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Atletica del Cuore #7

Maratona radiofonica su Giorgio Manganelli
a cura di Fosca

La settima edizione di Atletica del Cuore inizia con un atto performativo (16 dicembre 2022), continua con i laboratori (febbraio/marzo 2023) e si conclude con la giornata di convegno (1 aprile 2023).

La parola che ispira le fasi del percorso è Fine. Come sempre la parola si limita a delimitare un campo di azione del pensiero e per questo verrà declinata, immaginata, decostruita e re/inventata mettendo insieme discipline, metodi e riflessioni diverse. Desideriamo che Atletica del Cuore sia un percorso che generi complessità e domande, cose che accomunano sia l’atto creativo che la relazione pedagogica. Riteniamo che la complessità sia necessaria per leggere le stratificazioni e le contraddizioni che abitano l’essere umano, sempre così indefinibile.

MARATONA RADIOFONICA

Venerdì 16 dicembre 2022 alle ore 19.00 prenderà vita la maratona radiofonica su Giorgio Manganelli.

Giorgio Antonio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922 – Roma, 28 maggio 1990) è stato uno scrittore, t

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La settima edizione di Atletica del Cuore inizia con un atto performativo (16 dicembre 2022), continua con i laboratori (febbraio/marzo 2023) e si conclude con la giornata di convegno (1 aprile 2023).

La parola che ispira le fasi del percorso è Fine. Come sempre la parola si limita a delimitare un campo di azione del pensiero e per questo verrà declinata, immaginata, decostruita e re/inventata mettendo insieme discipline, metodi e riflessioni diverse. Desideriamo che Atletica del Cuore sia un percorso che generi complessità e domande, cose che accomunano sia l’atto creativo che la relazione pedagogica. Riteniamo che la complessità sia necessaria per leggere le stratificazioni e le contraddizioni che abitano l’essere umano, sempre così indefinibile.

MARATONA RADIOFONICA

Venerdì 16 dicembre 2022 alle ore 19.00 prenderà vita la maratona radiofonica su Giorgio Manganelli.

Giorgio Antonio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922 – Roma, 28 maggio 1990) è stato uno scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario, curatore editoriale e docente italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia. Prese parte attivamente agli incontri del Gruppo 63 e fu tra i redattori di Grammatica. Collaborò con numerosi quotidiani come Il Giorno, La Stampa, Corriere della Sera, Il Messaggero, e a vari settimanali (L’Espresso, Il Mondo, L’Europeo, Epoca) e mensili (FMR). Autore di numerose opere dalla prosa elaborata e complessa, che oscilla spesso tra il racconto-visione e il trattato, Manganelli affermò nella sua Letteratura come menzogna del 1967 che il compito della letteratura è quello di trasformare la realtà in menzogna, in scandalo e in mistificazione, risolta in un puro gioco di forme, attraverso le quali la scrittura diventa contestazione. Nelle opere di Manganelli la parodia e il sarcasmo si esercitano in forme letterarie raffinate e funamboliche.

Atletica del Cuore #7

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Resilient Landscapes Symposium, Simposio internazionale Paesaggi Resilienti, sezione Resilienza Arte Paesaggio, Padiglione Italia, XVII Biennale di Venezia
Resilient Landscapes Symposium, Simposio internazionale Paesaggi Resilienti, sezione Resilienza Arte Paesaggio, Padiglione Italia, XVII Biennale di Venezia

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Trying to Grow Wings

È una comunità che lotta, che spiega le ali per volare nonostante un presente difficile quella raccontata nelle opere di Ana Vujovic per MAD Murate Art District.

Inaugura  il 28 aprile “Trying to grow wings”, l’articolato  progetto dell’artista serba curato da Renata Summo O’Connell, Artegiro, commissionato e prodotto da MAD Murate Art District.

La mostra, che si sviluppa nei vari ambienti del complesso, dal portico esterno fino alle celle al primo piano, è il frutto di una lunga residenza negli spazi del centro di arte contemporanea, dove l’artista ha lavorato per oltre un mese ad un progetto interamente site-specific.

 

Partendo da una tradizione pre-slavica di tessituraantica arte femminileAna Vujovic ha a lungo investigato il rapporto tra tradizione, storia, questione di genere da un lato, e sul ruolo dell’errore, del glitch dall’altro, come scrive la storica dell’arte Sladjana Petrović Varagić a proposito del suo lavoro. Un lavoro di

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È una comunità che lotta, che spiega le ali per volare nonostante un presente difficile quella raccontata nelle opere di Ana Vujovic per MAD Murate Art District.

Inaugura  il 28 aprile “Trying to grow wings”, l’articolato  progetto dell’artista serba curato da Renata Summo O’Connell, Artegiro, commissionato e prodotto da MAD Murate Art District.

La mostra, che si sviluppa nei vari ambienti del complesso, dal portico esterno fino alle celle al primo piano, è il frutto di una lunga residenza negli spazi del centro di arte contemporanea, dove l’artista ha lavorato per oltre un mese ad un progetto interamente site-specific.

 

Partendo da una tradizione pre-slavica di tessituraantica arte femminileAna Vujovic ha a lungo investigato il rapporto tra tradizione, storia, questione di genere da un lato, e sul ruolo dell’errore, del glitch dall’altro, come scrive la storica dell’arte Sladjana Petrović Varagić a proposito del suo lavoro. Un lavoro di ricerca che, dalle tecniche tradizionali del suo paese d’origine approda oggi a Firenze, ibridando la pratica di quest’artista contemporanea con materie e simboli della lunga tradizione locale.

Attraverso il concetto di canone e del gesto di tessitura, già al centro della serie Kanonatra, l’artista si è calata nel contesto fiorentino scegliendo di utilizzare come materia prima sete e carte pregiate, grazie alla collaborazione di Antico Setificio Fiorentino e Rossi1931.

 

Il fil rouge che attraversa il corpus di opere create per la mostra è il simbolo dell’uccello, che l’artista ha individuato sia nel pattern del tessuto rinascimentale “Uccellini” sia in alcune carte tradizionali: lo ritroviamo in tutti gli ambienti, dall’esterno all’interno di MAD, quale simbolo di resilienza. La nostra città, fiera di una bellezza antica e presente, è fin dal primo sopralluogo fiorentino apparsa all’artista autentica e resistente grazie al senso profondo di Comunità, riscoperto da Ana Vujovic quale segno fondante il MAD, e potente strumento di reazione e rivivificazione estetica.

 

I versi della poetessa Etel Adnan citati nel titolo, “Non stiamo giocando un gioco di dolore, stiamo cercando di sviluppare le ali e volare” (trying to grow wings), definiscono l’invito dell’artista a liberarsi dalle complesse difficoltà del presente per andare oltre.

Come in tre capitoli, dall’audio esterno sotto il loggiato, con i versi di Adnan letti dall’artista,  fino al culmine in sala Anna Banti, passando per le complesse installazioni nelle tre celle, l’artista utilizza la materia per costruire un complesso palinsesto di significati che scava, costruisce, moltiplica i livelli di senso e di lettura del lavoro.

“L’attesa generata nel loggiato attraverso anticipazioni  sensoriali e visive” spiega Valentina Gensini, “diviene esplorazione multimediale nelle celle al primo piano dove le pareti, il soffitto e il pavimento acquisiscono una dimensione polimorfa e generativa: Vujovic ci proietta in ambienti che divorano, scavano, estroflettono molteplici strati di senso in una sollecitazione continua dello sguardo, avvinto in una esplorazione mai paga. L’esperienza culmina in sala Anna Banti, dove una sfolgorante seta pregiata tessuta a mano si mostra tesa in due versi opposti, brandello di compiutezza estetica, sospeso in una tensione perenne che ne svela l’ordito, la dimensione processuale e la complessità.  L’estetizzazione del lacerto sembra dunque l’unica istanza possibile in un mondo in cui la tecnologia brutalizzante del mondo programmato esclude l’errore della sapienza collettiva femminile, in una ricerca estetica che alla perfezione compiuta predilige la poetica del frammento, da conquistare con coraggio oltre il velo di Maja”.

Trying to Grow Wings

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GIF | Chamber Music

Un concerto realizzato in collaborazione con il Festival Virtuoso&Belcanto di Lucca. Sarà protagonista del concerto un giovanissimo Trio violino violoncello e pianoforte – Trio Eidos – composto da Ivos Margoni, Stefano Bruno, Giulia Loperfido, tre giovani che si sono distinti nel Festival di perfezionamento estivo Virtuoso&Belcanto di Lucca (con cui il GAMO ha collaborato nella produzione di questo concerto) – studiando con nomi come Bruno Giuranna, Adrian Brendel – e sono stati selezionati ed inseriti nel cartellone della Stagione GAMO 2022. Il Trio eseguirà i celebri Trii op.49 di Mendelssohn e op.8 di Šostakóvič e due nuove composizioni in prima esecuzione assoluta di due compositori del territorio fiorentino, Francesco Sottile e Davide Sensi.

Un concerto realizzato in collaborazione con il Festival Virtuoso&Belcanto di Lucca. Sarà protagonista del concerto un giovanissimo Trio violino violoncello e pianoforte – Trio Eidos – composto da Ivos Margoni, Stefano Bruno, Giulia Loperfido, tre giovani che si sono distinti nel Festival di perfezionamento estivo Virtuoso&Belcanto di Lucca (con cui il GAMO ha collaborato nella produzione di questo concerto) – studiando con nomi come Bruno Giuranna, Adrian Brendel – e sono stati selezionati ed inseriti nel cartellone della Stagione GAMO 2022. Il Trio eseguirà i celebri Trii op.49 di Mendelssohn e op.8 di Šostakóvič e due nuove composizioni in prima esecuzione assoluta di due compositori del territorio fiorentino, Francesco Sottile e Davide Sensi.

GIF | Chamber Music

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GIF | Recital pianisitico G.A.M.O. Linguaggi del primo novecento attraverso i continenti

Il Recital pianistico di Alice Michahelles sarà caratterizzato daun excursus di esperienze musicali maturate nel primo novecento, che hanno attraversato vari continenti: Tango e Piano-rag-music di Stravinsky, l’op.24 dell’italiano Alfredo Casella, la musica del georgiano Otar Taktakishvili – un autore per la prima volta al GAMO di Firenze – e la celebre Rapsody in blue di Gershwin.

Alice Michahelles è una pianista che ha suonato in tutto il mondo, nelle Americhe e nei paesi dell’ex Unione Sovietica, nel Medio Oriente e in Europa. Di formazione interculturale, vanta delle origini storiche e culturali di grandissimo interesse: nata da madre americana e padre svizzero, la nonna russa era traduttrice di Bulgakov e Solženicyn e i suoi zii sono stati i pittori futuristi Ram e Thayaht.

Il Recital pianistico di Alice Michahelles sarà caratterizzato daun excursus di esperienze musicali maturate nel primo novecento, che hanno attraversato vari continenti: Tango e Piano-rag-music di Stravinsky, l’op.24 dell’italiano Alfredo Casella, la musica del georgiano Otar Taktakishvili – un autore per la prima volta al GAMO di Firenze – e la celebre Rapsody in blue di Gershwin.

Alice Michahelles è una pianista che ha suonato in tutto il mondo, nelle Americhe e nei paesi dell’ex Unione Sovietica, nel Medio Oriente e in Europa. Di formazione interculturale, vanta delle origini storiche e culturali di grandissimo interesse: nata da madre americana e padre svizzero, la nonna russa era traduttrice di Bulgakov e Solženicyn e i suoi zii sono stati i pittori futuristi Ram e Thayaht.

GIF | Recital pianisitico G.A.M.O. Linguaggi del primo novecento attraverso i continenti

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GIF | Odi di Levante

Il concerto del 10 dicembre, come lo stesso sottotitolo, vuole essere un fuorilegio di musiche di autori vari della musica d’oggi sapientemente selezionate dalla direzione GAMO per il programma della serata che sarà interamente realizzato dal G.A.M.O. Ensemble. Un programma con tre prime esecuzioni assolute, una del compositore italiano Andrea Talmelli che ha scritto per GAMO una nuova composizione per chitarra concertante (Vincenzo Saldarelli) e ensemble; un’altra del compositore inglese RIchard Causton per flauto e saxofono, strumento quest’ultimo in questa occasione impersonato dal grande saxofonista Mario Marzi – già ospite in passato di GAMO, che in questa occasione suonerà in Duo con la flautista del GAMO Ensemble Sara Minelli; e una terza prima assoluta del giovane compositore marchigiano Danilo Comitini, recente vincitore del Premio bolognese di composizione Due agosto. Completeranno il programma del concerto le musiche della compositrice fiorentina C

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Il concerto del 10 dicembre, come lo stesso sottotitolo, vuole essere un fuorilegio di musiche di autori vari della musica d’oggi sapientemente selezionate dalla direzione GAMO per il programma della serata che sarà interamente realizzato dal G.A.M.O. Ensemble. Un programma con tre prime esecuzioni assolute, una del compositore italiano Andrea Talmelli che ha scritto per GAMO una nuova composizione per chitarra concertante (Vincenzo Saldarelli) e ensemble; un’altra del compositore inglese RIchard Causton per flauto e saxofono, strumento quest’ultimo in questa occasione impersonato dal grande saxofonista Mario Marzi – già ospite in passato di GAMO, che in questa occasione suonerà in Duo con la flautista del GAMO Ensemble Sara Minelli; e una terza prima assoluta del giovane compositore marchigiano Danilo Comitini, recente vincitore del Premio bolognese di composizione Due agosto. Completeranno il programma del concerto le musiche della compositrice fiorentina Cristina Papi, del compositore milanese Gabriele Manca, del compositore romano – che quest’anno festeggia i 30 anni di carriera – Fausto Sebastiani e del compositore pugliese – che oggi vive e lavora a Parigi – Valerio Sannicandro, del quale sarà eseguito un celebre brano per sei strumenti, il cui titolo Odi di levante sarà il titolo dell’intero concerto.

GIF | Odi di Levante

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GIF | Canti

I Galgenlieder, in italiano Canti della forca, sono un ciclo di poesie stravaganti-dure-aggressive, condite di sarcasmo e humor nero, dello scrittore tedesco Christian Morgensen, vissuto a cavallo del Novecento. Un autore molto influenzato e ispirato dal cabaret, dalle riviste popolari, così come dal filosofo Friederic Nietzsche e dal misticismo antroposofico di Rudolf Steiner. Nella prefazione del libro i Canti della forca, del 1905, Morgenstern afferma di aver voluto con l’uso della poesia del patibolo esprimere una riflessione personale sull’essere umano nella civiltà dell’oggi.

Sofia Gubaidulina offre di queste poesie di Morgenstern una sua personalissima interpretazione musicale.

Il Gamo Ensemble – diretto da Francesco Gesualdi – è stato l’unico ensemble ad aver realizzato questo progetto esecutivo in Italia. Il programma del concerto dedicato ai Galgenlieder sarà completato con una nuova composizione di Mauro Montalbetti, ispirata al celebr

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I Galgenlieder, in italiano Canti della forca, sono un ciclo di poesie stravaganti-dure-aggressive, condite di sarcasmo e humor nero, dello scrittore tedesco Christian Morgensen, vissuto a cavallo del Novecento. Un autore molto influenzato e ispirato dal cabaret, dalle riviste popolari, così come dal filosofo Friederic Nietzsche e dal misticismo antroposofico di Rudolf Steiner. Nella prefazione del libro i Canti della forca, del 1905, Morgenstern afferma di aver voluto con l’uso della poesia del patibolo esprimere una riflessione personale sull’essere umano nella civiltà dell’oggi.

Sofia Gubaidulina offre di queste poesie di Morgenstern una sua personalissima interpretazione musicale.

Il Gamo Ensemble – diretto da Francesco Gesualdi – è stato l’unico ensemble ad aver realizzato questo progetto esecutivo in Italia. Il programma del concerto dedicato ai Galgenlieder sarà completato con una nuova composizione di Mauro Montalbetti, ispirata al celebre libro Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll, scritta per il Gamo Ensemble, che sarà eseguita in prima esecuzione assoluta.

GIF | Canti

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Le simmetrie dei desideri
Le simmetrie dei desideri

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Le simmetrie dei desideri | Interviste

Ilaria Turba
Interventi di Ilaria Turba, Cristina Giachi, Giorgio Bacci, Valentina Gensini
Credits Luca Segato

Le simmetrie dei desideri | Interviste

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Le simmetrie dei desideri | Video

di Ilaria Turba
credits Luca Segato

Le simmetrie dei desideri | Video

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Il Respiro dei Sogni | Estratti dai Sogni

Alcuni dei sogni donati dai cittadini di Firenze per l'opera di Jacopo Baboni Schilingi

Sogno Onirico | Angeli e stupro
Sogno Onirico | Leonessa
Progetto | Casa al mare
Progetto | Amore a Boboli
Sogno Utopico | Fratelli cosmici
Sogno Utopico | Firenze colorata
Il Respiro dei Sogni | Estratto dell'installazione interattiva
Il Respiro dei Sogni | Estratti dai Sogni

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I versi delle mani | Video

di Marta Bellu e Laura Lucioli
con Agnese Banti

I versi delle mani | Video

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Cavallo Marchese | GIF

GAMO International Festival 2022

On 26 November the GAMO will inaugurate its Gamo International Festival 2022, the third format of its 43rd Concert Season.
The first concert entitled Cavallo Marchese will be entirely dedicated to the music of the Italian composer Nicola Sani. Sani’s program includes pieces for flute and electronics, for bass clarinet and electronics, for bassoon and electronics, for accordion and electronics.
The interpreters will be the musicians for whom the pieces were written. The concert program will also include the world premiere of a new piece written by Nicola Sani for GAMO, entitled Cavallo Marchese for wind trio and accordion.
The concert will also include the special presence of Alvise Vidolin on live electronics and the oboist soloist Christian Schmitt. The other performers will be the soloists of the G.A.M.O. Roberto Fabbriciani (flute), Roberta Gottardi (clarinet), Paolo Carlini (bassoon), Francesco Gesualdi (accordion).




On 26 November the GAMO will inaugurate its Gamo International Festival 2022, the third format of its 43rd Concert Season.
The first concert entitled Cavallo Marchese will be entirely dedicated to the music of the Italian composer Nicola Sani. Sani’s program includes pieces for flute and electronics, for bass clarinet and electronics, for bassoon and electronics, for accordion and electronics.
The interpreters will be the musicians for whom the pieces were written. The concert program will also include the world premiere of a new piece written by Nicola Sani for GAMO, entitled Cavallo Marchese for wind trio and accordion.
The concert will also include the special presence of Alvise Vidolin on live electronics and the oboist soloist Christian Schmitt. The other performers will be the soloists of the G.A.M.O. Roberto Fabbriciani (flute), Roberta Gottardi (clarinet), Paolo Carlini (bassoon), Francesco Gesualdi (accordion).

Cavallo Marchese | GIF

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Il Respiro dei Sogni | Video

di Jacopo Baboni Schilingi

Il Respiro dei Sogni | Video

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Il Respiro dei Sogni | Gallery

di Jacopo Baboni Schilingi

Il Respiro dei Sogni | Gallery

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Il Respiro dei sogni | Interviste
Il Respiro dei sogni | Interviste

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Design da leggere

Tra le pagine di Vanni Pasca

Design da leggere

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Le simmetrie dei desideri | gallery

Ilaria Turba
credits Alisa Martynova

Le simmetrie dei desideri | gallery

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Raccolta dei sogni | Gallery

Il Respiro dei Sogni | Jacopo Baboni Schilingi

Raccolta dei sogni | Gallery

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Il respiro dei sogni

Dall’8 settembre al MAD Murate Art District di Firenze in mostra il lavoro di Jacopo Baboni Schilingi che raccoglie i sogni dei cittadini che hanno aderito alla call dell’artista

 

Sogni elaborati durante la notte, sogni nel cassetto o utopie personali e collettive, auspici per il pianeta o per il futuro. Jacopo Baboni Schilingi ha raccolto ognuna di queste suggestioni per trasformarle nelle voci di un’unica grande installazione. Si intitola il Respiro dei sogni la mostra che dall’8 settembre (e fino al 15 ottobre) inaugura MAD Murate Art District, centro di arte contemporanea e residenze d’artista del Comune di Firenze gestito da MUS.E.

Nell’installazione – che per un unico giorno, l’8 settembre, sarà fruibile al Terzo Giardino e per il resto del tempo al primo piano di MAD – sono infatti raccolti i sogni delle persone che hanno partecipato alla open call dello scorso maggio e che l’artista ha ascoltato e suddiviso in tre tracce audio interpretate dalle voci

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Dall’8 settembre al MAD Murate Art District di Firenze in mostra il lavoro di Jacopo Baboni Schilingi che raccoglie i sogni dei cittadini che hanno aderito alla call dell’artista

 

Sogni elaborati durante la notte, sogni nel cassetto o utopie personali e collettive, auspici per il pianeta o per il futuro. Jacopo Baboni Schilingi ha raccolto ognuna di queste suggestioni per trasformarle nelle voci di un’unica grande installazione. Si intitola il Respiro dei sogni la mostra che dall’8 settembre (e fino al 15 ottobre) inaugura MAD Murate Art District, centro di arte contemporanea e residenze d’artista del Comune di Firenze gestito da MUS.E.

Nell’installazione – che per un unico giorno, l’8 settembre, sarà fruibile al Terzo Giardino e per il resto del tempo al primo piano di MAD – sono infatti raccolti i sogni delle persone che hanno partecipato alla open call dello scorso maggio e che l’artista ha ascoltato e suddiviso in tre tracce audio interpretate dalle voci di Cristina Abati e Riccardo Rombi. Il risultato è un flusso di sogni sussurrati, freddamente esposti o interpretati, vissuti, tutti accompagnati da un video e da una traccia musicale inedita, composta dall’artista a partire dall’integrazione del racconto con le respirazioni e le pulsazioni cardiache.

Visioni oniriche, proiezioni personali e utopie collettive, queste le tre “macroaree” in cui Baboni Schilingi ha suddiviso il lavoro, creando un percorso che, a partire dalle celle dell’ex carcere fiorentino, culmina nella sala Anna Banti, all’interno della quale il visitatore troverà Argo – il dispositivo concepito da Baboni per misurare e visualizzare il suo respiro 24 ore su 24 – provando in prima persona a “sognare” e allo stesso tempo a comporre musica con il semplice movimento delle mani.

Il progetto di Jacopo Baboni Schilingi, curato da Valentina Gensini, direttore artistico di MAD, e Renata Summo O’Connell, Presidente di Artegiro, è finanziato da ANCI, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, all’interno di LUMEN- Progetto RIVA, ideato e prodotto da MAD, in collaborazione con Artegiro Contemporary Art, Institut Francais, Accademia di Belle Arti di Firenze, Conservatorio Luigi Cherubini, EMI – Ensemble de Musique Interactive, con il supporto di Fondazione CR Firenze.

I cittadini, fiorentini e non, sognano a voce alta: dopo aver condiviso la dimensione più intima del proprio immaginario onirico, della proiezione verso il futuro, ma anche del proprio battito e del proprio respiro, misurati dal sensore Argo, la nostra Comunità potrà finalmente abitare spazi sonori disegnati dal grande compositore Jacopo Baboni Schilingi presso MAD Murate Art District e presso il Terzo Giardino; – ha detto Valentina Gensini, direttore artistico di MAD – . In due versioni completamente diverse, i sogni rivivranno ad alta voce con il sound design dell’artista, e potranno essere percorsi, attraversati, vissuti. Con un lavoro commissionato dal Progetto RIVA Baboni Schilingi propone questa installazione partecipativa dopo un lungo percorso di ascolto del territorio, di formazione con i giovani artisti dell’Accademia e del Conservatorio, di dedizione artistica alla città”.

Il Respiro dei Sogni – ha commentato Renata Summo O’Connell propone immagini, suoni e installazioni multimediali che raccolgono e raccontano in modalità assolutamente contemporanee le voci di sognatori, gli ideali e i desideri di cittadini fiorentini e non, narrati lungo l’Arno e restituiti in una corale e inattesa opera d’arte. Un lungo respiro di sogni, tanto digitale quanto organicamente naturale, che dall’Arno ci unisce al cuore della città”.

La capacità di sognare ci accomuna tutti: donne, uomini, giovani, anziani – ha spiegato Jacopo Baboni Schilingi -. È quella capacità inconscia grazie alla quale siamo tutti un po’ come degli artisti in grado di vivere esperienze profonde, misteriose, paurose, fantasiose. Attraverso il respiro dei sogni ho deciso di dar voce al vostro inconscio”.

Baboni Schilingi, artista di respiro internazionale e protagonista di una lunga residenza al MAD Murate Art District, ha invitato in una prima fase di “raccolta dei sogni” a passeggiare liberamente nel Terzo Giardino (per un massimo di 10 minuti) registrando sul telefono, sotto forma di messaggio vocale, uno o più sogni da “regalare” alla città di Firenze.

Ciascun vocale è stato interpretato da un’attrice e da un attore in modo da tutelare l’anonimato di chi ha “donato” la propria riflessione. A ciascuno dei partecipanti è stato applicato sul torace il sensore Argo, che registra le pulsazioni cardiache e misura le respirazioni, dati fisiologici che utilizzati dall’artista per comporre la partitura sonora dedicata a ciascun sogno.

Argo è uno speciale dispositivo concepito per misurare il respiro di Jacopo Baboni Schilingi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, basato sulla tecnologia sviluppata da David Kuller (attraverso la sua società MyAir). Un computer dedicato e un algoritmo monitorano costantemente i dati in entrata: la lunghezza dei respiri, il volume totale dagli ultimi 10 secondi a 1 minuto di respiro, la frequenza del respiro, l’espansione e la compressione della gabbia toracica. I dati, trasmessi e interpretati in diretta dal sensore che indossa, creano una simbiosi tra la tecnologia e il processo più intimo della vita di un essere umano: la respirazione. Attraverso la conversione di questi dati in funzioni semantiche, ARGO genera musica e video senza fine.

Si ringrazia il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno per il determinante contributo alla manutenzione del Terzo Giardino.

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TIRED DON GIOVANNI
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TIRED DON GIOVANNI

Con questo lavoro su Don Giovanni INGRATE intende continuare il processo di sperimentazione che ha come scopo una destrutturazione ed espansione dei repertori, delle forme classiche e della forma Opera in particolare, tentando di “disturbarle” e ricomprenderle profondamente, in un’ottica molteplice e contemporanea. In questo contesto i linguaggi artistici si combinano in nuove interpretazioni e il materiale di origine (formalmente e contenutisticamente) si espande in nuove forme ibride e ricomposte.

I video-appunti coreografici di Letizia Renzini, Marina Giovannini e Lucrezia Palandri guidano (non senza ironia e con solida visione intimamente femminista) il processo di ricomprensione dell’Opera “Don Giovanni” di Mozart-Da Ponte, cuore semantico del progetto TIRED DON GIOVANNI, realizzato da INGRATE ETS grazie al contributo del progetto Toscanaincontemporanea2022.

Il repertorio mozartiano cui si attinge, ricomposto live per questo primo step, è acusmatico, ovvero proviene d

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Con questo lavoro su Don Giovanni INGRATE intende continuare il processo di sperimentazione che ha come scopo una destrutturazione ed espansione dei repertori, delle forme classiche e della forma Opera in particolare, tentando di “disturbarle” e ricomprenderle profondamente, in un’ottica molteplice e contemporanea. In questo contesto i linguaggi artistici si combinano in nuove interpretazioni e il materiale di origine (formalmente e contenutisticamente) si espande in nuove forme ibride e ricomposte.

I video-appunti coreografici di Letizia Renzini, Marina Giovannini e Lucrezia Palandri guidano (non senza ironia e con solida visione intimamente femminista) il processo di ricomprensione dell’Opera “Don Giovanni” di Mozart-Da Ponte, cuore semantico del progetto TIRED DON GIOVANNI, realizzato da INGRATE ETS grazie al contributo del progetto Toscanaincontemporanea2022.

Il repertorio mozartiano cui si attinge, ricomposto live per questo primo step, è acusmatico, ovvero proviene da registrazioni storiche dell’Opera e viene in parte letteralmente sintetizzato e reso midi: un processo di astrazione e simbolizzazione realizzato in collaborazione con Lorenzo Brusci, processo che, in qualche modo, concorre a mettere in crisi quello che il tempo e le stratificazioni critiche hanno effettuato sull’opera e sul carattere del suo protagonista. Il Don Giovanni di Mozart Da Ponte è considerato – con pressoché unanime ed illustre ostinazione – il paladino e il custode dell’edonismo e dell’impulso vitale, il dispensatore di stimoli energetici, il generoso e inesauribile distributore di piacere, l’aristocratico bon vivant refrattario ai legami e alle limitazioni della libertà. In realtà con le sue arie veloci, il confronto musicale constante con il servo, il commendatore alle calcagna e le donne che lo vogliono punire e possedere, Don Giovanni è forse piuttosto corrispondente allo stanco maschio cisgender contemporaneo, sopraffatto dai doveri sociali della propria mascolinità, costantemente in burn-out, che agisce ormai in un vuoto e stancante automatismo in risposta alle proprie pulsioni mortali credendole vitali, schiacciato dagli eventi, dal dover fare, dalla crescita, diktat della società̀ patriarcale in cui è immerso, che prima gli chiede di essere performante, e poi lo uccide.

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Letizia Renzini

Regista, DJ e artista performativa

Regista, musicista, DJ, lavora come creatrice nel nuovo teatro musicale, arti performative, installazioni e musica elettronica/visiva; artista audio e video, performer, Letizia Renzini lavora internazionalmente sulla composizione e organizzazione dei linguaggi plurimi. Ha lavorato per molti anni per il 3° canale della RAI come dj e speaker per la trasmissione “Battiti”. Ha curato rassegne e festival incentrati sulla sound art, le arti performative e la nuova musica (Murate Vive nel 2007, Postelettronica nel 2012, Short Format nel 2013) e ha insegnato Arti Multimediali e Studi sul Cinema all’Istituto Marangoni per la Moda, le Arti e il Design (2018/2020). I suoi lavori di nuovo teatro musicale e le sue performance musicali e visive (per adulti e bambini) sono stati visti, ascoltati e prodotti presso luoghi d’arte internazionali e festival per le arti contemporanee e performative come la Biennale di Venezia, Festival Romaeuropa (I) Operadagen Rotterdam (NL), Nati

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Regista, musicista, DJ, lavora come creatrice nel nuovo teatro musicale, arti performative, installazioni e musica elettronica/visiva; artista audio e video, performer, Letizia Renzini lavora internazionalmente sulla composizione e organizzazione dei linguaggi plurimi. Ha lavorato per molti anni per il 3° canale della RAI come dj e speaker per la trasmissione “Battiti”. Ha curato rassegne e festival incentrati sulla sound art, le arti performative e la nuova musica (Murate Vive nel 2007, Postelettronica nel 2012, Short Format nel 2013) e ha insegnato Arti Multimediali e Studi sul Cinema all’Istituto Marangoni per la Moda, le Arti e il Design (2018/2020). I suoi lavori di nuovo teatro musicale e le sue performance musicali e visive (per adulti e bambini) sono stati visti, ascoltati e prodotti presso luoghi d’arte internazionali e festival per le arti contemporanee e performative come la Biennale di Venezia, Festival Romaeuropa (I) Operadagen Rotterdam (NL), National Theatre Amsterdam, Mozarteum Salzburg (A), Radialsystem Berlin (D), Fabbrica Europa Firenze (I), Parco della Musica Roma (I), Centro Cultural de Belem (P), State Theatre Pretoria (SA), Macro Roma, The Place London (GB), Opéra de Lille (FR), Tanzeshus Stockholm (S), Royal Opera House London (GB), CCS Strozzina Firenze (I), Walpurgis Antwerp (B), Bimhuis Amsterdam (NL), Concertgebouw Brugge (B): Elbphilarmonie di Amburgo, Cité de La Musique Parigi (F), e altri. La sua opera “Il Ballo delle Ingrate” ha vinto il premio internazionale Music Theatre Now! nel 2016. Ha debuttato con il suo spettacolo “Decameron 2.0” al Festival Dei due Mondi 61 di Spoleto nel 2018. Il suo spettacolo “Love, You son of a bitch – a Scarlatti project” prodotto da Staatsoper Unter den Linden debutta a Berlino nell’ottobre 2019. Nell’ottobre 2020 cura e dirige la prima edizione del festival di arti performative Happening! alla Manifattura Tabacchi di Firenze, incentrato sulle connessioni tra Performance, Performing Arts, Opera e Arte installativa. Nel 2021 Renzini fonda INGRATE ETS con i colleghi Luisa Zuffo e Fabrizio Massini, e presenta il suo ultimo lavoro “Inferno”, concerto-sonorizzazione dal vivo del capolavoro del cinema muto italiano del 1911.

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INGRATE ETS

INGRATE ETS si è formalmente costituita nel 2021 ma è attiva in varie forme da oltre 10 anni. Il gruppo si è precedentemente appoggiato all’amministrazione dell’associazione Cab 008 che ha permesso la gestione amministrativa dei progetti e degli spettacoli co-prodotti da Istituzioni italiane e straniere.
L’attività dell’associazione INGRATE ETS si concentra sulla creazione di progetti legati al nuovo teatro musicale, all’opera contemporanea, al multimedia e alle performance multidisciplinari. Le produzioni incorporano arti performative (cioè teatro, danza) con generi che includono concerti musicali, installazioni e arti visive. Come organizzatori, curiamo e produciamo eventi che includono festival, workshop ed eventi. L’attività si strutturata su tre linee di intervento: Produzione, Training, Programmazione. Queste linee si alimentano a vicenda, creando un ecosistema virtuoso e diffuso in vari luoghi della nostra Regione e del territorio nazionale e intern

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INGRATE ETS si è formalmente costituita nel 2021 ma è attiva in varie forme da oltre 10 anni. Il gruppo si è precedentemente appoggiato all’amministrazione dell’associazione Cab 008 che ha permesso la gestione amministrativa dei progetti e degli spettacoli co-prodotti da Istituzioni italiane e straniere.
L’attività dell’associazione INGRATE ETS si concentra sulla creazione di progetti legati al nuovo teatro musicale, all’opera contemporanea, al multimedia e alle performance multidisciplinari. Le produzioni incorporano arti performative (cioè teatro, danza) con generi che includono concerti musicali, installazioni e arti visive. Come organizzatori, curiamo e produciamo eventi che includono festival, workshop ed eventi. L’attività si strutturata su tre linee di intervento: Produzione, Training, Programmazione. Queste linee si alimentano a vicenda, creando un ecosistema virtuoso e diffuso in vari luoghi della nostra Regione e del territorio nazionale e internazionale in sinergia con il patrimonio locale e con i soggetti produttivi già esistenti. Per incoraggiare nuove relazioni tra arti e istituzioni artistiche, ed accorciare le distanze tra arti del passato (i Beni Culturali) e la produzione contemporanea.

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Stefano Parigi

Attore

Dopo aver percorso un periodo formativo in varie discipline teatrali, insieme al regista Marco Di Costanzo e al sound designer Andrea Pistolesi, dà vita alla compagnia Teatro dell’Elce nel 2006. Con questa produce e interpreta Ercole e le stalle di Augia, monologo tratto dall’omonimo radiodramma di Dürrenmatt; Cinquanta! Epopea di un faticoso entusiasmo, spettacolo originale non verbale, Il Salone di Z***, performance sensoriale e Il sogno di Rodolfo Siviero, spettacolo site-specific all’interno del museo fiorentino Casa Siviero; è tra i lettori impiegati nei reading sonorizzati del progetto Teatro nelle città.

Dopo aver percorso un periodo formativo in varie discipline teatrali, insieme al regista Marco Di Costanzo e al sound designer Andrea Pistolesi, dà vita alla compagnia Teatro dell’Elce nel 2006. Con questa produce e interpreta Ercole e le stalle di Augia, monologo tratto dall’omonimo radiodramma di Dürrenmatt; Cinquanta! Epopea di un faticoso entusiasmo, spettacolo originale non verbale, Il Salone di Z***, performance sensoriale e Il sogno di Rodolfo Siviero, spettacolo site-specific all’interno del museo fiorentino Casa Siviero; è tra i lettori impiegati nei reading sonorizzati del progetto Teatro nelle città.

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