Irene Dionisio. Miracola
From September 17 to November 22, 2026
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Domenico Antonio Mancini è un artista visivo la cui pratica si sviluppa a partire da un profondo interesse per i temi della memoria, della costruzione sociale dello spazio e della relazione tra individuo e paesaggio. La sua ricerca si muove tra arte pubblica, installazione, disegno e fotografia, con un linguaggio che si radica in un’attenta osservazione del reale e in un approccio critico ai meccanismi di rappresentazione e potere. In molte sue opere, l’elemento storico si fa presenza silenziosa ma pregnante: paesaggi alterati, immagini cancellate, oggetti replicati, diventano dispositivi per riflettere sulle forme della trasmissione culturale e della cancellazione simbolica. Il suo lavoro abita il confine tra visibile e invisibile, tra traccia e rimozione, tra permanenza e sparizione. Mancini ha esposto in numerosi contesti istituzionali e indipendenti, tra cui il Museo MADRE di Napoli, il MART di Rovereto la GNAM di Roma, gli Istituti Italiani di Cultura di New York e di Ber
Domenico Antonio Mancini è un artista visivo la cui pratica si sviluppa a partire da un profondo interesse per i temi della memoria, della costruzione sociale dello spazio e della relazione tra individuo e paesaggio. La sua ricerca si muove tra arte pubblica, installazione, disegno e fotografia, con un linguaggio che si radica in un’attenta osservazione del reale e in un approccio critico ai meccanismi di rappresentazione e potere. In molte sue opere, l’elemento storico si fa presenza silenziosa ma pregnante: paesaggi alterati, immagini cancellate, oggetti replicati, diventano dispositivi per riflettere sulle forme della trasmissione culturale e della cancellazione simbolica. Il suo lavoro abita il confine tra visibile e invisibile, tra traccia e rimozione, tra permanenza e sparizione. Mancini ha esposto in numerosi contesti istituzionali e indipendenti, tra cui il Museo MADRE di Napoli, il MART di Rovereto la GNAM di Roma, gli Istituti Italiani di Cultura di New York e di Berlino, la Fondazione Merz di Torino, il Museo MAXXI de L’Aquila e in gallerie come Lia Rumma (Napoli/Milano).