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12. February - 12. April 2026
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Artemista Compass nasce dalla volontà di creare una “fabbrica di idee” che hanno come filo conduttore la Musica. L’elemento portante di questa associazione culturale e musicale è la fantasia, che è riuscita ad unire musicisti, amanti dell’arte, della danza e del teatro; ognuno di loro si configura come “fabbricante di idee” di
cui Artemista nella sua globalità concretizza il progetto.
Negli ultimi anni in particolare Artemista Compass si è “specializzata” nel Teatro Musica con l’esecuzione di numerosi spettacoli, per citarne alcuni: Amori Difficili (voce Anna Maria Castelli, quartetto di saxofoni e testi di Carver, Munro e Calvino); Le vite sognate del Vasari (voce di Giovanni pruneti, duo di saxofoni Meissa e testi di Enzo Fileno Carabba); Dolore Minimo (voce di Isabella Brogi, duo di saxofoni Meissa, coreografie di Inès Santos Padros e testi di Giovanna Cristina Vivinetto); Non Volevo Vedere (voce di Daniela Morozzi e Ensemble di Arpe e Saxofoni); fiabe musica
Artemista Compass nasce dalla volontà di creare una “fabbrica di idee” che hanno come filo conduttore la Musica. L’elemento portante di questa associazione culturale e musicale è la fantasia, che è riuscita ad unire musicisti, amanti dell’arte, della danza e del teatro; ognuno di loro si configura come “fabbricante di idee” di
cui Artemista nella sua globalità concretizza il progetto.
Negli ultimi anni in particolare Artemista Compass si è “specializzata” nel Teatro Musica con l’esecuzione di numerosi spettacoli, per citarne alcuni: Amori Difficili (voce Anna Maria Castelli, quartetto di saxofoni e testi di Carver, Munro e Calvino); Le vite sognate del Vasari (voce di Giovanni pruneti, duo di saxofoni Meissa e testi di Enzo Fileno Carabba); Dolore Minimo (voce di Isabella Brogi, duo di saxofoni Meissa, coreografie di Inès Santos Padros e testi di Giovanna Cristina Vivinetto); Non Volevo Vedere (voce di Daniela Morozzi e Ensemble di Arpe e Saxofoni); fiabe musicali (Atalanta; Masha e Orso, Il principe Ivan e il Lupo grigio..).
Non mancano i concerti con musiche che spaziano dal repertorio classico a quello contemporaneo e minimale e in diverse formazioni, anche inusuali, come quella del quartetto di saxofoni baritoni – BQ – unica nel panorama musicale internazionale
Lorenzo Bruni è critico e curatore d’arte, nato a Firenze e attualmente residente a Roma. È professore di Culture Digitali all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove insegna dopo aver tenuto corsi negli ultimi anni in diverse Accademie italiane su storia dell’arte, storia della stampa e dell’editoria, storia della grafica e museologia. Ha studiato con Enrico Crispolti all’Università di Siena dove si è Laureato con una tesi sperimentale sulla videoarte e l’arte degli anni 2000 con il professore Luca Quattrocchi. Dal 2019 è direttore artistico di The Others Art Fair di Torino, piattaforma dedicata a gallerie emergenti, spazi indipendenti e residenze d’artista impegnate in pratiche sperimentali nel contesto dell’arte contemporanea globale, parallelamente dal 2020 è membro del board curatoriale di The Phair, fiera internazionale dedicata alla fotografia. È attualmente coordinatore dello spazio non profit BASE / Progetti per l’Arte di Firenze, ruolo che ricopre da
Lorenzo Bruni è critico e curatore d’arte, nato a Firenze e attualmente residente a Roma. È professore di Culture Digitali all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove insegna dopo aver tenuto corsi negli ultimi anni in diverse Accademie italiane su storia dell’arte, storia della stampa e dell’editoria, storia della grafica e museologia. Ha studiato con Enrico Crispolti all’Università di Siena dove si è Laureato con una tesi sperimentale sulla videoarte e l’arte degli anni 2000 con il professore Luca Quattrocchi. Dal 2019 è direttore artistico di The Others Art Fair di Torino, piattaforma dedicata a gallerie emergenti, spazi indipendenti e residenze d’artista impegnate in pratiche sperimentali nel contesto dell’arte contemporanea globale, parallelamente dal 2020 è membro del board curatoriale di The Phair, fiera internazionale dedicata alla fotografia. È attualmente coordinatore dello spazio non profit BASE / Progetti per l’Arte di Firenze, ruolo che ricopre dal 2000. Nel corso degli ultimi vent’anni ha curato mostre e progetti per numerose istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero, tra cui Museo del Novecento di Firenze, MACRO Testaccio di Roma, MAGA di Gallarate, Museo RISO di Palermo, Karst (Plymouth), HISK (Gent), KCCC – Klaipėda, Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Métropole e alla Fondazione Lanfranco Baldi dal 2001 al 2005 sotto la direzione di Pier Luigi Tazzi. La pratica curatoriale di Bruni si sviluppa spesso attraverso cicli espositivi concepiti come vere e proprie piattaforme di ricerca, dedicate a temi quali il paesaggio contemporaneo, il viaggio nell’epoca di Google Maps, la temporalità della scultura, la pittura astratta nell’era degli schermi digitali, le potenzialità/limiti della fotografia digitale e le interazioni tra performance, video e sound design. Il suo lavoro si caratterizza per il dialogo tra generazioni differenti e per l’attraversamento dei media, come nei progetti realizzati per Via Nuova arte contemporanea (2005-2010) Manifesta 12 a Palermo (2018), il ciclo Duel al Museo del Novecento di Firenze (2018–2020) o il progetto UT35 per il Centro Pecci (2016). Parallelamente all’attività curatoriale, Bruni svolge un’intensa attività critica e editoriale ed è autore di numerosi saggi e cataloghi monografici.
Alisa Martynova (1994) è una fotografa documentarista pluripremiata con base a Firenze. Dopo aver studiato Filologia Straniera, si è diplomata nel 2019 al corso professionale di fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali nell’ambito della fotografia, dell’arte contemporanea e del documentario. Nel 2025 è stata selezionata tra 222 artisti emergenti sostenuti da Exibart e ha ricevuto il grant Strategia Fotografia del Ministero della Cultura per sviluppare il suo progetto a lungo termine ANIMA, con attività di ricerca e produzione presso Ars Electronica (Austria) e FACT Liverpool (Regno Unito). Il progetto ha inoltre ricevuto il Beyond Future Art Prize 2025 a Hong Kong. Tra i suoi riconoscimenti figurano il Canon Young Photographers Award (2019), il World Press Photo (Portraits Series, 2021), il Korridor Preis für Dokumentarfotografie Innsbruck (2021), l’UNSTUCK Award della Magenta Foundation (2022), il LensCulture
Alisa Martynova (1994) è una fotografa documentarista pluripremiata con base a Firenze. Dopo aver studiato Filologia Straniera, si è diplomata nel 2019 al corso professionale di fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali nell’ambito della fotografia, dell’arte contemporanea e del documentario. Nel 2025 è stata selezionata tra 222 artisti emergenti sostenuti da Exibart e ha ricevuto il grant Strategia Fotografia del Ministero della Cultura per sviluppare il suo progetto a lungo termine ANIMA, con attività di ricerca e produzione presso Ars Electronica (Austria) e FACT Liverpool (Regno Unito). Il progetto ha inoltre ricevuto il Beyond Future Art Prize 2025 a Hong Kong. Tra i suoi riconoscimenti figurano il Canon Young Photographers Award (2019), il World Press Photo (Portraits Series, 2021), il Korridor Preis für Dokumentarfotografie Innsbruck (2021), l’UNSTUCK Award della Magenta Foundation (2022), il LensCulture Emerging Talent Award (2023) e il Royal Photographic Society Documentary Photography Award (2023). È stata inoltre finalista al Romano Cagnoni Award (2024), al CAP Prize (2023), all’Aftermath Scholarship (2022) e al PH Museum Women Photographers Grant (2019), oltre a essere stata nominata per tre volte al Leica Oskar Barnack Newcomers Award (2020, 2022, 2023). Ha partecipato a residenze internazionali tra cui Planches Contact (2021), Villa Perochon (2023–2024), Culture Moves Europe + Hangar Photo Centre (2024) e PhotoXenia (2024). Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in contesti quali Fotografia Europea, Cortona on the Move, La Gacilly Photography Festival, Leica Galleries (Milano, Roma, Firenze, Bologna) e Helsinki Photography Festival, ed è stato pubblicato su Internazionale, D Repubblica, Leica Fotografie International, Fisheye Magazine e 20er Magazine.
Anna Perach (nata nel 1985 a Zaporizhzhia, Ukraina) artista visiva cresciuta in Israele, vive e lavora a Londra, Regno Unito, dove ha conseguito un Master of Fine Arts (con lode) presso la Goldsmiths, University (2020). Nel 2024 Anna ha presentato una mostra personale istituzionale presso Gasworks, Londra. Tra le mostre collettive più importanti si annoverano Material Worlds, Hayward Touring, varie sedi, Regno Unito (2024), The Infinite Woman, La Fondation Carmignac, Porquerolles, Francia (2024), Shamans, Communicate with the invisible, Mart, Trento, Italia (2023), Threads, Arnolfini, Bristol, Regno Unito (2023) e Unruly bodies, Goldsmiths CCA, Londra, Regno Unito (2023). Anna è stata una delle vincitrici del premio Hopper (2023), del premio Ingram e del premio Gilbert Bayes (entrambi nel 2021). Tra le sue recenti pubblicazioni si annoverano The Guardian e Art Newspaper. La sua pratica esplora il rapporto tra miti personali e miti culturali, tra narrazioni tradizionali e archetipi fe
Anna Perach (nata nel 1985 a Zaporizhzhia, Ukraina) artista visiva cresciuta in Israele, vive e lavora a Londra, Regno Unito, dove ha conseguito un Master of Fine Arts (con lode) presso la Goldsmiths, University (2020). Nel 2024 Anna ha presentato una mostra personale istituzionale presso Gasworks, Londra. Tra le mostre collettive più importanti si annoverano Material Worlds, Hayward Touring, varie sedi, Regno Unito (2024), The Infinite Woman, La Fondation Carmignac, Porquerolles, Francia (2024), Shamans, Communicate with the invisible, Mart, Trento, Italia (2023), Threads, Arnolfini, Bristol, Regno Unito (2023) e Unruly bodies, Goldsmiths CCA, Londra, Regno Unito (2023). Anna è stata una delle vincitrici del premio Hopper (2023), del premio Ingram e del premio Gilbert Bayes (entrambi nel 2021). Tra le sue recenti pubblicazioni si annoverano The Guardian e Art Newspaper. La sua pratica esplora il rapporto tra miti personali e miti culturali, tra narrazioni tradizionali e archetipi femminili, indagando come le costruzioni identitarie siano profondamente radicate nel folklore e nelle storie antiche. Perach crea sculture ibride utilizzando tecniche legate alla tessitura e al tufting (un metodo tradizionale per la creazione di tessuti e tappeti fatti a mano), che interrogano ruoli culturali, eredità, genere e soggettività, e che possono essere attivate in performance.
Foto: Nicole Combeau
Direttore del Museo Egizio di Torino
Christian Greco è Direttore del Museo Egizio dal 2014. È responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale del 2014-2015 e del 2023-2025. Supervisiona gli aspetti legali e finanziari del Museo e tutte le attività scientifiche. Alla guida del Museo, ha promosso la realizzazione di numerose mostre temporanee e itineranti, l’organizzazione di convegni e workshop e progetti di inclusione sociale e ha sviluppato collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca, in ambito sia nazionale che internazionale.
Nato in Italia, ha ottenuto una laurea in Lettere Classiche a Pavia (Italia), una in Egittologia a Leiden (Paesi Bassi) e un dottorato in Egittologia a Pisa (Italia). Prima di assumere la direzione del Museo Egizio, è stato curatore della sezione egizia del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden (Paesi Bassi) e membro dell’Epigraphic Survey dell’Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor. Dal 2011 è co-direttore della missio
Christian Greco è Direttore del Museo Egizio dal 2014. È responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale del 2014-2015 e del 2023-2025. Supervisiona gli aspetti legali e finanziari del Museo e tutte le attività scientifiche. Alla guida del Museo, ha promosso la realizzazione di numerose mostre temporanee e itineranti, l’organizzazione di convegni e workshop e progetti di inclusione sociale e ha sviluppato collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca, in ambito sia nazionale che internazionale.
Nato in Italia, ha ottenuto una laurea in Lettere Classiche a Pavia (Italia), una in Egittologia a Leiden (Paesi Bassi) e un dottorato in Egittologia a Pisa (Italia). Prima di assumere la direzione del Museo Egizio, è stato curatore della sezione egizia del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden (Paesi Bassi) e membro dell’Epigraphic Survey dell’Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor. Dal 2011 è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara (Egitto).
È membro dei comitati scientifici di diversi musei e istituzioni italiani e internazionali, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e la Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali (Italia). È membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza e Consigliere del Ministro delle Antichità e del Turismo egiziano per il Grand Egyptian Museum, Cairo (Egitto). Tra il 2019 e il 2022 è stato a capo del consorzio composto da Museo Egizio (Italia), Musée du Louvre (Francia), British Museum (Gran Bretagna), Neues Museum (Germania), Rijksmuseum van Oudheden of Leiden (Paesi Bassi) per il progetto “Transforming the Egyptian Museum of Cairo” finanziato dall’Unione Europea.
È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche ed è stato keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali. Affianca all’attività di insegnamento in Egittologia e Museologia in università e istituti di ricerca sia in Italia che all’estero una fitta agenda di impegni pubblici di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022, Torinese dell’Anno 2023, Premio Ghislieri 2014. Nel 2021 è stato relatore invitato alla cerimonia di apertura del G20 della Cultura a Roma. È attualmente Console Onorario dei Paesi Bassi in Italia.
Giuseppe Tesi nasce a Firenze e inizia sin dai primi anni ’90 a interessarsi di teatro e recitazione. Fra il 1990 e il 1991 frequenta i corsi accademici promossi dal Centro di Avviamento all’Espressione diretti da Orazio Costa, mentre nel biennio successivo è tra gli allievi della scuola di recitazione del Centro Teatrale Oriuolo, i cui corsi sono diretti da Gino Susini. Dal 1992 al 1994 frequenta i corsi promossi dal Laboratorio 9 di Sesto Fiorentino sotto la direzione di Barbara Nativi. È regista teatrale e cinematografico, fondatore e direttore artistico della compagnia Teatro Electra di Pistoia (2003), con la quale ha messo in scena spettacoli come Fragola e Panna (2005, dalla commedia di Natalia Ginzburg – Miglior Spettacolo Palcoscenici Diversi Como), Raptus (dal libro di Daniele Falleri – spettacolo selezionato al Premio Totola di Verona), Spogliarello (2008, dal testo di Dino Buzzati) e Jimmy. Creatura di sogno con Giulio Maria Corso e in video Katia Ricciare
Giuseppe Tesi nasce a Firenze e inizia sin dai primi anni ’90 a interessarsi di teatro e recitazione. Fra il 1990 e il 1991 frequenta i corsi accademici promossi dal Centro di Avviamento all’Espressione diretti da Orazio Costa, mentre nel biennio successivo è tra gli allievi della scuola di recitazione del Centro Teatrale Oriuolo, i cui corsi sono diretti da Gino Susini. Dal 1992 al 1994 frequenta i corsi promossi dal Laboratorio 9 di Sesto Fiorentino sotto la direzione di Barbara Nativi. È regista teatrale e cinematografico, fondatore e direttore artistico della compagnia Teatro Electra di Pistoia (2003), con la quale ha messo in scena spettacoli come Fragola e Panna (2005, dalla commedia di Natalia Ginzburg – Miglior Spettacolo Palcoscenici Diversi Como), Raptus (dal libro di Daniele Falleri – spettacolo selezionato al Premio Totola di Verona), Spogliarello (2008, dal testo di Dino Buzzati) e Jimmy. Creatura di sogno con Giulio Maria Corso e in video Katia Ricciarelli (2008, dal testo di Marie Brassard). La compagnia Electra, sotto la sua regia, è nota per affrontare tematiche di stretta attualità e sofferenza umana, spesso collaborando con il territorio toscano. L’acclamato docufilm Stabat Mater del 2020, realizzato con i detenuti del carcere di Pistoia, continua a essere presentato in rassegne e incontri culturali anche nel 2025.
Associazione Culturale Teatro Electra nasce a Pistoia senza fini di lucro, con l’intento di diffondere l’amore per tutte le manifestazioni artistico-culturali e per le occasioni di incontro e di crescita culturale e personale. Sotto questo profilo, il Teatro e il Cinema aprono orizzonti e possibilità illimitate, ragione per cui l’associazione riserva una particolare attenzione alla realizzazione di rappresentazioni che trattano tematiche legate all’attualità e al sociale, afferenti alla letteratura teatrale contemporanea e che si avvalgono della preziosa collaborazione di professionisti del settore. Obiettivo principale è quello di suscitare interesse non solo verso la poesia teatrale contemporanea, ma soprattutto di raggiungere un pubblico sempre più vasto e variegato, affinché il potente e universale linguaggio dell’arte possa aprire spaccati di introspezione, presa di coscienza, riflessione sulla natura e sulla vicenda umana nello spettatore.
Associazione Culturale Teatro Electra nasce a Pistoia senza fini di lucro, con l’intento di diffondere l’amore per tutte le manifestazioni artistico-culturali e per le occasioni di incontro e di crescita culturale e personale. Sotto questo profilo, il Teatro e il Cinema aprono orizzonti e possibilità illimitate, ragione per cui l’associazione riserva una particolare attenzione alla realizzazione di rappresentazioni che trattano tematiche legate all’attualità e al sociale, afferenti alla letteratura teatrale contemporanea e che si avvalgono della preziosa collaborazione di professionisti del settore. Obiettivo principale è quello di suscitare interesse non solo verso la poesia teatrale contemporanea, ma soprattutto di raggiungere un pubblico sempre più vasto e variegato, affinché il potente e universale linguaggio dell’arte possa aprire spaccati di introspezione, presa di coscienza, riflessione sulla natura e sulla vicenda umana nello spettatore.
Giuseppe Comuniello, comincia il suo percorso nella danza con il coreografo Virgilio Sieni, con il quale collabora ancora oggi. Ha lavorato inoltre per coreografi nazionali e internazionali.
Camilla Guarino, performer, autrice e drammaturga, utilizza l’audiodescrizione poetica come cellula generatrice di narrazioni su corpi in movimento.
I due artisti associati a Versiliadanza, collaborano con le creazioni Let me be e Pornodrama e creano un proprio metodo di accessibilità con spettacoli e performance per persone cieche e ipovedenti, con l’idea di stimolare la creazione di una propria visione durante lo spettacolo.
Giuseppe Comuniello, comincia il suo percorso nella danza con il coreografo Virgilio Sieni, con il quale collabora ancora oggi. Ha lavorato inoltre per coreografi nazionali e internazionali.
Camilla Guarino, performer, autrice e drammaturga, utilizza l’audiodescrizione poetica come cellula generatrice di narrazioni su corpi in movimento.
I due artisti associati a Versiliadanza, collaborano con le creazioni Let me be e Pornodrama e creano un proprio metodo di accessibilità con spettacoli e performance per persone cieche e ipovedenti, con l’idea di stimolare la creazione di una propria visione durante lo spettacolo.
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L’Istituto nasce il 25 maggio 1973 come sezione di Firenze dell’Istituto Gramsci di Roma, per iniziativa di un gruppo di intellettuali legati al Partito comunista, con lo scopo di creare un luogo di approfondimento e di confronto con la società fiorentina sui temi e i processi della realtà sociale, politica e culturale contemporanea. Il programma è realizzato attraverso una densa e partecipata attività di convegni, dibattiti, incontri aperti a tutti sui temi dello sviluppo del capitalismo italiano, sulla storia dei partiti politici e delle classi sociali, sull’economia toscana e sulle sue modificazioni, ma anche attraverso la riflessione su temi di storia italiana e locale, soprattutto del Novecento, sulla storia delle idee, della cultura e delle istituzioni culturali. Dal 1977 l’Istituto cambia la propria ragione sociale, regionalizzandosi in istituto ‘toscano’: vengono attivate sezioni di lavoro permanenti su filosofia, pedagogia, storia, economia e sapere scientifico
L’Istituto nasce il 25 maggio 1973 come sezione di Firenze dell’Istituto Gramsci di Roma, per iniziativa di un gruppo di intellettuali legati al Partito comunista, con lo scopo di creare un luogo di approfondimento e di confronto con la società fiorentina sui temi e i processi della realtà sociale, politica e culturale contemporanea. Il programma è realizzato attraverso una densa e partecipata attività di convegni, dibattiti, incontri aperti a tutti sui temi dello sviluppo del capitalismo italiano, sulla storia dei partiti politici e delle classi sociali, sull’economia toscana e sulle sue modificazioni, ma anche attraverso la riflessione su temi di storia italiana e locale, soprattutto del Novecento, sulla storia delle idee, della cultura e delle istituzioni culturali. Dal 1977 l’Istituto cambia la propria ragione sociale, regionalizzandosi in istituto ‘toscano’: vengono attivate sezioni di lavoro permanenti su filosofia, pedagogia, storia, economia e sapere scientifico, che promuovono momenti di studio nei rispettivi settori.
Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) ha studiato presso l’Università di Siena, lo IUAV di Venezia e il Royal Institute of Art di Stoccolma.
Partendo dall’esame di territori specifici, nelle proprie opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto essere umano-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, partendo dall’osservazione e procedendo combinando saperi diversi.
L’opera di Mazzi è stata esposta in mostre collettive e personali; ha partecipato a diversi programmi di residenza ed è vincitrice di premi sia in Italia che all’estero. Dal 2015 conduce laboratori in collaborazione con Istituzioni, Scuole, Accademie.
Mazzi sta svolgendo un dottorato pratico di ricerca presso Villa Arson-Université Côte-d’Azur, Nizza.
Fo
Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) ha studiato presso l’Università di Siena, lo IUAV di Venezia e il Royal Institute of Art di Stoccolma.
Partendo dall’esame di territori specifici, nelle proprie opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto essere umano-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, partendo dall’osservazione e procedendo combinando saperi diversi.
L’opera di Mazzi è stata esposta in mostre collettive e personali; ha partecipato a diversi programmi di residenza ed è vincitrice di premi sia in Italia che all’estero. Dal 2015 conduce laboratori in collaborazione con Istituzioni, Scuole, Accademie.
Mazzi sta svolgendo un dottorato pratico di ricerca presso Villa Arson-Université Côte-d’Azur, Nizza.
Foto: Heikki Räisänen
Direttrice del Museo Civico di Castelbuono
Laura Barreca, PhD, Storica dell’arte, professoressa all’Accademia di Belle Arti di Catania, dal 2014 è Direttrice del Museo Civico di Castelbuono, dove ha adottato un modello di management fondato su educazione, partecipazione della comunità, internazionalizzazione, ecologia. Dal 2019 al 2023 è stata Direttrice scientifica del mudaC di Carrara. È stata componente e coordinatrice di progetti di ricerca con università e centri culturali italiani e internazionali, tra cui il progetto GAP-Graffiti Art in Prison e il progetto PNRR-CHANGES Spoke 9–Cultural Resources For Sustainable Tourism. È ideatrice con Giovanna Barni e coordinatrice delle Giornate Internazionali di Studio “Patrimoni disponibili. Cura, Accessibilità, Partecipazione”, Palermo, 19–20 settembre 2025.
Laura Barreca, PhD, Storica dell’arte, professoressa all’Accademia di Belle Arti di Catania, dal 2014 è Direttrice del Museo Civico di Castelbuono, dove ha adottato un modello di management fondato su educazione, partecipazione della comunità, internazionalizzazione, ecologia. Dal 2019 al 2023 è stata Direttrice scientifica del mudaC di Carrara. È stata componente e coordinatrice di progetti di ricerca con università e centri culturali italiani e internazionali, tra cui il progetto GAP-Graffiti Art in Prison e il progetto PNRR-CHANGES Spoke 9–Cultural Resources For Sustainable Tourism. È ideatrice con Giovanna Barni e coordinatrice delle Giornate Internazionali di Studio “Patrimoni disponibili. Cura, Accessibilità, Partecipazione”, Palermo, 19–20 settembre 2025.
Co-direttore artistico dei programmi di arte contemporanea presso Kunst Meran
Simone Frangi è ricercatore, scrittore e curatore. Nel suo lavoro accademico e curatoriale si concentra sull’uso della teoria come forma di azione, sulla visualità come luogo di lotta critica e sulla funzione politica della ricerca culturale. Predilige collaborazioni con practitionners che operano nell’ambito della militanza (post)identitaria, opzioni anticoloniali e politiche della sessualità. Frangi ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia – Estetica e Teoria dell’arte ottenuto in cotutela internazionale presso l’Université de Bourgogne – Digione (FR) e l’Università Degli Studi di Palermo (IT) e un post diploma in Teoria critica della società presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca. Dal 2013 è professore di “Estetica, Teoria dell’arte e Cultura visiva” all’ESAD – Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble (FR), dove ha co-fondato l’Unità di Ricerca “Hospitalité Artistique
Simone Frangi è ricercatore, scrittore e curatore. Nel suo lavoro accademico e curatoriale si concentra sull’uso della teoria come forma di azione, sulla visualità come luogo di lotta critica e sulla funzione politica della ricerca culturale. Predilige collaborazioni con practitionners che operano nell’ambito della militanza (post)identitaria, opzioni anticoloniali e politiche della sessualità. Frangi ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia – Estetica e Teoria dell’arte ottenuto in cotutela internazionale presso l’Université de Bourgogne – Digione (FR) e l’Università Degli Studi di Palermo (IT) e un post diploma in Teoria critica della società presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca. Dal 2013 è professore di “Estetica, Teoria dell’arte e Cultura visiva” all’ESAD – Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble (FR), dove ha co-fondato l’Unità di Ricerca “Hospitalité Artistique et Activisme Visuel” e il Festival des Gestes de la Recherche. Dal 2013 al 2017 è stato direttore artistico di Viafarini – Organizzazione no profit per la ricerca artistica (Milano, IT). Dal 2013 co-dirige Live Works – Free School of Performance a Centrale Fies (Dro, Trento, IT), dove ha anche creato la borsa di studio dedicata ad Agitu Ideo Gudeta. Attualmente ricopre insieme a Lucrezia Cippitelli il ruolo di direttore artistico dei programmi di arte contemporanea presso Kunsthaus Merano (Merano, IT), dove sta conducendo il progetto triennale di ricerca curatoriale “The Invention of Europe. A Tricontinental Narrative” (2024 – 2027).
Stazione Utopia è una cooperativa – impresa sociale per la cultura, lo spettacolo e il sociale. Fondata nel 2010, svolge attività per conto di istituzioni pubbliche e private fra cui teatri, musei, fondazioni, festival di arte contemporanea, centri di ricerca in ambito musicale, oltre a sviluppare progetti nazionali e internazionali. Particolare attenzione è rivolta all’attivazione di programmi e pratiche di inclusione e promozione sociale destinati a pubblici a rischio di esclusione culturale e educativa, fra cui migranti, persone in situazione di disagio economico/sociale, persone con deficit cognitivo e/o disabilità.
Stazione Utopia è una cooperativa – impresa sociale per la cultura, lo spettacolo e il sociale. Fondata nel 2010, svolge attività per conto di istituzioni pubbliche e private fra cui teatri, musei, fondazioni, festival di arte contemporanea, centri di ricerca in ambito musicale, oltre a sviluppare progetti nazionali e internazionali. Particolare attenzione è rivolta all’attivazione di programmi e pratiche di inclusione e promozione sociale destinati a pubblici a rischio di esclusione culturale e educativa, fra cui migranti, persone in situazione di disagio economico/sociale, persone con deficit cognitivo e/o disabilità.
Born in Pittsburgh in 1922, William Demby was educated in the United States before being drafted during World War II, an experience that brought him from North Africa to Italy. After graduating from Fisk University in 1947, he settled in Rome, where he spent nearly twenty years developing his career as a novelist, journalist, and translator, publishing Beetlecreek (1950) and The Catacombs (1965). In the late 1960s, Demby returned to the United
States, becoming a professor at the College of Staten Island (CUNY) and publishing his final novel, Love Story Black (1978). He continued to move
between Italy and New York until his death in 2013; today, his legacy is preserved by his son James in a personal archive near Florence.
Born in Pittsburgh in 1922, William Demby was educated in the United States before being drafted during World War II, an experience that brought him from North Africa to Italy. After graduating from Fisk University in 1947, he settled in Rome, where he spent nearly twenty years developing his career as a novelist, journalist, and translator, publishing Beetlecreek (1950) and The Catacombs (1965). In the late 1960s, Demby returned to the United
States, becoming a professor at the College of Staten Island (CUNY) and publishing his final novel, Love Story Black (1978). He continued to move
between Italy and New York until his death in 2013; today, his legacy is preserved by his son James in a personal archive near Florence.
Artist
Heather Hart (Seattle, USA) is an artist who lives and works in Brooklyn, New York. Her interdisciplinary practice investigates the relationship between space, architecture, and the public sphere, focusing on processes of translation, slippage, and the construction of meaning that occur between these realms. Through sculpture, installation, and participatory devices, Hart conceives her work as an intermediary language capable of connecting architectural forms with the public gaze, activating collective contexts of exchange and knowledge production. Her work has been presented in major museum institutions and public spaces in the United States and internationally.
Heather Hart (Seattle, USA) is an artist who lives and works in Brooklyn, New York. Her interdisciplinary practice investigates the relationship between space, architecture, and the public sphere, focusing on processes of translation, slippage, and the construction of meaning that occur between these realms. Through sculpture, installation, and participatory devices, Hart conceives her work as an intermediary language capable of connecting architectural forms with the public gaze, activating collective contexts of exchange and knowledge production. Her work has been presented in major museum institutions and public spaces in the United States and internationally.
Euroteam Progetti lavora dal 1997 nella formazione e consulenza alle imprese ed alle organizzazioni in Toscana e sul territorio nazionale. È specializzata nel supporto allo start up di impresa e gestione progetti europei. Insieme a Vivaio per l’Intraprendenza APS ha sviluppato dal 2015 una metodologia formativa che utilizza l’arte come principio formativo integrando Social art ed allenamento all’intraprendenza per la crescita delle persone, l’inserimento professionale e l’imprenditorialità.
Euroteam Progetti lavora dal 1997 nella formazione e consulenza alle imprese ed alle organizzazioni in Toscana e sul territorio nazionale. È specializzata nel supporto allo start up di impresa e gestione progetti europei. Insieme a Vivaio per l’Intraprendenza APS ha sviluppato dal 2015 una metodologia formativa che utilizza l’arte come principio formativo integrando Social art ed allenamento all’intraprendenza per la crescita delle persone, l’inserimento professionale e l’imprenditorialità.
Liu Yuxuan (Dalian, Cina, 1995) è un artista e pittore. Formatosi alla China Academy of Art, dove ha conseguito laurea e master in pittura a olio, dal 2024 è professore associato presso la Sichuan Fine Arts Institute.
Liu Yuxuan (Dalian, Cina, 1995) è un artista e pittore. Formatosi alla China Academy of Art, dove ha conseguito laurea e master in pittura a olio, dal 2024 è professore associato presso la Sichuan Fine Arts Institute.
Coreografo, performer, community dance artist
Aristide Rontini è un coreografo, performer, community dance artist. Si diploma alla Codarts – Rotterdam Dance Academy.
I suoi lavori sono stati programmati da festival e teatri italiani e internazionali come Oriente Occidente, ERT – Emilia Romagna Teatro, Holland Dance Festival e Gender Bender.
Ha ricevuto commissioni da Introdans e Skånes Dansteater. Come performer ha collaborato con Simona Bertozzi, Michela Lucenti, Candoco Dance Company, Alessandro Schiattarella, Angélica Liddell, Carl Olof Berg, Varna Badalyan, Diego Tortelli.
Nel 2020, insieme ad altri artisti disabili italiani, ha fondato Al.di.Qua. Artists, la prima associazione in Italia che si batte per l’autonomia e i diritti degli artisti con disabilità.
Aristide Rontini è un coreografo, performer, community dance artist. Si diploma alla Codarts – Rotterdam Dance Academy.
I suoi lavori sono stati programmati da festival e teatri italiani e internazionali come Oriente Occidente, ERT – Emilia Romagna Teatro, Holland Dance Festival e Gender Bender.
Ha ricevuto commissioni da Introdans e Skånes Dansteater. Come performer ha collaborato con Simona Bertozzi, Michela Lucenti, Candoco Dance Company, Alessandro Schiattarella, Angélica Liddell, Carl Olof Berg, Varna Badalyan, Diego Tortelli.
Nel 2020, insieme ad altri artisti disabili italiani, ha fondato Al.di.Qua. Artists, la prima associazione in Italia che si batte per l’autonomia e i diritti degli artisti con disabilità.
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Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, pongono al centro il concetto di Corpo Politico che guarda alla disabilità come metodo da cui approcciare il mondo e creare la scena. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves. Per il rigore nell’incarnare questo studio le viene attribuito il Premio UBU come miglior nuova attrice/performer under 35 del 2018. Nell’agosto 2019 durante l’Edimburgh Fringe Festival, Gentle Unicorn e Chiara Bersani vincono il primo premio per la categoria danza del Total Theatre Awards. Chiara Bersani è stata sostenuta dal circuito apap – Advancing Performing arts project – Feminist Future, cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea. Nel 2020 è tra i co-fondatori dell’associazione di categoria per artisti con di
Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, pongono al centro il concetto di Corpo Politico che guarda alla disabilità come metodo da cui approcciare il mondo e creare la scena. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves. Per il rigore nell’incarnare questo studio le viene attribuito il Premio UBU come miglior nuova attrice/performer under 35 del 2018. Nell’agosto 2019 durante l’Edimburgh Fringe Festival, Gentle Unicorn e Chiara Bersani vincono il primo premio per la categoria danza del Total Theatre Awards. Chiara Bersani è stata sostenuta dal circuito apap – Advancing Performing arts project – Feminist Future, cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea. Nel 2020 è tra i co-fondatori dell’associazione di categoria per artisti con disabilità Al.Di.Qua.Artists.
Nel 2023 è stata inaugurata Deserters, la prima mostra personale dell’artista nell’ambito delle arti visive presso l’istituzione internazionale Kunsthaus di Basel, in collaborazione con la Gamec di Bergamo e sostenuta dall’undicesima edizione di Italian Council. Lo stesso anno, viene nominata ai Black Carpet Awards e ai Diversity Awards per il suo impegno come attivista. E’ co-curatrice insieme a Giulia Traversi della stagione di Spazio Kor (asti) e Guest Curator per l’edizione 2025 del festival internazionale di performing arts Bastards (Trondheim, Norway). Nel 2025 è vincitrice del Premio Internazionale ANTI Festival per la Live Art di Kuopio/Finlandia.
Nel 2026 è nella shortlist del prestigioso premio Salavisa European Dance Award (SEDA). Nello stesso anno è performer e consulente per la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 diretta da Marco Boarino. Artista associata di Triennale Milano Teatro 2025-2027.
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Wang Yi (Xuzhou, Cina, 1995) vive e lavora a Pechino. Formatosi presso la China Academy of Art, la sua ricerca esplora la pittura nell’era dell’informazione, indagando il rapporto tra reale e virtuale attraverso la rielaborazione di immagini provenienti dalla storia dell’arte, dal cinema e dai videogiochi. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni istituzionali in Cina e in Europa.
Wang Yi (Xuzhou, Cina, 1995) vive e lavora a Pechino. Formatosi presso la China Academy of Art, la sua ricerca esplora la pittura nell’era dell’informazione, indagando il rapporto tra reale e virtuale attraverso la rielaborazione di immagini provenienti dalla storia dell’arte, dal cinema e dai videogiochi. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni istituzionali in Cina e in Europa.
Direttore artistico MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
Lorenzo Balbi (Torino, 1982) vive e lavora a Bologna. È direttore artistico del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dal 2017 e Responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei. Dal 2018 è direttore artistico di ART CITY Bologna ed è membro del consiglio direttivo di AMACI.
Lorenzo Balbi (Torino, 1982) vive e lavora a Bologna. È direttore artistico del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dal 2017 e Responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei. Dal 2018 è direttore artistico di ART CITY Bologna ed è membro del consiglio direttivo di AMACI.
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Angela Trentanovi insegnante di educazione fisica, Osteopata, ha approfondito lo studio di molte terapie coorporee, Trager, Psicomotricità, Feldenkrais Autentic Movement, Arte e salute del corpo. Ha studiato Danza Moderna e Contemporanea e ha approfondito lo studio della Contact Improvvisation. Ha svolto la formazione “linguaggio dei sensi”con il regista Enrique Vargas. Ha lavorato come coordinatrice pedagogica per il Comune di Firenze occupandosi dei temi dell’inclusione e della disabilità. Ha maturato esperienze d’insegnamento con bambini, ragazzi e adulti. Fa parte dell’associazione Arcadia Ars in dal 2001 con la quale collabora in progetti di formazione e spettacoli ispirati al teatro poetico sensoriale.
Angela Trentanovi insegnante di educazione fisica, Osteopata, ha approfondito lo studio di molte terapie coorporee, Trager, Psicomotricità, Feldenkrais Autentic Movement, Arte e salute del corpo. Ha studiato Danza Moderna e Contemporanea e ha approfondito lo studio della Contact Improvvisation. Ha svolto la formazione “linguaggio dei sensi”con il regista Enrique Vargas. Ha lavorato come coordinatrice pedagogica per il Comune di Firenze occupandosi dei temi dell’inclusione e della disabilità. Ha maturato esperienze d’insegnamento con bambini, ragazzi e adulti. Fa parte dell’associazione Arcadia Ars in dal 2001 con la quale collabora in progetti di formazione e spettacoli ispirati al teatro poetico sensoriale.
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Giulia Piermartiri è una documentarista italiana, nata nel 1990. Il suo lavoro si concentra sulle dinamiche umane in relazione alla politica e alla natura. Ha documentato le condizioni degli immigrati tra Stati Uniti e Messico e le disparità sociali legate alla campagna elettorale di Trump. Dal 2019 sta sviluppando il progetto Atlas of the New World, che esplora le relazioni delle popolazioni ai cambiamenti ambientali e sociali nei loro territori. Nel 2024, insieme a Edoardo Delille, è vincitrice della XX edizione del Premio Ponchielli.
Giulia Piermartiri è una documentarista italiana, nata nel 1990. Il suo lavoro si concentra sulle dinamiche umane in relazione alla politica e alla natura. Ha documentato le condizioni degli immigrati tra Stati Uniti e Messico e le disparità sociali legate alla campagna elettorale di Trump. Dal 2019 sta sviluppando il progetto Atlas of the New World, che esplora le relazioni delle popolazioni ai cambiamenti ambientali e sociali nei loro territori. Nel 2024, insieme a Edoardo Delille, è vincitrice della XX edizione del Premio Ponchielli.
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