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Veronica Montanino

Veronica Montanino è artista visiva. Al centro della sua ricerca vi sono le dinamiche di ibridazione e metamorfosi che attraversano immagini, corpi e ambienti. Le sue opere attivano spazi di ambiguità in cui le opposizioni tra naturale e artificiale, umano e non umano, interno ed esterno perdono stabilità, dando forma a configurazioni aperte e mutevoli che interrogano la costruzione culturale del reale. Ha realizzato numerosi interventi ambientali in dialogo con l’habitat e lo spazio pubblico. Tra i lavori site specific e permanenti Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto (2010), Casa dell’Architettura di Roma (2013), Policlinico Universitario Agostino Gemelli (2016), MARCA Museo delle Arti di Catanzaro (2018). Nel 2020-21 il Casino Nobile di Villa Torlonia ospita la personale Rami. Nel 2026 realizza Memorie per la mostra Art Gender Gap. Ha curato il progetto Per una ricerca sulla specificità dell’arte [eventualmente] femminile, con Anna Maria Panzera, divenuto poi volum

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Veronica Montanino è artista visiva. Al centro della sua ricerca vi sono le dinamiche di ibridazione e metamorfosi che attraversano immagini, corpi e ambienti. Le sue opere attivano spazi di ambiguità in cui le opposizioni tra naturale e artificiale, umano e non umano, interno ed esterno perdono stabilità, dando forma a configurazioni aperte e mutevoli che interrogano la costruzione culturale del reale. Ha realizzato numerosi interventi ambientali in dialogo con l’habitat e lo spazio pubblico. Tra i lavori site specific e permanenti Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto (2010), Casa dell’Architettura di Roma (2013), Policlinico Universitario Agostino Gemelli (2016), MARCA Museo delle Arti di Catanzaro (2018). Nel 2020-21 il Casino Nobile di Villa Torlonia ospita la personale Rami. Nel 2026 realizza Memorie per la mostra Art Gender Gap. Ha curato il progetto Per una ricerca sulla specificità dell’arte [eventualmente] femminile, con Anna Maria Panzera, divenuto poi volume per Bordeaux, ed è autrice del libro Arte, pratiche di resistenza, in dialogo con la sociologa Anna Simone (Meltemi, 2024).