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MAD resterà chiuso dall'8 al 23 agosto
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Tempo Reale

Produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica

Tempo Reale Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di esperienze didattiche. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.

Tempo Reale Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di esperienze didattiche. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.

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Voci adolescenti | Call for QuaranTeens

An invitation to teenagers from all over the world by artist Benedetta Manfriani

The Voci adolescenti | Call for QuaranTeens call wants to collect – through the website www.murateartdistrict.it and the dedicated number +39 3202505022- a series of ten-seconds audio sent from teenagers who are currently experiencing the discomfort and drama of the pandemic.
The call is spread in Italian and in English and invites you to send words, sounds of the enviroment and/or emotional sounds.

The participatory art action proposed by the project Voci adolescenti | Call for QuaranTeens aims to collect the voices of teenagers from all over the world – the sounds collection will be turned into a sound installation in collaboration with Tempo Reale – so that they can leave a sort of emotional mark, together in a cry crossing the limits of space, communicating through sound how they perceive themselves, how they feel, who they are.

“The project was born with the experience of my teenager daughter struggling with distance learning since last March. My daughter


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The Voci adolescenti | Call for QuaranTeens call wants to collect – through the website www.murateartdistrict.it and the dedicated number +39 3202505022- a series of ten-seconds audio sent from teenagers who are currently experiencing the discomfort and drama of the pandemic.
The call is spread in Italian and in English and invites you to send words, sounds of the enviroment and/or emotional sounds.

The participatory art action proposed by the project Voci adolescenti | Call for QuaranTeens aims to collect the voices of teenagers from all over the world – the sounds collection will be turned into a sound installation in collaboration with Tempo Reale – so that they can leave a sort of emotional mark, together in a cry crossing the limits of space, communicating through sound how they perceive themselves, how they feel, who they are.

“The project was born with the experience of my teenager daughter struggling with distance learning since last March. My daughter, as all students like her, spend all her day in front of a monitor to attend classes and to do homework, talks to her friends on chat or on an online platform, and if she has spare time, watches a series. During the first lockdown the effort has been much, but there was hope that everything would be quickly resolved. Now, a little less than a year later teenagers start to show significant signs of discomfort. This impression of distress was confirmed meeting middle school students who are anxious about their parents’ and grandparents’ health, concerned of the economic situation of their family, scared of the future. For the first time in history what our children are experiencing affects millions of children. In the world there are 1,2 billion teenagers, about 18% of the world population. They are the future, those encharged of the planning and of a possible change for the survival of our planet. Solitude, isolation, lack of physical contact are a great deprivation for every human being, but are particularly hard for young people. Peer interaction has enormous importance in the formation of personality and learning. The feeling of distrust toward the future, the fear of the next catastrophe, the sense of powerlessness and guilt are likely to have disastrous consequences on an entire generation. Kids need to be heard.”

“I’m writing to you about a new art project of mine in association with MAD Murate Art District. It’s a sound installation, composed of voices of teenagers like you from all around the world. You are experiencing a difficult time, both as an individual and as a dweller of this planet. But for the first time in history, what you are experiencing (isolation, worries about adults’ health, your family’s economic situation, the impossibility of physically going to school) concerns millions of kids all around the world. Did you know that teenagers are about 1.2 billions, 18% of the world population?”

Benedetta Manfriani

Voci adolescenti | Call for QuaranTeens

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Loredana Terminio

Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale

Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale

 

Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza

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Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale

 

Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987 è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca in queste aree vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio che vedono il Centro collaborare con le principali istituzioni della Toscana, sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di una fitta rete di esperienze didattiche.

Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.

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Residenze d'artista: contro-tendenze

International conference about artistic residencies

The art system today sees the artist’s residence as a consolidated and constitutive system. Residence is synonymous with mobility, production and research.
Some pioneering experiences are renewed today by proposing new approaches and alternative ways.
How much can residency affect artistic production?
What instruments can be claimed?
How can residencies and artists not only represent a network of insiders but also establish and stimulate important relationships with the territories and communities that host them?

 

During the international conference hosted by MAD Murate Art District on 28th november 2019, thanks to the participations of national and international guests, we tried to answer these questions.

 

Introduction by

Roberto Ferrari, Direttore Cultura e Ricerca, Regione Toscana

10.30-14.00
Artist’s residencies in Italy: research, production, participatory processes

Moderator Valentina Gensini

FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina
FONDAZIONE BEVILA






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The art system today sees the artist’s residence as a consolidated and constitutive system. Residence is synonymous with mobility, production and research.
Some pioneering experiences are renewed today by proposing new approaches and alternative ways.
How much can residency affect artistic production?
What instruments can be claimed?
How can residencies and artists not only represent a network of insiders but also establish and stimulate important relationships with the territories and communities that host them?

 

During the international conference hosted by MAD Murate Art District on 28th november 2019, thanks to the participations of national and international guests, we tried to answer these questions.

 

Introduction by

Roberto Ferrari, Direttore Cultura e Ricerca, Regione Toscana

10.30-14.00
Artist’s residencies in Italy: research, production, participatory processes

Moderator Valentina Gensini

FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA, Stefano Coletto
CENTRALE FIES, Dino Sommadossi (skype call)
FONDAZIONE RATTI, Lorenzo Benedetti
FONDAZIONE LAC O LE MON, Emilio Fantin
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE, Claudia Cavalieri
FARM CULTURAL PARK, Mariacristina Di Carlentini
MUSEO CARLO ZAULI, Matteo Zauli
GUILMIARTPROJECT, Lucia Giardino
ARTEGIRO, Renata Summo
15.00-17.00
Workshop Toscana

Moderator Matteo Innocenti

KILOWATT FESTIVAL, Lucia Franchi e Luca Ricci
TEMPO REALE, Loredana Terminio
MURATE ART DISTRICT, Valentina Gensini
CHINA PROJECT, Giulio Saverio Rossi e Gabriele Dini
FABBRICA EUROPA, Maurizia Settembri
CORNIOLO ART PLATFORM, Angela Burico e Silvio Palladino
COMPAGNIA VIRGILIO SIENI, Daniela Giuliano
CAB008, Cristina Rizzo
17.30-19.00
Participative processes in European networks and alternative practices in international residences
Giuliana Ciancio, Università di Anversa,
The international experience of Be SpectACTive

Keynote
Pascal Gielen, COMMONS E RESIDENZE, Università di Anversa
Author of the book Contemporary Artist Residencies Reclaiming Time and Space

Il Progetto è realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019 con il sostegno di Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

Residenze d'artista: contro-tendenze

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Residenze d'artista: contro-tendenze

Abstract degli interventi degli ospiti del convegno

Prima sessione: Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

 

-FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina

La residenza tra arte visiva e musica contemporanea: l’esperienza della Fondazione Spinola Banna per l’Arte 

La Fondazione Spinola Banna per l’Arte, con sede a Poirino in provincia di Torino, ha iniziato la sua attività nel 2005 con il desiderio di contribuire alla promozione e alla diffusione dell’arte contemporanea.

Per perseguire questo intento ha da subito voluto rivolgersi ai giovani artisti che si dedicano alle arti visive, e in seguito dal 2007 anche alla musica, per sostenerli in quel significativo e cruciale momento di passaggio in cui, al termine del periodo di formazione accademica/universitaria, essi si avviano verso una carriera artistica vera e propria. La Fondazione ha adottato la metodologia della residenza come base di lavoro, declinandola nel tempo in diversi progetti che, in particolare negl

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Prima sessione: Residenze d’artista in Italia: la ricerca, la produzione, i processi partecipativi

 

-FONDAZIONE SPINOLA BANNA PER L’ARTE, Luisella Molina

La residenza tra arte visiva e musica contemporanea: l’esperienza della Fondazione Spinola Banna per l’Arte 

La Fondazione Spinola Banna per l’Arte, con sede a Poirino in provincia di Torino, ha iniziato la sua attività nel 2005 con il desiderio di contribuire alla promozione e alla diffusione dell’arte contemporanea.

Per perseguire questo intento ha da subito voluto rivolgersi ai giovani artisti che si dedicano alle arti visive, e in seguito dal 2007 anche alla musica, per sostenerli in quel significativo e cruciale momento di passaggio in cui, al termine del periodo di formazione accademica/universitaria, essi si avviano verso una carriera artistica vera e propria. La Fondazione ha adottato la metodologia della residenza come base di lavoro, declinandola nel tempo in diversi progetti che, in particolare negli ultimi anni, si sono arricchiti in dialoghi serrati con altre istituzioni.

 

-FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA, Stefano Coletto

Residenze e formazione artistica a Venezia.  

La Fondazione Bevilacqua La Masa, Istituzione del Comune di Venezia, nasce per “dare spazio” agli artisti, e quindi formazione, lavoro, visibilità.

Gli Atelier, all’inizio del Novecento, sono la prima attività di questo particolare e originale Ente. Gli Studi diventano luoghi di lavoro, abitazioni instabili e precarie, stanze per incontri e dialoghi.

Dalla fine degli anni Novanta, il lavoro sugli artisti emergenti si fa sempre più mirato e si comincia a lavorare sulla mobilità. Dall’inizio degli anni Duemila  l’Istituzione diviene un riferimento per le attività di residenze e Atelier in Italia, si costruiscono relazioni internazionali e progetti di supporto con partner pubblici e privati. Il “radicante” arriva a Venezia e comincia a lasciare tracce vive.

 

-CENTRALE FIES, Dino Sommadossi

Centrale Fies Art work Space è un centro indipendente di residenza e produzione delle arti performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.
Centrale Fies è attraversata ogni anno da decine di artisti e creativi da ogni parte del mondo, che supporta sotto ogni aspetto: da quello curatoriale a quello produttivo (tramite residenze, disponibilità di sale attrezzate e di assistenza tecnica, aree di coworking) ma anche pratico (assistenza gestionale, organizzativa, fundraising e supporto amministrativo, produzione e networking nazionale e internazionale). In virtù della sua vocazione trans-settoriale, attrae e contribuisce a far crescere realtà imprenditoriali e progetti ibridi dal forte carattere di sperimentazione.

 

-FONDAZIONE RATTI, Lorenzo Benedetti

Dal 1988 la Fondazione Antonio Ratti è impegnata nell’indagine dei linguaggi e delle ricerche nel campo delle arti visive, con una particolare attenzione per l’arte contemporanea. Le attività della Fondazione in questo senso sono legate alla formazione, alla riflessione teorico critica e alla creazione di network che favoriscano la circolazione del pensiero.
La Fondazione Antonio Ratti è diventata negli anni un punto di riferimento per la giovane arte italiana e internazionale, una incubatrice di idee, un luogo di discussione e sperimentazione, cominciando dal fare e diffondere arte, per arrivare al pensiero puro che ruota attorno all’arte stessa.
Tra le principali attività ci sono l’annuale CSAV – Artists’ Research Laboratory, ex Corso Superiore di Arti Visive, giunto nel 2016 alla sua XXII edizione, diretto dal 1995 da Annie Ratti e nato dal precedente Corso Superiore di Disegno.

 

-FONDAZIONE LAC O LE MON, Emilio Fantin

La Fondazione Lac o Le Mon nasce nel 2015 per iniziativa di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce che, a partire dal 2006, con il nome collettivo di Lu Cafausu, hanno organizzato performance, mostre e azioni in diversi contesti e che celebrano tutti gli anni, a partire dal 2010, la “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)”.
La Fondazione ha acquisito un immobile con più di un ettaro e mezzo di terreno, a San Cesario di Lecce: la Casa Cafausica, centro di sperimentazione e formazione artistica. Qui si stanno creando “comunità di indagine” sia per ricercare e attuare soluzioni pratiche (pur anche paradossali o non-funzionali), sia anche, utilizzando letture, tecniche, sperimentazioni e visioni, per mettere in discussione il tema stesso dell’indagine e liberarsi da ogni finalità.

 

-FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE, Claudia Cavalieri

Residenza d’artista: la poetica del fare

Dopo una veloce panoramica sulla storia del Pastificio Cerere attraverso le voci di alcuni dei suoi diretti protagonisti, si illustrerà il progetto “6ARTISTA. Progetto per giovani artisti” che ha caratterizzato, fin dalla sua istituzione nel 2009, le attività della Fondazione Pastificio Cerere.
6ARTISTA è stato uno dei primi programmi a considerare la possibilità per gli artisti italiani delle nuove generazioni di risiedere a Roma, offrendo un percorso formativo di alto livello culturale, finalizzato all’inserimento nel mondo dell’arte. Il progetto recupera l’atmosfera di quella che storicamente è l’identità del Pastificio Cerere, dove sono state condivise e continuano tuttora, vite ed esperienze artistiche di diversa natura.
Si racconterà anche come negli anni la Fondazione Pastificio Cerere ha diversificato i suoi programmi di residenza, collaborando con enti internazionali e ospitando artisti stranieri.

 

-FARM CULTURAL PARK, Mariacristina Di Carlentini

La Residenza d’artista a Farm Cultural Park rappresenta un punto di connessione tra l’artista e la comunità; la popolazione entra a contatto con la bellezza di cui Farm si fa portavoce.

Gli artisti in residenza arricchiscono il loro progetto anche grazie alle relazioni che intraprendono all’interno del contesto nel quale gli stessi operano.

Questi processi permettono alla comunità di instaurare delle relazioni personali strettamente legate alla bellezza racchiusa nella condivisione con l’altro. È importante quello che si innesca a livello comunitario, infatti gli artisti lasciano tracce di memoria che permettono a Favara di comunicare con il mondo. Ciascuna residenza rappresenta quindi una sperimentazione artistica, ma prima di tutto umana.

 

-MUSEO CARLO ZAULI, Matteo Zauli

Residenze d’artista al Museo Carlo Zauli di Faenza: la ceramica come incontro tra territorio e contemporaneità

Il progetto Residenza d’Artista dal 2003 ha l’obiettivo di esplorare il rapporto tra ceramica e arte contemporanea, invitando spesso artisti di rilievo internazionale che abitualmente non utilizzano questo materiale ma che sono attratti dal suo fascino arcano e familiare.
Un Incontro che non si limita ed esaurisce nella produzione di un’opera, ma coinvolge anche un curatore, un ceramista, un gruppo di studenti e la citta’ di Faenza.
Un’avventura sperimentale, un processo creativo guidato da un artista che non conosce le regole ceramiche, con esiti sempre unici e sorprendenti dal punto di vista artistico, tecnico e relazionale, nel quale il museo mette a disposizione laboratorio, tecnico ceramista, residenza e staff, per porre in relazione un territorio con la visione di un artista.

 

-GUILMIARTPROJECT, Lucia Giardino

Il lavoro e l’ansia da stakeholders

GuilmiArtProject è una residenza su invito in cui l’artista, condividendo gli intenti basati sulla pratica empirica non aprioristica di GAP, agisca come vettore di ricerca dallo sguardo trasversale e avvii la produzione di un’opera in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. Guilmi è un comune nell’entroterra abruzzese, che conta oggi circa 300 residenti, rispetto ai quasi 3000 degli anni Sessanta. Dal 2007 GAP – e i suoi “effetti collaterali” (feste, laboratori, passeggiate, pasti collettivi, non-ché la Nuova Didattica Popolare, per la condivisione di esperienza e il consolida-mento del binomio di arte/educazione) – ha attirato l’attenzione di locali e professio-nisti, generando partecipazione e pubblico e una micro-economia nel territorio, irri-levante nell’ottica macro, ma di un certo peso nella scala locale. Parallelamente molti lavori prodotti nell’ambito di GAP sono confluiti nel mercato dell’arte nazionale e internazionale. Nel 2019 GAP decide di rimodularsi, ridefinendo la sua comunità di riferimento.

 

-ARTEGIRO, Renata Summo-O’Connell

Pratica artistica e il sistema dell’arte contemporanea Dieci anni di residenze artistiche ad Artegiro.

Le residenze Artegiro sono concepite come un’opportunità di lasciar vivere l’arte, ripensando non solo il concetto di residenza per far sì che l’artista fosse davvero presente e al cuore del mondo dell’arte. L’artista è visto come presente con la sua scelta di progettualità, le sue preferenze, la produzione, sebbene in un contesto di reciprocità, con il curatore, ma anche con la collettività.

Questa nozione di presenza infatti, presuppone un contesto nel quale essere presenti, un contesto che il progetto Artegiro legge soprattutto come la comunità attorno all’artista, da quella che ospita la residenza, fino a quella più ampia, la realtà globale che oggi, più che mai, è presente nella vita di ciascuno anche grazie alla rete internet.

 

 

Seconda sessione: Workshop Toscana

 

-KILOWATT FESTIVAL, Lucia Franchi e Luca Ricci

PRATICHE DI PARTECIPAZIONE: GLI ARTISTI SONO PRONTI?

Il tempo della residenza è fatto di dicotomie: spazio protetto per la creazione/spazio di interazione con territori e comunità, chiuso/aperto, intimo/pubblico. Abbiamo già artisti pronti a valorizzare questi contrasti perché essi non appaiano come limite, ma quale opportunità? La relazione coi luoghi è una tassa da pagare o può portare a un ribaltamento della prospettiva dalla quale si crea?

 

-TEMPO REALE, Loredana Terminio

Il primo progetto di residenze (La mansarda di Tempo Reale) nasce in maniera pionieristica nel lontano 2000: durerà tre anni, mutuando il concetto di residenza dai sistemi della danza e del teatro e portando a Firenze musicisti italiani e stranieri. Sarà poi dal 2015 che Tempo Reale riprenderà in maniera continuativa l’idea di “aprire i propri spazi” e mettere a disposizione la propria professionalità nel campo della ricerca musicale con un programma di residenze, strutturato come vera e propria azione di promozione e sostegno della creatività. Il programma di residenze IN TEMPO REALE diventato poi RESIDENZE KATE (in omaggio alla collaboratrice Caterina Poggesi) prevede la possibilità di ospitare più artisti che indagano l’ambito del suono e della musica sperimentale, nel tentativo di far crescere realtà artistiche, facilitandone le esperienze di formazione e di scambio.

 

-MURATE ART DISTRICT, Valentina Gensini
-CHINA PROJECT, Giulio Saverio Rossi e Gabriele Dini

MAD Murate Art District nasce nel 2014 come centro di arte contemporanea e residenze d’artista del Comune di Firenze. Da allora migliaia di artisti hanno lavorato nel nostro centro, focalizzato sulla ricerca artistica e sulla produzione. Convintamente aperto a ricerche di taglio interdisciplinare e transdisciplinare, MAD ospita fotografi, artisti visivi, architetti e designer, danzatori, performer, attori, registi teatrali e cinematografici, musicisti e sound designer.
Nel corso del 2019 MAD ha accompagnato il lavoro di oltre 600 artisti, divisi tra senior e artisti in formazione.
MAD non è un semplice spazio espositivo ma un cantiere di produzione: tramite una selezione basata sul progetto artistico e sul curriculum vitae, artisti nazionali ed internazionali possono svolgere periodi di ricerca dedicati a progetti specifici, condividendo il loro lavoro con la cittadinanza attraverso installazioni site-specific, workshop ed esposizioni. Artisti del territorio vengono invece supportati per soggiorni di ricerca all’interno della società civile (progetto Residenze d’artista a scuola) o all’Estero, come nel caso del China Project.
Agli artisti riconosciamo risorse tramite bandi, ma anche tempo e spazio, nel rispetto delle necessità del lavoro e della ricerca specifica cui stanno attendendo; ciò che verrà da loro restituito alla cittadinanza è una scelta soggettiva e non preventivamente negoziata.

 

-FABBRICA EUROPA, Maurizia Settembri

Situata all’interno del Parco delle Cascine di Firenze, PARC Performing Arts Research Centre, attuale sede di FABBRICA EUROPA è un centro di incontro e creazione internazionale e interculturale, con numerosi progetti di produzione e formazione all’attivo. Fabbrica Europa dà spazio a moltissime realtà artistiche locali, nazionali e internazionali, costruendo una rete di scambi capace di nutrire un terreno prolifico e di grande impatto

 

-CORNIOLO ART PLATFORM, Angela Burico e Silvio Palladino

Corniolo Art Platform una prospettiva di educazione radicale, collaborativa e integrata.

Corniolo Art Platform nasce nel 2011 per attivare un centro di residenza focalizzato su collettivi e gruppi artistici formali e informali su scala internazionale e per fornire un luogo di ricerca protetto e circondato dalla natura in un contesto rurale e vitale.

L’attitudine a praticare i linguaggi artistici collettivamente, a considerare la convivialità come pratica artistica e creare una micro-comunità temporanea coesa e oziosamente produttiva, è divenuta vocazione del luogo e sua caratteristica imprescindibile ed accomuna oggi i diversi collaboratori.

Corniolo Art Platform non interviene direttamente sul territorio ma è piuttosto il territorio che si prende cura della residenza e dei suoi fruitori: fornisce esempi, ispirazione e visione amplificando i contenuti e i temi della summer school.

 

-COMPAGNIA VIRGILIO SIENI, Daniela Giuliano

Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza diretto da Virgilio Sieni con sede a Cango a Firenze si apre a un orizzonte internazionale di ricerca ponendo il corpo, la danza e i linguaggi contemporanei dell’arte in dialogo con le discipline umanistiche e con il territorio nei suoi aspetti architettonici e urbanistici. Proiettato verso la costruzione di una polis culturale, il Centro si articola come un corpo organico agendo tra produzione, ospitalità, residenza e trasmissione attraverso le attività della Compagnia Virgilio Sieni, dell’Accademia sull’arte del gesto e della programmazione di Cango. Il Centro propone un modello innovativo di residenza dove oltre allo sviluppo della creazione, l’artista si predispone ad articolare la sua presenza incontrando e creando con altre tipologie di interpreti, giovanissimi danzatori, professionisti, amatori, cittadini, diversamente abili.

 

-CAB008, Cristina Rizzo

AION = TEMPO

La residenza artistica non é uno spazio ma é un tempo in cui si svolge un lavoro: il punto di vista degli artisti.

 

 

Terza sessione: Processi partecipativi in network europei e pratiche alternative in residenze internazionali

– Giuliana Ciancio, Univerisità di Anversa
L’esperienza internazionale di Be SpectACTive

Il progetto Europeo Be SpectACTive!
Tra trans-località e ‘safe space’

Partendo dall’introduzione del progetto europeo di larga scala Be SpectACTive!, oggi alla sua seconda edizione di finanziamento del programma Creative Europe, Giuliana Ciancio co-curator e project manager, ne osserverà punti di forza e di debolezza con particolare attenzione al ruolo assolto dalle residenze artistiche all’interno del network europeo. Queste verranno osservate come luogo di sperimentazione e creazione artistica, ma anche come spazio di collegamento tra realtà culturali diverse, centri parte di uno spazio immateriale di natura ‘trans-locale’.
Il tema della partecipazione ed il coinvolgimento della società civile verranno osservati attraverso le strategie di engagement adottate alla luce della priorità europea dell’Audience Development. Al tempo stesso, la nozione di ‘safe space’ verrà indagata, da un lato, come presupposto e garanzia per la creazione artistica, dall’altro, come condizione per far si che la cultura possa continuare ad essere un luogo ‘insicuro ed imparziale’.

 

Keynote
-Pascal Gielen, COMMONS E RESIDENZE, Università di Anversa
Autore del libro Contemporary Artist Residencies Reclaiming Time and Space

Tempo e spazio per creare ed essere umani

Una breve cronopia di residenze d’artista

Sulla base dei libri “Contemporary Artist Residencies” e “Commonism”, Pascal Gielen analizzerà la presentazione del tempo e dello spazio per residenza. Il modo in cui le residenze d’artista si presentano e si promuovono per attrarre artisti trasformati nel tempo. Il tempo e lo spazio sono utilizzati come coordinate per costruire un quadro utopico delle condizioni ideali per la creazione. Questa immaginazione del tempo e dello spazio per la creazione sarà descritta da Gielen come quattro tipi-ideali, le cosiddette ‘cronotopias’. In questo modo egli specula su quello che potrebbe essere il tempo e lo spazio ideale per gli artisti per creare in tempi neoliberali e neonazionalisti contemporanei (quello che lui chiama “repressivo liberale”). Questa ricerca lo porta a pratiche comuni dove l’utopia può essere trasformata in politica prefigurativa o “utopia vissuta”. 

 

Residenze d'artista: contro-tendenze

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RIVA Project 2017

Promoted by the MUS.E Association under the artistic direction of Valentina Gensini

In 2017, RIVA launched a series of site-specific installations, workshops, exhibitions, and encounters that enjoyed the active participation of performers, visual artists, photographers, and sound artists invited to spend a period of residency in Tuscany with the goal of elaborating on new projects around the theme of the river. For the first time, the RIVA Project did not only touch on Florence but was extended to three other Tuscan towns crossed by the Arno: Pontassieve, Pelago, and Montelupo Fiorentino. Beginning with a reflection on the environmental and cultural heritage represented by the river and its bonds with the community and the territory, the artists involved in the Project (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) worked in these three towns collaborating with the local Councils and the communities to give rise to new artistic projects. The project that RIVA 2017 focused on was a performance along the river, followed by an exhibit of Adrian Paci hel

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In 2017, RIVA launched a series of site-specific installations, workshops, exhibitions, and encounters that enjoyed the active participation of performers, visual artists, photographers, and sound artists invited to spend a period of residency in Tuscany with the goal of elaborating on new projects around the theme of the river. For the first time, the RIVA Project did not only touch on Florence but was extended to three other Tuscan towns crossed by the Arno: Pontassieve, Pelago, and Montelupo Fiorentino. Beginning with a reflection on the environmental and cultural heritage represented by the river and its bonds with the community and the territory, the artists involved in the Project (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) worked in these three towns collaborating with the local Councils and the communities to give rise to new artistic projects. The project that RIVA 2017 focused on was a performance along the river, followed by an exhibit of Adrian Paci held in Florence and Pelago with the contribution of Museo Novecento and MAD Murate Art District, which displayed works by Adrian Paci associated with the theme of water as a metaphor of flow, movement, and migration. Berlin artist Katrinem was hosted in Montelupo Fiorentino for her residency under the curatorship of Tempo Reale, during which she performed and recorded her personal crossing of and ‘listening’ to the soundscape.

 

RIVA Project 2017

Available in:

Path of awareness

Progetto RIVA

Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.





Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.

Path of awareness

Available in:

EXCERPT OF WORKSHOP | Path of awareness

RIVA Project

Path of awareness | Katrinem
EXCERPT OF WORKSHOP | Path of awareness

Available in:

RIVA Project 2016

Promoted by the MUS.E Association under the artistic direction of Valentina Gensini

In 2016, on the occasion of the fiftieth commemoration of the flood of the Arno River, the RIVA Project focused on the city of Florence to raise awareness on good practices and attitudes toward the territory and the environment through art. Besides the participation of three internationally acclaimed photographers – Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, and Massimo Vitali – under the curatorship of Studio Marangoni, the project enjoyed the contribution of several artists, including Bernard Fort with Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, who were commissioned original artistic creations: site-specific installations along the banks of the river, workshops, exhibitions and conferences along the Arno and at MAD Murate Art District. Among the permanent site-specific artworks that can still be visited is the Terzo Giardino (Third Garden), designed by the Studio ++ collective art group: ten thousand square metres over the banks of the river were re

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In 2016, on the occasion of the fiftieth commemoration of the flood of the Arno River, the RIVA Project focused on the city of Florence to raise awareness on good practices and attitudes toward the territory and the environment through art. Besides the participation of three internationally acclaimed photographers – Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, and Massimo Vitali – under the curatorship of Studio Marangoni, the project enjoyed the contribution of several artists, including Bernard Fort with Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, who were commissioned original artistic creations: site-specific installations along the banks of the river, workshops, exhibitions and conferences along the Arno and at MAD Murate Art District. Among the permanent site-specific artworks that can still be visited is the Terzo Giardino (Third Garden), designed by the Studio ++ collective art group: ten thousand square metres over the banks of the river were returned to the city; a green maze whose name reminds of the metaphor used by landscape designer Gilles Clément, who argued that abandoned vegetation in those “residual places left out of the rational organisation of man” is an extraordinary reserve of biodiversity and evolutionary potential.

 

 

 

 

 

 

RIVA Project 2016

Available in:

Lumières d’automne sur l’Arno

Progetto RIVA

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Lumières d’automne sur l’Arno

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