11.00>13.00 LAB
DANZA BUTOH
Incontro dedicato alla riscoperta della presenza del corpo nello
spazio, attraverso la poetica della danza butoh. Danzeremo la
poetica delle Ninfee di Claude Monet, osservando la superficie
dello stagno, il fondale e il riflesso del cielo. Il percorso viene
condotto dall’artista Damiano Fina sulla base della sua ricerca per
una Pedagogia Queer.
a cura di Damiano Fina, Artista Danzatore
14.00>16.00 LAB
L’UGUAGLIANZA DI ESSERE TUTTI DIVERSI, UNICI
Il laboratorio di Danzamovimentoterapia sarà dedicato in parte
alla strutturazione di un setting, con i suoi riti, tempi e regole ma
soprattutto all’osservazione del gruppo. Cercando di rendere
possibile la creazione di uno spazio sicuro e inclusivo, in cui i
partecipanti possano sentirsi a proprio agio nel condividere le
proprie esperienze, promuovendo un ascolto e un’apertura per
accedere al mondo interiore, alla comprensione di noi stessi e
dell’altro. Attraverso semplici attività di movimento, individuali,
diadiche, di gruppo, eventuali letture o creazioni di storie,
attività artistiche, e/o giochi, i partecipanti potranno imparare a
comprendere meglio gli altri, a sviluppare empatia e autenticità.
a cura di Alessandro Bascioni, DanzamovimentoTerapeuta
Apid® Cooperativa Il Girasole
16.00>17.00 DIALOGHI
DOVE I DIRITTI TROVANO CASA
Presentazione del Centro AntidiscriminazioneLGBTQIA+Altre
Sponde e della casa rifugio come spazi di cura e diritti.
a cura di Cooperativa Il Girasole e Arci Gay – Altre sponde
17.30>19.00 PANEL CONCLUSIVO
Moderano Vincent Vallon e Christian Cristalli
INTRODUZIONE A IDENTITÀ E CORPO: FLUIDITÀ DI GENERE E CORPI PLURALI
Il corpo come atto politico, rivoluzionario e trasformativo per la società. Corpi che superano modelli e norme di genere, nei contesti dello sport, della sanità, del lavoro e della scuola.
PLURALI IN CAMPO: GIOCARE FUORI DAGLI STEREOTIPI
Lo sport può essere uno spazio dove identità e corpi trovano riconoscimento, ma anche un luogo in cui si riproducono stereotipi e discriminazioni. Quali pratiche possiamo promuovere affinché lo sport diventi davvero plurale e strumento di cambiamento?
Con Lucrezia Urlaro, Politiche di genere UISP Toscana
RISCRIVERE I CONFINI DEI CORPI PLURALI. QUANDO LA DISABILITÀ DIVENTA POSSIBILITÀ
Parlare di disabilità significa andare oltre le etichette e i limiti imposti dallo sguardo sociale, per restituire centralità alle persone, ai loro corpi e alle loro identità. La pluralità dei corpi e delle esperienze non è un ostacolo, ma una risorsa: la disabilità ci costringe a ripensare le relazioni, le pratiche quotidiane e le strutture della società, aprendo prospettive nuove di inclusione e di riconoscimento reciproco.
Con Maria Grazia Pugliese, Formazione UISP Toscana
VOCI DAI LABORATORI
DRUM CIRCLE. RITUALE CONCLUSIVO
Abbiamo ascoltato corpi che parlano, danzano, risuonano, si esprimono. Ora lasciamo che tutte queste voci si incontrino in un unico battito. Il ritmo non ha bisogno di traduzione: ci appartiene, ci attraversa, ci unisce. Un crescendo collettivo ci accompagna fino a un ritmo comune che si espande, per poi dissolversi in un ritorno al battito unico o al silenzio condiviso. Il Drum Circle è la cerimonia conclusiva: la pluralità che diventa armonia, la comunità che vibra come un solo cuore e i corpi — finalmente — si riconoscono plurali, liberi, uniti. Non è solo musica: è un rito collettivo, un atto di comunione. Entriamo nel cerchio, diventiamo comunità.
a cura di Licia Agnetta, Percussionista
21.30>23.00
NEI MIEI PANNI, SUL TUO VISO è una piece danzata che nasce dalla sintesi di due progetti La tua giacca sul mio viso e Nei panni dell’altr*. Nasce inizialmente come uno studio sull’impersonificazione, sul togliere attenzione a sé stessi e ai propri “panni”, intesi anche come schemi di realtà, per identificarsi nell’altro. L’indagine prosegue verso le conseguenze di questa defocalizzazione personale, come se i protagonisti potessero dimenticarsi di sé, per andare verso l’altro. La piece danzata procede esplorando successivamente la possibilità di contattare l’altro senza perdermi in esso, evitando così quella depersonalizzazione chiamata anche confluenza.
a cura di Giulia Anastasio e Anais Giannakopoulos, Danza il Collettivo CADE: Giulia Anastasio, Stefano Di Martino, Anais Giannakopoulos, Serena La Grotta.