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Teatro dell'Elce

Theatre company

Teatro dell’elce is a theatre company founded in 2016 from Marco Di Costanzo (director), Stefano Parigi (actor) and Andrea Pistolesi (sound designer). Teatro dell’Elce activity is focalised on a continuos study about acting as well as on production of performances and other education and research projects, in order to achieve a high quality popular theatre. Teatro dell’Elce performances have been staged throughout Italy and the company was Italy representative within the International Algiers Theatre Festival 2010 and the International Theatre Festival for Peace 2011 and 2012 in Barrancabermeja (Colombia).

Teatro dell’elce is a theatre company founded in 2016 from Marco Di Costanzo (director), Stefano Parigi (actor) and Andrea Pistolesi (sound designer). Teatro dell’Elce activity is focalised on a continuos study about acting as well as on production of performances and other education and research projects, in order to achieve a high quality popular theatre. Teatro dell’Elce performances have been staged throughout Italy and the company was Italy representative within the International Algiers Theatre Festival 2010 and the International Theatre Festival for Peace 2011 and 2012 in Barrancabermeja (Colombia).

Un training per l’attore “neo-drammatico”

Residenza d'artista del Teatro dell'Elce

During the last years, we encountered the need of a precise definition of our theatric style. We don’t want a conceptual definition, nor we need a definition to describe the past: on the contrary, we look for a praxis to characterise in a specific way our working activity in the future.

First, we decided to develop a new “training”, through an activity of synthesis of all sources and experiences which contributed to draw our path until today. A “training” is a set of exercises, games, provocations for the actor to enter a specific working atmosphere to rehearse or to perform.

The target we are following is what we called “neo-dramatic theatre” (another ongoing definition): it concerns the desire to explore the performative branch of acting as well as saving a “dramatic” basis, for whom the “present” act of the performer is not unlinked to an “a-priori” organization of the performance meaning. In other words, if dramatic theatre was a road and performative thea

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During the last years, we encountered the need of a precise definition of our theatric style. We don’t want a conceptual definition, nor we need a definition to describe the past: on the contrary, we look for a praxis to characterise in a specific way our working activity in the future.

First, we decided to develop a new “training”, through an activity of synthesis of all sources and experiences which contributed to draw our path until today. A “training” is a set of exercises, games, provocations for the actor to enter a specific working atmosphere to rehearse or to perform.

The target we are following is what we called “neo-dramatic theatre” (another ongoing definition): it concerns the desire to explore the performative branch of acting as well as saving a “dramatic” basis, for whom the “present” act of the performer is not unlinked to an “a-priori” organization of the performance meaning. In other words, if dramatic theatre was a road and performative theatre was water, “neo-dramatic theatre” would be a river.

Un training per l’attore “neo-drammatico”

Available in:

Progetto RIVA

promosso dall'Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini

Il progetto RIVA, promosso dall’Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini, in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana, Agenzia per la Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri e MibACT ( Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Italia) nasce con l’obiettivo di valorizzare le rive del fiume Arno, nel cuore di Firenze.

Nel 1966 la città visse la terribile esperienza dell’alluvione, con più di cento vittime e il danneggiamento o la distruzione di migliaia di capolavori d’arte e libri rari. Con lo sforzo congiunto di volontari italiani e stranieri molte di queste opere sono state restaurate, ma anche a distanza di decenni resta ancora molto lavoro da fare. Dopo questa tragedia la città ha dimenticato le rive dell’Arno, osservandolo “da lontano”, perdendo ogni intimità con il fiume. RIVA è cresciuta con l’obiettivo di creare un parco fluviale nel cuore della città, attraver

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Il progetto RIVA, promosso dall’Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini, in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana, Agenzia per la Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri e MibACT ( Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Italia) nasce con l’obiettivo di valorizzare le rive del fiume Arno, nel cuore di Firenze.

Nel 1966 la città visse la terribile esperienza dell’alluvione, con più di cento vittime e il danneggiamento o la distruzione di migliaia di capolavori d’arte e libri rari. Con lo sforzo congiunto di volontari italiani e stranieri molte di queste opere sono state restaurate, ma anche a distanza di decenni resta ancora molto lavoro da fare. Dopo questa tragedia la città ha dimenticato le rive dell’Arno, osservandolo “da lontano”, perdendo ogni intimità con il fiume. RIVA è cresciuta con l’obiettivo di creare un parco fluviale nel cuore della città, attraverso la partecipazione di artisti, curatori, scienziati, biologi e architetti, italiani e stranieri. In questi anni, seguendo l’idea di riscoprire il patrimonio ambientale e culturale legato al fiume, il progetto RIVA ha realizzato:

* installazioni artistiche e mostre in collaborazione con fotografi, artisti e compositori che hanno prodotto ritratti visivi e sonori originali del fiume e della sua memoria, e promosso nuove visioni del fiume e delle sue sponde;

* workshop e laboratori per cittadini e giovani artisti guidati da designer, artisti e fotografi interessati a tematiche ambientali e relazionali;

* tavole rotonde, conferenze e talk a cui hanno partecipano artisti, curatori, scienziati, sociologi, architetti su temi quali sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio, biodiversità, democrazia partecipativa;

* residenze d’arte e opportunità di formazione per giovani artisti finalizzate alla produzione di nuove opere d’arte legate alla riscoperta del fiume come risorsa e come elemento generatore di un vasto parco nel centro di Firenze e nell’area metropolitana.

 

_______________

 

Nel 2016, in occasione dei 50 anni dall’alluvione dell’Arno, RIVA si è concentrata sulla città di Firenze con l’obiettivo di sensibilizzare le buone pratiche e gli atteggiamenti nei confronti del territorio e delle tematiche ambientali attraverso la pratica artistica. Oltre ai tre grandi fotografi internazionali Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, Massimo Vitali, coinvolti con la curatela di Studio Marangoni, gli artisti coinvolti nel progetto sono stati Bernard Fort con Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, che hanno realizzato opere inedite su commissione: installazioni site-specific sulle rive del fiume, workshop, mostre e conferenze sull’Arno e presso MAD Murate Art District. Tra gli interventi site specific permanenti e tuttora visitabili c’è il Terzo Giardino, a cura del collettivo Studio ++: 10mila metri quadrati sull’Arno restituiti alla città, un labirinto verde che richiama nel proprio nome la metafora del paesaggista Gilles Clément, che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia una straordinaria  riserva di biodiversità e potenziale evolutivo.

 

Nel 2017 RIVA ha dato vita ad una serie di installazioni site specific, workshop, mostre e talk grazie al coinvolgimento di performer, artisti visivi, fotografi e sound artist invitati a tenere un periodo di residenza in Toscana con l’obiettivo di produrre nuovi progetti sul tema del fiume. Per la prima volta, oltre Firenze, RIVA ha coinvolto tre comuni della regione bagnata dal fiume: Pontassieve, Pelago e Montelupo Fiorentino. Partendo da una riflessione sul patrimonio ambientale e culturale del fiume e il suo legame con la comunità e il territorio, gli artisti coinvolti (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) hanno lavorato nei tre comuni con l’amministrazione locale e i cittadini per nuovi progetti artistici. Il progetto principale di RIVA 2017 è stata una performance sul fiume seguita da una mostra di Adrian Paci che si è svolta tra Firenze e Pelago, coinvolgendo Museo Novecento e MAD Murate Art District, in cui sono state presentate opere di Adrian Paci legate al tema dell’acqua come metafora del flusso, del movimento e della migrazione. A Montelupo Fiorentino l’artista berlinese Katrinem ha tenuto una residenza curata da Tempo Reale in cui ha performato e registrato un lavoro personale di attraversamento ed “ascolto” del paesaggio sonoro.

 

 

Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio ++.
Presso Murate Art District sono stati proposti talk e lezioni in italiano ed in inglese a cura di LWCircus e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Durante il 2018 Progetto RIVA si è aperto anche all’Oriente, grazie alla collaborazione con Zhong Art International, ospitando tre artisti cinesi in residenza presso MAD, invitati a presentare la loro particolare visione sull’Arno.

 

 

Nel 2019 sono proseguiti i talk e i workshop internazionali, tra cui è di particolare rilevanza l’incontro presentato a MAD con Michelangelo Pistoletto, in collaborazione con  Accademia di belle Arti, e le conferenze curate da LWCircus, oltre al ciclo di incontri a cura del Prof. Antonio Capestro, in collaborazione con CISDU e Università degli Studi di Firenze. Allo stesso modo è continuata la costante manutenzione del parco fluviale del Terzo Giardino e le relative visite guidate a cura dell’area mediazione dell’Associazione Mus.e. È stato portato avanti il progetto di collaborazione con Zhong Art International, ha visto due professori dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan effettuare un periodo residenza presso Murate Art District. Questi eventi hanno permesso di compiere un percorso di avvicinamento alla grande mostra del pluriennale Progetto RIVA, prevista nel 2020, e posticipata al 2021 a causa delle restrizioni messe in atto per contrastare la pandemia da Covid-19.

 

Il Progetto RIVA è realizzato in collaborazione Fondazione Studio Marangoni (Centro internazionale di formazione per la fotografia) e con Tempo Reale (Centro di ricerca, produzione e formazione musicale), in co-progettazione con il programma Sensi Contemporanei e MiBACT, con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Firenze, Mus.e, FST.

Progetto RIVA

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Black Archive Alliance

Volum III

Avviato nel 2018 Black Archive Alliance è un progetto di ricerca e formazione che mira ad evidenziare la ricerca radicata in documenti che riflettono le realtà e le storie di popolazioni africane, e della diaspora africana e la loro rappresentazione  negli di archivi e collezioni pubbliche e private nel contesto italiano.

La prima edizione ha creato una mappa virtuale di questa presenza archivistica nella città di Firenze con un catalogo che mira a supportare la ricerca futura e a fornire prospettive alternative.
La seconda edizione, realizzata tra settembre 2019- febbraio 2020 è basata su un tutoraggio tra ricercatori e studiosi e risiedono a Firenze con studenti legati a varie discipline e istituzioni.
La terza edizione nasce da una collaborazione tra un gruppo di cinque ricercatori afro-discendenti in diversi campi che hanno lavorato “in tandem” con gli artisti della YGBI Research Residency sulle connessioni fra il lavoro degli artisti e gli archivi materiali e immateriali

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Avviato nel 2018 Black Archive Alliance è un progetto di ricerca e formazione che mira ad evidenziare la ricerca radicata in documenti che riflettono le realtà e le storie di popolazioni africane, e della diaspora africana e la loro rappresentazione  negli di archivi e collezioni pubbliche e private nel contesto italiano.

La prima edizione ha creato una mappa virtuale di questa presenza archivistica nella città di Firenze con un catalogo che mira a supportare la ricerca futura e a fornire prospettive alternative.
La seconda edizione, realizzata tra settembre 2019- febbraio 2020 è basata su un tutoraggio tra ricercatori e studiosi e risiedono a Firenze con studenti legati a varie discipline e istituzioni.
La terza edizione nasce da una collaborazione tra un gruppo di cinque ricercatori afro-discendenti in diversi campi che hanno lavorato “in tandem” con gli artisti della YGBI Research Residency sulle connessioni fra il lavoro degli artisti e gli archivi materiali e immateriali radicati in Italia. Questa edizione estende le riflessione delle opere d’arte e la loro contestualizzazione.

Attraverso un approccio sperimentale di dialogo e di scambio, il progetto intende riflettere sulle modalità alternative per la visualizzazione della ricerca basata sugli archivi e arare il terreno academico.

Ricercatori/ Ricercatrice

SIMAO AMISTA

Simao Amista è un antropologo e dottore in scienze della formazione Italo-afrobrasiliano. Studioso di religioni e filosofie spirituali africane ed afrodiscendenti lavora da anni nel settore dell’accoglienza e della formazione.

JORDAN ANDERSON

Nato e cresciuto a Kingston Jamaica, Jordan Anderson è un giornalista di moda e cultura e direttore creativo con sede a Milano. Il suo lavoro spesso ingigantisce ed esplora temi politici all’interno e all’esterno dell’industria della moda, tra cui la razza, il genere, la sessualità, l’identità e l’etica culturale. Collabora a diverse pubblicazioni, tra cui Document Journal, Teen Vogue, Vogue Italia, The Face, ed è attualmente redattore e redattore online per Twin Magazine e nss magazine.

ANGELICA PESARINI

Angelica Pesarini è docente di Sociologia alla New York University di Firenze dove insegna “Black Italia”, un corso dedicato all’analisi delle intersezioni di razza, genere e cittadinanza in Italia. Ha conseguito un Ph.d. in Sociologia e Studi di Genere in Inghilterra e ha lavorato come docente di Genere, Razza e Sessualità all’università di Lancaster prima di riapprodare in Italia nel 2017. Il lavoro di ricerca di Pesarini si focalizza sulla performatività della razza nell’Italia coloniale e postcoloniale e si occupa anche della razzializzazione del discorso politico italiano contemporaneo. In precedenza Pesarini ha indagato le relazioni tra identità di genere e attività economiche presso alcune comunità Rom residenti a Roma, ed ha analizzato strategie di rischio, sopravvivenza e opportunità nel contesto della prostituzione minorile maschile, a Roma. Ha pubblicato diversi saggi accademici e ha partecipato a varie pubblicazioni collettanee.

JESSICA SARTIANI

Jessica Sartiani è un coffee trainer e coffee expert fiorentina.Con un padre italiano e una madre per metà filippina e per metà afroamericana è proprio dalle sue origini che parte il suo percorso come donna del caffè. Come operatrice formata e attenta alle recenti sotto culture del caffè ha iniziato suo lavoro in una delle caffetterie pioniere di questo prodotto selezionato, Ditta Artigianale, dieci anni fa, studiando e scoprendo tutto il lavoro che precede il servizio in caffetteria, dando importanza ai paesi produttori.

La sua esperienza si è evoluta con l’apertura del primo Speciality coffee in Italia, occupandosi della formazione dei baristi e dei clienti. Ha partecipato a vari competizioni come la Brewers cup, per migliorare il proprio contatto con il pubblico e arricchire il suo background e ha fatto parte a progetti di formazione in Honduras, in Lituania, nonché a diverse start-up di caffè locali. La sua formazione spazia dalle certificazioni SCA come Barista, Brewing, Latte art, al primo corso della Hydraulics Foundation e al Coffee Science Certificate. Nell’ultimo anno ha lavorato in collaborazione con nuovi Speciality Roasters, organizzando corsi e con torrefattori commerciali che vogliono avvicinarsi al mondo dello Speciality e dei caffè tracciabili.

PATRICK JOEL TATCHEDA YONKEU

Patrick Joël Tatcheda Yonkeu è nato in Camerun nel 1985, vive e lavora a Bologna. Trasferitosi in Italia dal 2009 dove ottiene una borsa di studio per l’Accademia delle Belle Arti di Bologna e ha conseguito il Master in arti visive nel 2016 con un progetto di ricerca sul tema dello Zen nelle arti. Questo suo interesse per la metafisica rimane la base della sua pratica, che riguarda le relazioni tra gli esseri umani e la natura e il nostro posto nell’universo, ricerca forme di spiritualità più adatte ai nostri tempi. La sua ricerca si fonda sull’idea dell’esistenza come flusso armonico il cui equilibrio deve essere preservato e spesso si riferisce a temi di vita e morte, il visibile e l’invisibile e l’energia nelle sue infinite forme. Approfondisce questa ricerca attraverso numerose collaborazioni tra Africa e Italia e creando seminari di pittura interculturale con scuole e associazioni dell’Emilia-Romagna

Black Archive Alliance

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FOSCA

Network that generates reflections

Fosca is a project originated in 2006 by a Caterina Poggesi’s idea. Fosca is a network that generates reflections and creative spaces for contemporary culture through creations, workshops, events, moments of study, exhibitions, publications, radio broadcasts in the field of performing and visual arts.

www.fosca.eu

Fosca is a project originated in 2006 by a Caterina Poggesi’s idea. Fosca is a network that generates reflections and creative spaces for contemporary culture through creations, workshops, events, moments of study, exhibitions, publications, radio broadcasts in the field of performing and visual arts.

www.fosca.eu

ΟρΟ

As the brainchild of Cristina Abati e Angela Burico

We meet in a shared space and we begin to dig, to sift, to riddle, to select, just like the gold miners. In the space there are two different and parallel figures, balancing like the tightrope walkers, they are just come back from the dark forest.
They have the strength that opens the lion’s mouth wide, the lightness of something that crosses the sky.
They are in that infinite present in which nothing can be remembered and everything appears at the same time.

Oro is a seeking project.

Gold can be found but it cannot be created. Maybe it is generated after a profound transformation. It is rare, dense, ductile. It is almost incorruptible.

Everyone digs their own tunnel.
Everyone searches in his own groove, for his own life.

But gold is a relational metal, it appears where body, spirit and thought converge; it takes place where the figures, distinctly pure and personal, inhabit the same space and where they come together through a mysterious and passive listening.




We meet in a shared space and we begin to dig, to sift, to riddle, to select, just like the gold miners. In the space there are two different and parallel figures, balancing like the tightrope walkers, they are just come back from the dark forest.
They have the strength that opens the lion’s mouth wide, the lightness of something that crosses the sky.
They are in that infinite present in which nothing can be remembered and everything appears at the same time.

Oro is a seeking project.

Gold can be found but it cannot be created. Maybe it is generated after a profound transformation. It is rare, dense, ductile. It is almost incorruptible.

Everyone digs their own tunnel.
Everyone searches in his own groove, for his own life.

But gold is a relational metal, it appears where body, spirit and thought converge; it takes place where the figures, distinctly pure and personal, inhabit the same space and where they come together through a mysterious and passive listening.

ΟρΟ

Available in:

Camilla Guarino

Dancer and performer

Camilla Guarino approaches ballet and contemporary dance since childhood, and then integrate her studies with theatrical and choreographic workshops held by Claudia Castellucci, Jacopo Jenna, Teatro Valdoca, Muta Imago and Armando Punzo. She approached the choreographer Virgilio Sieni in 2015, after a laboratory of journalistic criticism held by Massimo Marino and Altre Velocità. Graduated with a master thesis on the Ten Years of Academy on the Art of Gesture by Virgilio Sieni, she is involved as an interpreter and intern in the work of the artist. In 2015 she collaborates with the Biennale Danza in Venice and in 2018 she participates with the project Biennale College ASAC followed by Elisa Vaccarino. She is part of the association Blaubart – dance webzine, which deals with dance in the Bologna area and holds theater courses at the infancy and primary schools. She currently attends the Master in dramaturgy at the Academy of Dramatic Art Silvio d’Amico and together with Gi

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Camilla Guarino approaches ballet and contemporary dance since childhood, and then integrate her studies with theatrical and choreographic workshops held by Claudia Castellucci, Jacopo Jenna, Teatro Valdoca, Muta Imago and Armando Punzo. She approached the choreographer Virgilio Sieni in 2015, after a laboratory of journalistic criticism held by Massimo Marino and Altre Velocità. Graduated with a master thesis on the Ten Years of Academy on the Art of Gesture by Virgilio Sieni, she is involved as an interpreter and intern in the work of the artist. In 2015 she collaborates with the Biennale Danza in Venice and in 2018 she participates with the project Biennale College ASAC followed by Elisa Vaccarino. She is part of the association Blaubart – dance webzine, which deals with dance in the Bologna area and holds theater courses at the infancy and primary schools. She currently attends the Master in dramaturgy at the Academy of Dramatic Art Silvio d’Amico and together with Giuseppe Comuniello is working on the performance Let Me Be.

Available in:

Giuseppe Comuniello

Dancer and performer

Giuseppe Comuniello began his dance career in 2009 with choreographer Virgilio Sieni, with whom he still collaborates today. He has also worked for national and international choreographers such as Alessandro Schiattarella, Emanuel Gat, Emanuel Rosenberg and Michela Lucenti/Ballettto Civile with Bed Lambs, a show that won the Danza&danza award for best Italian production. At the same time he began a journey on the transmission of movement through contact improvisation, holding workshops on movement open to all in collaboration with the association Muvet of Bologna, the company Teatro Danzabile of Lugano, the Uffizi Gallery and the Sert of Florence for the recovery of drug addiction. Since 2016 collaborates with the Oriente Occidente Festival for the international network on accessible dance. His latest works are Danza Cieca, created and performed together with Virgilio Sieni for Matera European Capital of Culture 2019 and Lonely Planet, the first study of a research work with Camil

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Giuseppe Comuniello began his dance career in 2009 with choreographer Virgilio Sieni, with whom he still collaborates today. He has also worked for national and international choreographers such as Alessandro Schiattarella, Emanuel Gat, Emanuel Rosenberg and Michela Lucenti/Ballettto Civile with Bed Lambs, a show that won the Danza&danza award for best Italian production. At the same time he began a journey on the transmission of movement through contact improvisation, holding workshops on movement open to all in collaboration with the association Muvet of Bologna, the company Teatro Danzabile of Lugano, the Uffizi Gallery and the Sert of Florence for the recovery of drug addiction. Since 2016 collaborates with the Oriente Occidente Festival for the international network on accessible dance. His latest works are Danza Cieca, created and performed together with Virgilio Sieni for Matera European Capital of Culture 2019 and Lonely Planet, the first study of a research work with Camilla Guarino on perception debuted with the support of the Teatro Comunale di Ferrara within the review “La società a teatro”. This last project in 2020 was developed in Let me be produced by Versiliadanza.

 

Available in:

LET ME BE

Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino

Like a gaze, like a breath. Like someone who moves his hand closer to your soiled lips, and you, foreseeing it, do it ahead. Like the morning light on a summer day. Do you know the feeling when you cannot fall asleep and you go out on the balcony to think? Just like when you succeed in something you were not confident about and hence you think, maybe, it is possible. Perhaps, sometimes, seeing the very same thing is possible.

A scenery of bodies, lights, and stories finds his dimension through a handful of moves, gestures, interpretations, and physicalities. Apparently similar images change from time to time, day after day, creating multiple variations and perspectives of the same subjects. A little world with his own language style, it is a world full of energies that express the relationship among the defined element, the narrator and the dreamer. An increasingly confused look that questions who is driving the vision of the other.

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The project was born in 2019 when Camilla Guarino

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Like a gaze, like a breath. Like someone who moves his hand closer to your soiled lips, and you, foreseeing it, do it ahead. Like the morning light on a summer day. Do you know the feeling when you cannot fall asleep and you go out on the balcony to think? Just like when you succeed in something you were not confident about and hence you think, maybe, it is possible. Perhaps, sometimes, seeing the very same thing is possible.

A scenery of bodies, lights, and stories finds his dimension through a handful of moves, gestures, interpretations, and physicalities. Apparently similar images change from time to time, day after day, creating multiple variations and perspectives of the same subjects. A little world with his own language style, it is a world full of energies that express the relationship among the defined element, the narrator and the dreamer. An increasingly confused look that questions who is driving the vision of the other.

***

The project was born in 2019 when Camilla Guarino and Giuseppe Comuniello, a sightless dancer, realize their urgent desire of explaining how is describing a dance performance to a blind person. How does Giuseppe perceive the body shapes and figures? And how Camilla can translate and share them? No rules are set; only their complicity, matured over time, allows them to create a new way of communicating through words and moves, enriched from time to time with new gestures and perspectives.

Along the way, they realized they have created a cute and intimate choreographic score, together with many recurrent relational dynamics.This storytelling elaboration brings with it memories and thoughts based on past personal experiences, which, if shared, can influence other’s perspective. Consequently, the transmission of those images cannot be pure, but it gets through some filters which affect how the sightless person will perceive the images.

In the end, also who is describing the reality will end up looking at it more carefully, the perspectives are constantly mistaken, the images link together, there are no guidelines, there is no right or wrong.

Creazione e interpretazione: Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino
Drammaturgia: Camilla Guarino
Assistente: Silvia Berti
Light Designer: Pietro Millosevich, Gabriele Termine
Artista sonoro: Umberto Foddis
Creazione video: Gabriele Termine
Prodotto da Versiliadanza
Co-prodotto da: Centro Internazionale della danza CID, MAD Murate Art District, Associazione MUS.E, Comune di Firenze.
Sostenuto da Compagnia Virgilio Sieni

LET ME BE

Available in:

LET ME BE

Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino

LET ME BE

Available in:

LA CITTÀ/LE CITTÀ

Quinto appuntamento del ciclo con Franco Tagliabue Volonté, fondatore insieme a Ida Origgi di ifdesign, sul tema “LO SPAZIO SOCIALE”.

Quinto appuntamento del ciclo con Franco Tagliabue Volonté, fondatore insieme a Ida Origgi di ifdesign, sul tema “LO SPAZIO SOCIALE”.

Introduce
Egidio Raimondi, OAF-Ordine degli Architetti PPC di Firenze

Presenta
Paolo Posarelli, CISDU-Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano

Questo incontro costituisce l’avvio della seconda sessione del Ciclo che indaga sui temi delle possibili risposte e strategie da mettere in campo attraverso il progetto: lo spazio sociale come presidio attivo e filo conduttore degli interventi su cui applicare un’energia progettuale; il ruolo attivo della comunità che riaccende il fuoco della ‘domanda di città’ e partecipa alla sua riconfigurazione.

Con Franco Tagliabue Volontè parleremo di come l’emergenza sanitaria che ha travolto il mondo può rappresentare un’occasione imperdibile per ripensare lo spazio pubblico come espressione profonda della/e comunità che lo animano.
Un’occasione/rivoluzione per chi a vario titolo



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Quinto appuntamento del ciclo con Franco Tagliabue Volonté, fondatore insieme a Ida Origgi di ifdesign, sul tema “LO SPAZIO SOCIALE”.

Introduce
Egidio Raimondi, OAF-Ordine degli Architetti PPC di Firenze

Presenta
Paolo Posarelli, CISDU-Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano

Questo incontro costituisce l’avvio della seconda sessione del Ciclo che indaga sui temi delle possibili risposte e strategie da mettere in campo attraverso il progetto: lo spazio sociale come presidio attivo e filo conduttore degli interventi su cui applicare un’energia progettuale; il ruolo attivo della comunità che riaccende il fuoco della ‘domanda di città’ e partecipa alla sua riconfigurazione.

Con Franco Tagliabue Volontè parleremo di come l’emergenza sanitaria che ha travolto il mondo può rappresentare un’occasione imperdibile per ripensare lo spazio pubblico come espressione profonda della/e comunità che lo animano.
Un’occasione/rivoluzione per chi a vario titolo interviene nel progetto e per chi ogni giorno ha il diritto/dovere di arricchire la sua esperienza in uno spazio sociale condiviso.

“Ha ancora senso parlare degli attributi fisici dello spazio pubblico nell’epoca dell’immateriale e della smart city, nel quadro degli sviluppi delle città del mondo, tra migrazioni totali e crisi ecologiche?

Come possono le tematiche ambientali condizionare gli spazi pubblici?

È sufficiente confidare nell’innesto salvifico della cosiddetta ‘quota verde’ all’interno delle nostre città o è necessario indagare con maggiore coscienza il significato dei termini ambiente, paesaggio, ecologia?

Come riflettere intorno agli antichi e nuovi rapporti tra gli spazi aperti e le comunità che li abitano?

Come è possibile riscattarsi dagli stereotipi di spazi pubblici che per anni hanno annichilito e annientato le istanze sociali e che non potranno più a lungo rappresentare il modello di spazio pubblico che ogni epoca reclama?”

Questo incontro costituisce l’avvio della seconda sessione del Ciclo LA CITTÀ/LE CITTÀ che indaga sui temi delle possibili risposte e strategie da mettere in campo attraverso il progetto:

  • lo spazio sociale come presidio attivo e filo conduttore degli interventi su cui applicare un’energia progettuale;
  • Il ruolo attivo della comunità che riaccende il fuoco della ‘domanda di città’ e partecipa alla sua riconfigurazione.

 

 

 

LA CITTÀ/LE CITTÀ

Available in:

LA CITTÀ/LE CITTÀ

LA CITTÀ/LE CITTÀ | Riprende il ciclo di conferenze on line iniziato nel 2020.
Quinto appuntamento del ciclo con Franco Tagliabue Volontè (IFdesign) sul tema “Lo Spazio Sociale”.

LA CITTÀ/LE CITTÀ

Available in:

Black History Month Florence

Curatorial team

Black History Month Florence was founded in 2016 is a cross institutional network for Black cultural production that celebrates Afro-descendent Cultures in the context of Italy. The initiative is engaged in programming, advising and co-promoting over 50 events annually within the month of February, through a network formed and supported by the Comune, foundations, institutions, cultural associations, museums, schools and venues dedicated to art and to music. BHMF as a curatorial team is headed by Justin Randolph Thompson and Janine Gaelle Dieudji.

Black History Month Florence was founded in 2016 is a cross institutional network for Black cultural production that celebrates Afro-descendent Cultures in the context of Italy. The initiative is engaged in programming, advising and co-promoting over 50 events annually within the month of February, through a network formed and supported by the Comune, foundations, institutions, cultural associations, museums, schools and venues dedicated to art and to music. BHMF as a curatorial team is headed by Justin Randolph Thompson and Janine Gaelle Dieudji.

Alexis Peskine

Artist

Alexis Peskine’s signature works are large-scale mixed media ‘portraits’ of the African diaspora, which are rendered by hammering nails of different gauge, with pin-point accuracy, into wood stained with coffee and mud. By applying gold leaf to the nails he creates breathtaking composite images. He depicts figures that portray strength and perseverance, with energy reminiscent of the spiritually charged Minkisi ‘power figures’ of the Congo Basin. He also produces striking photography and video works.

After a 2016 showing at 1-54 Contemporary African Art Fair, London, Peskine had his first solo exhibition at October Gallery in 2017, with major exposure at international art fairs with the Gallery in the following years. Alongside this in 2016, Institut Francais, Dakar, Senegal held Raft of Medusa: Le retour de la vague, a solo exhibition of Peskine’s works. In 2018, his works were featured in the exhibition In Their Own Form at the Museum of Contemporary Photography, Chicago

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Alexis Peskine’s signature works are large-scale mixed media ‘portraits’ of the African diaspora, which are rendered by hammering nails of different gauge, with pin-point accuracy, into wood stained with coffee and mud. By applying gold leaf to the nails he creates breathtaking composite images. He depicts figures that portray strength and perseverance, with energy reminiscent of the spiritually charged Minkisi ‘power figures’ of the Congo Basin. He also produces striking photography and video works.

After a 2016 showing at 1-54 Contemporary African Art Fair, London, Peskine had his first solo exhibition at October Gallery in 2017, with major exposure at international art fairs with the Gallery in the following years. Alongside this in 2016, Institut Francais, Dakar, Senegal held Raft of Medusa: Le retour de la vague, a solo exhibition of Peskine’s works. In 2018, his works were featured in the exhibition In Their Own Form at the Museum of Contemporary Photography, Chicago and Africa House’s Second Generation exhibition in New York. He has been the recipient of many prestigious prizes including a Fulbright scholarship and Hennessy Black Masters Art Competition award. In the past decade, Peskine has worked with inner-city youth in France, Senegal and Brazil to create a number of monumental pieces, the largest of which was produced in France in 2012. Major museums and collectors including Peggy Cooper Cafritz; Laurence Graff OBE; the New Britain Museum of American Art, New Britain, USA; The Harvard Art Fogg Museum, Cambridge, USA; Pizzuti Collection of the Columbus Museum of Art, Columbus, USA; and Museum of Contemporary Photography (MoCP), Chicago, USA, have collected Peskine’s works.

Residenza Alexis Peskine

A cura di BHMF in collaborazione con BHMBo, Murate Art District, Numeroventi, Villa Romana e October Gallery

In preparazione alla 6a edizione del Black History Month Florence | Residenza Alexis Peskine

A cura di BHMF in collaborazione con BHMBo, MAD, Numeroventi, Villa Romana e October Gallery

In preparazione alla 6a edizione del Black History Month Florence, la residenza e la mostra di Alexis Peskine sono organizzate da BHMF in collaborazione con Murate Art District, Numeroventi, Villa Romana, October Gallery e Black History Month Bologna.

Il progetto supporta l’artista nello sviluppo di una nuova serie di opere in dialogo con la storia afroitaliana. Peskine utilizzerà uno studio presso Murate Art District dal 4 gennaio al 4 febbraio 2020. Le opere risultanti saranno esposte in una mostra a Villa Romana nell’ambito della 6a edizione del Black History Month Florence.

Le opere più emblematiche di Alexis Peskine sono ritratti monumentali a tecnica mista, della diaspora africana, resi attraverso il martellamento di chiodi di diversa misura, con precisione millimetrica, su legno macchiato di caffè e fango. Applicando la foglia d’oro ai chiodi, l’artista crea immagini composite. Ritrae figure di forza e perseveranza, la cui energia ricorda le “figure

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In preparazione alla 6a edizione del Black History Month Florence, la residenza e la mostra di Alexis Peskine sono organizzate da BHMF in collaborazione con Murate Art District, Numeroventi, Villa Romana, October Gallery e Black History Month Bologna.

Il progetto supporta l’artista nello sviluppo di una nuova serie di opere in dialogo con la storia afroitaliana. Peskine utilizzerà uno studio presso Murate Art District dal 4 gennaio al 4 febbraio 2020. Le opere risultanti saranno esposte in una mostra a Villa Romana nell’ambito della 6a edizione del Black History Month Florence.

Le opere più emblematiche di Alexis Peskine sono ritratti monumentali a tecnica mista, della diaspora africana, resi attraverso il martellamento di chiodi di diversa misura, con precisione millimetrica, su legno macchiato di caffè e fango. Applicando la foglia d’oro ai chiodi, l’artista crea immagini composite. Ritrae figure di forza e perseveranza, la cui energia ricorda le “figure di potere” di Minkisi del bacino del Congo, con la loro carica spirituale.
Anche le sue opere video e fotografiche sono sorprendenti.

In preparazione alla 6a edizione del Black History Month Florence | Residenza Alexis Peskine

Available in:

Benedetta Manfriani

Visual Artist and singer

A visual artist and singer, over the years he has explored different techniques and languages – video, installations, photography, music, ceramics, graphics – giving life to multiform works. He collaborates with Tempo Reale, both in teaching and in the production of multimedia works, and with the Catalyst theatre company. He is currently artist in residence at MAD Murate Art District. As part of the RIVA Project he directed the sound performance Rivers in 2018, participating in a sound installation of Tempo Reale Festival in 2017. In 2016 he created CONfusion, a multi-ethnic vocal group made up of people from many countries around the world, working for the inclusion of migrants through music and performance, also active at the Puccini Theatre in Florence.

A visual artist and singer, over the years he has explored different techniques and languages – video, installations, photography, music, ceramics, graphics – giving life to multiform works. He collaborates with Tempo Reale, both in teaching and in the production of multimedia works, and with the Catalyst theatre company. He is currently artist in residence at MAD Murate Art District. As part of the RIVA Project he directed the sound performance Rivers in 2018, participating in a sound installation of Tempo Reale Festival in 2017. In 2016 he created CONfusion, a multi-ethnic vocal group made up of people from many countries around the world, working for the inclusion of migrants through music and performance, also active at the Puccini Theatre in Florence.

Voci adolescenti | Call for QuaranTeens

An invitation to teenagers from all over the world by artist Benedetta Manfriani

The Voci adolescenti | Call for QuaranTeens call wants to collect – through the website www.murateartdistrict.it and the dedicated number +39 3202505022- a series of ten-seconds audio sent from teenagers who are currently experiencing the discomfort and drama of the pandemic.
The call is spread in Italian and in English and invites you to send words, sounds of the enviroment and/or emotional sounds.

The participatory art action proposed by the project Voci adolescenti | Call for QuaranTeens aims to collect the voices of teenagers from all over the world – the sounds collection will be turned into a sound installation in collaboration with Tempo Reale – so that they can leave a sort of emotional mark, together in a cry crossing the limits of space, communicating through sound how they perceive themselves, how they feel, who they are.

“The project was born with the experience of my teenager daughter struggling with distance learning since last March. My daughter


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The Voci adolescenti | Call for QuaranTeens call wants to collect – through the website www.murateartdistrict.it and the dedicated number +39 3202505022- a series of ten-seconds audio sent from teenagers who are currently experiencing the discomfort and drama of the pandemic.
The call is spread in Italian and in English and invites you to send words, sounds of the enviroment and/or emotional sounds.

The participatory art action proposed by the project Voci adolescenti | Call for QuaranTeens aims to collect the voices of teenagers from all over the world – the sounds collection will be turned into a sound installation in collaboration with Tempo Reale – so that they can leave a sort of emotional mark, together in a cry crossing the limits of space, communicating through sound how they perceive themselves, how they feel, who they are.

“The project was born with the experience of my teenager daughter struggling with distance learning since last March. My daughter, as all students like her, spend all her day in front of a monitor to attend classes and to do homework, talks to her friends on chat or on an online platform, and if she has spare time, watches a series. During the first lockdown the effort has been much, but there was hope that everything would be quickly resolved. Now, a little less than a year later teenagers start to show significant signs of discomfort. This impression of distress was confirmed meeting middle school students who are anxious about their parents’ and grandparents’ health, concerned of the economic situation of their family, scared of the future. For the first time in history what our children are experiencing affects millions of children. In the world there are 1,2 billion teenagers, about 18% of the world population. They are the future, those encharged of the planning and of a possible change for the survival of our planet. Solitude, isolation, lack of physical contact are a great deprivation for every human being, but are particularly hard for young people. Peer interaction has enormous importance in the formation of personality and learning. The feeling of distrust toward the future, the fear of the next catastrophe, the sense of powerlessness and guilt are likely to have disastrous consequences on an entire generation. Kids need to be heard.”

“I’m writing to you about a new art project of mine in association with MAD Murate Art District. It’s a sound installation, composed of voices of teenagers like you from all around the world. You are experiencing a difficult time, both as an individual and as a dweller of this planet. But for the first time in history, what you are experiencing (isolation, worries about adults’ health, your family’s economic situation, the impossibility of physically going to school) concerns millions of kids all around the world. Did you know that teenagers are about 1.2 billions, 18% of the world population?”

Benedetta Manfriani

Voci adolescenti | Call for QuaranTeens

This content is avaiable only in this archive.

CONfusion

Gruppo vocale composto da persone provenienti da diversi paesi del mondo

CONfusion è un gruppo vocale formato da persone provenienti da diversi paesi del mondo, nato nel 2016 come progetto di inclusione di migranti e rifugiati, ideato e diretto da Benedetta Manfriani, attivo in  Mugello e presso il Teatro Puccini di Firenze. In quattro anni di attività hanno partecipato alle attività del coro oltre 80 persone provenienti da Gambia, Ghana, Nigeria, Camerun, Senegal, Congo, Togo, Mali, Guinea, Yemen, Costa d’Avorio, Armenia, Pakistan, Siria, Francia, Germania, Usa, Uk, Olanda, e tanti italiani del territorio del Mugello e di Firenze.
La proposta culturale del coro CONfusion parte dalla reinterpretazione di brani del repertorio popolare delle diverse tradizioni musicali che toccano temi universali, per arrivare a brani di autori contemporanei. All’interno del coro CONfusion questo scambio di vissuti profondi attraverso la musica e la condivisione di tanti patrimoni di lingue e culture diverse, caratterizza l’ordinaria pratica artistica e umana.
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CONfusion è un gruppo vocale formato da persone provenienti da diversi paesi del mondo, nato nel 2016 come progetto di inclusione di migranti e rifugiati, ideato e diretto da Benedetta Manfriani, attivo in  Mugello e presso il Teatro Puccini di Firenze. In quattro anni di attività hanno partecipato alle attività del coro oltre 80 persone provenienti da Gambia, Ghana, Nigeria, Camerun, Senegal, Congo, Togo, Mali, Guinea, Yemen, Costa d’Avorio, Armenia, Pakistan, Siria, Francia, Germania, Usa, Uk, Olanda, e tanti italiani del territorio del Mugello e di Firenze.
La proposta culturale del coro CONfusion parte dalla reinterpretazione di brani del repertorio popolare delle diverse tradizioni musicali che toccano temi universali, per arrivare a brani di autori contemporanei. All’interno del coro CONfusion questo scambio di vissuti profondi attraverso la musica e la condivisione di tanti patrimoni di lingue e culture diverse, caratterizza l’ordinaria pratica artistica e umana.
CONfusion si è esibito in concerti e performance quali: il video di coro virtuale CONfusion Hello Django, realizzato durante il lockdown, in mostra presso il RAC Rochester Art Center  Creative Confinement Exhibition, la partecipazione alla marcia di Barbiana 2020, la realizzazione del minifestival Walkabout/Migrazioni Sonore per l’Estate Fiorentina 2019, la partecipazione allo spettacolo del Pavel Zalov Quartet di Enrico Fink al Teatro Corsini di Barberino per la giornata della memoria 2019, la performance Rivers di Y. Avital alla Notte Bianca, 2109 presso il Museo M. Marini, Rivers di Yuval Avital, nell’ambito del progetto RIVA 2018, concerti nelle biblioteche nell’ambito degli eventi promossi da Catalyst per l’Estate Fiorentina 2018, la partecipazione al Tempo Reale Festival 2017 (Sound&Bike), Migrarti 2017.
Nel 2019 CONfusion è stato in residenza a MAD Murate Art Distric.

Bring me little water, Sylvie

Il Coro multietnico CONfusion diretto da Benedetta Manfriani

Il coro multietnico CONfusion diretto da Benedetta Manfriani uscirà a gennaio con un nuovo video di coro virtuale registrato a MAD Murate Art District. Il brano oggetto del video sarà Bring me little water, Sylvie, (portami un po’ d’acqua, Sylvie) canto di lavoro scritto da Leadbelly, uno dei più importanti esponenti della musica blues, chitarrista dalla vita travagliata, che lavorò nei campi di cotone e finì più volte dietro le sbarre. Bring me little water, Sylvie sarà eseguito nella versione arrangiata da Moira Smiley, ed ha una parte di body percussions.

In questo momento soffriamo l’isolamento e la mancanza di contatto fisico con le persone, i concerti live sono impossibili, cantare insieme non si può, il futuro è incerto (in realtà lo è sempre stato…), l’umore è cupo. Siamo assetati di vita.

Un video non è un concerto dal vivo e nessuno canterà in sala insieme agli altri. Vuole solo offrire una visione, vuole offrire un sorso d’acqua fresca a chi

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Il coro multietnico CONfusion diretto da Benedetta Manfriani uscirà a gennaio con un nuovo video di coro virtuale registrato a MAD Murate Art District. Il brano oggetto del video sarà Bring me little water, Sylvie, (portami un po’ d’acqua, Sylvie) canto di lavoro scritto da Leadbelly, uno dei più importanti esponenti della musica blues, chitarrista dalla vita travagliata, che lavorò nei campi di cotone e finì più volte dietro le sbarre. Bring me little water, Sylvie sarà eseguito nella versione arrangiata da Moira Smiley, ed ha una parte di body percussions.

In questo momento soffriamo l’isolamento e la mancanza di contatto fisico con le persone, i concerti live sono impossibili, cantare insieme non si può, il futuro è incerto (in realtà lo è sempre stato…), l’umore è cupo. Siamo assetati di vita.

Un video non è un concerto dal vivo e nessuno canterà in sala insieme agli altri. Vuole solo offrire una visione, vuole offrire un sorso d’acqua fresca a chi ha sete.

Bring me little water, Sylvie

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Buon compleanno Giancarlo Cardini | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
GAMO, Gruppo Aperto Musica Oggi, in collaborazione con Murate Art District, MUS.E Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze e con il supporto di Fondazione Ente Cassa, presenta la 41° edizione GAMO international Festival

“Buon compleanno Giancarlo Cardini” | 31 DIC 21.00
Concerto dedicato alla musica di Giancarlo Cardini, fondatore del GAMO, per il suo 80° compleanno.

Gli amici del GAMO a Giancarlo…

Concerto con
Roberto Fabbriciani, flauto
Matteo Fossi, pianoforte

Con la partecipazione speciale di Renzo Cresti, musicologo, e di Marco Lenzi, musicologo

Programma:
Tony Renis/Giancarlo Cardini: Quando quando quando per flauto e pianoforte
Roberto Fabbriciani, flauto Matteo Fossi, pianoforte

Giancarlo Cardini: Arabesque per flauto in sol
Roberto Fabbriciani, flauto

Giancarlo Cardini: Ultimi fiori, verso sera per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

Luigo Tenco/Giancarlo Cardini: Lontano lontano per pianoforte
Matteo Fossi, pianoforte

Buon compleanno Giancarlo Cardini
Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL
Buon compleanno Giancarlo Cardini | Stagione 2020 GAMO 41° Anno GAMO INTERNATIONAL FESTIVAL

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Francesco Gherardi

MultiPercussionista, compositore e regista di spettacoli poliedrici

Specializzato in Tabla e accompagnamento di musica e danza classica Indiana, ha tenuto concerti in tutto il mondo, e da circa 15 anni organizza e produce concerti e conferenze sulla divulgazione del ritmo indiano, dal 2019 è co- fondatore di Matra Network – Indian Rhythm Experience, in collaborazione con il proprio mentore, Nihar Mehta, direttore dell’ Ass. Saptak-India, con sede a Nizza. Accompagna regolarmente dal vivo classi di danza del West Africa ed è membro della compagnia Giguywassa, diretta dal coreografo Alain Frank Nahi.
Dal 2013 porta avanti lo studio e l’approfondimento della percussione corporale, interessante strumento non solo espressivo ma anche didattico, sotto la guida di vari maestri, trovando particolare affinità con Jep Melendez e Simone Mongelli, ma ispirato anche a Khalid Freeman (Cirque du Soleil e Stomp).

Fondatore del progetto di ricerca artistica e di performance chiamato Ball Percussion, che unisce la percussione corporale alla manipolazione


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Specializzato in Tabla e accompagnamento di musica e danza classica Indiana, ha tenuto concerti in tutto il mondo, e da circa 15 anni organizza e produce concerti e conferenze sulla divulgazione del ritmo indiano, dal 2019 è co- fondatore di Matra Network – Indian Rhythm Experience, in collaborazione con il proprio mentore, Nihar Mehta, direttore dell’ Ass. Saptak-India, con sede a Nizza. Accompagna regolarmente dal vivo classi di danza del West Africa ed è membro della compagnia Giguywassa, diretta dal coreografo Alain Frank Nahi.
Dal 2013 porta avanti lo studio e l’approfondimento della percussione corporale, interessante strumento non solo espressivo ma anche didattico, sotto la guida di vari maestri, trovando particolare affinità con Jep Melendez e Simone Mongelli, ma ispirato anche a Khalid Freeman (Cirque du Soleil e Stomp).

Fondatore del progetto di ricerca artistica e di performance chiamato Ball Percussion, che unisce la percussione corporale alla manipolazione di oggetti, ha iniziato a condurre oltre alle performance nei Festival anche corsi e seminari di Body percussion e vocalità del ritmo in tutta Italia, trovando nei linguaggi percussivi a trasmissione orale di India e Africa una grande fonte di approfondimento e creatività.

Già formatore di body percussion dal 2016 al 2019 presso la Sponky Style Academy, diretta dal coreografo Sponky Love e nelle scuole pubbliche di Firenze, ha portato la musica e la percussione corporale negli ultimi sette anni anche all’interno della scuola di circo EnPiste! e nei progetti di formazione e performance ”Caleidoscopio” (2018 e 2019) dedicati a migranti di prima e seconda generazione, organizzati da Aria Network.

Ha quindi iniziato dal 2018 un percorso di collaborazione con il ballerino Federico Macchi, specialista di Hip-Hop e danze urbane, che oggi li vede insieme al giocoliere Niccolò Piccioli nella produzione di spettacoli con la Compagnia Ball Percussion e nella didattica ritmo/movimento.

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Niccolò Piccioli

Artista

Si forma da autodidatta come giocoliere e nel 2012 fonda l’associazione VolaTutto, con l’obbiettivo di promuovere la giocoleria nella zona fiorentina. Nel 2014 entro a far parte della compagnia Ball percussion, un progetto artistico che esplora la sinergia fra giocoleria e body percussion, assieme a Amedeo Bacenetti e a Francesco Gherardi.

Si forma da autodidatta come giocoliere e nel 2012 fonda l’associazione VolaTutto, con l’obbiettivo di promuovere la giocoleria nella zona fiorentina. Nel 2014 entro a far parte della compagnia Ball percussion, un progetto artistico che esplora la sinergia fra giocoleria e body percussion, assieme a Amedeo Bacenetti e a Francesco Gherardi.

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Federico Macchi

Performer, coreografo ed insegnante

Laureato in Scienze Biologiche Molecolari, scopre la street dance e lo ha portato a studiare con molti ballerini della scena sia nazionale che internazionale, come Swan, Kris, Poppin’ Pete, Mr. Wiggle, David Bellay, Karim Bellarch, Byron, Pop’N Taco e molti altri; nel 2011 supera l’audizione per entrare nel percorso formativo della “Academy Dance Center of Hip Hop – Sponky Style” diretta da Sponky Love. Grazie a questi studi ha potuto approfondire le basi di vari stili delle danze urbane come l’Hip Hop, il Popping, il Locking, l’House dance e il Breaking.
In questi anni, prima con il gruppo Fresh crew e poi con i gruppi Soul’X crew e BTS crew, ha partecipato e vinto a molte competizioni sia nazionali che internazionali (gruppi coreografati da Sponky Love). Da settembre 2013 ha intrapreso una collaborazione con Sponky stesso, prima come suo assistente nel programma accademico e poi, in seguito al diploma ottenuto nel 2014, come docente di Popping nell’anno accade

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Laureato in Scienze Biologiche Molecolari, scopre la street dance e lo ha portato a studiare con molti ballerini della scena sia nazionale che internazionale, come Swan, Kris, Poppin’ Pete, Mr. Wiggle, David Bellay, Karim Bellarch, Byron, Pop’N Taco e molti altri; nel 2011 supera l’audizione per entrare nel percorso formativo della “Academy Dance Center of Hip Hop – Sponky Style” diretta da Sponky Love. Grazie a questi studi ha potuto approfondire le basi di vari stili delle danze urbane come l’Hip Hop, il Popping, il Locking, l’House dance e il Breaking.
In questi anni, prima con il gruppo Fresh crew e poi con i gruppi Soul’X crew e BTS crew, ha partecipato e vinto a molte competizioni sia nazionali che internazionali (gruppi coreografati da Sponky Love). Da settembre 2013 ha intrapreso una collaborazione con Sponky stesso, prima come suo assistente nel programma accademico e poi, in seguito al diploma ottenuto nel 2014, come docente di Popping nell’anno accademico 2015/2016. Il culmine di questa collaborazione è rappresentato dalla partecipazione come ballerino ad “UBUNTU pt.1”, spettacolo diretto e coreografato da Sponky Love, al teatro Odeon di Roma. Proprio da questo spettacolo nasce la compagnia Ball Percussion e l’incontro con Francesco Gherardi.

photo courtesy by Tommaso Germogli

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BALL PERCUSSION

compagnia

BALL PERCUSSION nasce a Firenze nel 2013 da una ricerca artistica atta ad unire body percussion e manipolazione di oggetti di giocoleria.

La formazione attuale e’ composta da tre artisti:
Francesco Gherardi (fondatore), Niccolò Piccioli e Federico Macchi, i quali portano in scena coreografie espresse attraverso i movimenti del corpo e degli oggetti, suonando in simultanea sequenze ritmiche con body percussion.

Quest’ anno la compagnia ha prodotto il nuovo spettacolo “Catch the Rhythm”

BALL PERCUSSION nasce a Firenze nel 2013 da una ricerca artistica atta ad unire body percussion e manipolazione di oggetti di giocoleria.

La formazione attuale e’ composta da tre artisti:
Francesco Gherardi (fondatore), Niccolò Piccioli e Federico Macchi, i quali portano in scena coreografie espresse attraverso i movimenti del corpo e degli oggetti, suonando in simultanea sequenze ritmiche con body percussion.

Quest’ anno la compagnia ha prodotto il nuovo spettacolo “Catch the Rhythm”

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