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Alberto Di Cintio

Ricercatore e docente universitario particolarmente dedicato al settore della comunicazione visiva e della produzione audiovisiva e multimediale, sia nell’ambito dell’Architettura che del Disegno Industriale. Studioso ed esperto delle innovazioni in architettura nell’ambito dello sviluppo sostenibile ed in particolare della bioarchitettura.

Come videomaker ha curato la regia di numerose produzioni presentate e premiate nelle più importanti rassegne del settore sia in Italia che all’estero. E’ inoltre autore di libri e articoli sulla realtà territoriale e urbanistica fiorentina e in particolare sulle condizioni delle periferie e del degrado ambientale.

Ricercatore e docente universitario particolarmente dedicato al settore della comunicazione visiva e della produzione audiovisiva e multimediale, sia nell’ambito dell’Architettura che del Disegno Industriale. Studioso ed esperto delle innovazioni in architettura nell’ambito dello sviluppo sostenibile ed in particolare della bioarchitettura.

Come videomaker ha curato la regia di numerose produzioni presentate e premiate nelle più importanti rassegne del settore sia in Italia che all’estero. E’ inoltre autore di libri e articoli sulla realtà territoriale e urbanistica fiorentina e in particolare sulle condizioni delle periferie e del degrado ambientale.

FUGA

Black History Month Florence | VII edizione

FUGA

Available in:

Trying to Grow Wings

Parole di Ana Vujovic, Renata Summo O'Connell, Valentina Gensini

Trying to Grow Wings

Available in:

Michele Borzoni

Fotografo

Michele Borzoni è nato nel 1979 a Firenze. Nel 2006 si diploma a New York, presso l’International Center of Photography in Documentary Photography and Photojournalism Program.

Vincitore della Tierney Fellowship 2009 e del Primo Premio Singles People in the News del World Press Photo 2010, mentre nel 2012 viene selezionato da Photo District News come uno dei “30 new and emerging photographers to watch”.

Membro fondatore del collettivo di fotografia documentaria TerraProject Photographers di cui fa parte dal 2006. Con il portfolio “Workforce”, un’indagine sul mercato del lavoro in Italia, vince il Premio Gabriele Basilico nel 2019. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali al Maxxi Museum di Roma, all’Institute du Monde Arabe a Parigi, al Complesso del Vittoriano a Roma e alla Biennale di FotoIndustria organizzata dalla Fondazione MAST di Bologna. Dal 2006 lavora con riviste italiane e internazionali tra cui Time, New York Times, Newsweek, M Magazin

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Michele Borzoni è nato nel 1979 a Firenze. Nel 2006 si diploma a New York, presso l’International Center of Photography in Documentary Photography and Photojournalism Program.

Vincitore della Tierney Fellowship 2009 e del Primo Premio Singles People in the News del World Press Photo 2010, mentre nel 2012 viene selezionato da Photo District News come uno dei “30 new and emerging photographers to watch”.

Membro fondatore del collettivo di fotografia documentaria TerraProject Photographers di cui fa parte dal 2006. Con il portfolio “Workforce”, un’indagine sul mercato del lavoro in Italia, vince il Premio Gabriele Basilico nel 2019. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali al Maxxi Museum di Roma, all’Institute du Monde Arabe a Parigi, al Complesso del Vittoriano a Roma e alla Biennale di FotoIndustria organizzata dalla Fondazione MAST di Bologna. Dal 2006 lavora con riviste italiane e internazionali tra cui Time, New York Times, Newsweek, M Magazine, Internazionale, e molte altre.

Available in:

Rivers | Yuval Avital

Nel lavoro seriale Rivers (Fiumi) (2018) due fiumi si intrecciano in un continuum sonoro: da un lato il paesaggio sonoro del fiume, registrato ed elaborato elettronicamente dal compositore israeliano Yuval Avital nella composizione originale con il soundscape dell’Arno, qui riprodotta; dall’altro il fiume umano creato dalla stratificazione di voci, versi di animali, respiri e frammenti di storie sussurrate in lingue diverse dal coro Con-Fusion, invitato a Montelupo da Yuval Avital con la collaborazione di Tempo Reale su commissione del Progetto RIVA 2018. Il coro, diretto da Benedetta Manfriani, ha eseguito una performance creando così un nuovo flusso, intrecciandosi in modo intenso e vitalistico con la composizione elettronica. Il risultato è l’unione di elementi complementari (locale/universale, umano/animale, acustico/digitale, memoria/presente) alla ricerca di un punto di incontro empatico tra opera e pubblico.
Rivers rappresenta sia una metafora sia una concreta azione sonora, nella quale la Voce, il Gesto e i Materiali registrati si intrecciano in un’esperienza spaziale e sensoriale, invitando il pubblico a immergersi e a ricercare un incontro intimo e umano con il fiume.

Rivers | Yuval Avital

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Nicholas Isherwood

Singer and composer

Nicholas Isherwood is a Franco-American bass singer, who specialises in contemporary and baroque music. Notable roles include “Lucifer” in the world premieres of Stockhausen’s MontagDienstag, and Freitag from Licht at La Scala and the Leipzig Opera, and in Donnerstag aus Licht at Covent Garden.

Isherwood has worked with Joel Cohen, William Christie, Peter Eötvös, Paul McCreesh, Nicholas McGegan, Kent Nagano, Zubin Mehta and Gennady Rozhdestvensky as well as composers Sylvano Bussotti, Elliott Carter, George Crumb, Hans Werner Henze, Mauricio Kagel, György Kurtág, Olivier Messiaen, Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen, and Iannis Xenakis in venues such as La Scala, Covent Garden, the Théâtre des Champs-Élysées, Salzburg Festival, Concertgebouw, Berlin Staatsoper, Vienna Konzerthaus, Tanglewood).

His operatic roles include: “Antinoo” in Monteverdi’s Il ritorno d’Ulisse in Patria with Boston Bar

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Nicholas Isherwood is a Franco-American bass singer, who specialises in contemporary and baroque music. Notable roles include “Lucifer” in the world premieres of Stockhausen’s MontagDienstag, and Freitag from Licht at La Scala and the Leipzig Opera, and in Donnerstag aus Licht at Covent Garden.

Isherwood has worked with Joel Cohen, William Christie, Peter Eötvös, Paul McCreesh, Nicholas McGegan, Kent Nagano, Zubin Mehta and Gennady Rozhdestvensky as well as composers Sylvano Bussotti, Elliott Carter, George Crumb, Hans Werner Henze, Mauricio Kagel, György Kurtág, Olivier Messiaen, Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen, and Iannis Xenakis in venues such as La Scala, Covent Garden, the Théâtre des Champs-Élysées, Salzburg Festival, Concertgebouw, Berlin Staatsoper, Vienna Konzerthaus, Tanglewood).

His operatic roles include: “Antinoo” in Monteverdi’s Il ritorno d’Ulisse in Patria with Boston Baroque; “Claudio” in Handel’s Agrippina with Nicholas McGegan; “Satiro” in Rossi’s Orfeo and “Pan” in Marais’ Alcyone with Les Arts Florissants; “Joas” in Porpora’s Il Gedeone with Martin Haselböck; “Frère Léon” in Messiaen’s Saint François d’Assise in the last composer supervised production; “Der Tod” in the two productions of Viktor Ullmann’s Der Kaiser von Atlantis with the Internationale Bachakademie Stuttgart and 2e2m, “Roméo” in Pascal Dusapin’s Roméo et Juliette at the Avignon Festival; “Lear” in Toshio Hosokawa’s Vision of Lear for the Munich Biennale; “Il Testimone” in Sylvano Bussotti’s Tieste at the Rome Opera, and “Micromégas” in Paul Mefano’s Micromégas. Recent performances include the role of the doctor in Francesco Filidei’s ” L’Inondation” at the Opéra de Rennes and the Opéra de Nantes (fall, 2019).

In addition to singing, Isherwood has had an extremely active pedagogical career. He has been engaged as professor (or assistant professor) of vocal music and/or music theater (opera) at institutions in France, Germany, and the United States, including the IRCAM Summer Academy, Stockhausen-Kurse (Kürten, Germany), State University of New York, University of Notre Dame, Ecole Normale de Musique (Paris), California Institute of the Arts, and the University of Oregon (2008–2011). From 2015 to 2018, he was a professor of voice at the CNSMD de Lyon, and he has been professor of voice at the Conservatoire de Montbéliard since 2019.

He has presented masterclasses, workshops, and lectures at the Salzburg Mozarteum; Iannis Xenakis Summer Courses (Paris); Conservatoire de Reims; Paris Conservatoire (CNSMP), California State University, Los Angeles; Stanford University; University of California, Santa Barbara; University of Washington; San Francisco State University; California Institute of the Arts; ARIAM (Paris); Conservatorio Giuseppe Verdi (Milan); Institute of the Living Voice (Berlin); Troyes Conservatoire; Mexico City University; Normal University of Taiwan; at CCMIX (Paris); IRCAM (Paris); USC; Cal State LA; Cal State Riverside; Cal State Fullerton; Harvard University.

Among his publications, The Techniques of Singing describes the techniques needed to perform contemporary vocal music.

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Trying to Grow Wings

Ana Vujovic
a cura di Renata Summo O'Connell

Trying to Grow Wings

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Ana Vujović

Artista

Ana Vujović è un’artista serba con sede a Belgrado. Ha conseguito un master in pittura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Università di Belgrado. La ricerca dell’artista affronta le nostre contraddizioni, incluse l’appropriazione e l’uso della tradizione e dell’estetica tradizionale nella società contemporanea, compresa quella della sua regione, trascendendo tuttavia interpretazioni binarie di culture contrapposte dell’Europa orientale/occidentale. Il suo stile unico, che abbraccia installazioni multimediali, le consente di occuparsi di ferite e eredità sia storiche che contemporanee tradotte in installazioni avvincenti come una delle serie di Kanonatra, Glitch, allestita nel cortile di un edificio governativo di Belgrado, che tratta il valore simbolico dello sfruttamento del kilim. Ana Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive sia a livello nazionale che internazionale. È stata selezionata per numerose residenze internazional

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Ana Vujović è un’artista serba con sede a Belgrado. Ha conseguito un master in pittura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Università di Belgrado. La ricerca dell’artista affronta le nostre contraddizioni, incluse l’appropriazione e l’uso della tradizione e dell’estetica tradizionale nella società contemporanea, compresa quella della sua regione, trascendendo tuttavia interpretazioni binarie di culture contrapposte dell’Europa orientale/occidentale. Il suo stile unico, che abbraccia installazioni multimediali, le consente di occuparsi di ferite e eredità sia storiche che contemporanee tradotte in installazioni avvincenti come una delle serie di Kanonatra, Glitch, allestita nel cortile di un edificio governativo di Belgrado, che tratta il valore simbolico dello sfruttamento del kilim. Ana Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive sia a livello nazionale che internazionale. È stata selezionata per numerose residenze internazionali ed è stata recentemente esposta allo Sharjah Islamic Art Festival nel dicembre 2021 con alcuni lavori della serie Kanonatra. Di recente è stata selezionata per la prossima Biennale dei Balcani del 2022. www.anavujovic.net

Roberto Laneri

Musicista

Roberto Laneri ha studiato filosofia dell’Università di Roma, è diplomato in clarinetto presso il conservatorio di S. Cecilia e si è laureato in performance e composizione negli Stati Uniti. Dal 1972 si occupa di tecniche vocali e stati di coscienza: membro fondatore del gruppo EVT presso il Center for Music Experiment dell’Università di California, San Diego, l’anno dopo fonda PRIMA MATERIA, gruppo di improvvisazione vocale apparso nei più importanti festival europei di musica contemporanea. Conduce numerosissimi seminari di canto armonico, tra gli altri per il Freies Musik Zentrum (Monaco), Metamusik Festival (Berlino), Holland festival, Darmstad Musikintitute, A.S.T.P. (Zurigo), l’università di Roma “La Sapienza“, la Federazione Italiana Yoga, l’Universitè Holistique (Parigi), l’ordine Sufi in Occidente di Pir Vilayat, l’Atelier Exploration Harmoique (Marsiglia), East-West Music Encounter (Bombay), il Politecnico di Zurigo, l’Associazione Italiana di Psico

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Roberto Laneri ha studiato filosofia dell’Università di Roma, è diplomato in clarinetto presso il conservatorio di S. Cecilia e si è laureato in performance e composizione negli Stati Uniti. Dal 1972 si occupa di tecniche vocali e stati di coscienza: membro fondatore del gruppo EVT presso il Center for Music Experiment dell’Università di California, San Diego, l’anno dopo fonda PRIMA MATERIA, gruppo di improvvisazione vocale apparso nei più importanti festival europei di musica contemporanea. Conduce numerosissimi seminari di canto armonico, tra gli altri per il Freies Musik Zentrum (Monaco), Metamusik Festival (Berlino), Holland festival, Darmstad Musikintitute, A.S.T.P. (Zurigo), l’università di Roma “La Sapienza“, la Federazione Italiana Yoga, l’Universitè Holistique (Parigi), l’ordine Sufi in Occidente di Pir Vilayat, l’Atelier Exploration Harmoique (Marsiglia), East-West Music Encounter (Bombay), il Politecnico di Zurigo, l’Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA), la Fondazione Isabella Scelsi. Dal 2007 tiene il corso di canto armonico nel quadro dei corsi di perfezionamento musicale a chiusi della Verna. Partecipa a congressi scientifici e trasmissioni televisive, tra cui in Italia “Incredibile“ (Rai1), “La ricerca dell’arca“ (Rai3), “Maurizio Costanzo show“ (Canale 5). È autore del libro di riferimento sul canto armonico LA VOCE DELL’ARCOBALENO (ed. Punto di Incontro). NEL CIELO DI INDRA, un altro libro dedicato alla pratica del canto armonico, è pubblicato da Terre Sommerse, Roma. Membro del Club di Budapest, ha insegnato fino al 2011 al Conservatorio Cherubini di Firenze.

Felipe Ferraz

Regista e antropologo

Felipe Ferraz is a director, producer and anthropologist. He is co-founder of Wamãe I Antropologia Pública, an association dedicated to public and visual anthropology. He is a researcher at CRIA, Centro em Rede de Investigação em Antropologia, and invited professor of cinema in IPS-Instituto Politécnico de Setúbal. His latest vídeo works deal with questions concerning inequality, postcolonialism and disability.

Felipe Ferraz is a director, producer and anthropologist. He is co-founder of Wamãe I Antropologia Pública, an association dedicated to public and visual anthropology. He is a researcher at CRIA, Centro em Rede de Investigação em Antropologia, and invited professor of cinema in IPS-Instituto Politécnico de Setúbal. His latest vídeo works deal with questions concerning inequality, postcolonialism and disability.

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Duarte Santo

Architect

Duarte Santo is an Architect, Landscape and Urban Designer, Educator and Researcher, currently at Cornell University. His research, practice and teaching, operating across art, architecture, landscape and tourism, focuses on intersectional ecologies and design, material flows and islandologies, explored through experimentation and discourse addressing the sensorial and intersubjective natures of space.

Duarte Santo is an Architect, Landscape and Urban Designer, Educator and Researcher, currently at Cornell University. His research, practice and teaching, operating across art, architecture, landscape and tourism, focuses on intersectional ecologies and design, material flows and islandologies, explored through experimentation and discourse addressing the sensorial and intersubjective natures of space.

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Nidhal Chamekh

Artist

Born in 1985 in Dahmani, Tunisia, Nidhal Chamekh graduated from the School of Fine Arts in Tunis and the University of Sorbonne in Paris. He continues to work and live between the two cities. Nidhal’s creations reflect on the times we inhabit. His artwork is situated at the intersections of the biographic and the political, the lived and the historical, the event and the archive. From drawing to installations, and from photography to videos, Nidhal Chamekh’s oeuvres dissect the constitution of our contemporary identity.

His artwork has been exhibited at the Venice Biennial, the Aïchi Triennale, the Yinchuan Biennial, the Dakar Biennial and has been shown in Tunis at Politics Collective exhibitions, in Kunsthaus Hamburg, in France at the Museum of contemporary art MAC Lyon, during the 12th edition of Bamako Encounters, in Italy at FM Contemporary Art Center, in London at Drawing Room, in CCA Lagos in Nigeria and Kadist in Paris, in Sao Paulo for Videobrasil Art Biennial and the Ski

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Born in 1985 in Dahmani, Tunisia, Nidhal Chamekh graduated from the School of Fine Arts in Tunis and the University of Sorbonne in Paris. He continues to work and live between the two cities. Nidhal’s creations reflect on the times we inhabit. His artwork is situated at the intersections of the biographic and the political, the lived and the historical, the event and the archive. From drawing to installations, and from photography to videos, Nidhal Chamekh’s oeuvres dissect the constitution of our contemporary identity.

His artwork has been exhibited at the Venice Biennial, the Aïchi Triennale, the Yinchuan Biennial, the Dakar Biennial and has been shown in Tunis at Politics Collective exhibitions, in Kunsthaus Hamburg, in France at the Museum of contemporary art MAC Lyon, during the 12th edition of Bamako Encounters, in Italy at FM Contemporary Art Center, in London at Drawing Room, in CCA Lagos in Nigeria and Kadist in Paris, in Sao Paulo for Videobrasil Art Biennial and the Skissernas Museum in Sweden.

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Black Archive Alliance IV | by Jessica Sartiani

Black History Month Florence | VII edizione

After Four Years of development around the research platform Black Archive Alliance as part of a three-year residency at Murate Art District we present the fourth volume. In collaboration with our current research resident, Jessica Sartiani who has been working at MAD since December we present a series of documents and research. The current volume of work includes Research from Roberto Bianchi on the Sciopero della Fame del 1990, a series of documents from the personal archive of Mestre Boca Nua on his work around Capoeira in Florence and fragments from the virtual archive of Jordan Anderson on Black Queerness in Italy. These works are placed in dialogue with the research by Jessica Sartiani that look at the connections between colonial history and coffee production, consumption and marketing.

After Four Years of development around the research platform Black Archive Alliance as part of a three-year residency at Murate Art District we present the fourth volume. In collaboration with our current research resident, Jessica Sartiani who has been working at MAD since December we present a series of documents and research. The current volume of work includes Research from Roberto Bianchi on the Sciopero della Fame del 1990, a series of documents from the personal archive of Mestre Boca Nua on his work around Capoeira in Florence and fragments from the virtual archive of Jordan Anderson on Black Queerness in Italy. These works are placed in dialogue with the research by Jessica Sartiani that look at the connections between colonial history and coffee production, consumption and marketing.

Black Archive Alliance IV | by Jessica Sartiani

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come sa di sale lo pane altrui | Nidhal Chamekh

Black History Month Florence | VII edizione

This exhibition brings together two bodies of work that question and provoke notions of the archive as witness, the archive as bystander. The mixed media works seemingly struggling to hold tight accuracy, to shake the ambiguity that is preserved for the empirical lens of zoological anatomy, the classification of mug shots, the precision of mechanical drawings and the personal intimations that hold them together. Chamekh’s childhood in popular districts of Tunis and the persecution of his militant family deeply impact on his art located at the intersection of the biographic and the political, as he draws memories transformed into testimonies.

This exhibition brings together two bodies of work that question and provoke notions of the archive as witness, the archive as bystander. The mixed media works seemingly struggling to hold tight accuracy, to shake the ambiguity that is preserved for the empirical lens of zoological anatomy, the classification of mug shots, the precision of mechanical drawings and the personal intimations that hold them together. Chamekh’s childhood in popular districts of Tunis and the persecution of his militant family deeply impact on his art located at the intersection of the biographic and the political, as he draws memories transformed into testimonies.

come sa di sale lo pane altrui | Nidhal Chamekh

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Hazel | Kevin Jerome Everson

Black History Month Florence | VII edizione

The solo project Hazel by Kevin Jerome Everson is born from misremembered or misinterpreted memories in relation to the iconic song and album Maggot Brain. The work draws upon the artist’s memory of what inspired the guitar solo that is the song’s focus, the skewed remembering of a lie designed to inspire passionate and mournful playing. The actuality of the tracks history and what was exchanged between bandleader George Clinton and the guitar player become alternative perceptions, insight and imaginings in this work dedicated to guitarist Eddie Hazel and the sonic realm functions as an element that is familiar yet dissonant, remembered but hauntingly distant.

The solo project Hazel by Kevin Jerome Everson is born from misremembered or misinterpreted memories in relation to the iconic song and album Maggot Brain. The work draws upon the artist’s memory of what inspired the guitar solo that is the song’s focus, the skewed remembering of a lie designed to inspire passionate and mournful playing. The actuality of the tracks history and what was exchanged between bandleader George Clinton and the guitar player become alternative perceptions, insight and imaginings in this work dedicated to guitarist Eddie Hazel and the sonic realm functions as an element that is familiar yet dissonant, remembered but hauntingly distant.

Hazel | Kevin Jerome Everson

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FUGA

Black History Month Florence | VII edizione

The seventh edition of Black History Month Florence has arrived bringing with it a new cultural center The Recovery Plan at SRISA functioning as a hub for information, dialogues, research and exchange throughout the month. This edition also represents an expansion of the program shifting into Black History Fuori le Mura.  Extending the reach of the program to collectivize the incredible organizational efforts being carried out in the cities of Bologna, Torino, Roma and Milano, but also pointing towards newly formed collaborations in Paris, Black History Fuori le Mura is the fruit of collective organization that brings together a range of associations, individuals and institutions and is a shared space for the co-promotion of Black History Month events. This platform intends to be generative of a template for a national and international reflection on the recovery of Black History.

 

This edition is framed through the thematic title FUGA. FUGA is a meditation on the fugitivity of

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The seventh edition of Black History Month Florence has arrived bringing with it a new cultural center The Recovery Plan at SRISA functioning as a hub for information, dialogues, research and exchange throughout the month. This edition also represents an expansion of the program shifting into Black History Fuori le Mura.  Extending the reach of the program to collectivize the incredible organizational efforts being carried out in the cities of Bologna, Torino, Roma and Milano, but also pointing towards newly formed collaborations in Paris, Black History Fuori le Mura is the fruit of collective organization that brings together a range of associations, individuals and institutions and is a shared space for the co-promotion of Black History Month events. This platform intends to be generative of a template for a national and international reflection on the recovery of Black History.

 

This edition is framed through the thematic title FUGA. FUGA is a meditation on the fugitivity of Blackness (Moten, Harney 2013) and its non-fixity permeating geo-cultural realities and blurring the lines between the local and the transnational. It is also a reflection on the push back that continues to persist in the Italian context in relation to discourse around peoples and cultures of African descent prompting many towards flight. FUGA in music is a compositional element where a melodic theme is introduced by one voice only to be taken up successively by others.  This edition wants to provide the call and response necessary to collectively engage in the work that needs to be done in order to move beyond the conceptions that are too often restricted by the flatness and limited frame of Blackness as reflected in mass media, institutional structures and academic discourse in Italy and beyond. Shifting from BHMF to BHFM is about engaging in a form of frequency modulation needed to listen and be heard.

FUGA

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Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

Progetto RIVA

Vivente (2016) | Francesco Pellegrino
Vivente (2016) | Francesco Pellegrino

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QuaranTeens - Scuole

Benedetta Manfriani e Valentina Gensini

QuaranTeens - Scuole

Available in:

QuaranTeens

Benedetta Manfriani

QuaranTeens

Available in:

ASINARA LAB 2021 - CONVIVUM

in collaborazione con LWCircus e con il padiglione Italia, XVII Biennale di Architettura di Venezia
Progetto RIVA

Continuano gli appuntamenti del Progetto RIVA, all’interno del progetto interregionale Neptune, in collaborazione con il padiglione Italia, XVII Biennale di Architettura di Venezia e LWCircus, grazie a quattro giorni di attività di informazione e comunicazione sui paesaggi e sulle comunità resilienti, in cui esporremo le iniziative e i risultati raggiunti grazie all’impegno pluriennale del Progetto RIVA.

Mercoledì 29 e giovedì 30 settembre, a partire dalle ore 18.00, trasmetteremo in diretta sulla nostra pagina di Facebook ASINARA LAB 2021 – CONVIVUM – “Asinara Arte e Natura, i paesaggi resilienti e il turismo sostenibile”, per parlare di ecosostenibilità e per promuovere un turismo responsabile nel Mediterraneo.

La partecipazione è gratuita e non necessita di invito.

 

È possibile vedere la registrazione degli eventi ai seguenti link:

https://www.facebook.com/murateartdistrict/posts/1958386580996944 (29 settembre 2021)
https://www.facebook.c

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Continuano gli appuntamenti del Progetto RIVA, all’interno del progetto interregionale Neptune, in collaborazione con il padiglione Italia, XVII Biennale di Architettura di Venezia e LWCircus, grazie a quattro giorni di attività di informazione e comunicazione sui paesaggi e sulle comunità resilienti, in cui esporremo le iniziative e i risultati raggiunti grazie all’impegno pluriennale del Progetto RIVA.

Mercoledì 29 e giovedì 30 settembre, a partire dalle ore 18.00, trasmetteremo in diretta sulla nostra pagina di Facebook ASINARA LAB 2021 – CONVIVUM – “Asinara Arte e Natura, i paesaggi resilienti e il turismo sostenibile”, per parlare di ecosostenibilità e per promuovere un turismo responsabile nel Mediterraneo.

La partecipazione è gratuita e non necessita di invito.

 

È possibile vedere la registrazione degli eventi ai seguenti link:

https://www.facebook.com/murateartdistrict/posts/1958386580996944 (29 settembre 2021)
https://www.facebook.com/murateartdistrict/posts/1959059214263014 (30 settembre 2021)

ASINARA LAB 2021 - CONVIVUM

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De-clouding

Giulio Saverio Rossi

De-clouding

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Marrakech - In times of stillness

di Rida Tabit
a cura di Roi Saade

Marrakech - In times of stillness

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Rivers

di Peter Bialobrzeski

Rivers

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Il teatro di ricerca al Rondò di Bacco 1975-1978

Documenti dall'Archivio Teatrale Andres Neumann

a cura di Massimiliano Barbini e Andrea Strangio

Il teatro di ricerca al Rondò di Bacco 1975-1978

Available in:

Hieronymi

Residenza d'artista di Fabrizio Ajello

La residenza dell’artista Fabrizio Ajello presso il MAD (Murate Art District) riguarderà un percorso di ricerca e sviluppo del progetto Hieronymi sulla figura di Girolamo Maria Francesco Matteo Savonarola, predicatore, religioso e politico, dalle caratteristiche moderne e fortemente contradditorie. Attraverso un attento studio delle fonti e dell’immaginario scaturito negli anni dal personaggio storico ma al contempo leggendario verrà proposta una restituzione della ricerca che coinvolgerà diverse modalità espressive. Dal rapporto tra i caratteri peculiari dell’esperienza politica, religiosa, poetica e profetica del predicatore ferrarese e le peculiarità del nostro presente, il lavoro cercherà di restituire la complessità di una delle figure più interessanti e controverse del Rinascimento, attraverso un’indagine aperta sulla questione del potere, dell’immagine e del linguaggio.

La residenza dell’artista Fabrizio Ajello presso il MAD (Murate Art District) riguarderà un percorso di ricerca e sviluppo del progetto Hieronymi sulla figura di Girolamo Maria Francesco Matteo Savonarola, predicatore, religioso e politico, dalle caratteristiche moderne e fortemente contradditorie. Attraverso un attento studio delle fonti e dell’immaginario scaturito negli anni dal personaggio storico ma al contempo leggendario verrà proposta una restituzione della ricerca che coinvolgerà diverse modalità espressive. Dal rapporto tra i caratteri peculiari dell’esperienza politica, religiosa, poetica e profetica del predicatore ferrarese e le peculiarità del nostro presente, il lavoro cercherà di restituire la complessità di una delle figure più interessanti e controverse del Rinascimento, attraverso un’indagine aperta sulla questione del potere, dell’immagine e del linguaggio.

Hieronymi

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