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La proiezione del film Butterfly, la cui fase di montaggio e post-produzione è stata effettuata proprio durate una nostra residenza d’artista dei due giovani registi Cassigoli e Kaufmann.

Un film di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
Prodottto da Indyca con RaiCinema, Mibac, Regione Piemonte, Campania, Toscana.
Distribuito da Istituto Luce Cinecittà

Introducono:

Stefania Ippoliti, General manager Area Cinema Fondazione Sistema Toscana – Toscana Film Commission
Valentina Gensini, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, registi

“Uno dei film più ricchi di umanità e veri del nostro cinema recente” Sole24Ore
“Piccolo gioiello rosselliniano” Avvenire
“Altro che ‘Million Dollar Baby’, Irma Testa è Butterfly” La Repubblica
“Cinema solido che penetra nella realtà” Taxidriver

Globo d’oro 2019 miglior film documentario italiano dell’anno

La storia di formazione di Irma, seguita intimamente dai sedici ai diciannove anni, attraverso gioie, speranze e una dura sconfitta che cambierà lei e la sua vita.

Irma a soli sedici anni lascia la sua Torre Annunziata per trasferirsi stabilmente nella desolata pianura alle pendici di Assisi. Lì, fra le mura del centro federale pugilistico, potrà coltivare il suo talento innato per la boxe. Tre allenamenti al giorno, niente scuola, niente amici, niente mamma e fratelli ma un solo obbiettivo: vincere l’oro olimpionico. Due anni dopo le tanto agognate Olimpiadi di Rio sono alle porte: il clan azzurro punta tutto su Irma, mentre per la famiglia della ragazza e la comunità di Torre i sogni di gloria sembrano poter finalmente diventare realtà. In appena otto minuti però, il mondo della ragazza crolla. La più matura atleta francese sconfigge Irma che, in mondovisione, piange a dirotto.
Al ritorno a Torre Annunziata Irma mostra la sua fragilità tra smarrimento e senso di colpa per le aspettative deluse poi, lentamente, si abbandona a quella vita normale che non ha mai vissuto: i pomeriggi con le amiche fumando sigarette, le uscite di notte e un progetto di viaggio all’altro capo della Terra. Il pugilato sembra ormai un lontano ricordo. Con il passare del tempo Irma affronta i problemi familiari che da troppo tempo si portava dietro, recupera il rapporto con il fratello più piccolo che rischia di smarrirsi tra le strade di Torre, prova a spiegarsi con la madre stanca che spera in un’altra vita per la figlia. Su tutti, veglia la dolcezza attenta del Maestro Lucio, il suo vecchio allenatore, unica figura paterna nella vita di Irma.
Quando ormai la ragazza sembra aver trovato un equilibrio, il pugilato sembra lanciare ad Irma un ultimo richiamo.
Cosa deciderà di fare Irma?
Quella a cui si assiste è la storia di un’adolescente che, come tante altre, è in cerca della propria strada; un film di formazione che trova la sua forza in un’ avvincente arco narrativo, nella presenza magnetica di Irma e in una forma filmica ibrida che partendo dalla realtà e da un assetto documentaristico ci proietta in una dimensione strettamente cinematografica che colloca “Butterfly” all’altezza dei migliori film di finzione.

  • Globo d’oro 2019 miglior film documentario italiano dell’anno
  • Vincitore TRT Festival Turchia 2019
  • Premio del pubblico FIDADOC Marocco 2019
  • Premio del pubblico al Laceno d’oro Italia2018
  • Menzione speciale Molise Film Festival Italia  2019

Siamo sempre stati affascinati dai film di sport, competizione, sfida. Oltre al gesto atletico e la tecnica siamo attratti dal romanticismo, la tensione e l’emozione che ogni storia di sport porta con se. Siamo entrambe cresciuti con personaggi come Rocky, il Jake la Motta di “Toro scatenato”, Maradona, restando sempre affascinati dalle loro bizzarre traiettorie di vita. Nei vicoli di Torre Annunziata, nella palestra polverosa del vecchio maestro Lucio, nello sguardo di Irma e nella parabola di Pietro abbiamo ritrovato certi paradigmi di quello “standard” di storie che ci hanno sempre affascinato. Per di più con Irma ci troveremo a filmare e vivere quello che sarà un periodo fondamentale della sua vita e di  conseguenza pieno di emozioni. Ecco il riuscire a raccontare le emozioni dei nostri personaggi sarà il nostro obbiettivo primario.  Siamo molto coscienti del fatto che stiamo avendo a che fare uno “standard classico” nella storia del cinema: la storia di pugilato. Vogliamo riuscire a sfruttare la parte positiva di un tipo di storia con cui il pubblico si riesce a relazionare con facilità per poi inserire l’imprevisto, il nuovo e lo stupefacente del nostro racconto.”  Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

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Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman lavorano insieme dal 2015 e ad oggi hanno co-diretto due lungometraggi. Il primo, “The Things We Keep” (Francia, 2017), prodotto da Yuzu Productions con Arte e Al Jazeera ha avuto la sua premiere al Biografilm 2018 dove ha vinto il premio del pubblico nella competizione internazionale. Il loro secondo lungometraggio “Butterfly” (Italia, 2018), prodotto da Indyca e RaiCinema, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018 nella sezione Alice nella città ed è uscito nei cinema di tutta Italia nell’Aprile del 2019 distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Il film ha partecipato ad alcuni dei principali festival internazionali e nel Giugno del 2019 si è aggiudicato il “Globo d’oro” come miglior film documentario italiano dell’anno.

ALESSANDRO CASSIGOLI

regista italiano che ha riscosso negli ultimi anni diversi riconoscimenti a livello internazionale fra cui il primo premio al Full Frame (Stati Uniti), Dok Leipzig (Germania), Documenta Madrid (Spagna) e molti altri. Dal 2007 collabora con il canale televisivo “arte” per il quale ha realizzato 8 documentari. Il suo ultimo film “La Deutsche Vita” è stato distribuito nei cinema di tutta la Germania ed è stato proiettato per ben 3 mesi continuativi a Berlino.

CASEY KAUFFMAN 

giornalista americano cresciuto a Firenze che ha lavorato in più di trenta paesi per Al Jazeera English, il World Food Programme, Sky Italia e APTN. Nel 2010 ha ricevuto il prestigioso “Concentra’s video journalism Breaking News Award” per un reportage dalla Striscia di Gaza, mentre nel 2013 ha vinto il CINE Golden Eagle Award per un documentario sulla separazione del Sud Sudan dal Nord. Ha recentemente lasciato il Qatar per vivere in Italia.

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