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Spazio aperto è il ciclo di incontri commissionati al critico d’arte Pietro Gaglianò da MAD Murate Art District.

Spazio aperto è un progetto incentrato sulla percezione dell’arte come esperienza pedagogica e si declina nel corso di due serie di incontri pomeridiani, tra ottobre e novembre al MAD. Spazio aperto vuole aprire un’area di confronto e apprendimento reciproco su come l’arte stessa, le interazioni che crea, i suoi processi tanto quanto i suoi esiti, siano una straordinaria occasione pedagogica.

Convito

La prima parte del progetto prende il nome di Convito: un ciclo di tre appuntamenti aperti a operatori, curatrici, teorici, artiste e docenti che si occupano di pedagogia alternativa radicale, anche quando questa ha luogo all’interno di istituzioni. Un’attenzione speciale, ma non esclusiva, è rivolta alle azioni che prendono in considerazione il coinvolgimento di interlocutori non convenzionali, nel tentativo di creare nuove fasce di pubblico per i linguaggi contemporanei.

 

Ognuno dei tre pomeriggi sarà incentrato su un’area tematica:

  • mercoledì 13 ottobre ore 16.00-19.00: Il linguaggio, quello delle immagini, quello implicito nel museo e nella mostra intesi come occasione di apprendimento.
  • mercoledì 20 ottobre ore 16.00-19.00: Il corpo, il gesto, l’azione fisica percepiti come luogo e come medium per l’esperienza dell’arte.
  • mercoledì 10 novembre ore 16.00-19.00: Lo spazio urbano, come luogo pedagogico, e occasione di ascolto ed elaborazione di narrazioni comunitarie.

 

Gli incontri hanno la forma di focus group, quindi non una presentazione di progetti ma la condivisione di esperienze, problemi e soluzioni possibili, di aspirazioni e di prospettive. Oltre a professionisti del settore espressamente invitati (come responsabili di dipartimenti educativi di musei e teatri, artisti e artiste, pedagogisti, etc…) il programma auspica la partecipazione di un pubblico di operatori e operatrici dell’area fiorentina per dare spazio ai problemi, ai fallimenti ai margini di miglioramento delle rispettive pratiche; a partire da qui si svilupperanno dibattiti, dimostrazioni e sperimentazioni di esercizi, elaborazioni di proposte. In tal senso titolo, Convito, indica l’assenza di gerarchie prevista per il programma: uno spazio circolare di scambio e apprendimento.

Parteciperanno, tra gli altri: Fabrizio Ajello, Marina Arienzale, Attivisti della Danza, Marta Bellu, Marina Bistolfi, Vittoria Ciolini, Katiuscia Favilli, Lucia Giardino, Alessandro Iachino, Jacopo Jenna, Martino Margheri, Gina Monaco, Giulia Mureddu, Andrea Nanni, Maria Pecchioli, Radio Papesse, Robert Pettena, Stefania Rinaldi, Cristina Rizzo, Delfina Stella, Angelika Stepken, Kirsten Stromberg, Cesare Torricelli, Ragan Wait.

 

La partecipazione è gratuita, come operatori o auditori; prenotazione consigliata.

Sarà rilasciato Attestato di partecipazione, richiedendolo prima dell’inizio del ciclo di appuntamenti.

 

Arte come pedagogia

Il seminario si rivolge a docenti della scuola secondaria, di qualsiasi area, e si svolge dalle ore 15.00 alle ore 18.00 martedì 9 novembre, martedì 16 novembre e martedì 30 novembre.

 

Temi

La proposta nasce dalla riflessione sulla pedagogia sperimentale di ascendenza libertaria, riferibile al pensiero del filosofo britannico Herbert Read (1893–1968), autore dell’ormai classico Educare con l’arte dove dichiara che l’arte dovrebbe costituire la base dell’educazione, intesa come educazione estetica. A partire da questo pensiero e dal lascito di numerose esperienze occorse negli ultimi decenni, il seminario è incentrato sulla sperimentazione di metodi per la creazione e l’integrazione di metodi didattici che pongano al centro l’esperienza dell’arte.

 

Obiettivi e competenze

Obiettivo principale del seminario è aprire una riflessione sui metodi didattici tradizionali, frontali e cosiddetti verticali, anche alla luce di quanto emerso nell’ultimo anno e mezzo con la rarefazione del patto pedagogico nella relazione a distanza.

Per questo motivo un particolare rilievo verrà dato alle pratiche corporee e verranno condivise esperienze su pratiche sperimentali, dentro e fuori dalla scuola. In un confronto aperto verranno anche discussi i punti di fragilità, il potenziale, il margine di autonomia che ogni docente ha vissuto in prima persona.

Sul piano strettamente formativo si punta a fornire ai partecipanti tecniche di base e esercizi di educazione alla pari (peer to peer), educazione permanente (life long learning) e apprendimento esperienziale (learning by doing). Al termine del percorso i partecipanti potranno contare sull’acquisizione di informazioni di base su alcune tra le più rilevanti sperimentazioni tra arte e pedagogia; avranno acquisito inoltre alcuni punti nodali del dibattito contemporaneo sul ruolo dell’arte nella formazione informale e non formale e nella composizione delle comunità.

Dal punto di vista pratico i partecipanti disporranno di un pacchetto di metodi di base relativi alle pratiche suddette, esercizi teorici e pratici, oltre a un’indicazione di metodo alcuni esercizi per il superamento dei conflitti e per il team building.

 

Attività e metodi

Le lezioni alterneranno percorsi teorici e attività pratiche, mettendo sempre al centro l’apprendimento dei partecipanti e non l’insegnamento, utilizzando quindi un metodo di acquisizione di competenze attraverso l’esperienza e non attraverso la trasmissione.

Sono previsti tre ordini di attività:

  • Comunicazioni frontali: lezioni sulle teorie pedagogiche alternative con focus su alcuni casi del Novecento (cenni sul Bauhaus, sul Black Mountain College, sui primi programmi femministi negli USA). Verranno condivisi documenti e informazioni sulle esperienze di artisti e artiste che hanno fatto dell’esperienza educativa il proprio medium.
  • Conversazione aperta: condivisione di pensieri, proposte, problemi, aspirazioni.
  • Attività di laboratorio: creazione di progetti da riportare nel proprio ambito di lavoro. Ogni insegnante verrà guidato alla composizione di una bozza di progetto pensato per il proprio percorso e la propria classe.

 

Programma

martedì 9 novembre

Il soggetto

  • Presentazione del percorso, autopresentazione dei partecipanti, riflessione condivisa sulla capacità di ascolto, autocritica e spostamento del punto di vista;
  • introduzione critica alla pedagogia libertaria: il rapporto con i temi e i linguaggi delle arti, con quelli della politica e della critica sociale, il modo in cui l’innovazione è filtrata nell’istituzione;
  • brain storming sul nodo conflitto/soluzione e esercizio e riflessione sul mezzo dell’arte per la rappresentazione di sé;
  • attività pratica sulla creazione del progetto pedagogico (avvio di un’esercitazione individuale che verrà sviluppata nel corso dei tre appuntamenti).

martedì 16 novembre

Lo spazio

  • Pratica di riscaldamento con introduzione al rapporto con lo spazio fisico;
  • presentazione, con immagini e video, di alcune esperienze del Novecento che hanno posto l’educazione artistica come elemento centrale per la crescita della persona;
  • esercizio collettivo sul concetto di abitare e discussione sugli esiti;
  • attività pratica sulla creazione del progetto pedagogico;
  • riflessione condivisa sulle fragilità del metodo e della relazione.

martedì 30 novembre

Gli altri

  • Pratica di riscaldamento con introduzione al rapporto con le altre persone;
  • presentazione, con immagini e video, di alcune esperienze di pedagogia alternativa realizzate nell’ambito di comunità aperte e con pubblici non convenzionali;
  • esercizio sulla condivisione delle proprie conoscenze;
  • attività pratica sulla creazione del progetto pedagogico;
  • conclusione

L’iniziativa Spazio aperto fa parte del progetto Voice Over, finanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Si ringrazia Regione Toscana per la collaborazione.

 


Pietro Gaglianò

Curator

Pietro Gaglianò (1975) is an art critic and curator. After graduating in architecture he deepened the relationship between the aesthetics of power and individual freedoms, preferring the urban, architectural and social context as the scene of contemporary art practices. He has curated special projects and exhibitions in Italy and abroad. For years he has been experimenting with hybrid formats of the art verification space, in which laboratory and training experiences are grafted onto the... traditional model of exhibition and conference.

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