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Per le festività natalizie gli orari potrebbero variare.

mercoledì 1° luglio alle ore 17.00, clicca qui per partecipare>> meet.google.com/rqp-hbui-hao 


introducono
Valentina Gensini, direttore Murate Art District
Paola Puma, coordinatore scientifico Unità di Ricerca PPcP – DIDA, Università di Firenze

intervengono
Mariella Zoppi, professore emerito – DIDA, Università di Firenze
Giandomenico Amendola, sociologo urbano gìà professore ordinario – DIDA, Università di Firenze
Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura – Comune di Firenze
modera il curatore Fabrizio Violante

 

Informazioni sul libro

Il volume, frutto delle ricerche multidisciplinari di un gruppo di autori appartenenti alla Unità di Ricera PPcP – Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, propone un articolato panorama di possibilità verso cui il capoluogo toscano dovrà orientare la governance della propria area urbana per costruirsi un futuro sostenibile.La crisi della città pubblica, l’asservimento dei suoi spazi alle logiche del consumo e l’ingiustizia sociale sono i problemi che affliggono la dimensione urbana della città neoliberista occidentale, ai quali nemmeno una capitale dell’arte come Firenze sfugge. Essa si mostra oggi come una città quasi sopraffatta dal turismo, musealizzata fino alla perdita dei suoi principi identitari e morali. Il recupero di valori come identità e inclusione, la gestione e la cura diretta dei beni comuni, le dinamiche progettuali partecipative per la rigenerazione degli spazi inattivi e per la libera riappropriazione dello spazio pubblico, sono invece le scelte che gli amministratori sono obbligati a intraprendere, unitamente a politiche non più procrastinabili orientate alla riduzione dell’impatto ambientale e alla resilienza.

È dunque auspicabile un decisivo cambio di paradigma culturale affinché queste linee di programma si trasformino in realtà per l’area metropolitana fiorentina, avviata a un degrado sociale e urbano che, pur non raggiungendo certo i livelli limite di altre realtà portate a esempio del fallimento delle strategie di gestione dei territori metropolitani e rurali del belpaese, è da più parti avvertito comunque come allarmante.