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ARGO

Residenza artistica di Jacopo Baboni Schilingi

La residenza d’artista di Jacopo Baboni Schilingi, parte del nuovo ciclo del Progetto RIVA e iniziata nel settembre 2021, si svilupperà lungo l’arco di 12 mesi durante i quali Baboni Schilingi soggiornerà a intervalli regolari a Firenze, avendo a disposizione uno studio personale a MAD.

La sua presenza sarà però costante, anche durante la sua assenza: attraverso il dispositivo ARGO, infatti, in uno spazio a lui dedicato affaffiato sulla sala Ketty La Rocca, i visitatori potranno vedere e seguire l’artista nella sua quotidianità. ARGO è un’installazione sonora e video che accompagnerà tutta la vita di Baboni Schilingi, traducendo in forma organica e in paesaggio sonoro il suo respiro e alcuni parametri vitali misurati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso uno speciale dispositivo. Un computer dedicato e un algoritmo monitorano costantemente i dati in entrata: lunghezza e frequenza del respiro, espansione e compressione della gabbia toracica, ecc. I dati

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La residenza d’artista di Jacopo Baboni Schilingi, parte del nuovo ciclo del Progetto RIVA e iniziata nel settembre 2021, si svilupperà lungo l’arco di 12 mesi durante i quali Baboni Schilingi soggiornerà a intervalli regolari a Firenze, avendo a disposizione uno studio personale a MAD.

La sua presenza sarà però costante, anche durante la sua assenza: attraverso il dispositivo ARGO, infatti, in uno spazio a lui dedicato affaffiato sulla sala Ketty La Rocca, i visitatori potranno vedere e seguire l’artista nella sua quotidianità. ARGO è un’installazione sonora e video che accompagnerà tutta la vita di Baboni Schilingi, traducendo in forma organica e in paesaggio sonoro il suo respiro e alcuni parametri vitali misurati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso uno speciale dispositivo. Un computer dedicato e un algoritmo monitorano costantemente i dati in entrata: lunghezza e frequenza del respiro, espansione e compressione della gabbia toracica, ecc. I dati trasmessi e interpretati in diretta dal sensore che l’artista indossa, creano una simbiosi tra tecnologia e parametri vitali permettendoci di visualizzare e comprendere una versione esistenziale del presente. Attraverso la conversione di questi dati in funzioni semantiche, ARGO genera musica e immagini senza fine.

Gli appuntamenti che cadenzeranno questa residenza sono molteplici e prevedono, oltre all’installazione che investirà gli spazi di MAD e del Terzo Giardino nel settembre 2022 e che chiuderà questo percorso di Jacopo Baboni Schilingi e Murate Art District, momenti di formazione destinati agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e del Conservatorio Cherubini e la riproposizione di grandi performance della sua lunga carriera.
Il 4 novembre Jacopo Baboni Schilingi incontra la cittadinanza per presentare ARGO al MAD, alle ore 17:30.
Il 5 novembre, alle ore 18:00, invece verrà eseguita in anteprima italiana al Cinema La Compagnia, la pièce Cinere [une partie d’Alias- hommage au statut des femmes], di Elsa Revcolevschi e Jacopo Baboni Schilingi.

 

La mia estetica si ispira all’umano: le sue relazioni razionali, emotive e fisiologiche. Ma anche all’umano come rete di regimi sociali reali e virtuali. Noi umani siamo esseri linguistici, dotati di linguaggio. Abbiamo inventato diverse forme scrittura grazie alle quali lasciamo delle tracce per l’alterità. Queste tracce, a differenza degli altri animali del nostro pianeta, hanno una grande longevità, a volte millenaria, che supera la durata della nostra esistenza e che permette di mettere in relazione generazioni molto lontane nel tempo tra di loro. Quando un umano lascia una traccia ripone in essa l’intenzionalità di un dialogo con l’altro; un altro umano. Io chiamo « bellezza » questa intenzionalità al dialogo. Il dialogo è quella capacità umana [non animale, tanto meno vegetale] che permette di andare oltre l’istinto, la tassia, il gesto. Il dialogo è la capacità umana di creare almeno una ipotesi [spesso sono molteplici] che ha come fine la comprensione tra almeno due individui. Due umani. Tu mi parli o mi scrivi [mi lasci una traccia] ed io capisco [credo di capire] quello che mi vuoi trasmettere. E nel capire, nel comprendere, c’è tutto l’abisso della bellezza. Poiché nessuno può definire completamente la comprensione dell’altro. In questo senso, la bellezza naturale non esiste. In natura non c’è dialogo, c’è comunicazione. Le piante comunicano. Gli animali anche. Anche i fiumi con i laghi, e laghi con altri fiumi comunicano: i famosi « vasi comunicanti », ma non è dialogo. Le stelle, gli astri, comunicano, ma non è dialogo. Il dialogo è basato sul linguaggio ed il linguaggio [il verbo] è umano. La bellezza è quella relazione tra un artefatto intenzionale [voluto e creato dall’umano] e un altro umano. O l’ipotesi di un altro. La bellezza è quella tensione « scritta » e firmata [nel senso di fermata, come firmamento] dall’umano. E in quella « scritta », la firma, risiede tutta l’intenzionalità dell’umano. La potenza è uno scambio di energia. Senza due polarità non c’è potenza. La potenza esiste solo come relazione tra due [o più] polarità. Allora la bellezza, nella sua intenzionalità, è la potenza [come scambio di energia] tra due o più umani. Più una « cosa » risulta bella, più di fatto è potente nella sua intenzionalità di dialogo. 

Jacopo Baboni Schilingi

 

La residenza di Jacopo Baboni Schilngi, curata da Renata Summo O’Connell e Valentina Gensini, è finanziata da NACI e da Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, all’interno di LUMEN- Progetto RIVA, ideato e prodotto da MAD, in collaborazione con Ategiro Contemporary Art, Institut Francais, Accademia di Belle Arti di Firenze, Conservatorio Luigi Cherubini.

 

 

ARGO

Available in:

Jacopo Baboni Schilingi

Artista

Jacopo Baboni Schilingi proviene dalla musica cosiddetta “colta”, che unisce la scrittura e l’interattività. La stampa internazionale lo descrive come uno dei compositori più rappresentativi della sua generazione. È riconosciuto dai suoi concerti ed esposizioni nella cerchia dei conservatori e delle sale da concerto classiche: compositore in residenza all’IRCAM (7 anni), artista associato alla Saline Royale d’Arc-et-Senans (3 anni), curatore del colloquio annuale PRISMA nel mondo (dal 2000 ad oggi), artista associato del Festival EMW al Conservatorio Nazionale di Shanghai (4 anni), Visiting Professor alla Harvard University negli USA, Visiting Professor al Conservatorio di Wuhan (3 anni).

Le sue produzioni plastiche e musicali sono invitate ed esposte nelle nuove sale dedicate all’arte multidisciplinare che combinano immagini, video, architettura e interazione con il pubblico: Sanlitung Village a Pechino, UniCredit Pavilion a Milano, Grand Palais a Pa

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Jacopo Baboni Schilingi proviene dalla musica cosiddetta “colta”, che unisce la scrittura e l’interattività. La stampa internazionale lo descrive come uno dei compositori più rappresentativi della sua generazione. È riconosciuto dai suoi concerti ed esposizioni nella cerchia dei conservatori e delle sale da concerto classiche: compositore in residenza all’IRCAM (7 anni), artista associato alla Saline Royale d’Arc-et-Senans (3 anni), curatore del colloquio annuale PRISMA nel mondo (dal 2000 ad oggi), artista associato del Festival EMW al Conservatorio Nazionale di Shanghai (4 anni), Visiting Professor alla Harvard University negli USA, Visiting Professor al Conservatorio di Wuhan (3 anni).

Le sue produzioni plastiche e musicali sono invitate ed esposte nelle nuove sale dedicate all’arte multidisciplinare che combinano immagini, video, architettura e interazione con il pubblico: Sanlitung Village a Pechino, UniCredit Pavilion a Milano, Grand Palais a Parigi, Nexus Hall a Tokyo, Streaming Museum a New York, ecc.  Il suo lavoro con Arman negli anni 2000 ha dato inizio ad una serie di creazioni con Miguel Chevalier, Jean-Pierre Balpe, Alain Fleischer, Elias Crespin, Sarkis, ecc. Nel 2015 ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia: ha creato la musica per il Padiglione della Turchia Respiro della voce e il concerto per la giornata di chiusura nella Sala delle Armi. Jacopo Baboni Schilingi ha scritto musica per grandi sponsor come Hermès e Samsung. Dal 2015 al 2018, la casa Camille Fournet – Parigi è stata mecenate di Jacopo Baboni Schilingi per la sua installazione ARGO, esposta al Grand Palais di Parigi, nell’ambito della mostra “Artists & Robots”. Dal 2018 al 2020, è stato sponsorizzato dalla casa di Chanel per una serie di residenze, un concerto monografico e una mostra monografica a Tokyo.

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Agnese Banti

sound designer and musician

Italian sound designer and musician based in Bologna (Italy), working with sound in music, audiovisuals, performances and installations. In 2018 she started collaborating with Tempo Reale, an esteemed center for musical research, production and education in Florence (Italy). In the same year she co-founded the Electronic Music Collective at the Conservatory of Music “G. B. Martini” in Bologna (Elettronica Collettiva Bologna~), where she also graduated with the /krəʊk/ project, a group of sound installation created in partnership with the Department of Music Studies at the Ionian University of Corfù (Greece). Her work has been exhibited in Italy, Ireland, Greece, Portugal, the UK and the US. She is currently collaborating with the Italian composer Roberto Laneri on overtone singing projects. Agnese is always looking to add more spinning tops to her personal music instrument collection, with the goal to “play” them all.

soundcloud.com/agnesebanti

Italian sound designer and musician based in Bologna (Italy), working with sound in music, audiovisuals, performances and installations. In 2018 she started collaborating with Tempo Reale, an esteemed center for musical research, production and education in Florence (Italy). In the same year she co-founded the Electronic Music Collective at the Conservatory of Music “G. B. Martini” in Bologna (Elettronica Collettiva Bologna~), where she also graduated with the /krəʊk/ project, a group of sound installation created in partnership with the Department of Music Studies at the Ionian University of Corfù (Greece). Her work has been exhibited in Italy, Ireland, Greece, Portugal, the UK and the US. She is currently collaborating with the Italian composer Roberto Laneri on overtone singing projects. Agnese is always looking to add more spinning tops to her personal music instrument collection, with the goal to “play” them all.

soundcloud.com/agnesebanti

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LUMEN

Progetto di riqualificazione a fini culturali

LUMEN si articola come un progetto di riqualificazione a fini culturali di uno stabile e di un terreno di proprietà pubblica. L’iniziativa poggia le sue fondamenta sui principi dell’autorecupero e della partecipazione, forte di una concessione trentennale a titolo gratuito da parte della Pubblica Amministrazione, all’interno di un progetto in collaborazione con MAD finanziato da Anci.

LUMEN è uno spazio associativo culturale che sorge nell’area del Parco del Mensola. Grazie alla partecipazione attiva di numerose realtà del terzo settore, di associazioni culturali e di soggetti privati attenti al social business, LUMEN è una realtà innovativa capace di conciliare responsabilizzazione e partecipazione civica, formazione personale e professionale e rispetto dell’ambiente e della comunità a cui afferisce.

In sintesi, LUMEN è allo stesso tempo:

  • Un polo attrattivo per associazioni del territorio
  • Uno spazio di socialità inclusivo
  • Un incubatore di dinamiche economiche
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LUMEN si articola come un progetto di riqualificazione a fini culturali di uno stabile e di un terreno di proprietà pubblica. L’iniziativa poggia le sue fondamenta sui principi dell’autorecupero e della partecipazione, forte di una concessione trentennale a titolo gratuito da parte della Pubblica Amministrazione, all’interno di un progetto in collaborazione con MAD finanziato da Anci.

LUMEN è uno spazio associativo culturale che sorge nell’area del Parco del Mensola. Grazie alla partecipazione attiva di numerose realtà del terzo settore, di associazioni culturali e di soggetti privati attenti al social business, LUMEN è una realtà innovativa capace di conciliare responsabilizzazione e partecipazione civica, formazione personale e professionale e rispetto dell’ambiente e della comunità a cui afferisce.

In sintesi, LUMEN è allo stesso tempo:

  • Un polo attrattivo per associazioni del territorio
  • Uno spazio di socialità inclusivo
  • Un incubatore di dinamiche economiche autonome e sostenibili

 

LUMEN è sperimentazione di nuove pratiche, contaminazione di saperi, condivisione di competenze. Sono previsti corsi e workshop di formazione che spazieranno dalla permacultura al design thinking, dalla falegnameria alla modellazione 3D, passando ovviamente per la gestione giuridica ed economica per il terzo settore.

LUMEN è uno spazio orgogliosamente urbano. La città è il luogo che rappresenta ed esalta le possibilità e le contraddizioni di ogni comunità: dalla πόλις greca a oggi, le città hanno rappresentato il terreno ideale per ogni scambio commerciale e culturale. LUMEN vuole agire politicamente sullo spazio, intervenendo nel reale e producendo un’esternalità positiva per la città che lo ospita, Firenze.

Il radicamento territoriale è una caratteristica imprescindibile per agire sugli spazi. LUMEN si colloca nell’area del rinnovato Parco del Mensola, e vuole essere parte della rigenerazione urbana di un Quartiere ricco di potenzialità inespresse da un punto di vista ecologico, sociale e umano. Responsabilizzare i cittadini e renderli parte attiva nella riqualificazione dei loro spazi è una delle mission di LUMEN. Uno spazio condiviso educa alla socialità, e cittadini più consapevoli migliorano la città che vivono.

 

LUMEN

Available in:

Simoncini.Tangi

Artisti

Simoncini.Tangi nasce dall’incontro di due realtà apparentemente diverse, quella artistico-teatrale di Daniela Simoncini e quella tecnico-scientifica di Pasquale Tangi, entrambi vivono e lavorano insieme a prato dal 2006. Pasquale nasce a Faeto (FG) nel 1980, si laurea in Ingegneria Industriale presso l’Università degli studi di Firenze nel 2008. Figlio di un orologiaio, ha da sempre coltivato interesse per la concezione del tempo e dei suoi meccanismi interni. Nel 2019 si iscrive al Master Futuro Vegetale del neurobiologo S. Mancuso e del prof. L. Chiesi, per approfondire la relazione tra Uomo, Ambiente e Natura.  Daniela Simoncini nasce a Poggibonsi (SI) nel 1972, si diploma nel 1996 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, nella sezione di Pittura con il prof. G. Notargiacomo. Studia teatro con l’attrice vocalista G. Bartolomei e danza contemporanea con C. Bonati. Dal 2003 inizia a praticare e studiare Tai Chi, Yoga e Feldenkrais, in quanto discipline in cui natura e

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Simoncini.Tangi nasce dall’incontro di due realtà apparentemente diverse, quella artistico-teatrale di Daniela Simoncini e quella tecnico-scientifica di Pasquale Tangi, entrambi vivono e lavorano insieme a prato dal 2006. Pasquale nasce a Faeto (FG) nel 1980, si laurea in Ingegneria Industriale presso l’Università degli studi di Firenze nel 2008. Figlio di un orologiaio, ha da sempre coltivato interesse per la concezione del tempo e dei suoi meccanismi interni. Nel 2019 si iscrive al Master Futuro Vegetale del neurobiologo S. Mancuso e del prof. L. Chiesi, per approfondire la relazione tra Uomo, Ambiente e Natura.  Daniela Simoncini nasce a Poggibonsi (SI) nel 1972, si diploma nel 1996 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, nella sezione di Pittura con il prof. G. Notargiacomo. Studia teatro con l’attrice vocalista G. Bartolomei e danza contemporanea con C. Bonati. Dal 2003 inizia a praticare e studiare Tai Chi, Yoga e Feldenkrais, in quanto discipline in cui natura e respiro sono intimamente connessi.

 

Principali esposizioni a cui hanno partecipato dal 2016: “Preludio” a cura di Kyro Art Gallery, Pietrasanta (2021), “Architettura vegetale” con A. Fanti, a cura di Cut | Circuito Urbano temporaneo, ass. Riciclidea e Masc Collective, Campolmi, Prato. “Vicoli d’arte” a cura di Vicoli d’arte, Comune di Prato, Prato. “Il sesto regno” con E. Sauer, Villa Romana, Firenze, “Bio-facies a cura di Artforms, Prato, “Microcambiamenti, Face Off vol.2, a cura di E. Favini e D. Ferruzzi, C.R.A.C.  Cremona, Urban Jungle System, con M. Casa, Giardini di D. Spoerri (GR), “Manùs. Elogio alla Fragilità, a cura di M. Banfo, A. Cattani, S. Ravelli, The Necxt (TO), “Casa Fragile”, Novella Guerra (IM), “Reset performance 24ore”, a cura di A. Borsetti Venier e E. Zadi, La Barbagianna, Pontassieve (FI).   “49° Premio Suzzara – No place.Place”, di E. Cristini U. Cavenago, Suzzara (MN)  “Dress Codex, a cura di «Bau» GAMC, Viareggio (LU), “Italia Mon Amour” a cura di G. Bindi (Curiba), “Espacio Enter”: Festival della Creatività e della Cultura Digitale, TEA, Tenerife.

Alcune esperienze di workshop e formazione dal 2017: “Orti e giardini ecosostenibili” e “Come costruire una Food Forest” a cura di Ass.ne Komorebi, Prato, Master Futuro Vegetale coordinamento di L. Chiesi e S. Mancuso, Unifi di Firenze, L.I.N.V di Sesto Fiorentino (FI), Noi come animali di P. Gilardi (PAV), Manufatto in situ a cura di Viaeindustriae a Cancelli (PU), Pratiche Partecipative e Community Art con A. Raw, Fondazione Vivarelli (PT).

I versi delle mani

Residenza d'artista a cura di Marta Bellu

Un progetto di Marta Bellu con Agnese Banti e Laura Lucioli
I versi delle mani

Available in:

Alessia Mallardo

Artista

Danzatrice e danzaterapeuta, psicologa e ricercatrice di processi inconsci, sensibili, visibili e invisibili. Da sempre interessata a esplorare quel territorio di confine che si trova tra la luce e l’ombra. Pratica la danza sia come forma d’arte sia come strumento a servizio del sociale e del diritto all’infanzia. Il Butoh, tra i tanti insegnamenti ricevuti, è il suo strumento prediletto; una pratica somatica, giovane, flessibile ed in costante evoluzione, dove il corpo è uno spazio dove poter sperimentare nuove ricerche, nuovi materiali. Esplorar-si. Raccontar-si. Danzar-si.

Danzatrice e danzaterapeuta, psicologa e ricercatrice di processi inconsci, sensibili, visibili e invisibili. Da sempre interessata a esplorare quel territorio di confine che si trova tra la luce e l’ombra. Pratica la danza sia come forma d’arte sia come strumento a servizio del sociale e del diritto all’infanzia. Il Butoh, tra i tanti insegnamenti ricevuti, è il suo strumento prediletto; una pratica somatica, giovane, flessibile ed in costante evoluzione, dove il corpo è uno spazio dove poter sperimentare nuove ricerche, nuovi materiali. Esplorar-si. Raccontar-si. Danzar-si.

Marrakech - In times of stillness

Rida Tabit, a cura di Roï Saade
all'interno del Middle East Now 2021

Middle East Now, in collaborazione con MAD, presenta in anteprima il lavoro del giovane fotografo marocchino Tabit Rida, 25 anni, uno dei talenti emergenti della fotografia dal Middle East. Fotografo autodidatta, Rida è sceso in strada per documentare la sua città natale, Marrakech, in questo momento storico senza precedenti. Mentre l’industria del turismo, principale fonte di reddito per la città, è stata pesantemente colpita dalla pandemia, Rida ha colto l’occasione per fotografare i numerosi cambiamenti e osservare la realtà spesso trascurata di Marrakech, al di là del turismo e della folla. Questo progetto, tra immagini fisse e video registrati col suo smartphone, rivela incontri di vita quotidiana in tempi di quiete, ricorda che il tempo non si è davvero fermato, e che la resistenza umana è un fenomeno naturale.

 

Progetto e mostra a cura del fotografo e artista libanese Roï Saade. Coordinamento set design di Archivio Personale.

 

Middle East Now, in collaborazione con MAD, presenta in anteprima il lavoro del giovane fotografo marocchino Tabit Rida, 25 anni, uno dei talenti emergenti della fotografia dal Middle East. Fotografo autodidatta, Rida è sceso in strada per documentare la sua città natale, Marrakech, in questo momento storico senza precedenti. Mentre l’industria del turismo, principale fonte di reddito per la città, è stata pesantemente colpita dalla pandemia, Rida ha colto l’occasione per fotografare i numerosi cambiamenti e osservare la realtà spesso trascurata di Marrakech, al di là del turismo e della folla. Questo progetto, tra immagini fisse e video registrati col suo smartphone, rivela incontri di vita quotidiana in tempi di quiete, ricorda che il tempo non si è davvero fermato, e che la resistenza umana è un fenomeno naturale.

 

Progetto e mostra a cura del fotografo e artista libanese Roï Saade. Coordinamento set design di Archivio Personale.

 

Marrakech - In times of stillness

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Maria Rosa Sossai

Curator, founder ALA accademia libera delle arti

Maria Rosa Sossai is a researcher in the field of artistic practices and education policies. She lives in Rome. In 2010 she founded esterno22, an association for contemporary art education, which in 2012 became ALA accademia libera delle arti, an independent platform for education and contemporary art; recent projects include a cycle of workshops and exhibitions of Italian and international artists at FAI – Villa e Collezione Panza in Varese. It currently collaborates with Spazio5 in Trieste. From 2013 to April 2015 she was artistic director of AlbumArte spazio | projects for contemporary art, a non-profit cultural association in Rome. She has curated exhibitions and projects in galleries, foundations and museums in Italy and abroad such as the MAN museum in Nuoro, the Pastificio Cerere Foundation, the Polish Institute in Rome, Nomas Foundation, the American Academy, the Real Academia de España in Rome, the Italian Cultural Institute in Istanbul and Seoul, the Tel Aviv Museum, S

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Maria Rosa Sossai is a researcher in the field of artistic practices and education policies. She lives in Rome. In 2010 she founded esterno22, an association for contemporary art education, which in 2012 became ALA accademia libera delle arti, an independent platform for education and contemporary art; recent projects include a cycle of workshops and exhibitions of Italian and international artists at FAI – Villa e Collezione Panza in Varese. It currently collaborates with Spazio5 in Trieste. From 2013 to April 2015 she was artistic director of AlbumArte spazio | projects for contemporary art, a non-profit cultural association in Rome. She has curated exhibitions and projects in galleries, foundations and museums in Italy and abroad such as the MAN museum in Nuoro, the Pastificio Cerere Foundation, the Polish Institute in Rome, Nomas Foundation, the American Academy, the Real Academia de España in Rome, the Italian Cultural Institute in Istanbul and Seoul, the Tel Aviv Museum, SongEun ArtSpace in Seoul and together with Laura Cherubini, a travelling exhibition by Carla Accardi in Toruń, Budapest, Thessaloniki and Athens.
She writes for contemporary art magazines such as Flash Art, Arte e Critica, Artribune and Shifter; with Silvana Editoriale, Milan, she has published Arte video, storie e culture del video d’artista in Italia, 2002, Film d’artista, percorsi e confronti tra arte e cinema, 2009, Vivere insieme art as a pedagogical action, 2018.

Riconciliarsi con chi? Con che cosa? Perché?

Workshop a cura di Maria Rosa Sossai

Riconciliarsi con chi? Con che cosa? Perché?

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Roi Saade

Curator

Born and raise in Lebanon, Roi Saade is an indipendent visual designer working in both graphic design and photography. Saade holds a Master’s degree in of Fine Arts in Graphic Design from the Holy Spirit University – USEK in Lebanon. After years as a graphic designer, Saade’s visual perception and curiosity led him to leave the corporate worls and follow his crative path. He uses photography as a toll to access unfamiliar places. In 2016, he was granted the Arab Documentary Photography Program (ADPP) supported by The Arab Fund for Arts and Culture, Magnum Foundation and Prince Claus Fund. Alongside, Roi is a designer of DogFood Magazine, an indipendent Photo Magazine combining archival material mized with a dash of cynicism.

Born and raise in Lebanon, Roi Saade is an indipendent visual designer working in both graphic design and photography. Saade holds a Master’s degree in of Fine Arts in Graphic Design from the Holy Spirit University – USEK in Lebanon. After years as a graphic designer, Saade’s visual perception and curiosity led him to leave the corporate worls and follow his crative path. He uses photography as a toll to access unfamiliar places. In 2016, he was granted the Arab Documentary Photography Program (ADPP) supported by The Arab Fund for Arts and Culture, Magnum Foundation and Prince Claus Fund. Alongside, Roi is a designer of DogFood Magazine, an indipendent Photo Magazine combining archival material mized with a dash of cynicism.

Tabit Rida

Photographer

25 years old, born in Marrakech, Morocco. Rida’s passion for photography started in 2017 with a focus on social and documentary photography. His work reflects first and foremost his primary source of inspiration, which is the Moroccan culture.

In 2020, he co-founded Noorseen collective along with 13 moroccan young photographers.

After graduating with a master degree in Economics and Social sciences in 2020, he started using the medium of photography as a tool research to deal with social and economic issues.

For Rida, photography is a means to an end that he uses for a better understanding of the world, the people around him, and his own self.

25 years old, born in Marrakech, Morocco. Rida’s passion for photography started in 2017 with a focus on social and documentary photography. His work reflects first and foremost his primary source of inspiration, which is the Moroccan culture.

In 2020, he co-founded Noorseen collective along with 13 moroccan young photographers.

After graduating with a master degree in Economics and Social sciences in 2020, he started using the medium of photography as a tool research to deal with social and economic issues.

For Rida, photography is a means to an end that he uses for a better understanding of the world, the people around him, and his own self.

Programma Firenze FilmCorti Festival 2021
Programma Firenze FilmCorti Festival 2021

Available in:

Incubazioni Oniriche

Progetto di Laura Cionci

Incubazioni Oniriche

Available in:

CC-Collettivo CLUSTER

Gruppo di professioniste/i della voce

Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazione razionale e poetica tra gli esseri, è gioia e trascendenza, conoscenza del corpo e della materia.
Il gruppo vuole, a partire da questa consapevolezza della centralità del


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Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazione razionale e poetica tra gli esseri, è gioia e trascendenza, conoscenza del corpo e della materia.
Il gruppo vuole, a partire da questa consapevolezza della centralità dell’espressione vocale, organizzare un training condiviso settimanale e dei momenti di approfondimento con artisti e tecnici della voce, della musica e del suono.
Tutte le giornate possono aprirsi a chi è incuriosito e interessato al tema e alle pratiche che vengono proposte.

CC-Collettivo CLUSTER
Angela Burico
Benedetta Manfriani
Cristina Abati
Maria Caterina Frani
Francesca Lanza
Maria Pecchioli

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If the wind blows in Florence...?

Presentazione della mostra
30 giugno 2021

Credits Kor D.L. O'Connell 2021
If the wind blows in Florence...?

Available in:

If the wind blows in Florence...?

Workshop al MAD
15 giugno 2021

Credits Kor D.L. O'Connell 2021
If the wind blows in Florence...?

Available in:

Kirsten Stromberg

Cross-disciplinary artist

Kirsten Stromberg (b. San Francisco, USA, lives and works in Florence, Italy) is an interdisciplinary
artist working in mixed media, painting/drawing, sound art and experimental music. Areas of research include: art education and aesthetic engagement for individual and social transformation, pain and recovery in the world body, feminist inquiry and contemporary art. She received her BA from Dartmouth College where she was a Senior Fellow in electro-acoustic music and studio art. In 2005 she completed her MFA in Arts and Consciousness Studies at JFKU. She has studied for over 20 years with the artists Rose Shakinovsky and Claire Gavronsky attending numerous workshops and residencies with them in both Italy and South Africa. Kirsten’s work has been shown/performed in both solo and group exhibitions internationally including: Le Murate PAC and Fabbrica Europa in Florence; L.A.C.E and Huntington Beach Center for The Arts in the Los Angeles area; The SF Arts Commission, 21 Grand and Work

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Kirsten Stromberg (b. San Francisco, USA, lives and works in Florence, Italy) is an interdisciplinary
artist working in mixed media, painting/drawing, sound art and experimental music. Areas of research include: art education and aesthetic engagement for individual and social transformation, pain and recovery in the world body, feminist inquiry and contemporary art. She received her BA from Dartmouth College where she was a Senior Fellow in electro-acoustic music and studio art. In 2005 she completed her MFA in Arts and Consciousness Studies at JFKU. She has studied for over 20 years with the artists Rose Shakinovsky and Claire Gavronsky attending numerous workshops and residencies with them in both Italy and South Africa. Kirsten’s work has been shown/performed in both solo and group exhibitions internationally including: Le Murate PAC and Fabbrica Europa in Florence; L.A.C.E and Huntington Beach Center for The Arts in the Los Angeles area; The SF Arts Commission, 21 Grand and Works/San Jose’; in the San Francisco Bay Area; as well as exhibitions and projects in New York, London, Copenhagen, and Berlin.

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Pondweed Variations
Performance live 19 maggio 2021

1. Renato Grieco, Solo for Double Bass
2. Francesco Pellegrino, Solo for Clarinet
3. Francesco Toninelli, Solo for Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Available in:

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Ribwort Plantain Interlude
Performance live 19 maggio 2021

Renato Grieco, Double Bass
Francesco Pellegrino, Saxophone
Francesco Toninelli, Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Available in:

Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

Ribwort Sonata
Performance live 19 maggio 2021

Renato Grieco, Double Bass
Francesco Pellegrino, Clarinet
Francesco Toninelli, Percussion
Along the 𝄐 (Attraverso la 𝄐, 2019-2020), Kirsten Stromberg | Progetto RIVA

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Florence Korea Film Fest

Obiettivo del Festival, oltre alla cooperazione culturale ed istituzionale tra l’Italia e la Corea, è la promozione del seducente universo culturale coreano attraverso la lente d’ingrandimento del grande schermo, delle esposizioni d’arte e dei convegni.

Tra prime visioni e classici contemporanei, il festival, unico nel suo genere in tutta Italia, offre documentari, cortometraggi, film e ampie retrospettive sui principali registi della cinematografia coreana, con la partecipazione degli stessi autori. Dal 2007 l’Associazione promuove, oltre al Cinema Coreano in Italia, anche il cinema italiano in Corea del Sud, collaborando con i maggiori festival del paese alla programmazione nei loro palinsesti di retrospettive e rassegne dei protagonisti del nostro cinema.

Il Florence Korea Film Fest ha firmato un Memorandum d’intesa con uno dei più importanti festival coreani JIFF – Jeonju International Film Festival. Il Festival collabora anche con il BIFF – Busan International F

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Obiettivo del Festival, oltre alla cooperazione culturale ed istituzionale tra l’Italia e la Corea, è la promozione del seducente universo culturale coreano attraverso la lente d’ingrandimento del grande schermo, delle esposizioni d’arte e dei convegni.

Tra prime visioni e classici contemporanei, il festival, unico nel suo genere in tutta Italia, offre documentari, cortometraggi, film e ampie retrospettive sui principali registi della cinematografia coreana, con la partecipazione degli stessi autori. Dal 2007 l’Associazione promuove, oltre al Cinema Coreano in Italia, anche il cinema italiano in Corea del Sud, collaborando con i maggiori festival del paese alla programmazione nei loro palinsesti di retrospettive e rassegne dei protagonisti del nostro cinema.

Il Florence Korea Film Fest ha firmato un Memorandum d’intesa con uno dei più importanti festival coreani JIFF – Jeonju International Film Festival. Il Festival collabora anche con il BIFF – Busan International Film Festival, primo festival della Corea e il più importante festival dell’Asia.

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If the wind blows in Florence...?

Mostra dell'artista giapponese Mariko Hori, in collaborazione con Artegiro Contemporary Art e Ailae

If the wind blows in Florence…? è una indagine artistica di Mariko Hori, artista giapponese basata a Amsterdam, sul rapporto tra linguaggio e storia, partendo da un antico proverbio giapponese che propone una sorta di profezia sociale, dove “i bottai si arricchirebbero se il vento soffia”. Il proverbio suggerisce che nella storia, incluso la nostra presente, si creano reazioni a catena tra eventi inattesi, sottolineando il ruolo dell’umanità in tali eventi. Nell’antica società giapponese, tale reazione a catena di cause e effetti portava a un vantaggio utilitaristico: il profitto per la categoria dei bottai.

Nella visione dell’artista però, questo proverbio ha illuminato il collegamento tra la potenza della natura e la socialità umana, il modo in cui l’umanità interpreta l’influenza della natura sulla vita della collettività, alterata e condizionata dall’elemento naturale, imprevedibile e imponderabile.

L’esperienza della recen

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If the wind blows in Florence…? è una indagine artistica di Mariko Hori, artista giapponese basata a Amsterdam, sul rapporto tra linguaggio e storia, partendo da un antico proverbio giapponese che propone una sorta di profezia sociale, dove “i bottai si arricchirebbero se il vento soffia”. Il proverbio suggerisce che nella storia, incluso la nostra presente, si creano reazioni a catena tra eventi inattesi, sottolineando il ruolo dell’umanità in tali eventi. Nell’antica società giapponese, tale reazione a catena di cause e effetti portava a un vantaggio utilitaristico: il profitto per la categoria dei bottai.

Nella visione dell’artista però, questo proverbio ha illuminato il collegamento tra la potenza della natura e la socialità umana, il modo in cui l’umanità interpreta l’influenza della natura sulla vita della collettività, alterata e condizionata dall’elemento naturale, imprevedibile e imponderabile.

L’esperienza della recente pandemia, con il suo carattere di catastrofe globale, invita a una nuova apertura e rispetto per l’equilibrio della natura, così come alla realizzazione di un profondo punto di contatto tra gli esseri umani e tutte le creature viventi.

L’installazione di Mariko Hori, curata da Renata Summo-O’Connell, ha incluso la partecipazione diretta di cittadini fiorentini che hanno risposto al suo invito disseminato via Instagram e ai giovani artisti Grazie ad una partnership con l’Accademia di Belle Arti, a immaginarsi una possibile continuazione dell’incipit ” Cosa accade se il vento soffia a Firenze?”.

Nelle sale e nelle celle al primo piano del MAD, immagini, suoni e parole, che il pubblico potrà udire e leggere, trascritte, invitano a partecipare in questa riflessione collettiva che Mariko Hori articola, sala dopo sala, creando e ricreando atmosfere e esperienze sensoriali con una particolare attenzione agli spazi tra gli spazi, il tempo tra i tempi, una costante nel lavoro artistico dell’artista.

Il lavoro è stato sviluppato in preparazione e durante il periodo di residenza artistica presso MAD Murate Art District, ispirato e nutrito dalla natura, la cultura e dal linguaggio vivo, in una Firenze che rinasce, in una era che è indubbiamente nuova.

” If the wind blows in Florence…” apre al pubblico il 30 giugno e sarà visitabile fino al 4 settembre 2021.

Per meglio comprendere i contenuti e le peculiarità della mostra è previsto un programma di visite guidate gratuite – che andrà avanti fino alla fine del mese – curate da un gruppo di studentesse dell’Accademia di Belle Arti, formate direttamente da Mariko Hori, Renata Summo O’Connell e dalla direttrice artistica di MAD, Valentina Gensini.
Si comincia mercoledì 7 luglio, per poi proseguire l’8, 9, 14, 15, 16, 20, 21, 22, 23, 27, 28, 29 e infine il 30 luglio, sempre con un doppio orario, alle 17:30 e alle 18:30.

In collaborazione con Artegiro Contemporary Art, Ailae, Villa Romana e Numeroventi.
La mostra rientra all’interno del progetto Citizens, Fondazione CRF, in partnership con ABI Firenze.

Opening 30 giugno: dalle 14.30 alle 19.30 mostra aperta con prenotazione obbligatoria; 17.30 talk con l’artista Mariko Hori e la curatrice Renata Summo O’Connell e Valentina Gensini con prenotazione obbligatoria

 

If the wind blows in Florence...?

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Mishima Code Gallery

Mostra di Fukushi Ito, dedicata a Yukio Mishima

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Dal bianco - cartografia dei sensi

Residenza d'artista di Lucrezia Gabrieli

L’obiettivo di queste attività è raccogliere materiale da inserire e rielaborare attraverso la danza, la musica e la videoarte per riflettere la visione di un paese in continuo movimento e dialogo nonostante l’arresto delle attività di creazione e ricerca artistica sul territorio e del distanziamento sociale imposto per il contenimento del contagio.
Nel nostro progetto “dal bianco – cartografia dei sensi”, il prodotto finale così come il processo creativo sono ideati con l’intento di tessere e esprimere una relazione tra artisti e pubblico (di diverse fasce d’età) attraverso la tecnologia e la comunicazione digitale, una riflessione sul vuoto, sul colore bianco, sul limite e sulle possibilità creative che possono nascere cambiando prospettiva.


L’obiettivo di queste attività è raccogliere materiale da inserire e rielaborare attraverso la danza, la musica e la videoarte per riflettere la visione di un paese in continuo movimento e dialogo nonostante l’arresto delle attività di creazione e ricerca artistica sul territorio e del distanziamento sociale imposto per il contenimento del contagio.
Nel nostro progetto “dal bianco – cartografia dei sensi”, il prodotto finale così come il processo creativo sono ideati con l’intento di tessere e esprimere una relazione tra artisti e pubblico (di diverse fasce d’età) attraverso la tecnologia e la comunicazione digitale, una riflessione sul vuoto, sul colore bianco, sul limite e sulle possibilità creative che possono nascere cambiando prospettiva.

Dal bianco - cartografia dei sensi

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