti stranieri.

 

-FARM CULTURAL PARK, Mariacristina Di Carlentini

La Residenza d’artista a Farm Cultural Park rappresenta un punto di connessione tra l’artista e la comunità; la popolazione entra a contatto con la bellezza di cui Farm si fa portavoce.

Gli artisti in residenza arricchiscono il loro progetto anche grazie alle relazioni che intraprendono all’interno del contesto nel quale gli stessi operano.

Questi processi permettono alla comunità di instaurare delle relazioni personali strettamente legate alla bellezza racchiusa nella condivisione con l’altro. È importante quello che si innesca a livello comunitario, infatti gli artisti lasciano tracce di memoria che permettono a Favara di comunicare con il mondo. Ciascuna residenza rappresenta quindi una sperimentazione artistica, ma prima di tutto umana.

 

-MUSEO CARLO ZAULI, Matteo Zauli

Residenze d’artista al Museo Carlo Zauli di Faenza: la ceramica come incontro tra territorio e contemporaneità

Il progetto Residenza d’Artista dal 2003 ha l’obiettivo di esplorare il rapporto tra ceramica e arte contemporanea, invitando spesso artisti di rilievo internazionale che abitualmente non utilizzano questo materiale ma che sono attratti dal suo fascino arcano e familiare.
Un Incontro che non si limita ed esaurisce nella produzione di un’opera, ma coinvolge anche un curatore, un ceramista, un gruppo di studenti e la citta’ di Faenza.
Un’avventura sperimentale, un processo creativo guidato da un artista che non conosce le regole ceramiche, con esiti sempre unici e sorprendenti dal punto di vista artistico, tecnico e relazionale, nel quale il museo mette a disposizione laboratorio, tecnico ceramista, residenza e staff, per porre in relazione un territorio con la visione di un artista.

 

-GUILMIARTPROJECT, Lucia Giardino

Il lavoro e l’ansia da stakeholders

GuilmiArtProject è una residenza su invito in cui l’artista, condividendo gli intenti basati sulla pratica empirica non aprioristica di GAP, agisca come vettore di ricerca dallo sguardo trasversale e avvii la produzione di un’opera in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. Guilmi è un comune nell’entroterra abruzzese, che conta oggi circa 300 residenti, rispetto ai quasi 3000 degli anni Sessanta. Dal 2007 GAP – e i suoi “effetti collaterali” (feste, laboratori, passeggiate, pasti collettivi, non-ché la Nuova Didattica Popolare, per la condivisione di esperienza e il consolida-mento del binomio di arte/educazione) – ha attirato l’attenzione di locali e professio-nisti, generando partecipazione e pubblico e una micro-economia nel territorio, irri-levante nell’ottica macro, ma di un certo peso nella scala locale. Parallelamente molti lavori prodotti nell’ambito di GAP sono confluiti nel mercato dell’arte nazionale e internazionale. Nel 2019 GAP decide di rimodularsi, ridefinendo la sua comunità di riferimento.

 

-ARTEGIRO, Renata Summo-O’Connell

Pratica artistica e il sistema dell’arte contemporanea Dieci anni di residenze artistiche ad Artegiro.

Le residenze Artegiro sono concepite come un’opportunità di lasciar vivere l’arte, ripensando non solo il concetto di residenza per far sì che l’artista fosse davvero presente e al cuore del mondo dell’arte. L’artista è visto come presente con la sua scelta di progettualità, le sue preferenze, la produzione, sebbene in un contesto di reciprocità, con il curatore, ma anche con la collettività.

Questa nozione di presenza infatti, presuppone un contesto nel quale essere presenti, un contesto che il progetto Artegiro legge soprattutto come la comunità attorno all’artista, da quella che ospita la residenza, fino a quella più ampia, la realtà globale che oggi, più che mai, è presente nella vita di ciascuno anche grazie alla rete internet.

 

 

Seconda sessione: Workshop Toscana

 

-KILOWATT FESTIVAL, Lucia Franchi e Luca Ricci

PRATICHE DI PARTECIPAZIONE: GLI ARTISTI SONO PRONTI?

Il tempo della residenza è fatto di dicotomie: spazio protetto per la creazione/spazio di interazione con territori e comunità, chiuso/aperto, intimo/pubblico. Abbiamo già artisti pronti a valorizzare questi contrasti perché essi non appaiano come limite, ma quale opportunità? La relazione coi luoghi è una tassa da pagare o può portare a un ribaltamento della prospettiva dalla quale si crea?

 

-TEMPO REALE, Loredana Terminio

Il primo progetto di residenze (La mansarda di Tempo Reale) nasce in maniera pionieristica nel lontano 2000: durerà tre anni, mutuando il concetto di residenza dai sistemi della danza e del teatro e portando a Firenze musicisti italiani e stranieri. Sarà poi dal 2015 che Tempo Reale riprenderà in maniera continuativa l’idea di “aprire i propri spazi” e mettere a disposizione la propria professionalità nel campo della ricerca musicale con un programma di residenze, strutturato come vera e propria azione di promozione e sostegno della creatività. Il programma di residenze IN TEMPO REALE diventato poi RESIDENZE KATE (in omaggio alla collaboratrice Caterina Poggesi) prevede la possibilità di ospitare più artisti che indagano l’ambito del suono e della musica sperimentale, nel tentativo di far crescere realtà artistiche, facilitandone le esperienze di formazione e di scambio.

 

-MURATE ART DISTRICT, Valentina Gensini
-CHINA PROJECT, Giulio Saverio Rossi e Gabriele Dini

MAD Murate Art District nasce nel 2014 come centro di arte contemporanea e residenze d’artista del Comune di Firenze. Da allora migliaia di artisti hanno lavorato nel nostro centro, focalizzato sulla ricerca artistica e sulla produzione. Convintamente aperto a ricerche di taglio interdisciplinare e transdisciplinare, MAD ospita fotografi, artisti visivi, architetti e designer, danzatori, performer, attori, registi teatrali e cinematografici, musicisti e sound designer.
Nel corso del 2019 MAD ha accompagnato il lavoro di oltre 600 artisti, divisi tra senior e artisti in formazione.
MAD non è un semplice spazio espositivo ma un cantiere di produzione: tramite una selezione basata sul progetto artistico e sul curriculum vitae, artisti nazionali ed internazionali possono svolgere periodi di ricerca dedicati a progetti specifici, condividendo il loro lavoro con la cittadinanza attraverso installazioni site-specific, workshop ed esposizioni. Artisti del territorio vengono invece supportati per soggiorni di ricerca all’interno della società civile (progetto Residenze d’artista a scuola) o all’Estero, come nel caso del China Project.
Agli artisti riconosciamo risorse tramite bandi, ma anche tempo e spazio, nel rispetto delle necessità del lavoro e della ricerca specifica cui stanno attendendo; ciò che verrà da loro restituito alla cittadinanza è una scelta soggettiva e non preventivamente negoziata.

 

-FABBRICA EUROPA, Maurizia Settembri

Situata all’interno del Parco delle Cascine di Firenze, PARC Performing Arts Research Centre, attuale sede di FABBRICA EUROPA è un centro di incontro e creazione internazionale e interculturale, con numerosi progetti di produzione e formazione all’attivo. Fabbrica Europa dà spazio a moltissime realtà artistiche locali, nazionali e internazionali, costruendo una rete di scambi capace di nutrire un terreno prolifico e di grande impatto

 

-CORNIOLO ART PLATFORM, Angela Burico e Silvio Palladino

Corniolo Art Platform una prospettiva di educazione radicale, collaborativa e integrata.

Corniolo Art Platform nasce nel 2011 per attivare un centro di residenza focalizzato su collettivi e gruppi artistici formali e informali su scala internazionale e per fornire un luogo di ricerca protetto e circondato dalla natura in un contesto rurale e vitale.

L’attitudine a praticare i linguaggi artistici collettivamente, a considerare la convivialità come pratica artistica e creare una micro-comunità temporanea coesa e oziosamente produttiva, è divenuta vocazione del luogo e sua caratteristica imprescindibile ed accomuna oggi i diversi collaboratori.

Corniolo Art Platform non interviene direttamente sul territorio ma è piuttosto il territorio che si prende cura della residenza e dei suoi fruitori: fornisce esempi, ispirazione e visione amplificando i contenuti e i temi della summer school.

 

-COMPAGNIA VIRGILIO SIENI, Daniela Giuliano

Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza diretto da Virgilio Sieni con sede a Cango a Firenze si apre a un orizzonte internazionale di ricerca ponendo il corpo, la danza e i linguaggi contemporanei dell’arte in dialogo con le discipline umanistiche e con il territorio nei suoi aspetti architettonici e urbanistici. Proiettato verso la costruzione di una polis culturale, il Centro si articola come un corpo organico agendo tra produzione, ospitalità, residenza e trasmissione attraverso le attività della Compagnia Virgilio Sieni, dell’Accademia sull’arte del gesto e della programmazione di Cango. Il Centro propone un modello innovativo di residenza dove oltre allo sviluppo della creazione, l’artista si predispone ad articolare la sua presenza incontrando e creando con altre tipologie di interpreti, giovanissimi danzatori, professionisti, amatori, cittadini, diversamente abili.

 

-CAB008, Cristina Rizzo

AION = TEMPO

La residenza artistica non é uno spazio ma é un tempo in cui si svolge un lavoro: il punto di vista degli artisti.

 

 

Terza sessione: Processi partecipativi in network europei e pratiche alternative in residenze internazionali

– Giuliana Ciancio, Univerisità di Anversa
L’esperienza internazionale di Be SpectACTive

Il progetto Europeo Be SpectACTive!
Tra trans-località e ‘safe space’

Partendo dall’introduzione del progetto europeo di larga scala Be SpectACTive!, oggi alla sua seconda edizione di finanziamento del programma Creative Europe, Giuliana Ciancio co-curator e project manager, ne osserverà punti di forza e di debolezza con particolare attenzione al ruolo assolto dalle residenze artistiche all’interno del network europeo. Queste verranno osservate come luogo di sperimentazione e creazione artistica, ma anche come spazio di collegamento tra realtà culturali diverse, centri parte di uno spazio immateriale di natura ‘trans-locale’.
Il tema della partecipazione ed il coinvolgimento della società civile verranno osservati attraverso le strategie di engagement adottate alla luce della priorità europea dell’Audience Development. Al tempo stesso, la nozione di ‘safe space’ verrà indagata, da un lato, come presupposto e garanzia per la creazione artistica, dall’altro, come condizione per far si che la cultura possa continuare ad essere un luogo ‘insicuro ed imparziale’.

 

Keynote
-Pascal Gielen, COMMONS E RESIDENZE, Università di Anversa
Autore del libro Contemporary Artist Residencies Reclaiming Time and Space

Tempo e spazio per creare ed essere umani

Una breve cronopia di residenze d’artista

Sulla base dei libri “Contemporary Artist Residencies” e “Commonism”, Pascal Gielen analizzerà la presentazione del tempo e dello spazio per residenza. Il modo in cui le residenze d’artista si presentano e si promuovono per attrarre artisti trasformati nel tempo. Il tempo e lo spazio sono utilizzati come coordinate per costruire un quadro utopico delle condizioni ideali per la creazione. Questa immaginazione del tempo e dello spazio per la creazione sarà descritta da Gielen come quattro tipi-ideali, le cosiddette ‘cronotopias’. In questo modo egli specula su quello che potrebbe essere il tempo e lo spazio ideale per gli artisti per creare in tempi neoliberali e neonazionalisti contemporanei (quello che lui chiama “repressivo liberale”). Questa ricerca lo porta a pratiche comuni dove l’utopia può essere trasformata in politica prefigurativa o “utopia vissuta”. 

 

Residenze d'artista: contro-tendenze

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