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«…23simo giorno…. 34simo giorno…. 47simo giorno…
– Che fate?
– Qui portano tanti vestiti, tessuti, tutto quello che hanno in casa. Facciamo le reti. Ci siamo organizzati. C’è chi taglia le strisce e noi leghiamo. Si procede velocemente……»
Le mie sorelle erano bloccate in un piccolo paese vicino a Sumy per più di un mese, accolti da una famiglia. Si occupavano di fare le reti militari come tante altre donne e bambini.
Il progetto prevede la realizzazione a più tappe di una rete militare seguendo il disegno utilizzato nel tradizionale ricamo ucraino, simboleggiando il cielo stellato o il cosmo organizzato. Il cielo – la parola che dal significato pacifico e sereno si è trasformato in una minaccia in questi tempi.
Il progetto adotta la pratica partecipativa che unisce le persone ad intrecciare una rete, con la stessa tecnica della rete militare, ma ricamando il disegno tradizionale ucraino che simboleggia il cielo pacifico, il




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«…23simo giorno…. 34simo giorno…. 47simo giorno…
– Che fate?
– Qui portano tanti vestiti, tessuti, tutto quello che hanno in casa. Facciamo le reti. Ci siamo organizzati. C’è chi taglia le strisce e noi leghiamo. Si procede velocemente……»
Le mie sorelle erano bloccate in un piccolo paese vicino a Sumy per più di un mese, accolti da una famiglia. Si occupavano di fare le reti militari come tante altre donne e bambini.
Il progetto prevede la realizzazione a più tappe di una rete militare seguendo il disegno utilizzato nel tradizionale ricamo ucraino, simboleggiando il cielo stellato o il cosmo organizzato. Il cielo – la parola che dal significato pacifico e sereno si è trasformato in una minaccia in questi tempi.
Il progetto adotta la pratica partecipativa che unisce le persone ad intrecciare una rete, con la stessa tecnica della rete militare, ma ricamando il disegno tradizionale ucraino che simboleggia il cielo pacifico, il cielo stellato che protegge e porta i sogni, una preghiera collettiva che intende fermarsi nelle scuole per un anno scolastico. Secondo il vecchio detto «le mani curano il cuore».
Il desiderio è d’incontrare virtualmente la comunità ucraina che vive o ha trovato la casa nuova sul territorio, e non solo per realizzare insieme questo “cielo”.

Il progetto Inside Out si propone di educare gli studenti a un impiego cosciente della fotografia, favorendo una maggiore consapevolezza nell’uso dei social network, da loro intesi come potenti mezzi di autorappresentazione. Le sessioni, infatti, saranno concepite per consentire lo sviluppo di una personale pratica artistica che fornisca ai ragazzi gli strumenti con cui costruire e raccontare in modo autonomo la propria immagine. Considereremo diversi generi di fotografia: ritratto, paesaggio, still life, di cui esamineremo i principali esempi storici e contemporanei; sperimenteremo diversi tipi di illuminazione: naturale e artificiale; rifletteremo su come le immagini possano trasmettere emozioni e raccontare storie. Dopo ogni incontro i ragazzi svolgeranno un compito legato alla tematica affrontata. Le fotografie scattate dagli studenti durante le sessioni a scuola o nel tempo libero (principalmente con la fotocamera di uno smartphone) andranno a formare il racconto fotografico di

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Il progetto Inside Out si propone di educare gli studenti a un impiego cosciente della fotografia, favorendo una maggiore consapevolezza nell’uso dei social network, da loro intesi come potenti mezzi di autorappresentazione. Le sessioni, infatti, saranno concepite per consentire lo sviluppo di una personale pratica artistica che fornisca ai ragazzi gli strumenti con cui costruire e raccontare in modo autonomo la propria immagine. Considereremo diversi generi di fotografia: ritratto, paesaggio, still life, di cui esamineremo i principali esempi storici e contemporanei; sperimenteremo diversi tipi di illuminazione: naturale e artificiale; rifletteremo su come le immagini possano trasmettere emozioni e raccontare storie. Dopo ogni incontro i ragazzi svolgeranno un compito legato alla tematica affrontata. Le fotografie scattate dagli studenti durante le sessioni a scuola o nel tempo libero (principalmente con la fotocamera di uno smartphone) andranno a formare il racconto fotografico di ciascun partecipante. Come restituzione finale presenteremo una proiezione con i mini-racconti di ogni studente.
Adottando il metodo del learning by doing, il progetto vuole favorire un apprendimento attivo, esperienziale e coinvolgente.
La metodologia adottata vuol rendere i ragazzi in grado di rafforzare le fragilità e le capacità relazionali all’interno del gruppo classe e della comunità scolastica di appartenenza.

Il progetto Video Arte si svilupperà a partire da una riflessione sul tema della corporeità, del limite e dell’accettazione della propria e altrui imperfezione, intesa non come inadeguatezza, ma in quanto verità intrinseca della nostra natura e opportunità di relazione con gli altri.
Il programma vuole generare una riflessione su come rispondere al bisogno primario di essere se stessi e di sentirsi accolti e compresi. L’obiettivo è quello di realizzare insieme ai ragazzi un video, combinando generi espressivi diversi esercitati secondo le loro capacità e competenze (scrittura, fotografia, montaggio, ecc.).
Adottando il metodo del learning by doing, il progetto vuole favorire un apprendimento attivo, esperienziale e coinvolgente.
La metodologia adottata vuol rendere i ragazzi in grado di rafforzare le fragilità e le capacità relazionali all’interno del gruppo classe e della comunità scolastica di appartenenza.




Il progetto Video Arte si svilupperà a partire da una riflessione sul tema della corporeità, del limite e dell’accettazione della propria e altrui imperfezione, intesa non come inadeguatezza, ma in quanto verità intrinseca della nostra natura e opportunità di relazione con gli altri.
Il programma vuole generare una riflessione su come rispondere al bisogno primario di essere se stessi e di sentirsi accolti e compresi. L’obiettivo è quello di realizzare insieme ai ragazzi un video, combinando generi espressivi diversi esercitati secondo le loro capacità e competenze (scrittura, fotografia, montaggio, ecc.).
Adottando il metodo del learning by doing, il progetto vuole favorire un apprendimento attivo, esperienziale e coinvolgente.
La metodologia adottata vuol rendere i ragazzi in grado di rafforzare le fragilità e le capacità relazionali all’interno del gruppo classe e della comunità scolastica di appartenenza.

Benedetta Manfriani

Artista visiva e cantante, BENEDETTA MANFRIANI ha esplorato negli anni tecniche e linguaggi diversi – video, installazioni, fotografia, musica, ceramica, grafica – dando vita a opere multiformi. Collabora con Tempo Reale, sia nella didattica sia nella produzione di opere multimediali, e con la compagnia teatrale Catalyst. È attualmente artista in residenza al MAD Murate Art District. Nell’ambito del Progetto RIVA ha diretto la performance sonora Rivers nel 2018, partecipando nel 2017 ad una installazione sonora di Tempo Reale Festival. Nel 2016 ha ideato CONfusion, un gruppo vocale multietnico formato da persone provenienti da molti paesi del mondo, che lavora per l’inclusione dei migranti attraverso la musica e la performance, attivo anche presso il Teatro Puccini di Firenze. Nel 2021 ha realizzato per MAD l’installazione sonora QuaranTeens, allestita in Piazza del Carmine.

 

Artista visiva e cantante, BENEDETTA MANFRIANI ha esplorato negli anni tecniche e linguaggi diversi – video, installazioni, fotografia, musica, ceramica, grafica – dando vita a opere multiformi. Collabora con Tempo Reale, sia nella didattica sia nella produzione di opere multimediali, e con la compagnia teatrale Catalyst. È attualmente artista in residenza al MAD Murate Art District. Nell’ambito del Progetto RIVA ha diretto la performance sonora Rivers nel 2018, partecipando nel 2017 ad una installazione sonora di Tempo Reale Festival. Nel 2016 ha ideato CONfusion, un gruppo vocale multietnico formato da persone provenienti da molti paesi del mondo, che lavora per l’inclusione dei migranti attraverso la musica e la performance, attivo anche presso il Teatro Puccini di Firenze. Nel 2021 ha realizzato per MAD l’installazione sonora QuaranTeens, allestita in Piazza del Carmine.