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MAD resterà chiuso dall'8 al 23 agosto
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Antonio Capestro

Architetto

He is an architect. He teaches Architectural and Urban Design and is head of research projects carried out on behalf of public and private entities and the author of various publications concerning urban space in relation to the processes of transformation of contemporary society. He is the director of DIDA’s UD-Urban Design Lab and co-director of LAA-Architecture and Self-construction Lab, and a member of  DIDA’s FAL- Florence Accessibility Lab Research Unit.

He is an architect. He teaches Architectural and Urban Design and is head of research projects carried out on behalf of public and private entities and the author of various publications concerning urban space in relation to the processes of transformation of contemporary society. He is the director of DIDA’s UD-Urban Design Lab and co-director of LAA-Architecture and Self-construction Lab, and a member of  DIDA’s FAL- Florence Accessibility Lab Research Unit.

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Città_Patrimonio e Progetto

Ciclo triennali di incontri organizzato da UD-Laboratorio di Urban Design del DIDA UNIFI

L’iniziativa rientrava in un ciclo di incontri tematici CITTÀ_PATRIMONIO E PROGETTO programmati per il triennio 2018/2020. L’intero ciclo è stato finalizzato ad esplorare le sfide che il Patrimonio architettonico-urbano-paesaggistico pone in chiave contemporanea e come affrontarle attraverso il Progetto nelle sue diverse e possibili declinazioni. La convergenza di questi temi si basa sulla consapevolezza che la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio come eredità culturale possano contribuire al benessere e alla qualità della vita in città. Il ciclo di incontri è stato attivato in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 che promuoveva il patrimonio culturale come risorsa sostenibile per rafforzare il senso di appartenenza e i valori identitari da condividere in uno spazio comune europeo.

 

Il tema del primo incontro, tenutosi il 16 maggio 2018 presso MAD, dal titolo “Piazze minori nel centro storico di Firenze”, riguardava quell’insieme

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L’iniziativa rientrava in un ciclo di incontri tematici CITTÀ_PATRIMONIO E PROGETTO programmati per il triennio 2018/2020. L’intero ciclo è stato finalizzato ad esplorare le sfide che il Patrimonio architettonico-urbano-paesaggistico pone in chiave contemporanea e come affrontarle attraverso il Progetto nelle sue diverse e possibili declinazioni. La convergenza di questi temi si basa sulla consapevolezza che la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio come eredità culturale possano contribuire al benessere e alla qualità della vita in città. Il ciclo di incontri è stato attivato in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 che promuoveva il patrimonio culturale come risorsa sostenibile per rafforzare il senso di appartenenza e i valori identitari da condividere in uno spazio comune europeo.

 

Il tema del primo incontro, tenutosi il 16 maggio 2018 presso MAD, dal titolo “Piazze minori nel centro storico di Firenze”, riguardava quell’insieme di piazze situate all’interno del tessuto storicizzato fiorentino che, nonostante il loro valore di posizione, versano in una condizione di residualità. A causa di una serie di fenomeni, più volte sottolineati dall’UNESCO (gentrification, mobilità non sostenibile, incuria ed abbandono), queste “piazze minori” il più delle volte sono escluse dai circuiti di maggior interesse turistico, culturale e commerciale anche perché, più in generale, sono occupate impropriamente da funzioni incompatibili con la vita ed i desiderata dei propri abitanti, residenti ma anche city users e turisti. Per questi motivi si trasformano da luoghi di relazione in luoghi marginali, aree prive di ruolo, sottoutilizzate o degradate che, in quanto tali diventano non-luoghi. La finalità dell’iniziativa è quella di fare un focus su queste tematiche riflettendo su come leggere, reinterpretare, rigenerare, progettare e ripensare questo fondamentale sistema, vitale per il tessuto urbano del centro storico fiorentino (e non solo).

Hanno partecipato Valentina Gensini – Direttore Artistico. MAD Murate Art District, Saverio Mecca – Direttore DIDA, Antonio Capestro – UNIFI, Patrizia Laudati – Directeur Adjoint Laboratoire DeVisu. Université de Valenciennes et du Hainaut-Cambrésis, Franco Mancuso – ANCSA Associazione Nazionale Centri Storici Artistici, Marisa Fantin – INU Istituto Nazionale di Urbanistica, Florian Nepravishta – FAU Faculty of Architecture and Urbanism, Tirana, Oberdan Armanni – già Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Q1 del Comune di Firenze, Khaldoun Zreik – Digital Humanities Department | University Paris 8, France, Maria Concetta Zoppi – UNIFI, Gabriele Nannetti – MiBACT Soprintendenza ABAP FI-PT-PO, Fabio Capanni – UNIFI.

 

Il tema del secondo incontro del ciclo Città Patrimonio e Progetto è stato Arno tra permanenza ed effimero, che si è svolto il 4 marzo 2019 presso MAD.

A diversi anni dall’alluvione Firenze inizia a recuperare il rapporto con il suo fiume stringendo nuove alleanze con la città ed il territorio. Dopo gli anni siglati da una cultura della paura, dopo le commemorazioni per il cinquantenario per ricordare ed imparare dal tragico evento del ’66, oggi Firenze ha smesso di volgere le spalle al suo fiume. Si va affermando una nuova consapevolezza che questa vitale presenza naturalistica possa ancora essere una “risorsa” da ripensare, con diverse declinazioni, all’interno di uno scenario propositivo e implementabile nel tempo. L’iniziativa, rileggendo la complessa relazione tra la città ed il suo fiume, attiverà un dibattito su come progettare un nuovo rapporto, tra permanenza ed effimero, per una rinnovata cultura e visione dell’Arno.

Hanno partecipato Valentina Gensini-Direttore Artistico MAD Murate Art District, Antonio Capestro-Direttore Scientifico UD-Laboratorio di Urban Design del DIDA, Patrizia Laudati-Directeur Adjoint Laboratoire DeVisu. Université de Valenciennes et du Hainaut-Cambrésis, Cinzia Palumbo-Direttore CISDU-Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano, Oberdan Armanni- CISDU, Jessica Carione, Mattia Locci, Roberto Melosi, Andrea Puri, Aida Riahi, Gabriele Salimbeni, Simone Barbi-DIDA, Milena Blagojevic, Angela Fiorelli, Vanessa Stella, Diana Marcela Torres

 

Il terzo incontro si è svolto il 16 maggio 2019 e ha avuto come titolo Patrimonio tra materiale e immateriale traccia / simbolo / trasmissione.

La giornata studio intendeva far emergere gli elementi epistemologici, teorici e metodologici, necessari per superare la dicotomia materialità/immaterialità esistente nei differenti approcci, sia scientifici che operativi, sul patrimonio. Il postulato teorico più innovativo alla base delle strategie di salvaguardia del patrimonio, a partire dalla Convenzione Unesco del 2003, è il superamento della separazione tra i concetti di materialità e d’immaterialità. Questa dualità del patrimonio architettonico e urbano, tra l’aspetto visibile delle forme materiali ed il loro rinvio a dei riferimenti immateriali – al non visibile, al senso – può essere declinata secondi tre dimensioni: – La dimensione storica: Le forme dell’architettura sono le tracce del passato, le tracce cristallizzate, nella pietra, della storia della società e della cultura che le hanno prodotte; – La dimensione sincronica: Ogni forma è percepita come un segno “in praesentia” come un simbolo portatore di significati, di senso, e di valori identitari, corrispondenti a un momento preciso della loro vita; – La dimensione proiettiva: Le forme dell’architettura sono artefatti, di cui bisognerà garantire la durabilità fisica e semantica, da trasmettere alle generazioni future.

Hanno partecipato Valentina Gensini-Direttore Artistico MAD Murate Art District, Carlo Francini-Responsabile ufficio UNESCO Comune di Firenze, Antonio Capestro-Direttore Scientifico di UD Laboratorio di Urban Design | DIDA, Patrizia Laudati-Directeur Adjoint Laboratoire De Vusu Universitè Plytecnique Hauts De France, Francoise Albertini-Universitè de Corse, Vincent Becue-Universitè de Mons, Pascal Lardellier-Universitè de Bourgogne, Franco Mancuso-IUAV – Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Sylvie Merviel-Universitè Polytechnique Hauts de France, Cinzia Palumbo-CISDU Centro Internazionale Studi Didegno Urbano, Alessandro Rinaldi-DIDA Università degli Studi di Firenze, Daniel Schmitt-Universitè Plytecnique Hauts de France, Ulisse Tramonti-DIDA Università degli Studi di Firenze; In videoconferenza Marc Mequignon-Universitè Touluse 3, Jean-Pierre Migno-Univesitè Toulouse 3.

 

Città_Patrimonio e Progetto

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RIVA Project 2019

Promoted by the MUS.E Association under the artistic direction of Valentina Gensini

In 2019, the RIVA Project further explored its international focus through lectures and workshops. Of particular importance was the lecture held at MAD by Michelangelo Pistoletto, in partnership with the Academy of Fine Arts of Florence, as well as the conferences curated by LWCircus, and the cycle of encounters curated by Prof. Antonio Capestro, with the collaboration of CISDU and the University of Florence. The constant maintenance of the Terzo Giardino fluvial park continued, likewise its guided visits organised by the Mus.e. Association. The partnership programme with Zhong Art International was intensified and two professors from the Academy of Fine Arts of Sichuan spent a period of residency at Murate Art District. These events strengthened the process to the final goal: a grand pluriannual exhibit initially scheduled for 2020 and then postponed to 2021 due to the restrictions imposed to contrast the Covid-19 pandemic.

In 2019, the RIVA Project further explored its international focus through lectures and workshops. Of particular importance was the lecture held at MAD by Michelangelo Pistoletto, in partnership with the Academy of Fine Arts of Florence, as well as the conferences curated by LWCircus, and the cycle of encounters curated by Prof. Antonio Capestro, with the collaboration of CISDU and the University of Florence. The constant maintenance of the Terzo Giardino fluvial park continued, likewise its guided visits organised by the Mus.e. Association. The partnership programme with Zhong Art International was intensified and two professors from the Academy of Fine Arts of Sichuan spent a period of residency at Murate Art District. These events strengthened the process to the final goal: a grand pluriannual exhibit initially scheduled for 2020 and then postponed to 2021 due to the restrictions imposed to contrast the Covid-19 pandemic.

RIVA Project 2019

Available in:

Il progetto del temporaneo. Tra ricerca e formazione: dispositivi per l’arte, la cultura, il patrimonio

di Antonio Capestro e Leonardo Zaffi

Presentato il 23 ottobre 2018 presso MAD Murate Art District, il libro documenta, attraverso il racconto di alcune esperienze sui temi dell’allestimento, dell’installazione, dell’esposizione condotte in collaborazione dai due autori, un’attività di ricerca e di formazione più ampia sul progetto delle piccole architetture effimere e temporanee. Il tema comune di riferimento per tutte queste esperienze è la valorizzazione dei contenuti scientifici e culturali che trovano la loro espressione attraverso eventi, convegni, mostre d’arte e architettura, installazioni. Il volume offre due possibili spunti di riflessione sul tema delle relazioni che s’instaurano fra spazi effimeri e contesti storici attraverso il progetto per prefigurare un ulteriore layer di senso sullo sfondo durevole di architettura e città e individuare una specifica dimensione più costruttiva del temporaneo dove i percorsi ideativi si connettono strettamente agli aspetti apparentemente più tecnici legati

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Presentato il 23 ottobre 2018 presso MAD Murate Art District, il libro documenta, attraverso il racconto di alcune esperienze sui temi dell’allestimento, dell’installazione, dell’esposizione condotte in collaborazione dai due autori, un’attività di ricerca e di formazione più ampia sul progetto delle piccole architetture effimere e temporanee. Il tema comune di riferimento per tutte queste esperienze è la valorizzazione dei contenuti scientifici e culturali che trovano la loro espressione attraverso eventi, convegni, mostre d’arte e architettura, installazioni. Il volume offre due possibili spunti di riflessione sul tema delle relazioni che s’instaurano fra spazi effimeri e contesti storici attraverso il progetto per prefigurare un ulteriore layer di senso sullo sfondo durevole di architettura e città e individuare una specifica dimensione più costruttiva del temporaneo dove i percorsi ideativi si connettono strettamente agli aspetti apparentemente più tecnici legati alla realizzazione. Sono documentati cinque progetti che si legano al tema del patrimonio storico e culturale: quattro a Firenze nel Centro storico tutelato dall’Unesco e uno nel Palazzo Podestarile di Montelupo fiorentino. I progetti rappresentano esempi applicativi di un percorso di ricerca strettamente collegato alle attività didattiche del Laboratorio di Architettura e Autocostruzione del Dipartimento di Architettura di Firenze del quale gli stessi autori sono stati fondatori e sono attuali responsabili.

Il progetto del temporaneo. Tra ricerca e formazione: dispositivi per l’arte, la cultura, il patrimonio

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