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Le forme del vivere. Tra luoghi domestici e relazioni urbane

L’attività di MAD e Selfhabitat Cultura non si è mai fermata nonostante il Covid. Nel 2021 le Lezioni di Design si sono svolte online con un programma piuttosto impegnativo dal titolo “La città nuova e i suoi dilemmi”, con 6 lezioni ed un convegno finale.

Ci siamo quindi trovati costretti a rivedere tempi e modi di quanto programmato, così come a riflettere sui nuovi temi emersi con urgenza a seguito della pandemia. La drammaticità del momento, l’aver dovuto programmare gli incontri non in presenza, ci ha fatto pensare alla trasformazione che tutti abbiamo vissuto nelle relazioni tra pubblico e privato, tra casa e luoghi di lavoro, mentre parallelamente scoprivamo potenzialità e limiti delle piattaforme telematiche.
Le Lezioni di Design 2022 mirano a registrare i fenomeni emersi durante il lockdown e l’emergenza nel vivere gli spazi pubblici e gli spazi privati e, soprattutto, intendono partire da questa esperienza per riflettere sui possibili scenari futuri. Nei sei incontri programmati personalità di alto profilo – designer, architetti, filosofi e storici – si interrogheranno e ci interrogheranno sulla necessità di attrezzare e progettare i luoghi dell’abitare per far fronte ai processi di trasformazione, accelerati e continui, che ci attendono.

“Lezioni di Design” rientra nelle iniziative promosse che rilasciano crediti formativi: la partecipazione ad una singola conferenza assegna agli studenti e studentesse ISIA Firenze 0,3 CFA; mentre agli architetti iscritti all’Ordine degli Architetti di Firenze sono riconosciuti 2 cfp. Per maggiori informazioni è possibile contattare i rispettivi uffici di competenza.

Mercoledì 16 Marzo, 17.30

La storia e le premesse

Dora Liscia Bemporad | Claudio Paolini

L’opportunità di attrezzare lo spazio pubblico con “oggetti e luoghi al servizio e beneficio del cittadino e della comunità” è maturata nell’Ottocento in parallelo al nuovo disegno delle città, frutto delle crisi politiche che hanno segnato il secolo e del consolidarsi di un nuovo ordine socioeconomico. I modelli degli oggetti e le tipologie funzionali del pubblico si sono a lungo ispirati a quelli dell’arredo della casa borghese, e il termine “arredo” è sempre più andato a sottolineare non tanto una “funzione”, quanto un contributo teso a dar decoro a uno spazio.
Alla luce di questo contesto storico, in questo primo incontro si porranno le premesse per i quattro grandi temi scelti come study case da sviluppare negli incontri successivi, tenendo presente l’oggi e il nostro domani: La luce e l’illuminazione, Il limite e la separazione, Il riposo e la socializzazione, La forma e il colore. L’incontro conclusivo sarà un invito a riflettere su La nuova realtà dopo le crisi.

Mercoledì 20 Aprile, 17.30

La luce e l’illuminazione

Mario Nanni | David Palterer

La luce, l’illuminazione, definisce e delimita uno spazio e mette in risalto un luogo o un oggetto. L’oggetto illuminante, con la propria presenza, consente di dare forma tangibile alla luce, permette di gestire l’emissione luminosa e “decora”, così che possano essere assegnati dei significati retorici all’oggetto e all’area che lo circonda. In questo campo tuttavia i rapporti tra l’ambito della casa, lo spazio privato e quello pubblico, stanno rapidamente trasformandosi in ragione del sempre più diffuso impiego della sorgente a LED. “L’oggetto illuminante” tende a perdere il proprio ruolo storico “di presenza” per lasciare sempre più spazio agli effetti della luce, alla “scenografia illuminotecnica” e alla “regia”. La luce diventa
dinamica: non solo illumina ma interpreta ciò che illumina.

Mercoledì 11 Maggio, 17.30

Il limite e la separazione

Sergio Givone | Stefano Levi della Torre

Il limite è separazione tra pubblico e privato e all’interno di questi spazi ordina e governa i percorsi o le zone di relazione. Spesso il “limite” rispecchia un retaggio culturale, risulta memoria di un processo di trasformazione indotto da una nuova realtà socio economica, e viene percepito come un condizionamento psicologico e quindi comportamentale delle persone. La casa fino a tempi recenti si è presentata divisa tra zona giorno e zona notte: le ritualità dell’abitare nelle case borghesi si è riflessa nell’organizzazione dei condomini e degli appartamenti. Molte delle città contemporanee risentono inoltre dello zoning che contaminava i piani di sviluppo urbano. Lo spazio urbano organizzato da molti, troppi, limiti, come i marciapiedi, le recinzioni, i dissuasori, i semafori e le ZTL, condizionano più o meno direttamente il modo con cui le persone percepiscono e vivono la città, influenzando le dinamiche della socializzazione. La futura progettazione dei luoghi
dell’abitare, più che creare nuovi limiti, dovrebbe rivedere quelli esistenti, valutando la loro effettiva ragione d’essere in una dimensione sempre più regolata – sia nello spazio pubblico sia in quello privato – dalla realtà digitale.

Mercoledì 22 Giugno, 17.30

Il riposo e la socializzazione

Giulio Cappellini | Patrizia Scarzella

Il sedersi è una posizione del corpo in relativo stato di riposo, che le persone assumono soprattutto quando l’operazione da svolgere ha una durata prolungata, senza compromettere e anzi favorendo molte attività manuali. Oltre a questo il sedersi incoraggia l’attività di relazione tra persone, e quindi di socializzazione. Nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro si sono sviluppate molte tipologie di sedute,
prevalentemente per singoli utilizzatori, spesso e volentieri con delle specificità di utilizzo, mentre le sedute multiple sono state prevalentemente pensate per il relax nei luoghi di attesa o di relazione. Le sedute nello spazio pubblico hanno preso ispirazione dall’ambiente domestico – si pensi all’esempio emblematico della panca Hyde Park – e nell’ultimo decennio è emersa la tendenza a proporre minimi insiemi di sedute, collocando nello spazio pubblico, in relazione ravvicinata, delle sedute che propongono “salotti open air”. La pandemia ha tuttavia portato a valutare e a pensare in una diversa ottica i luoghi di aggregazione all’aperto, suggerendo l’urgenza di progetti che li ridefiniscano in modo del tutto indipendente della casa.

Mercoledì 5 Ottobre, 17.30

La forma e il colore

Giuseppe Alberto Centauro | Cristina Tonelli

La percezione di uno spazio sta, in primis, nella sua delimitazione, nella sua configurazione fisica, a definire una dimensione nella quale poi incideranno degli “stimoli percettivi e sensoriali” e la “stratificazione di nozioni culturali”. La percezione dei luoghi perciò, sia si tratti di abitazione o di città, è nella somma di un complesso di elementi, alcuni percepibili intuitivamente, altri frutto di una
specifica preparazione e cultura. L’uso dei colori interferisce sulla nostra capacità di “misurare” gli spazi e, come è noto, influenza il nostro stato psicologico. I materiali, le lavorazioni, i decori, i riferimenti stilistici sono dei modelli che ognuno reinterpreta sulla base delle proprie esperienze, e queste concorrono all’impressione del luogo come tale.

Mercoledì 9 Novembre, 17.30

La nuova realtà dopo le crisi

Massimo Morisi | Sergio Givone

Più che cambiare le abitudini e i modi di vivere, la pandemia ci ha costretti ad affrontare argomenti, comunque latenti, riguardanti le grandi trasformazioni della società, sollecitati dalla digitalizzazione e dalla conseguente, accelerata, globalizzazione. I temi trattati nel ciclo di incontri potranno essere considerati degli indicatori, strumenti per rendere percepibile un fenomeno che non porterà, probabilmente, a una “nuova realtà” post Covid, anche se di questa molto si è detto e ipotizzato. Viceversa sarà interessante valutarli in relazione alla “dinamica
delle trasformazioni”. Il tema da trattare risulterà, di conseguenza, quello della perdita dei riferimenti una volta garantiti dalle nostre “dimore private” e dagli “spazi pubblici” e come cambierà il vivere con dei riferimenti sempre più “sfuggenti” e in costante trasformazione.