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Progetto RIVA

promosso dall'Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini

Il progetto RIVA, promosso dall’Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini, in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana, Agenzia per la Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri e MibACT ( Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Italia) nasce con l’obiettivo di valorizzare le rive del fiume Arno, nel cuore di Firenze.

Nel 1966 la città visse la terribile esperienza dell’alluvione, con più di cento vittime e il danneggiamento o la distruzione di migliaia di capolavori d’arte e libri rari. Con lo sforzo congiunto di volontari italiani e stranieri molte di queste opere sono state restaurate, ma anche a distanza di decenni resta ancora molto lavoro da fare. Dopo questa tragedia la città ha dimenticato le rive dell’Arno, osservandolo “da lontano”, perdendo ogni intimità con il fiume. RIVA è cresciuta con l’obiettivo di creare un parco fluviale nel cuore della città, attraver

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Il progetto RIVA, promosso dall’Associazione MUS.E, con la direzione artistica di Valentina Gensini, in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana, Agenzia per la Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri e MibACT ( Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Italia) nasce con l’obiettivo di valorizzare le rive del fiume Arno, nel cuore di Firenze.

Nel 1966 la città visse la terribile esperienza dell’alluvione, con più di cento vittime e il danneggiamento o la distruzione di migliaia di capolavori d’arte e libri rari. Con lo sforzo congiunto di volontari italiani e stranieri molte di queste opere sono state restaurate, ma anche a distanza di decenni resta ancora molto lavoro da fare. Dopo questa tragedia la città ha dimenticato le rive dell’Arno, osservandolo “da lontano”, perdendo ogni intimità con il fiume. RIVA è cresciuta con l’obiettivo di creare un parco fluviale nel cuore della città, attraverso la partecipazione di artisti, curatori, scienziati, biologi e architetti, italiani e stranieri. In questi anni, seguendo l’idea di riscoprire il patrimonio ambientale e culturale legato al fiume, il progetto RIVA ha realizzato:

* installazioni artistiche e mostre in collaborazione con fotografi, artisti e compositori che hanno prodotto ritratti visivi e sonori originali del fiume e della sua memoria, e promosso nuove visioni del fiume e delle sue sponde;

* workshop e laboratori per cittadini e giovani artisti guidati da designer, artisti e fotografi interessati a tematiche ambientali e relazionali;

* tavole rotonde, conferenze e talk a cui hanno partecipano artisti, curatori, scienziati, sociologi, architetti su temi quali sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio, biodiversità, democrazia partecipativa;

* residenze d’arte e opportunità di formazione per giovani artisti finalizzate alla produzione di nuove opere d’arte legate alla riscoperta del fiume come risorsa e come elemento generatore di un vasto parco nel centro di Firenze e nell’area metropolitana.

 

_______________

 

Nel 2016, in occasione dei 50 anni dall’alluvione dell’Arno, RIVA si è concentrata sulla città di Firenze con l’obiettivo di sensibilizzare le buone pratiche e gli atteggiamenti nei confronti del territorio e delle tematiche ambientali attraverso la pratica artistica. Oltre ai tre grandi fotografi internazionali Jay Wolke, Arno Rafael Minkkinen, Massimo Vitali, coinvolti con la curatela di Studio Marangoni, gli artisti coinvolti nel progetto sono stati Bernard Fort con Tempo Reale, Radio Papesse, Studio ++, Francesco Pellegrino, Fotoromanzo Italiano, che hanno realizzato opere inedite su commissione: installazioni site-specific sulle rive del fiume, workshop, mostre e conferenze sull’Arno e presso MAD Murate Art District. Tra gli interventi site specific permanenti e tuttora visitabili c’è il Terzo Giardino, a cura del collettivo Studio ++: 10mila metri quadrati sull’Arno restituiti alla città, un labirinto verde che richiama nel proprio nome la metafora del paesaggista Gilles Clément, che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia una straordinaria  riserva di biodiversità e potenziale evolutivo.

 

Nel 2017 RIVA ha dato vita ad una serie di installazioni site specific, workshop, mostre e talk grazie al coinvolgimento di performer, artisti visivi, fotografi e sound artist invitati a tenere un periodo di residenza in Toscana con l’obiettivo di produrre nuovi progetti sul tema del fiume. Per la prima volta, oltre Firenze, RIVA ha coinvolto tre comuni della regione bagnata dal fiume: Pontassieve, Pelago e Montelupo Fiorentino. Partendo da una riflessione sul patrimonio ambientale e culturale del fiume e il suo legame con la comunità e il territorio, gli artisti coinvolti (Davide Virdis, Katrinem, Adrian Paci, Radio Papesse, Studio ++) hanno lavorato nei tre comuni con l’amministrazione locale e i cittadini per nuovi progetti artistici. Il progetto principale di RIVA 2017 è stata una performance sul fiume seguita da una mostra di Adrian Paci che si è svolta tra Firenze e Pelago, coinvolgendo Museo Novecento e MAD Murate Art District, in cui sono state presentate opere di Adrian Paci legate al tema dell’acqua come metafora del flusso, del movimento e della migrazione. A Montelupo Fiorentino l’artista berlinese Katrinem ha tenuto una residenza curata da Tempo Reale in cui ha performato e registrato un lavoro personale di attraversamento ed “ascolto” del paesaggio sonoro.

 

 

Nel 2018 il Progetto RIVA ha proseguito la collaborazione con Pelago e Montelupo Fiorentino e ha coinvolto sia il centro che le periferie del Comune di Firenze ponendo l’attenzione alle tematiche ambientali, ma anche al contesto economico, politico e sociale. Uno degli eventi principali è stata la mostra QUI di Paolo Masi, in cui sono state esposte 12 nuove opere site-specific prodotte durante 6 mesi di residenza artistiche presso MAD Murate Art District. Nel comune di Montelupo Fiorentino hanno operato Yuval Avital ed il coro di migranti ConFusion diretto da Benedetta Manfriani, Tempo Reale con il progetto “Sentieri del silenzio” presso l’ex ospedale psichiatrico, e Radio Papesse con le “Storie dell’Arno a Montelupo”. Nell’altro comune attraversato dall’Arno, Pelago, sono stati ospitati il fotografo Davide Virdis, che ha presentato una mostra nello spazio pubblico ed un workshop in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, ed il collettivo artistico Studio ++.
Presso Murate Art District sono stati proposti talk e lezioni in italiano ed in inglese a cura di LWCircus e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Durante il 2018 Progetto RIVA si è aperto anche all’Oriente, grazie alla collaborazione con Zhong Art International, ospitando tre artisti cinesi in residenza presso MAD, invitati a presentare la loro particolare visione sull’Arno.

 

 

Nel 2019 sono proseguiti i talk e i workshop internazionali, tra cui è di particolare rilevanza l’incontro presentato a MAD con Michelangelo Pistoletto, in collaborazione con  Accademia di belle Arti, e le conferenze curate da LWCircus, oltre al ciclo di incontri a cura del Prof. Antonio Capestro, in collaborazione con CISDU e Università degli Studi di Firenze. Allo stesso modo è continuata la costante manutenzione del parco fluviale del Terzo Giardino e le relative visite guidate a cura dell’area mediazione dell’Associazione Mus.e. È stato portato avanti il progetto di collaborazione con Zhong Art International, ha visto due professori dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan effettuare un periodo residenza presso Murate Art District. Questi eventi hanno permesso di compiere un percorso di avvicinamento alla grande mostra del pluriennale Progetto RIVA, prevista nel 2020, e posticipata al 2021 a causa delle restrizioni messe in atto per contrastare la pandemia da Covid-19.

 

Il Progetto RIVA è realizzato in collaborazione Fondazione Studio Marangoni (Centro internazionale di formazione per la fotografia) e con Tempo Reale (Centro di ricerca, produzione e formazione musicale), in co-progettazione con il programma Sensi Contemporanei e MiBACT, con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Firenze, Mus.e, FST.

Progetto RIVA

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Benedetta Manfriani

Visual Artist and singer

A visual artist and singer, over the years he has explored different techniques and languages – video, installations, photography, music, ceramics, graphics – giving life to multiform works. He collaborates with Tempo Reale, both in teaching and in the production of multimedia works, and with the Catalyst theatre company. He is currently artist in residence at MAD Murate Art District. As part of the RIVA Project he directed the sound performance Rivers in 2018, participating in a sound installation of Tempo Reale Festival in 2017. In 2016 he created CONfusion, a multi-ethnic vocal group made up of people from many countries around the world, working for the inclusion of migrants through music and performance, also active at the Puccini Theatre in Florence.

A visual artist and singer, over the years he has explored different techniques and languages – video, installations, photography, music, ceramics, graphics – giving life to multiform works. He collaborates with Tempo Reale, both in teaching and in the production of multimedia works, and with the Catalyst theatre company. He is currently artist in residence at MAD Murate Art District. As part of the RIVA Project he directed the sound performance Rivers in 2018, participating in a sound installation of Tempo Reale Festival in 2017. In 2016 he created CONfusion, a multi-ethnic vocal group made up of people from many countries around the world, working for the inclusion of migrants through music and performance, also active at the Puccini Theatre in Florence.

Renata Summo - O'Connell

Director Artegiro Contemporary Art

Renata Summo-O’Connell Renata is curator and responsible for the Artegiro Contemporary Art project, a nomadic and transnational curatorial project in contemporary art based in Italy. Artegiro is a program that operates within AILAE, an organization founded by Renata, Roberta Trapè and Damian O’Connell in 2007. Having worked for a long time in the fields of research and teaching in Sociolinguistics and Gender Studies in Australia, he continued his writing and critical research independently after his return to Europe, focusing mainly on topics related to the roles of the artist and the curator in society, the artistic practice in new forms of captivity by migration, through new transnational research models that, beyond institutional boundaries, can decisively advance the international debate on art, creative and cultural planning in relation to political and social life. He launched the project Imagined Australia. A Reflection on the mutual construction of identity between

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Renata Summo-O’Connell Renata is curator and responsible for the Artegiro Contemporary Art project, a nomadic and transnational curatorial project in contemporary art based in Italy. Artegiro is a program that operates within AILAE, an organization founded by Renata, Roberta Trapè and Damian O’Connell in 2007. Having worked for a long time in the fields of research and teaching in Sociolinguistics and Gender Studies in Australia, he continued his writing and critical research independently after his return to Europe, focusing mainly on topics related to the roles of the artist and the curator in society, the artistic practice in new forms of captivity by migration, through new transnational research models that, beyond institutional boundaries, can decisively advance the international debate on art, creative and cultural planning in relation to political and social life. He launched the project Imagined Australia. A Reflection on the mutual construction of identity between Australia and Europe, published by Peter Lang in 2009. In particular, especially with the creation of COCOAA, a collaboration that she has established between AILAE and the Municipality of Conzano in Monferrato, where she curates the Artegiro art residencies that have taken place annually since 2010 and have seen more than 14 international artists in residence in recent years.

 

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STAY WITH ME

Art in turbolent times

STAY WITH ME
Art in turbolent times
STAY WITH ME

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Ilze Petroni | STAY WITH ME Art in turbolent times

Audiovisual Art Researcher

Ilze Petroni, Audiovisual Art Researcher
| STAY WITH ME Art in turbolent times
Ilze Petroni | STAY WITH ME Art in turbolent times

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Mariko Hori | STAY WITH ME Art in turbolent times

Artista

Mariko Hori, artista
STAY WITH ME Art in turbolent times VIDEO
Mariko Hori | STAY WITH ME Art in turbolent times

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Salvatore Calì | STAY WITH ME Art in turbolent times VIDEO

Artista concettuale e multidisciplinare

Salvatore Calì | STAY WITH ME Art in turbolent times VIDEO
Artista concettuale e multidisciplinare
Salvatore Calì | STAY WITH ME Art in turbolent times VIDEO

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Lazzaro Ciccolella | STAY WITH ME Art in turbolent times

compositore

Lazzaro Ciccolella, compositore
STAY WITH ME Art in turbolent times
Lazzaro Ciccolella | STAY WITH ME Art in turbolent times

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STAY WITH ME

Art in turbolent times

Il sito è promosso da Mad – Murate Art District e curato da Associazione Ailae nell’ambito del programma Artegiro Contemporary Art per il Progetto RIVA .

Artisti visivi e sonori presentano opere, eventi e azioni realizzati dall’inizio della pandemia ad oggi.

Il sito Stay With Me. Arte in tempi di turbolenza  è il frutto di un progetto collaborativo ongoing curato da Artegiro per il Progetto RIVA, che vede un gruppo internazionale di artisti, curatori e critici affrontare la sfida di fare arte, curatela e critica oggi, in tempi complessi e turbolenti. I soggetti coinvolti, a partire da marzo 2020, hanno dedicato una serie di azioni al momento storico che stiamo vivendo, per essere testimoni del loro tempo.

E se sulla piattaforma MAD Archival Platform e sul sito stay-with-me.org verrà documentata la produzione degli artisti, un forum verrà proposto al MAD insieme a future azioni sulla sostenibilità nell’ambito del progetto RIVA, che spingerà Stay With Me ad affrontar

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Il sito è promosso da Mad – Murate Art District e curato da Associazione Ailae nell’ambito del programma Artegiro Contemporary Art per il Progetto RIVA .

Artisti visivi e sonori presentano opere, eventi e azioni realizzati dall’inizio della pandemia ad oggi.

Il sito Stay With Me. Arte in tempi di turbolenza  è il frutto di un progetto collaborativo ongoing curato da Artegiro per il Progetto RIVA, che vede un gruppo internazionale di artisti, curatori e critici affrontare la sfida di fare arte, curatela e critica oggi, in tempi complessi e turbolenti. I soggetti coinvolti, a partire da marzo 2020, hanno dedicato una serie di azioni al momento storico che stiamo vivendo, per essere testimoni del loro tempo.

E se sulla piattaforma MAD Archival Platform e sul sito stay-with-me.org verrà documentata la produzione degli artisti, un forum verrà proposto al MAD insieme a future azioni sulla sostenibilità nell’ambito del progetto RIVA, che spingerà Stay With Me ad affrontare le pratiche partecipative nello spazio pubblico.

Dal momento della sua messa online, sul sito Stay With Me saranno presenti (e fruibili) i vari contributi degli artisti all’interno di quelle che sono state simbolicamente chiamate “stanze”.

Aperto e trasversale, Stay with me è un modo di vivere e partecipare l’arte (e il dibattito che ruota intorno ad essa) anche in un momento in cui non è possibile la partecipazione dal vivo. Un invito a condividere le azioni realizzate dagli artisti in questi mesi, a esplorarne i contenuti, a discuterne apertamente creando un dialogo che coinvolga altri artisti, curatori, studiosi dell’arte, storici, sociologi, studenti o chiunque si senta coinvolto dal progetto e dalle sue premesse.

 

STAY WITH ME

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Peter Bialobrzeski

Fotografo

Peter Bialobrzeski è un fotografo e professore di fotografia all’Università delle Arti di Brema in Germania. Bialobrzeski originariamente ha studiato politica e sociologia in Germania prima di studiare fotografia all’Università di Essen e al London College of Printing.

Peter Bialobrzeski è un fotografo e professore di fotografia all’Università delle Arti di Brema in Germania. Bialobrzeski originariamente ha studiato politica e sociologia in Germania prima di studiare fotografia all’Università di Essen e al London College of Printing.

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Antonio Capestro

Architetto

He is an architect. He teaches Architectural and Urban Design and is head of research projects carried out on behalf of public and private entities and the author of various publications concerning urban space in relation to the processes of transformation of contemporary society. He is the director of DIDA’s UD-Urban Design Lab and co-director of LAA-Architecture and Self-construction Lab, and a member of  DIDA’s FAL- Florence Accessibility Lab Research Unit.

He is an architect. He teaches Architectural and Urban Design and is head of research projects carried out on behalf of public and private entities and the author of various publications concerning urban space in relation to the processes of transformation of contemporary society. He is the director of DIDA’s UD-Urban Design Lab and co-director of LAA-Architecture and Self-construction Lab, and a member of  DIDA’s FAL- Florence Accessibility Lab Research Unit.

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Francesca Merz

Curatrice Il Diario Popolare | Progetto RIVA

Torinese di nascita, fiorentina di adozione. Cultural project manager, consulente strategico per lo sviluppo delle risorse culturali, storica e critica d’arte, da anni si occupa dell’ideazione, organizzazione e gestione di eventi culturali in tutto il mondo. Attualmente collabora con l’Associazione degli Amici dei Musei di Palazzo Davanzati e Casa Martelli a Firenze, è a capo dell’ufficio marketing della società Contemporanea Progetti, nella ideazione e gestione delle mostre internazionali, e si occupa con la sua associazione Fund4art, della strutturazione di progetti di marketing e innovazione territoriale, strategie d’ascolto della cittadinanza e consulenza nell’ambito della valorizzazione e gestione dei distretti culturali, nonché di promozione di eventi di divulgazione su temi umanitari. Proprio nell’ambito dei progetti di ascolto della cittadinanza e di studio delle memorie dei territori, si iscrive la sua passione giornalistica, scrive per Nena-News di Palestina

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Torinese di nascita, fiorentina di adozione. Cultural project manager, consulente strategico per lo sviluppo delle risorse culturali, storica e critica d’arte, da anni si occupa dell’ideazione, organizzazione e gestione di eventi culturali in tutto il mondo. Attualmente collabora con l’Associazione degli Amici dei Musei di Palazzo Davanzati e Casa Martelli a Firenze, è a capo dell’ufficio marketing della società Contemporanea Progetti, nella ideazione e gestione delle mostre internazionali, e si occupa con la sua associazione Fund4art, della strutturazione di progetti di marketing e innovazione territoriale, strategie d’ascolto della cittadinanza e consulenza nell’ambito della valorizzazione e gestione dei distretti culturali, nonché di promozione di eventi di divulgazione su temi umanitari. Proprio nell’ambito dei progetti di ascolto della cittadinanza e di studio delle memorie dei territori, si iscrive la sua passione giornalistica, scrive per Nena-News di Palestina principalmente, nonché per CuCo, Cultura Commestibile

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Yuval Avital

Musician and visual artist

Born in Jerusalem in 1977 and living in Milan, multimedia artist, composer and guitarist Yuval Avital develops his works in a variety of spaces, including public venues, industrial archaeological sites, theatres and museums, challenging the traditional crystallized categories that separate the arts. In his exhibitions, performances, immersive installations, total-operas, large-scale musical ‘rituals’, and concerts one can find dancers, contemporary music ensembles, masters of ancient cultures, recruited individuals or communities, multi-video projections, meditative tactile ambients, advanced technological instruments, archive materials, scientific data, Sound-Sculpture, painting and printed artworks.
Each of Avital’s artworks is a unique experiential, poetic and emotional microcosm with its own identity, fruit of a meticulous research carried out in a carefully coded language, confronting the reoccurring themes of archetype and structure; ancestral and currant global-era human c

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Born in Jerusalem in 1977 and living in Milan, multimedia artist, composer and guitarist Yuval Avital develops his works in a variety of spaces, including public venues, industrial archaeological sites, theatres and museums, challenging the traditional crystallized categories that separate the arts. In his exhibitions, performances, immersive installations, total-operas, large-scale musical ‘rituals’, and concerts one can find dancers, contemporary music ensembles, masters of ancient cultures, recruited individuals or communities, multi-video projections, meditative tactile ambients, advanced technological instruments, archive materials, scientific data, Sound-Sculpture, painting and printed artworks.
Each of Avital’s artworks is a unique experiential, poetic and emotional microcosm with its own identity, fruit of a meticulous research carried out in a carefully coded language, confronting the reoccurring themes of archetype and structure; ancestral and currant global-era human condition; nature and hybridity; ritual and science.
Avital’s sound and visual artworks have been presented in museums, art foundations, venues and art events such as MANIFESTA Biennial, GAM – Torino, MACRO Museum of Contemporary Art Rome; OSTRALE Dresden Biennial, La Fabbrica del Cioccolato Foundation in Switzerland, Saint Antoine Church Istanbul, Marino Marini Museum in Florence; National Science and Technology Museum “Leonardo da Vinci” in Milan.

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Parola di Artista Le Opere e i Giorni | Yuval Avital, musicista e artista visivo

With the column #LeOpereeiGiorni we invited artists, curators and intellectuals to share reflections on their work and the current moment.
Today we listen to Yuval Avital, musician and visual artist

Parola di Artista Le Opere e i Giorni |
Yuval Avital, musician and visual artist
Parola di Artista Le Opere e i Giorni | Yuval Avital, musicista e artista visivo

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Pietro Gaglianò

Curator

Pietro Gaglianò (1975) is an art critic and curator. After graduating in architecture he deepened the relationship between the aesthetics of power and individual freedoms, preferring the urban, architectural and social context as the scene of contemporary art practices. He has curated special projects and exhibitions in Italy and abroad. For years he has been experimenting with hybrid formats of the art verification space, in which laboratory and training experiences are grafted onto the traditional model of exhibition and conference.

Pietro Gaglianò (1975) is an art critic and curator. After graduating in architecture he deepened the relationship between the aesthetics of power and individual freedoms, preferring the urban, architectural and social context as the scene of contemporary art practices. He has curated special projects and exhibitions in Italy and abroad. For years he has been experimenting with hybrid formats of the art verification space, in which laboratory and training experiences are grafted onto the traditional model of exhibition and conference.

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Parola di Curatore, Le Opere e i Giorni | Pietro Gaglianò, curator

With the column #LeOpereeiGiorni we invited artists, curators and intellectuals to share reflections on their work and the current moment.
Today we listen to Pietro Gaglianò, curator

Parola di Curatore, Le Opere e i Giorni
Pietro Gaglianò, curatore
Parola di Curatore, Le Opere e i Giorni | Pietro Gaglianò, curator

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Francesco Pellegrino

musician and visual artist

Francesco Pellegrino is a multimedia artist and musician; his works include electroacoustic music, performances and installations. As a musician he performs in electroacoustic concerts for various instruments (including sax, trumpet, clarinet and various objects) and live electronics; he plays in the electroacoustic trio3D3, with Maurizio Montini and Andrea Venturoli. As an artist he creates installations with a strong sound component, immersive environments, invitations to contemplation. His installations have been exhibited in Florence, Livorno, Stockholm, Mexico City, Chongquing and others.

Francesco Pellegrino is a multimedia artist and musician; his works include electroacoustic music, performances and installations. As a musician he performs in electroacoustic concerts for various instruments (including sax, trumpet, clarinet and various objects) and live electronics; he plays in the electroacoustic trio3D3, with Maurizio Montini and Andrea Venturoli. As an artist he creates installations with a strong sound component, immersive environments, invitations to contemplation. His installations have been exhibited in Florence, Livorno, Stockholm, Mexico City, Chongquing and others.

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China Project 2019

China Project 2019 - Progetto RIVA

Il progetto di residenze di artisti cinesi in Italia si è rinnovato nel 2019 con due nuovi artisti selezionati per un periodo di residenza che è andato dal 7 ottobre al 1 novembre 2019 e che rientrava nel Progetto RIVA curato e diretto da Valentina Gensini, in collaborazione con Zhong Art International, realizzato in co-progettazione e con il contributo di Sensi Contemporanei nell’ambito dell’accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibac Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale.

I due artisti selezionati nel 2019 sono stati Xiang Zhang e Yanrong Liu.
È stato possibile visitare gli artisti nel loro studio 30 e il 31 ottobre 2019 e seguire così il lavoro che hanno portato avanti durante il loro periodo di residenza, con la possibilità di conversare con loro anche grazie alla collaborazione di Zhong Art International.


Il progetto di residenze di artisti cinesi in Italia si è rinnovato nel 2019 con due nuovi artisti selezionati per un periodo di residenza che è andato dal 7 ottobre al 1 novembre 2019 e che rientrava nel Progetto RIVA curato e diretto da Valentina Gensini, in collaborazione con Zhong Art International, realizzato in co-progettazione e con il contributo di Sensi Contemporanei nell’ambito dell’accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibac Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale.

I due artisti selezionati nel 2019 sono stati Xiang Zhang e Yanrong Liu.
È stato possibile visitare gli artisti nel loro studio 30 e il 31 ottobre 2019 e seguire così il lavoro che hanno portato avanti durante il loro periodo di residenza, con la possibilità di conversare con loro anche grazie alla collaborazione di Zhong Art International.

China Project 2019

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Racconto sull'Arno

Progetto RIVA

Attraverso i ricordi spontanei dei cittadini di Firenze, residenti o di passaggio, radicati sul territorio o nuovi arrivati, si è voluto costruire un diario collettivo che avesse come filo conduttore il fiume Arno. I racconti di ciascuno dei partecipanti è andato a ampliare la memoria collettiva sul fiume che, attraversando la città, ha attraversato le vite di tutti i fiorentini.

Attraverso i ricordi spontanei dei cittadini di Firenze, residenti o di passaggio, radicati sul territorio o nuovi arrivati, si è voluto costruire un diario collettivo che avesse come filo conduttore il fiume Arno. I racconti di ciascuno dei partecipanti è andato a ampliare la memoria collettiva sul fiume che, attraversando la città, ha attraversato le vite di tutti i fiorentini.

Racconto sull'Arno

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Xiang Zhang

Scultore

Zhang Xiang. Nasce nel 1982 a Dazhou, provincia di Si Chuan. Si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Sichuan con un Master in Scultura nel 2010, ha studiato come Visiting Scholar al Academy of Art liberty vision of The Hague. Attualmente è docente di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan, Direttore del cross-media studio, membro della Chongqing Sculpture Society e anche corrispondente speciale della Chinese Sculpture Society. Le sue opere sono state collezionate dal China Sculpture Society, dal Hubei Museum of Art, dal The Gallery Magazine e anche collezionisti privati.

Zhang Xiang. Nasce nel 1982 a Dazhou, provincia di Si Chuan. Si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Sichuan con un Master in Scultura nel 2010, ha studiato come Visiting Scholar al Academy of Art liberty vision of The Hague. Attualmente è docente di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan, Direttore del cross-media studio, membro della Chongqing Sculpture Society e anche corrispondente speciale della Chinese Sculpture Society. Le sue opere sono state collezionate dal China Sculpture Society, dal Hubei Museum of Art, dal The Gallery Magazine e anche collezionisti privati.

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Yanrong Liu

Pittrice

Nasce nel 1987 a Hangzhou, provincia di Zhejiang. Attualmente lavora e vive a Chongqing e Hangzhou, è docente nel Dipartimento di Grafica, dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan. La direzione della sua ricerca artistica si concentra su “tempo e spazio”, con “oggetti” e “luce” come materie principali. Attua modalità di azione artistica diverse dalla mostra attraverso la scrittura e la pittura.  

Nasce nel 1987 a Hangzhou, provincia di Zhejiang. Attualmente lavora e vive a Chongqing e Hangzhou, è docente nel Dipartimento di Grafica, dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan. La direzione della sua ricerca artistica si concentra su “tempo e spazio”, con “oggetti” e “luce” come materie principali. Attua modalità di azione artistica diverse dalla mostra attraverso la scrittura e la pittura.  

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Città_Patrimonio e Progetto

Ciclo triennali di incontri organizzato da UD-Laboratorio di Urban Design del DIDA UNIFI

L’iniziativa rientrava in un ciclo di incontri tematici CITTÀ_PATRIMONIO E PROGETTO programmati per il triennio 2018/2020. L’intero ciclo è stato finalizzato ad esplorare le sfide che il Patrimonio architettonico-urbano-paesaggistico pone in chiave contemporanea e come affrontarle attraverso il Progetto nelle sue diverse e possibili declinazioni. La convergenza di questi temi si basa sulla consapevolezza che la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio come eredità culturale possano contribuire al benessere e alla qualità della vita in città. Il ciclo di incontri è stato attivato in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 che promuoveva il patrimonio culturale come risorsa sostenibile per rafforzare il senso di appartenenza e i valori identitari da condividere in uno spazio comune europeo.

 

Il tema del primo incontro, tenutosi il 16 maggio 2018 presso MAD, dal titolo “Piazze minori nel centro storico di Firenze”, riguardava quell’insieme

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L’iniziativa rientrava in un ciclo di incontri tematici CITTÀ_PATRIMONIO E PROGETTO programmati per il triennio 2018/2020. L’intero ciclo è stato finalizzato ad esplorare le sfide che il Patrimonio architettonico-urbano-paesaggistico pone in chiave contemporanea e come affrontarle attraverso il Progetto nelle sue diverse e possibili declinazioni. La convergenza di questi temi si basa sulla consapevolezza che la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio come eredità culturale possano contribuire al benessere e alla qualità della vita in città. Il ciclo di incontri è stato attivato in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 che promuoveva il patrimonio culturale come risorsa sostenibile per rafforzare il senso di appartenenza e i valori identitari da condividere in uno spazio comune europeo.

 

Il tema del primo incontro, tenutosi il 16 maggio 2018 presso MAD, dal titolo “Piazze minori nel centro storico di Firenze”, riguardava quell’insieme di piazze situate all’interno del tessuto storicizzato fiorentino che, nonostante il loro valore di posizione, versano in una condizione di residualità. A causa di una serie di fenomeni, più volte sottolineati dall’UNESCO (gentrification, mobilità non sostenibile, incuria ed abbandono), queste “piazze minori” il più delle volte sono escluse dai circuiti di maggior interesse turistico, culturale e commerciale anche perché, più in generale, sono occupate impropriamente da funzioni incompatibili con la vita ed i desiderata dei propri abitanti, residenti ma anche city users e turisti. Per questi motivi si trasformano da luoghi di relazione in luoghi marginali, aree prive di ruolo, sottoutilizzate o degradate che, in quanto tali diventano non-luoghi. La finalità dell’iniziativa è quella di fare un focus su queste tematiche riflettendo su come leggere, reinterpretare, rigenerare, progettare e ripensare questo fondamentale sistema, vitale per il tessuto urbano del centro storico fiorentino (e non solo).

Hanno partecipato Valentina Gensini – Direttore Artistico. MAD Murate Art District, Saverio Mecca – Direttore DIDA, Antonio Capestro – UNIFI, Patrizia Laudati – Directeur Adjoint Laboratoire DeVisu. Université de Valenciennes et du Hainaut-Cambrésis, Franco Mancuso – ANCSA Associazione Nazionale Centri Storici Artistici, Marisa Fantin – INU Istituto Nazionale di Urbanistica, Florian Nepravishta – FAU Faculty of Architecture and Urbanism, Tirana, Oberdan Armanni – già Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Q1 del Comune di Firenze, Khaldoun Zreik – Digital Humanities Department | University Paris 8, France, Maria Concetta Zoppi – UNIFI, Gabriele Nannetti – MiBACT Soprintendenza ABAP FI-PT-PO, Fabio Capanni – UNIFI.

 

Il tema del secondo incontro del ciclo Città Patrimonio e Progetto è stato Arno tra permanenza ed effimero, che si è svolto il 4 marzo 2019 presso MAD.

A diversi anni dall’alluvione Firenze inizia a recuperare il rapporto con il suo fiume stringendo nuove alleanze con la città ed il territorio. Dopo gli anni siglati da una cultura della paura, dopo le commemorazioni per il cinquantenario per ricordare ed imparare dal tragico evento del ’66, oggi Firenze ha smesso di volgere le spalle al suo fiume. Si va affermando una nuova consapevolezza che questa vitale presenza naturalistica possa ancora essere una “risorsa” da ripensare, con diverse declinazioni, all’interno di uno scenario propositivo e implementabile nel tempo. L’iniziativa, rileggendo la complessa relazione tra la città ed il suo fiume, attiverà un dibattito su come progettare un nuovo rapporto, tra permanenza ed effimero, per una rinnovata cultura e visione dell’Arno.

Hanno partecipato Valentina Gensini-Direttore Artistico MAD Murate Art District, Antonio Capestro-Direttore Scientifico UD-Laboratorio di Urban Design del DIDA, Patrizia Laudati-Directeur Adjoint Laboratoire DeVisu. Université de Valenciennes et du Hainaut-Cambrésis, Cinzia Palumbo-Direttore CISDU-Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano, Oberdan Armanni- CISDU, Jessica Carione, Mattia Locci, Roberto Melosi, Andrea Puri, Aida Riahi, Gabriele Salimbeni, Simone Barbi-DIDA, Milena Blagojevic, Angela Fiorelli, Vanessa Stella, Diana Marcela Torres

 

Il terzo incontro si è svolto il 16 maggio 2019 e ha avuto come titolo Patrimonio tra materiale e immateriale traccia / simbolo / trasmissione.

La giornata studio intendeva far emergere gli elementi epistemologici, teorici e metodologici, necessari per superare la dicotomia materialità/immaterialità esistente nei differenti approcci, sia scientifici che operativi, sul patrimonio. Il postulato teorico più innovativo alla base delle strategie di salvaguardia del patrimonio, a partire dalla Convenzione Unesco del 2003, è il superamento della separazione tra i concetti di materialità e d’immaterialità. Questa dualità del patrimonio architettonico e urbano, tra l’aspetto visibile delle forme materiali ed il loro rinvio a dei riferimenti immateriali – al non visibile, al senso – può essere declinata secondi tre dimensioni: – La dimensione storica: Le forme dell’architettura sono le tracce del passato, le tracce cristallizzate, nella pietra, della storia della società e della cultura che le hanno prodotte; – La dimensione sincronica: Ogni forma è percepita come un segno “in praesentia” come un simbolo portatore di significati, di senso, e di valori identitari, corrispondenti a un momento preciso della loro vita; – La dimensione proiettiva: Le forme dell’architettura sono artefatti, di cui bisognerà garantire la durabilità fisica e semantica, da trasmettere alle generazioni future.

Hanno partecipato Valentina Gensini-Direttore Artistico MAD Murate Art District, Carlo Francini-Responsabile ufficio UNESCO Comune di Firenze, Antonio Capestro-Direttore Scientifico di UD Laboratorio di Urban Design | DIDA, Patrizia Laudati-Directeur Adjoint Laboratoire De Vusu Universitè Plytecnique Hauts De France, Francoise Albertini-Universitè de Corse, Vincent Becue-Universitè de Mons, Pascal Lardellier-Universitè de Bourgogne, Franco Mancuso-IUAV – Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Sylvie Merviel-Universitè Polytechnique Hauts de France, Cinzia Palumbo-CISDU Centro Internazionale Studi Didegno Urbano, Alessandro Rinaldi-DIDA Università degli Studi di Firenze, Daniel Schmitt-Universitè Plytecnique Hauts de France, Ulisse Tramonti-DIDA Università degli Studi di Firenze; In videoconferenza Marc Mequignon-Universitè Touluse 3, Jean-Pierre Migno-Univesitè Toulouse 3.

 

Città_Patrimonio e Progetto

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Chiara de' Rossi

Architect and Co-Founder and Scientific Coordinator of LWCircus

Architect | Phd in Development, Restoration and Design. Architect and PhD ICAR 19 Development, Restoration and Design in Archeological and Ambient areas gained in University of Rome La Sapienza. She has coordinated several contemporary art installations in Rome – Sant’Alessio Historical Garden with Fondazione Roma arte e Musei. She has designed Nora’s Archeological park in Sardinia and several public works in Rome, Bari, Cagliari. She is Co-Founder and Scientific Coordinator of LWCircus, the Italian – Mexican Operative Shared Program born in the 2016 and focused on experimental modalities in searching new strategies for sustainable urban and rural development on sensitive natural areas and the revitalization of cultural landscapes inside Mediterranean and the developing Countries.

Architect | Phd in Development, Restoration and Design. Architect and PhD ICAR 19 Development, Restoration and Design in Archeological and Ambient areas gained in University of Rome La Sapienza. She has coordinated several contemporary art installations in Rome – Sant’Alessio Historical Garden with Fondazione Roma arte e Musei. She has designed Nora’s Archeological park in Sardinia and several public works in Rome, Bari, Cagliari. She is Co-Founder and Scientific Coordinator of LWCircus, the Italian – Mexican Operative Shared Program born in the 2016 and focused on experimental modalities in searching new strategies for sustainable urban and rural development on sensitive natural areas and the revitalization of cultural landscapes inside Mediterranean and the developing Countries.

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Annacaterina Piras

Architect and Co-Founder and Scientific Coordinator of LWCircus

Annacaterina Piras is architect and cartographer and has a PhD in Landscape Architecture gained at the Alghero School of Architecture, University of Sassari (2011). She obtained the first degree in Architecture at the Florence School of Architecture (1999). Since 2004 she has coordinated several international operative workshops, experimenting shared practices in urban interventions trough the art medium as a vehicle for the redevelopment of open spaces, with the collaboration of local artists, communities and cultural foundations, as Museo Nivola, Orani (2004) and Fondazione Stazione dell’arte, Ulassai (2006). During last years she collaborated with different Universities, Foundations and Cultural Institutions, such as the Cornell University in Rome (2009), the Master in Landscape Architecture of Barcelona at ETSAB_UPC (2010), the Bauhaus Dessau Foundation (2011), the RMIT University, School of Architecture and Design, Melbourne (2013-19), the ENSP, Ecole nationale supérieure du Pa

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Annacaterina Piras is architect and cartographer and has a PhD in Landscape Architecture gained at the Alghero School of Architecture, University of Sassari (2011). She obtained the first degree in Architecture at the Florence School of Architecture (1999). Since 2004 she has coordinated several international operative workshops, experimenting shared practices in urban interventions trough the art medium as a vehicle for the redevelopment of open spaces, with the collaboration of local artists, communities and cultural foundations, as Museo Nivola, Orani (2004) and Fondazione Stazione dell’arte, Ulassai (2006). During last years she collaborated with different Universities, Foundations and Cultural Institutions, such as the Cornell University in Rome (2009), the Master in Landscape Architecture of Barcelona at ETSAB_UPC (2010), the Bauhaus Dessau Foundation (2011), the RMIT University, School of Architecture and Design, Melbourne (2013-19), the ENSP, Ecole nationale supérieure du Paysage, Versailles (2013-14-15-16), the Universidad Marista, Merida (2016), the Chinese Universities of SCUA, SCUT, GAFA in Guangzhou and PKU, Beijing (2017), the UHM, University of Hawaii at Manoa (2017), Tonji and Jiao Tong University in Shanghai (2018), TURENSCAPE Academy (from 2018). From 2009, She coordinated several workshops for the II Level Master in Mediterranean Landscape Urbanism, at the Alghero School of Architecture, University of Sassari, where she worked as Academic Coordinator for the second edition of the Master MMLU (2014-2015). She has been Co-Founder and scientific coordinator for the first six editions (2011-2016) of LandWorks-Sardinia. She is Co-Founder and Scientific Coordinator of LWCircus, the Italian – Mexican Operative Shared Program born in the 2016 and focused on experimental modalities in searching new strategies for sustainable urban and rural development on sensitive natural areas and the revitalization of cultural landscapes inside Mediterranean and the developing Countries. She has been juror at the World Landscape Architecture Award 2019 and has been nominated for the American Academy in Rome Italian Fellowships 2019-2020.

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LWCircus

Italian – Mexican Operative Shared Program

LWCircus is the Italian – Mexican Operative Shared Program born in the 2016, following to a critical rereading of the guide lines delineated along the pluriannual experience of coordination inside of successful international operative programs and looking for a systematization of alternative methodologies based on social practices and an improvement of tools and devices, able to give life to long term process in term of sustainable development and responsible valorization. The Program focuses specifically on experimental modalities in searching new strategies for sustainable urban and rural development on sensitive natural areas and territories under transition (anthropologic, socio-economic and environmental aspects), together with a responsible valorization of cultural landscapes inside Mediterranean and the developing Countries.

LWCircus is the Italian – Mexican Operative Shared Program born in the 2016, following to a critical rereading of the guide lines delineated along the pluriannual experience of coordination inside of successful international operative programs and looking for a systematization of alternative methodologies based on social practices and an improvement of tools and devices, able to give life to long term process in term of sustainable development and responsible valorization. The Program focuses specifically on experimental modalities in searching new strategies for sustainable urban and rural development on sensitive natural areas and territories under transition (anthropologic, socio-economic and environmental aspects), together with a responsible valorization of cultural landscapes inside Mediterranean and the developing Countries.

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ArnoLab019

Progetto RIVA

L’Associazione LWCircus, in collaborazione con la Direzione Artistica delle Murate, nell’ambito del progetto RIVA, palinsesto che promuove ricerche alternative commissionando interventi artistici incentrati sul fiume Arno, ha presentato il secondo appuntamento primaveriale della serie di seminari e Open Talks ILARKS, ideati per ampliare e promuovere il dibattito all’interno della disciplina sull’utilizzo di pratiche performative e linguaggi multimediali nella progettazione, valorizzazione e attivazione dei paesaggi culturali contemporanei, coinvolgendo architetti, paesaggisti, artisti e designer, attivisti, curatori antropologi ed editori, chiamati a dare il loro contributo in merito.

L’Associazione LWCircus, in collaborazione con la Direzione Artistica delle Murate, nell’ambito del progetto RIVA, palinsesto che promuove ricerche alternative commissionando interventi artistici incentrati sul fiume Arno, ha presentato il secondo appuntamento primaveriale della serie di seminari e Open Talks ILARKS, ideati per ampliare e promuovere il dibattito all’interno della disciplina sull’utilizzo di pratiche performative e linguaggi multimediali nella progettazione, valorizzazione e attivazione dei paesaggi culturali contemporanei, coinvolgendo architetti, paesaggisti, artisti e designer, attivisti, curatori antropologi ed editori, chiamati a dare il loro contributo in merito.

ArnoLab019

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Michelangelo Pistoletto

Visual artist

Michelangelo Pistoletto was born in Biella in 1933. He began to exhibit his work in 1955 and in 1960 he had his first solo show at Galleria Galatea in Turin. An inquiry into self-portraiture characterizes his early work. In the two-year period 1961-1962 made the first Mirror Paintings, which directly include the viewer and real time in the work, and open up perspective, reversing the Renaissance perspective that had been closed by the twentieth-century avant-gardes. These works quickly brought Pistoletto international acclaim, leading, in the sixties, to one-man shows in important galleries and museums in Europe and the United States. The Mirror Paintings are the foundation of his subsequent artistic output and theoretical thought.
In 1965 and 1966 he produced a set of works entitled Minus Objects, considered fundamental to the birth of Arte Povera, an art movement of which Pistoletto was an animating force and a protagonist. In 1967 he began to work outside traditional exhibition spac

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Michelangelo Pistoletto was born in Biella in 1933. He began to exhibit his work in 1955 and in 1960 he had his first solo show at Galleria Galatea in Turin. An inquiry into self-portraiture characterizes his early work. In the two-year period 1961-1962 made the first Mirror Paintings, which directly include the viewer and real time in the work, and open up perspective, reversing the Renaissance perspective that had been closed by the twentieth-century avant-gardes. These works quickly brought Pistoletto international acclaim, leading, in the sixties, to one-man shows in important galleries and museums in Europe and the United States. The Mirror Paintings are the foundation of his subsequent artistic output and theoretical thought.
In 1965 and 1966 he produced a set of works entitled Minus Objects, considered fundamental to the birth of Arte Povera, an art movement of which Pistoletto was an animating force and a protagonist. In 1967 he began to work outside traditional exhibition spaces, with the first instances of that “creative collaboration” he developed over the following decades by bringing together artists from different disciplines and diverse sectors of society.
In 1975-76 he presented a cycle of twelve consecutive exhibitions, Le Stanze, at the Stein Gallery in Turin. This was the first of a series of complex, year-long works called “time continents”. Others are White Year (1989) and Happy Turtle (1992).
In 1978, in a show in Turin, Pistoletto defined two main directions his future artwork would take: Division and Multiplication of the Mirror and Art Takes On Religion. In the early eighties he made a series of sculptures in rigid polyurethane, translated into marble for his solo show in 1984 at Forte di Belvedere in Florence. From 1985 to 1989 he created the series of “dark” volumes called Art of Squalor. During the nineties, with Project Art and with the creation in Biella of Cittadellarte – Fondazione Pistoletto and the University of Ideas, he brought art into active relation with diverse spheres of society with the aim of inspiring and producing responsible social change. In 2003 he won the Venice Biennale’s Golden Lion for Lifelong Achievement. In 2004 the University of Turin awarded him a laurea honoris causa in Political Science. On that occasion the artist announced what has become the most recent phase of his work, Third Paradise.
In 2007, in Jerusalem, he received the Wolf Foundation Prize in the Arts, “for his constantly inventive career as an artist, educator and activist whose restless intelligence has created prescient forms of art that contribute to fresh understanding of the world.”
In 2010 he wrote the essay The Third Paradise, published in Italian, English, French and German. In 2012 he started promoting the Rebirth-day, first worldwide day of rebirth, celebrated every year on 21st December with initiatives taking place all around the world.
In 2013 the Louvre in Paris hosted his personal exhibition Michelangelo Pistoletto, année un – le paradis sur terre. In this same year he received the Praemium Imperiale for painting, in Tokyo.
In May 2015 he received a degree honoris causa from the Universidad de las Artes of Havana in Cuba. In the same year he realizes a work of big dimensions, called Rebirth, situated in the park of the Palais des Nations in Geneva, headquarters of the UN.
In 2017 the text written by Michelangelo Pistoletto Ominitheism and Demopraxy. Manifesto for a regeneration of society was published.
Between 2018 and 2020 the activity of the Third Paradise has further intensified, in particular through the development of an international network of Embassies and Forums. In these same years he has been particularly active in various South American countries, with personal exhibitions and a series of initiatives linked to the Third Paradise.

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Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso

Presentazione del libro "Ominiteismo e Demopraxia. Per una rigenerazione della società" di Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto – Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso a cura di MAD Murate Art District, Accademia di Belle Arti di Firenze, Associazione Nottola di Minerva, Chiarelettere e Cittadellarte

 

A MAD Murate Art District un appuntamento con Manifesto per una rigenerazione della società: dialogo tra Michelangelo Pistoletto, Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere, e Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

Michelangelo Pistoletto ha presentato il 1 aprile 2019 il suo libro “Ominiteismo e Demopraxia. Per una rigenerazione della società” (Chiarelettere editore srl), un manuale per una trasformazione responsabile della società che apre una preziosa occasione di dialogo: esercitata da ognuno nelle piccole occupazioni del quotidiano, ed accolta come pratica di ogni piccola comunità, la demopraxia potrà ispirare relazioni più complesse all’interno della società civile e della dialettica tra artisti, cittadini,

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Michelangelo Pistoletto – Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso a cura di MAD Murate Art District, Accademia di Belle Arti di Firenze, Associazione Nottola di Minerva, Chiarelettere e Cittadellarte

 

A MAD Murate Art District un appuntamento con Manifesto per una rigenerazione della società: dialogo tra Michelangelo Pistoletto, Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere, e Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

Michelangelo Pistoletto ha presentato il 1 aprile 2019 il suo libro “Ominiteismo e Demopraxia. Per una rigenerazione della società” (Chiarelettere editore srl), un manuale per una trasformazione responsabile della società che apre una preziosa occasione di dialogo: esercitata da ognuno nelle piccole occupazioni del quotidiano, ed accolta come pratica di ogni piccola comunità, la demopraxia potrà ispirare relazioni più complesse all’interno della società civile e della dialettica tra artisti, cittadini, imprenditori, giovani in formazione.

La due giorni dedicata al grande artista internazionale è proseguita e si è conclusa martedì 2 aprile  2019 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove il maestro Pistoletto ha tenuto una lectio magistralis rivolta agli studenti e aperta anche al pubblico esterno. In seguito la presentazione del restauro dell’opera monumentale “Dietrofront”, a cura del restauratore Alberto Casciani e dei tecnici del CNR Cristiano Riminesi, Fabio Tarani e Rachele Manganelli Del Fa.

Un appuntamento presentato nell’ambito del Progetto Riva diretto da Valentina Gensini, e del programma triennale IDENTITIES Leggere il contemporaneo realizzato dall’Associazione Culturale La Nottola di Minerva in collaborazione con Mus.e, MAD Murate Art District per il Comune di Firenze.

Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso

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Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso

Presentazione del libro "Ominiteismo e Demopraxia. Per una rigenerazione della società" di Michelangelo Pistoletto

Viaggio a Firenze nel segno del Terzo Paradiso

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Edoardo Delille

Fotografo

Edoardo Delille è nato a Firenze nel 1974. Dopo gli studi in Giurisprudenza termina il corso triennale di Fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Nel 2001 si muove a Milano dove inizia a collaborare con fotografi di moda e pubblicità.  Dopo pochi anni inizia a scattare le prime campagne pubblicitarie e i primi editoriali per la rivista Uomo Vogue. Non abbandona mai la sua passione per il reportage sociale e nel corso degli anni le sue storie   appaiono sulle più importanti riviste di settore (Sunday Times, Wired Uk, Geo Francia, Stern, Le Monde, Marie Claire USA, Neon, IoDonna Corriere, D Repubblica, Sportweek). Lavora da molti anni sul concetto di confine in quasi tutti i paesi del Medio Oriente dove ha vissuto per lunghi periodi, alternando l’attività di storytelling con quella di ritrattista su assignment per riviste internazionali. Lavora per grandi aziende private e pubbliche (Enel, Camera di Commercio di Milano, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)

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Edoardo Delille è nato a Firenze nel 1974. Dopo gli studi in Giurisprudenza termina il corso triennale di Fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Nel 2001 si muove a Milano dove inizia a collaborare con fotografi di moda e pubblicità.  Dopo pochi anni inizia a scattare le prime campagne pubblicitarie e i primi editoriali per la rivista Uomo Vogue. Non abbandona mai la sua passione per il reportage sociale e nel corso degli anni le sue storie   appaiono sulle più importanti riviste di settore (Sunday Times, Wired Uk, Geo Francia, Stern, Le Monde, Marie Claire USA, Neon, IoDonna Corriere, D Repubblica, Sportweek). Lavora da molti anni sul concetto di confine in quasi tutti i paesi del Medio Oriente dove ha vissuto per lunghi periodi, alternando l’attività di storytelling con quella di ritrattista su assignment per riviste internazionali. Lavora per grandi aziende private e pubbliche (Enel, Camera di Commercio di Milano, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) realizzando corporate e progetti fotografici dedicati. Membro del collettivo di fotografi Riverboom, negli ultimi anni usa diversi mezzi espressivi (video, stop-motion, uso di droni, collage) per raccontare le sue storie sempre impegnate da un fine sociale. Le foto dei suoi progetti sono state esposte in numerose mostre internazionali e fanno parte di collezioni private.

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Paolo Woods

Fotografo

Nato in Olanda da padre canadese e madre olandese, Paolo Woods cresce in Italia e vive a Parigi e a Haiti. Sfruttando la fotografia come strumento d’investigazione, si dedica a progetti di lunga durata dai quali nasce ogni volta una mostra, un libro e una serie di pubblicazioni nella stampa internazionale. Dopo un’indagine sul mondo del petrolio e un’inchiesta sulle guerre americane in Afghanistan e Iraq, si è interessato alla conquista cinese dell’Africa, esperienza da cui è nato CHINAFRICA, libro co-firmato con il giornalista Serge Michel e tradotto in undici lingue. Nel 2010 ha completato il progetto Walk on my Eyes, un ritratto intimo della società iraniana. Tra il 2010 e il 2014 Woods ha vissuto ad Haiti, esperienza che ha portato sia la pubblicazione (2013) di STATE e PEPE che la mostra prodotta dal Musée de l’Elysée di Losanna. Ha esposto in Francia, Italia, Stati Uniti, China, Spagna, Germania, Austria e Olanda, e i suoi lavori sono conservati in molte collezio

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Nato in Olanda da padre canadese e madre olandese, Paolo Woods cresce in Italia e vive a Parigi e a Haiti. Sfruttando la fotografia come strumento d’investigazione, si dedica a progetti di lunga durata dai quali nasce ogni volta una mostra, un libro e una serie di pubblicazioni nella stampa internazionale. Dopo un’indagine sul mondo del petrolio e un’inchiesta sulle guerre americane in Afghanistan e Iraq, si è interessato alla conquista cinese dell’Africa, esperienza da cui è nato CHINAFRICA, libro co-firmato con il giornalista Serge Michel e tradotto in undici lingue. Nel 2010 ha completato il progetto Walk on my Eyes, un ritratto intimo della società iraniana. Tra il 2010 e il 2014 Woods ha vissuto ad Haiti, esperienza che ha portato sia la pubblicazione (2013) di STATE e PEPE che la mostra prodotta dal Musée de l’Elysée di Losanna. Ha esposto in Francia, Italia, Stati Uniti, China, Spagna, Germania, Austria e Olanda, e i suoi lavori sono conservati in molte collezioni pubbliche e private. Ha ricevuto vari premi fra cui due World Press Photo Awards.

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Giuseppe Toscano

Fotografo

Giuseppe Toscano è nato a Catania nel 1976. Formatosi presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dal 2003 lavora per la stessa scuola come insegnante di fotografia, organizzatore e coordinatore delle attività didattiche.

Giuseppe Toscano è nato a Catania nel 1976. Formatosi presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dal 2003 lavora per la stessa scuola come insegnante di fotografia, organizzatore e coordinatore delle attività didattiche.

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Martino Marangoni

Fotografo

Martino Marangoni si è formato presso il Pratt Institute di New York, dal 1977 al 1993 è stato docente di fotografia dello Studio Arts Center International di Firenze. Nel 1991 ha istituito la Fondazione Studio Marangoni: Iniziative di Fotografia Contemporanea, di cui è presidente. Da quella data, Marangoni affianca la sua ricerca personale alla promozione della cultura fotografica a livello internazionale attraverso attività didattiche ed espositive e l’assegnazione di premi.

Martino Marangoni si è formato presso il Pratt Institute di New York, dal 1977 al 1993 è stato docente di fotografia dello Studio Arts Center International di Firenze. Nel 1991 ha istituito la Fondazione Studio Marangoni: Iniziative di Fotografia Contemporanea, di cui è presidente. Da quella data, Marangoni affianca la sua ricerca personale alla promozione della cultura fotografica a livello internazionale attraverso attività didattiche ed espositive e l’assegnazione di premi.

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Davide Virdis

Fotografo

Davide Virdis, Sassari 1962, vive a Firenze. Si è laureato in architettura. Lavora professionalmente come fotografo di architettura e territorio, realizzando campagne di analisi ed interpretazione dello spazio e delle sue relazioni con le attività umane. Dal 1998 conduce, per conto dell’Amministrazione Provinciale di Sassari, una ricerca finalizzata alla creazione di un archivio fotografico sul paesaggio contemporaneo del nord Sardegna.

Davide Virdis, Sassari 1962, vive a Firenze. Si è laureato in architettura. Lavora professionalmente come fotografo di architettura e territorio, realizzando campagne di analisi ed interpretazione dello spazio e delle sue relazioni con le attività umane. Dal 1998 conduce, per conto dell’Amministrazione Provinciale di Sassari, una ricerca finalizzata alla creazione di un archivio fotografico sul paesaggio contemporaneo del nord Sardegna.

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Incontri Confluenti

Progetto RIVA

Nell’autunno 2017 i fotografi Davide Virdis, Martino Marangoni e Giuseppe Toscano hanno elaborato un progetto originale per San Francesco, Comune di Pelago, e per Pontassieve. Il tema principale di questo lavoro era il rapporto tra il fiume Sieve e la comunità. Questo gruppo di ricerca ha prodotto un lavoro originale sul territorio tra Pelago e Pontassieve presentato durante la festa del patrono a Pelago-Pontassieve il 29 settembre 2018, in una esposizione pubblica delle fotografie prodotte. L’esposizione nello spazio pubblico, sui pannelli di affissione che permeano la dimensione urbana, viene proposta dunque in una dimensione di immediata e spontanea accessibilità. I tre autori hanno inoltre condotto un workshop sul campo con quattro giovani fotografe.

Nell’autunno 2017 i fotografi Davide Virdis, Martino Marangoni e Giuseppe Toscano hanno elaborato un progetto originale per San Francesco, Comune di Pelago, e per Pontassieve. Il tema principale di questo lavoro era il rapporto tra il fiume Sieve e la comunità. Questo gruppo di ricerca ha prodotto un lavoro originale sul territorio tra Pelago e Pontassieve presentato durante la festa del patrono a Pelago-Pontassieve il 29 settembre 2018, in una esposizione pubblica delle fotografie prodotte. L’esposizione nello spazio pubblico, sui pannelli di affissione che permeano la dimensione urbana, viene proposta dunque in una dimensione di immediata e spontanea accessibilità. I tre autori hanno inoltre condotto un workshop sul campo con quattro giovani fotografe.

Incontri Confluenti

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Ossessioni Fluviali

Progetto RIVA

Nel 2018 i fotografi Paolo Woods ed Edoardo Delille sono stati inviati a partecipare al Progetto RIVA con un workshop dedicato a giovani fotografi sul rapporto fiume e comunità, incentrato sul territorio di Pelago e Pontassieve, a cui hanno dedicato poi anche una produzione artistica inedita, che verrà esposta in occasione della grande mostra dedicata alla triennale del Progetto RIVA.

Nel 2018 i fotografi Paolo Woods ed Edoardo Delille sono stati inviati a partecipare al Progetto RIVA con un workshop dedicato a giovani fotografi sul rapporto fiume e comunità, incentrato sul territorio di Pelago e Pontassieve, a cui hanno dedicato poi anche una produzione artistica inedita, che verrà esposta in occasione della grande mostra dedicata alla triennale del Progetto RIVA.

Ossessioni Fluviali

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Paolo Masi

Progetto RIVA

Born in Florence in 1933, has been active since the 1950s. He studied first in Milan, then in other areas of Europe where he matched wits with other talents and came into contact with the work of the great European abstractionists from whom he learned the lessons of strict formal rigour. In the 1960s, his production shifted from abstract-geometric works to compositions showing an absolute sensibility for colour and, in the 1970s, to research and use of new materials. His works of this period are characterised by use of corrugated cardboard. In the works of the 1980s, he undertook intense research into colour in relation to space, creating works from which colour as a strong aspect of his personality is easily deduced. In the 2000s, Masi began using such new materials as Plexiglas, with which he has created rectangular and round works in brilliant colours. Since his early experiences with Informale painting and concrete abstractionism, Masi’s work has been articulated, complex and div

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Born in Florence in 1933, has been active since the 1950s. He studied first in Milan, then in other areas of Europe where he matched wits with other talents and came into contact with the work of the great European abstractionists from whom he learned the lessons of strict formal rigour. In the 1960s, his production shifted from abstract-geometric works to compositions showing an absolute sensibility for colour and, in the 1970s, to research and use of new materials. His works of this period are characterised by use of corrugated cardboard. In the works of the 1980s, he undertook intense research into colour in relation to space, creating works from which colour as a strong aspect of his personality is easily deduced. In the 2000s, Masi began using such new materials as Plexiglas, with which he has created rectangular and round works in brilliant colours. Since his early experiences with Informale painting and concrete abstractionism, Masi’s work has been articulated, complex and diversified at the technical-linguistic level. His works become conceptual markers in the landscape and, in the case of his Polaroids, act as analytic studies of urban codes. His intensive activity continues and is acknowledged both in Italy and abroad; his works are featured in the collections of MART of Rovereto, the Galleria d’Arte Moderna of Palazzo Pitti in Florence and the Galleria d’Arte Moderna of Turin, the Museo Pecci of Prato and the Museo Novecento of Florence. His works are all characterised by an unceasing experimental evolution capable of extending even to broad urban spaces.

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Paolo Masi

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Progetto RIVA
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Paolo Masi

The works on show engage the entire monumental complex, from the interior spaces of Le Murate. Progetti Arte Contemporanea to the public spaces of the complex such as the facade, the fountain in Piazza Madonna della Neve, the interior of the Semiottagono.

The former cells will host a series of site-specific installations that invite the visitor to reflect on the concepts of confinement and meditation.

The works – conceived by the artist to intentionally make use of ‘hard’ materials such as nails and steel wool, or to scratch and ‘mark’ the walls of the complex – are founded on actions of chromatic matrix and others of materic origin, consistently with the lengthy and structured path through art that has characterised his entire production. His actions in/on the spaces thus become conceptual markers along a course of serried, highly coherent research that doubles back to experimental practices first launched in the Seventies, now presented in a new guise an

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The works on show engage the entire monumental complex, from the interior spaces of Le Murate. Progetti Arte Contemporanea to the public spaces of the complex such as the facade, the fountain in Piazza Madonna della Neve, the interior of the Semiottagono.

The former cells will host a series of site-specific installations that invite the visitor to reflect on the concepts of confinement and meditation.

The works – conceived by the artist to intentionally make use of ‘hard’ materials such as nails and steel wool, or to scratch and ‘mark’ the walls of the complex – are founded on actions of chromatic matrix and others of materic origin, consistently with the lengthy and structured path through art that has characterised his entire production. His actions in/on the spaces thus become conceptual markers along a course of serried, highly coherent research that doubles back to experimental practices first launched in the Seventies, now presented in a new guise and with an authentic odour, rigorously measured against the spaces.

The exhibition also presents two never-before-seen Polaroid cycles, one dedicated to Le Murate, a space of isolation and reflection; the other to the Arno river, an open, changeling ambience, remindful of a world and a life outside the walls. ‘What most struck me was the aura of the site, where the stone walls carry evident signs of many passages, of cloistered nuns and prisoners,’ Paolo Masi has said. ‘With the Polaroid shots, I have tried to render this emotional visibility. The exhibition centres on pointing up the peculiarities of this space, so different from a gallery or a museum, which, as a production site, allows the imagination room to express itself freely and totally. On my very first visit here, I decided to give concrete form to feelings and emotions on two different planes: the dramatic, on the third floor, where the cells are linked by an extremely coercive history; while on the lower floor, the incised white of the wall, the two large cartons and the three folded papers suggest a geometry that is alternative to the sense of physical ‘enclosure’ that was the original function of the site.’

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From the meeting between Le Murate. Progetti Arte Contemporanea and Paolo Masi, a site specific project was born, which the Florentine artist wanted to dedicate to this unique place, a space of memory, imprisonment, voluntary but also forced imprisonment. Thus was born "Here. Paolo Masi" an important monographic exhibition composed of twelve monumental works specially conceived and created for the spaces of the Murate. The exhibition project is the result of a direct comparison between the artist, the environment and the history of the city complex under the sign of a new production.

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ArnoLab018

Progetto RIVA

Un grande ciclo di conferenze organizzato nella primavera 2018 da LWCircus e MAD Murate Art District, che ha affrontato la progettazione sostenibile nelle città contemporanee partendo da esempi e soluzioni sui fiumi delle grandi aree urbane internazionali dalla progettazione dal bacino della Garonna  in Francia ai modelli evolutivi di Shanghai. Al programma di conferenze si è affiancato il workshop ArnoLab018, un laboratorio creativo open air, finalizzato alla realizzazione in loco di installazioni effimere tra arte e paesaggio. Attraverso modalità sperimentali partecipate e operative i protagonisti di ArnoLab018 hanno reinterpretato e assemblato tra loro materiali naturali riciclati attraverso linguaggi artistici e multimediali per creare arredi urbani leggeri, punti di sosta e rifugi temporanei. I materiali di risulta derivanti dalle fluttuazioni del fiume  sono stati messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica 3 del medio Valdarno e le essenze autoctone sono state fornite

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Un grande ciclo di conferenze organizzato nella primavera 2018 da LWCircus e MAD Murate Art District, che ha affrontato la progettazione sostenibile nelle città contemporanee partendo da esempi e soluzioni sui fiumi delle grandi aree urbane internazionali dalla progettazione dal bacino della Garonna  in Francia ai modelli evolutivi di Shanghai. Al programma di conferenze si è affiancato il workshop ArnoLab018, un laboratorio creativo open air, finalizzato alla realizzazione in loco di installazioni effimere tra arte e paesaggio. Attraverso modalità sperimentali partecipate e operative i protagonisti di ArnoLab018 hanno reinterpretato e assemblato tra loro materiali naturali riciclati attraverso linguaggi artistici e multimediali per creare arredi urbani leggeri, punti di sosta e rifugi temporanei. I materiali di risulta derivanti dalle fluttuazioni del fiume  sono stati messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica 3 del medio Valdarno e le essenze autoctone sono state fornite dal raggruppamento Carabinieri Biodiversità reparto di Vallombrosa.

ArnoLab018

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Adrian Paci Lights to Serve the Night

Curated by Valentina Gensini

Lights to Serve the Night
Adrian Paci Lights to Serve the Night

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Katrinem

Sound artist

Katrinem nasce nel 1969 ad Augsburg, vive e lavora a Linz e a Berlino. L’esame del suono e dello spazio è da tempo parte integrante del suo lavoro artistico.
Da oltre 12 anni, Katrinem studia la fruizione pedonale delle città e la relativa percezione spaziale. Due aspetti della sua attuale ricerca artistica sono: osservare un sito (Platzstudien) e sperimentare personalmente lo spazio mentre si cammina (SchuhzuGehör). Collabora con con artisti e ricercatori come Sam Auinger, Elena Biserna, Gernot Böhme, Elen Flügge, Annea Lockwood, Bruce Odland, Holger Schulze, Penelope Wehrli u.a.


Katrinem nasce nel 1969 ad Augsburg, vive e lavora a Linz e a Berlino. L’esame del suono e dello spazio è da tempo parte integrante del suo lavoro artistico.
Da oltre 12 anni, Katrinem studia la fruizione pedonale delle città e la relativa percezione spaziale. Due aspetti della sua attuale ricerca artistica sono: osservare un sito (Platzstudien) e sperimentare personalmente lo spazio mentre si cammina (SchuhzuGehör). Collabora con con artisti e ricercatori come Sam Auinger, Elena Biserna, Gernot Böhme, Elen Flügge, Annea Lockwood, Bruce Odland, Holger Schulze, Penelope Wehrli u.a.

Path of awareness

Progetto RIVA

Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.





Da oltre 15 anni Katrinem, sound artist di origini tedesche, studia l’interazione tra lo spazio
urbano, il suono e l’azione del camminare. Dal 10 al 12 novembre 2017 Tempo Reale ha proposto in collaborazione con MAD Murate Art District “Path of awareness”, un workshop tenuto dall’artista e indirizzato a sound artist che ha posto l’attenzione sul tratto del fiume Arno che attraversa Montelupo Fiorentino. L’esperienza consisteva in un percorso di consapevolezza (path of awareness) che esplorasse l’esperienza di camminare in uno spazio aperto prestando particolare attenzione all’interazione tra l’elemento sonoro e le architetture circostanti: una passeggiata sonora che genera consapevolezza
sull’integrazione tra fiume e ambiente. Katrinem ha realizzato insieme ai partecipanti
una mappa sonora sul Web che riproponeva il percorso attraverso le note, le registrazioni
e le foto scattate nella prima fase di studio.

Path of awareness

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EXCERPT OF WORKSHOP | Path of awareness

RIVA Project

Path of awareness | Katrinem
EXCERPT OF WORKSHOP | Path of awareness

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Radio Papesse

Radio Papesse

Radio Papesse è un’associazione culturale non profit di base a Villa Romana, a Firenze. Nata nel 2006 al Palazzo delle Papesse di Siena, è una web-radio e archivio sonoro online dedicato all’arte contemporanea; uno spazio riservato alla riflessione critica sulle arti visive e alla promozione e condivisione di produzioni sonore e radiofoniche sperimentali. Produce e distribuisce sotto licenza Creative Commons documentari e interviste, racconta mostre e collezioni museali, usando la radio come suo linguaggio elettivo per parlare di arte, pratiche e processi. Negli ultimi dieci anni ha invitato artisti, musicisti, producer e Dj a confrontarsi con i limiti e le possibilità offerti dalla produzione radiofonica. Alcuni dei progetti sviluppati: Children of Unquiet di Mikhail Karikis, 2012-2014; Süden Radio insieme a Villa Romana, Saout Radio e Reboot FM, Nuovi Paesaggi, curato da Lucia Farinati con la partecipazione di Viv Corringham, Mikhail Karikis, Laura Malacart, Davide T

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Radio Papesse è un’associazione culturale non profit di base a Villa Romana, a Firenze. Nata nel 2006 al Palazzo delle Papesse di Siena, è una web-radio e archivio sonoro online dedicato all’arte contemporanea; uno spazio riservato alla riflessione critica sulle arti visive e alla promozione e condivisione di produzioni sonore e radiofoniche sperimentali. Produce e distribuisce sotto licenza Creative Commons documentari e interviste, racconta mostre e collezioni museali, usando la radio come suo linguaggio elettivo per parlare di arte, pratiche e processi. Negli ultimi dieci anni ha invitato artisti, musicisti, producer e Dj a confrontarsi con i limiti e le possibilità offerti dalla produzione radiofonica. Alcuni dei progetti sviluppati: Children of Unquiet di Mikhail Karikis, 2012-2014; Süden Radio insieme a Villa Romana, Saout Radio e Reboot FM, Nuovi Paesaggi, curato da Lucia Farinati con la partecipazione di Viv Corringham, Mikhail Karikis, Laura Malacart, Davide Tidoni e Allen S. Weiss, 2012; La Radio a Pedali, 2011. Nel 2013 ha preso parte alla prima edizione di Progetto Riva con Arno Atlas, una serie di quattro documentari sonori sulla storia sociale dell’Arno a Firenze.

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Confluenze

Progetto RIVA

Tra l’autunno 2017 e la primavera 2018 Radio Papesse ha coinvolto associazioni, esperti, storici, guide ambientali, imprenditori e istituzioni locali nella produzione di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo di Montelupo Fiorentino. I tre episodi interessano: “La ceramica ed il sistema Arno”, “La Villa Medicea dell’Ambrogiana”, “Ecosistemi che si incontrano e scontrano. Là dove l’Arno incontra il Pesa”

Tra l’autunno 2017 e la primavera 2018 Radio Papesse ha coinvolto associazioni, esperti, storici, guide ambientali, imprenditori e istituzioni locali nella produzione di tre documentari radiofonici dedicati al genius loci montelupino, a partire dalla memoria delle acque dell’Arno e del torrente Pesa. Tra voci, testimonianze e field recording, Confluenze cerca di ricomporre un ritratto eterogeneo di Montelupo Fiorentino. I tre episodi interessano: “La ceramica ed il sistema Arno”, “La Villa Medicea dell’Ambrogiana”, “Ecosistemi che si incontrano e scontrano. Là dove l’Arno incontra il Pesa”

Confluenze

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Adrian Paci

 (Shkodër, Albania, 1969) is one of the best-known artists on today’s international art panorama. His works (paintings, installations, videos, photographs) investigate the human condition, man as a being in continual transit, and the complexity of the social, political and cultural dynamics that define our present. After studying painting at the Academy of Fine Arts of Tirana, Paci left his native Albania in 1997 for Milan, where he still lives and works. His art has been shown at solo exhibitions at numerous international venues including Rome’s Museo MAXXI (2015); MAC, Musée d’Art Contemporain of Montréal (2014); Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC in Milan (2014); Jeu de Paume in Paris (2013); MAMCO, Musée d’art moderne et contemporain of Geneva (2013); the National Gallery of Kosovo in Pristina (2012); the Kunsthaus Zurich (2010); the Bloomberg Space in London (2010); the Center for Contemporary Art – CCA of Tel Aviv (2009); New York’s MoMA PS1 (2006); the Mo

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 (Shkodër, Albania, 1969) is one of the best-known artists on today’s international art panorama. His works (paintings, installations, videos, photographs) investigate the human condition, man as a being in continual transit, and the complexity of the social, political and cultural dynamics that define our present. After studying painting at the Academy of Fine Arts of Tirana, Paci left his native Albania in 1997 for Milan, where he still lives and works. His art has been shown at solo exhibitions at numerous international venues including Rome’s Museo MAXXI (2015); MAC, Musée d’Art Contemporain of Montréal (2014); Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC in Milan (2014); Jeu de Paume in Paris (2013); MAMCO, Musée d’art moderne et contemporain of Geneva (2013); the National Gallery of Kosovo in Pristina (2012); the Kunsthaus Zurich (2010); the Bloomberg Space in London (2010); the Center for Contemporary Art – CCA of Tel Aviv (2009); New York’s MoMA PS1 (2006); the Moderna Museet of Stockholm (2005); the Contemporary Arts Museum of Houston (2005). Among the many collective showings at which he has exhibited: 7th Bi-City Biennale of UrbanismArchitecture (UABB), Nantou Old Town, Shenzhen; 14th Venice Biennale of Architecture (2014); 48th and 51st Venice Art Biennale (1999 and 2005); 15th Biennale of Sydney (2006); and the Biennale de Lyon (2009).

Di queste luci si servirà la notte

Adrian Paci

Water as a metaphor for movement and flow, but also an opportunity for action and reaction.

Tracking individual stories and calling to mind facts and transformations which have made recent history, Paci transcends his personal experience and addresses migration and mobility as ontological conditions, a highly-topical enquiry at a moment in history in which the very concepts of ‘home’ and ‘identity’ (cultural, political and social) are continually brought to the fore and questioned. Existence is interpreted as a continual search, as unceasing movement, and water is the taken as metaphor for human drifts and flows.

Di queste luci si servirà la notte,’ Adrian Paci explains, ‘began as a work centring on the Arno river, a performance action; but the focus soon shifted toward a reflection on the dialogue and the tensions that exist between light and dark, between surface and depth, between the visible and the invisible. Man’s presence seems to be the spark that ign

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Water as a metaphor for movement and flow, but also an opportunity for action and reaction.

Tracking individual stories and calling to mind facts and transformations which have made recent history, Paci transcends his personal experience and addresses migration and mobility as ontological conditions, a highly-topical enquiry at a moment in history in which the very concepts of ‘home’ and ‘identity’ (cultural, political and social) are continually brought to the fore and questioned. Existence is interpreted as a continual search, as unceasing movement, and water is the taken as metaphor for human drifts and flows.

Di queste luci si servirà la notte,’ Adrian Paci explains, ‘began as a work centring on the Arno river, a performance action; but the focus soon shifted toward a reflection on the dialogue and the tensions that exist between light and dark, between surface and depth, between the visible and the invisible. Man’s presence seems to be the spark that ignites this dialogue without ever pretending to bring it to a conclusion.’

At the Museo Novecento, Paci is showing a video installation produced expressly for the museum in the wake of the novel action on the river in September: the huge skeleton of a boat dominates the main hall, together with a video presentation of the action from which the exhibition takes its name, a performance in which the protagonist was a small boat trailing luminous tentacles in the water, which as it rode the Arno revealed the river’s deepest, darkest dimension. Alongside these works are a selection of video productions centring on the cathartic, symbolic meaning/power of water, such as The Guardians and The Column. 

On the second floor of the museum, within the spaces of the Alberto Della Ragione collection, the artist presents pictorial works, videos and photographs (among which paintings and the photographic works Turn On and Back Home) which, as they make a home in the museum rooms, establish a point-by-point repartee and a dialogue rich in suggestions with the works in the permanent collection. At Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, the exhibition inhabits the first and third floors and offers an extensive documentation room on the ground floor. The sculpture entitled Home to Go occupies and lends a new significance to the Sala Colonne, while the cells of the former prison are given a new voice thanks with the video entitled Rasha, a delicate, ‘absolute’ work that speaks strongly and symbolically in and with this space of past pain and hopelessness. The cells on the first floor are the exhibition spaces for pictorial works and installations by Davide d’Amelio, Gianni Barelli and Lori Lako. three young artists residing in Tuscany and personally selected by Adrian Paci following the workshop held at Le Murate last year under the auspices of the Progetto Riva.

Montelupo Fiorentino, the Cioni Alderighi brickworks hosts the video installation entitled The Encounter (2011).
The former carpet factory in the San Francesco locality of Pelago is the venue for the video installation entitled One and Twenty-Four Chairs (2013).

Di queste luci si servirà la notte

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Di queste lici si servirà la notte, Adrian Paci

Water as a metaphor for movement, flow, but also possibilities for action and reaction. This is the idea that Adrian Paci has developed to give life to Di queste luci si serverà la notte.
An articulated corpus of works that focuses on the themes of migration, identity and flow, explored with intensity and poetry. Tracing personal stories and recalling facts and transformations of recent history, Paci transcends personal experience and tackles migration and mobility as an ontological condition, more relevant than ever in a historical moment in which the very concepts of home and identity (cultural, political and social) are continuously recalled and questioned. Existence is interpreted as a continuous research, a perennial movement, and water becomes a metaphor for the idea of flow and flow.

Di queste lici si servirà la notte, Adrian Paci

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Lights to Serve the Night

Adrian Paci

Lights to Serve the Night, Adrian Paci
Lights to Serve the Night

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Lori Lako

Di queste luci si servirà la notte, Adrian Paci

Lori lives and works in Florence. She studied Visual Arts and New Expressive Styles at the Academy of Fine Arts in Florence and at the Akademie der Bildenden Künste, Munich. Through her work she reflects on the condition of post-modern humanity, outclassed by images and messages that hinder the decoding of the world, historical memory and listening to the self.

Recent exhibitions: Still Life, Terzopiano Arte Contemporanea, Lucca (2019); And whatever I do will become forever what I have done, Museo Novecento, Florence (2019); Schermo a schermo; rassegna sul film e sul video sperimentale in Italy e in Albania, Black box, Tirana (2018); The sea is far, though my tears are salty, Galeria e Arteve, Shkoder (2018); Polis BBQ, Arte fiera, Bologna (2018); Premio nazionale per l’arte contemporanea “Idromeno”, Galeria e Arteve, Shkodër (2017); Di queste luci si servirà la notte, Le Murate / Progetti Arte Contemporanea, Florence (2017); TU 35 Expanded, Centro per l’arte contempor

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Lori lives and works in Florence. She studied Visual Arts and New Expressive Styles at the Academy of Fine Arts in Florence and at the Akademie der Bildenden Künste, Munich. Through her work she reflects on the condition of post-modern humanity, outclassed by images and messages that hinder the decoding of the world, historical memory and listening to the self.

Recent exhibitions: Still Life, Terzopiano Arte Contemporanea, Lucca (2019); And whatever I do will become forever what I have done, Museo Novecento, Florence (2019); Schermo a schermo; rassegna sul film e sul video sperimentale in Italy e in Albania, Black box, Tirana (2018); The sea is far, though my tears are salty, Galeria e Arteve, Shkoder (2018); Polis BBQ, Arte fiera, Bologna (2018); Premio nazionale per l’arte contemporanea “Idromeno”, Galeria e Arteve, Shkodër (2017); Di queste luci si servirà la notte, Le Murate / Progetti Arte Contemporanea, Florence (2017); TU 35 Expanded, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (2017); Downside-up, Tirana Art Lab, Tirana (2016); Era pacifica pare, Careof, Milan (2016).

Lori Lako

Artist residence for the Exhibition Di queste luci si servirà la notte, Adrian Paci

Lori Lako

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Davide D'amelio

Di queste luci si servirà la notte, Adrian paci

(1990 – TERMOLI, ITALY)

D’Amelio has been living in Firenze for eight years where he graduated from the Accademia di Belle Arti. Alongside his studies, he participated in many projects and laboratories with artists and curators outside the academy.

His most important exhibitions include: Give me five, curated by Giorgio de Finisi, MAAM, Roma (2017); The stray statue paradox, curated by Gabriele Tosi, SACI, Firenze, (2017); De pingendi natura, curated by Pietro Gaglianò, SRISA gallery, Firenze (2016); Come sé, curated by Arabella Natalini and Elena Magini, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2016).

D’Amelio’s work focuses on the structure and history of image and vision, developing a dual conception between the normative and expressive phenomena of narratives. This gives rise to an interest in the questions of childhood and sexuality, conceived as entropic elements of social structures.

(1990 – TERMOLI, ITALY)

D’Amelio has been living in Firenze for eight years where he graduated from the Accademia di Belle Arti. Alongside his studies, he participated in many projects and laboratories with artists and curators outside the academy.

His most important exhibitions include: Give me five, curated by Giorgio de Finisi, MAAM, Roma (2017); The stray statue paradox, curated by Gabriele Tosi, SACI, Firenze, (2017); De pingendi natura, curated by Pietro Gaglianò, SRISA gallery, Firenze (2016); Come sé, curated by Arabella Natalini and Elena Magini, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2016).

D’Amelio’s work focuses on the structure and history of image and vision, developing a dual conception between the normative and expressive phenomena of narratives. This gives rise to an interest in the questions of childhood and sexuality, conceived as entropic elements of social structures.

Davide D'amelio

Artist residence for the Exhibition Di queste luci si servirà la notte, Adrian Paci

Davide D'amelio

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Gianni Barelli

Di queste luci si servirà la notte, Arian Paci

Gianni Barelli was born in 1976 in Arezzo, Italy. He is a visual artist and performer, he graduated from the Academy of Fine Arts in Florence in 2002. His work is expressed through various media such as videos, installations and performances. In 2012 he was selected by VISUALCONTAINER Italian video art distributor, with the video Genesi o melanconia del dormiente . In 2013 he participated in the MAGAZINE BAU-container of contemporary culture, with a long-lasting project called the Family Synchronic Archive, an open platform on the theme of the family connected with the idea of ​​memory and its re-elaboration. He has worked in various European cities in independent exhibition spaces such as INSTITUT FUR ALLES MOGLICHE in Berlin and GEBORGEN KAMERS in The Hague. In 2017 he was selected by the Albanian artist Adrian Paci to contribute to his exhibition These lights will be used during the night at Le MURATE – CONTEMPORARY ART PROJECTS in Florence. Recently he partici

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Gianni Barelli was born in 1976 in Arezzo, Italy. He is a visual artist and performer, he graduated from the Academy of Fine Arts in Florence in 2002. His work is expressed through various media such as videos, installations and performances. In 2012 he was selected by VISUALCONTAINER Italian video art distributor, with the video Genesi o melanconia del dormiente . In 2013 he participated in the MAGAZINE BAU-container of contemporary culture, with a long-lasting project called the Family Synchronic Archive, an open platform on the theme of the family connected with the idea of ​​memory and its re-elaboration. He has worked in various European cities in independent exhibition spaces such as INSTITUT FUR ALLES MOGLICHE in Berlin and GEBORGEN KAMERS in The Hague. In 2017 he was selected by the Albanian artist Adrian Paci to contribute to his exhibition These lights will be used during the night at Le MURATE – CONTEMPORARY ART PROJECTS in Florence. Recently he participated in the workshop Through Rituals (Make it Happen)  by the artists Stefan Pente and William Loche Wheeler at VILLA ROMANA. He is currently working on a project in collaboration with the National Institute of Astrophysics of Florence.

 

Gianni Barelli

Artist residence for the Exhibition Di queste luci si servirà la notte, Adrian Paci

Gianni Barelli

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Alisa Martynova

Fotografa

Alisa Martynova nata nel 1994, originaria di Orenburg, Russia. Dopo aver terminato gli studi in Filologia straniera nel suo paese d’origine, nel 2019 si diploma nel programma triennale di fotografia professionale presso la Fondazione Studio Marangoni a Firenze, Italia. Durante i suoi studi è stata assistente per il collettivo fotografico Riverboom. Nel 2018 presenta il suo lavoro a Leica Story, nel 2019 vince la categoria fotografia del Premio Combat Prize ed è seconda classificata del Premio Canon Giovani Fotografi, successivamente proietta il suo lavoro alla serata di apertura di Les Rencontres d ‘ Arles. Nell’autunno 2019 viene selezionata tra i finalisti del Photolux Award 2019, PH museum Women Photographers Grant e all’inizio del 2020 viene selezionata per partecipare a Giovane Fotografia Italiana, sezione del Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Ora è membro di un’agenzia fotografica, Parallelo Zero.

Alisa Martynova nata nel 1994, originaria di Orenburg, Russia. Dopo aver terminato gli studi in Filologia straniera nel suo paese d’origine, nel 2019 si diploma nel programma triennale di fotografia professionale presso la Fondazione Studio Marangoni a Firenze, Italia. Durante i suoi studi è stata assistente per il collettivo fotografico Riverboom. Nel 2018 presenta il suo lavoro a Leica Story, nel 2019 vince la categoria fotografia del Premio Combat Prize ed è seconda classificata del Premio Canon Giovani Fotografi, successivamente proietta il suo lavoro alla serata di apertura di Les Rencontres d ‘ Arles. Nell’autunno 2019 viene selezionata tra i finalisti del Photolux Award 2019, PH museum Women Photographers Grant e all’inizio del 2020 viene selezionata per partecipare a Giovane Fotografia Italiana, sezione del Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Ora è membro di un’agenzia fotografica, Parallelo Zero.

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Federica Gonnelli

Progetto RIVA

Federica Gonnelli (Florence, 1981) attended the Liceo Artistico and the Accademia di Belle Arti in Florence. She lives and works on the border between Florence and Prato, where since June 2011 she opens “InCUBOAzione”. Boundary that characterizes her path materially and conceptually, implementing a research at the limit between the disciplines of visual arts. Every veil of organza or double exposure photography are decisive elements that contribute to the meaning of the work, imposing to the observers a momentum to cross the border. Since 2001 he has been exhibiting in solo and group exhibitions and competitions. In 2006 he graduated with a thesis entitled “L’Arte & L’Abito”. Since 2007 he has been part of the artistic collective “Arts Factory” for which he has been involved in the design and production of videos, installations and video installations. In 2013 he obtained a specialization in Visual Arts and New Expressive Languages, w

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Federica Gonnelli (Florence, 1981) attended the Liceo Artistico and the Accademia di Belle Arti in Florence. She lives and works on the border between Florence and Prato, where since June 2011 she opens “InCUBOAzione”. Boundary that characterizes her path materially and conceptually, implementing a research at the limit between the disciplines of visual arts. Every veil of organza or double exposure photography are decisive elements that contribute to the meaning of the work, imposing to the observers a momentum to cross the border. Since 2001 he has been exhibiting in solo and group exhibitions and competitions. In 2006 he graduated with a thesis entitled “L’Arte & L’Abito”. Since 2007 he has been part of the artistic collective “Arts Factory” for which he has been involved in the design and production of videos, installations and video installations. In 2013 he obtained a specialization in Visual Arts and New Expressive Languages, with the thesis “Videoinstallations between Body-Space-Time”. Since 2015 he has participated in various artist residencies, a practice that acquires particular importance for his research.

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Studio ++

Collettivo di artisti architetti

Studio ++ è un collettivo d’artisti composto dagli architetti Fabio Ciaravella (1982), Umberto Daina (1979) e Vincenzo Fiore (1981). La sua ricerca si basa su un approccio progettuale all’opera d’arte con il quale vengono affrontati i temi della condizione pubblica dell’opera, del divenire e delle nuove tecnologie nella loro influenza sulla quotidiana percezione del mondo. Il lavoro si concentra sulla formulazione di un metodo di analisi e di rappresentazione della realtà in stretto e simbiotico legame con i concetti di ‘relazione di limite’ e ‘tempo rinviato’. La formazione “d’architetto” di tutti i membri del collettivo, l’attenzione all’approccio sociale, alle evoluzioni tecnologiche, agli approfondimenti teorici e progettuali sui temi di paesaggio e partecipazione, fanno della ricerca di Studio++ un percorso di dialogo multidisciplinare costante che ha come punti di partenza lo sguardo dell’arte e gli strumenti dell’architettura.

Studio ++ è un collettivo d’artisti composto dagli architetti Fabio Ciaravella (1982), Umberto Daina (1979) e Vincenzo Fiore (1981). La sua ricerca si basa su un approccio progettuale all’opera d’arte con il quale vengono affrontati i temi della condizione pubblica dell’opera, del divenire e delle nuove tecnologie nella loro influenza sulla quotidiana percezione del mondo. Il lavoro si concentra sulla formulazione di un metodo di analisi e di rappresentazione della realtà in stretto e simbiotico legame con i concetti di ‘relazione di limite’ e ‘tempo rinviato’. La formazione “d’architetto” di tutti i membri del collettivo, l’attenzione all’approccio sociale, alle evoluzioni tecnologiche, agli approfondimenti teorici e progettuali sui temi di paesaggio e partecipazione, fanno della ricerca di Studio++ un percorso di dialogo multidisciplinare costante che ha come punti di partenza lo sguardo dell’arte e gli strumenti dell’architettura.

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Familiar places

Progetto RIVA

Familiar Places è un progetto di studio che ha approfondito il rapporto fra il fiume Sieve e la comunità di San Francesco a Pelago.
Attraverso interviste, dialoghi e incontri con gli abitanti, gli artisti Studio ++ hanno rintracciato il rapporto tra il passato e il presente del fiume nell’intento di indurre una maggiore consapevolezza del patrimonio immateriale del nostro paesaggio. Alcune interviste video restituiscono il legame tra popolazione e fiume: racconti di esperienze di vita, idee, aspirazioni e leggende sono messe a confronto con la dimensione tangibile del paesaggio.


Familiar Places è un progetto di studio che ha approfondito il rapporto fra il fiume Sieve e la comunità di San Francesco a Pelago.
Attraverso interviste, dialoghi e incontri con gli abitanti, gli artisti Studio ++ hanno rintracciato il rapporto tra il passato e il presente del fiume nell’intento di indurre una maggiore consapevolezza del patrimonio immateriale del nostro paesaggio. Alcune interviste video restituiscono il legame tra popolazione e fiume: racconti di esperienze di vita, idee, aspirazioni e leggende sono messe a confronto con la dimensione tangibile del paesaggio.

Familiar places

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Fotoromanzo Italiano

Collettivo artistico

Collettivo artistico, fondato nel 2011 da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Marco Citron, lavora sull’immagine e sul costume dell’Italia oggi attraverso una nuova forma di racconto che attinge all’immaginariocollettivo, attivandolo e dotandolo di nuovi significati. Un ‘minestrone’ caustico e ironico di immagini e parole, che, partendo dal reale, produce libere narrazioni, incrociando politica, gossip e fatti di cronaca arrivando a nuovi contenuti, secondo criteri ispirati a quello che è stato definito ‘neorealitysmo’

Collettivo artistico, fondato nel 2011 da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Marco Citron, lavora sull’immagine e sul costume dell’Italia oggi attraverso una nuova forma di racconto che attinge all’immaginariocollettivo, attivandolo e dotandolo di nuovi significati. Un ‘minestrone’ caustico e ironico di immagini e parole, che, partendo dal reale, produce libere narrazioni, incrociando politica, gossip e fatti di cronaca arrivando a nuovi contenuti, secondo criteri ispirati a quello che è stato definito ‘neorealitysmo’

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Quei giorni del diluvio

Progetto RIVA

Durante i giorni dell’alluvione del ’66, per la prima volta a Firenze si mise in moto spontaneamente un’enorme catena di solidarietà. Ad accorrere furono giovani provenienti da ogni parte del mondo per salvare l’arte italiana: per tutti loro fu coniato il termine ‘angeli del fango’. Fotoromanzo Italiano lavora assemblando e contaminando immagini e materiali vari; per MAD Murate Art District gli artisti hanno costituito un gruppo di lavoro che ha coinvolto studenti o giovani artisti under 35 attivi sul territorio toscano in un workshop di ricerca attorno all’Arno. I partecipanti hanno lavorato come una vera e propria redazione procedendo prima alla stesura e poi alla realizzazione di un fotoromanzo sul fiume.

Durante i giorni dell’alluvione del ’66, per la prima volta a Firenze si mise in moto spontaneamente un’enorme catena di solidarietà. Ad accorrere furono giovani provenienti da ogni parte del mondo per salvare l’arte italiana: per tutti loro fu coniato il termine ‘angeli del fango’. Fotoromanzo Italiano lavora assemblando e contaminando immagini e materiali vari; per MAD Murate Art District gli artisti hanno costituito un gruppo di lavoro che ha coinvolto studenti o giovani artisti under 35 attivi sul territorio toscano in un workshop di ricerca attorno all’Arno. I partecipanti hanno lavorato come una vera e propria redazione procedendo prima alla stesura e poi alla realizzazione di un fotoromanzo sul fiume.

Quei giorni del diluvio

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Vivente

Progetto RIVA

Vivente è un’installazione multimediale che restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, in cui aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da 128 canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna può suonare sia come aerofono sia come percussione creando, nell’insieme, un ambiente estetico e allo stesso tempo visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne permettono di suggerire percorsi ed esperienze che i visitatori hanno potuto attraversare liberamente.

Vivente è un’installazione multimediale che restituisce un inedito ritratto sonoro del fiume Arno, in cui aspetti sonori e visivi si fondono nella creazione di uno spazio immersivo e contemplativo. L’opera è composta da 128 canne di bambù di lunghezze diverse, sospese dall’alto; ogni canna può suonare sia come aerofono sia come percussione creando, nell’insieme, un ambiente estetico e allo stesso tempo visivo e acustico. Le dimensioni e la disposizione delle canne permettono di suggerire percorsi ed esperienze che i visitatori hanno potuto attraversare liberamente.

Vivente

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Bernard Fort

Artista sonoro e compositore

Bernard Fort Co-fondatore e responsabile del GMVL (Groupe Musiques Vivantes de Lyon) insegna composizione acusmatica alla Scuola Nazionale di Musica di Villeurbanne e dedica il resto del suo tempo alla composizione e all’ornitologia. Le sue opere musicali sono dedicate interamente al genere acusmatico per i concerti in situazioni plein air, per la danza e per il giovane pubblico. Nel suo lavoro si è sempre interessato alle zone di confine tra astrazione e raffigurazione, naturale e culturale. La sua ricerca si focalizza principalmente sui modi di rappresentazione della musica elettroacustica

Bernard Fort Co-fondatore e responsabile del GMVL (Groupe Musiques Vivantes de Lyon) insegna composizione acusmatica alla Scuola Nazionale di Musica di Villeurbanne e dedica il resto del suo tempo alla composizione e all’ornitologia. Le sue opere musicali sono dedicate interamente al genere acusmatico per i concerti in situazioni plein air, per la danza e per il giovane pubblico. Nel suo lavoro si è sempre interessato alle zone di confine tra astrazione e raffigurazione, naturale e culturale. La sua ricerca si focalizza principalmente sui modi di rappresentazione della musica elettroacustica

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Lumières d’automne sur l’Arno

Progetto RIVA

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Il paesaggio sonoro: una rielaborazione in chiave artistica del paesaggio sonoro naturale del fiume Arno. Dopo il workshop Field Recording Arno tenuto nel 2016 per giovani artisti e musicisti selezionati tramite open call, e un incontro sulle fasi creative del paesaggio sonoro, il compositore Bernard Fort ha proposto al pubblico, nello stesso anno, un’installazione sonora immersiva pensata per l’ambiente urbano delle Murate e per la sala emeroteca de MAD Murate Art District. Un ritratto del fiume che è stato realizzato così su due diversi registri: l’immagine acustica, figurativa e realistica, e l’immagine composta o immagine acusmatica. L’immagine acustica, rappresentazione di una situazione naturale all’aperto, è stata proposta all’interno dell’emeroteca. Qui l’interesse si è concentrato sulla restituzione dello spazio e sulla sua profondità di campo dentro ad un grande piano fisso.

Lumières d’automne sur l’Arno

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Arno Atlas

Progetto RIVA

Arno Atlas, una installazione sonora con cinque documentari dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale, un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze.
Arno Atlas | 1966 L’emergenza del restauro [nuova produzione, 2016] Un viaggio tra la chimica e la filosofia del restauro contemporaneo. Un viaggio durato cinquanta anni, dall’emergenza dell’alluvione con la nascita della moderna scienza del restauro alla pratica attuale, per scoprire cosa è stato fatto e si continua a fare, cosa è oggi possibile e cosa si accetta di non poter fare con le vittime cultuali del 1966: affreschi, tavole, dipinti, codici, libri… Con: Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013, Giorgio Bonsanti – storico dell’arte e Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure dal 1988 al 2000, Magnolia Scudieri – Ex Direttrice del Museo di San Marco, Marco Ciatti – Soprintendent

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Arno Atlas, una installazione sonora con cinque documentari dedicati al fiume Arno, una mappatura della sua geografia emozionale, un progetto di narrativa sonora per far riascoltare la voce di un fiume e la città che attraversa, Firenze.
Arno Atlas | 1966 L’emergenza del restauro [nuova produzione, 2016] Un viaggio tra la chimica e la filosofia del restauro contemporaneo. Un viaggio durato cinquanta anni, dall’emergenza dell’alluvione con la nascita della moderna scienza del restauro alla pratica attuale, per scoprire cosa è stato fatto e si continua a fare, cosa è oggi possibile e cosa si accetta di non poter fare con le vittime cultuali del 1966: affreschi, tavole, dipinti, codici, libri… Con: Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013, Giorgio Bonsanti – storico dell’arte e Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure dal 1988 al 2000, Magnolia Scudieri – Ex Direttrice del Museo di San Marco, Marco Ciatti – Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure.
Arno Atlas | 1966 Alluvione e Avanguardie [nuova produzione, 2016] Il 1966 fu un anno mirabilis nel mondo e a Firenze dove, nonostante l’alluvione, emersero movimenti di ricerca artistica – si iniziava a sperimentare con la parola, il suono, il corpo – e gli architetti radicali si affermavano come una delle esperienze d’avanguardia più interessanti del Secondo Novecento. Sebbene il richiamo del passato si fosse rinvigorito dopo l’alluvione, con il mito del ritorno all’antico splendore, dal basso emergono le prime istanze contemporanee che sarebbero sfociate negli Anni 70. Con: Piero Frassinelli – architetto, Adolfo Natalini – architetto, Valentina Gensini – direzione scientifica del Museo del Novecento di Firenze.
Arno Atlas | (eco)sistema complesso [produzione Progetto RIVA 2013] Il fiume Arno: fiume o canale? Luogo di atti+M4vità economiche, luogo di svago o rifugio sicuro per animali che mai penseremmo di trovare in città? Lo ascoltiamo laddove entra ed esce da Firenze, dallo sbocco dell’Affrico e dalla Passerella dell’Isolotto, prestando il nostro orecchio a quell’(eco)sistema complesso che lo anima. Con: Antonio Bellace – presidente dell’Associazione dei Renaioli, Biagio Guccione – docente di Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze, Carlo Scoccianti – biologo ed esperto fluviale.
Arno Atlas | Cinque Metri sotto l’Arno [produzione Progetto RIVA 2013] La storia di Firenze sotterranea, tra miti, utopie ingegneristiche e grandi opere. Dalla fabbrica dell’acqua al canale sotterraneo che collegava le due rive del fiume, dalle esplorazioni di oggi ai miti metropolitani del sottosuolo fiorentino. Con: Stefano Sieni – giornalista, Piero Battarra – membro del Circolo Canottieri.
Arno Atlas | Abbecedario d’acqua [produzione Progetto RIVA 2013] La A di Arno, ma anche di Anguilla o Alluvione, la B di Biblioteca Nazionale e la C di Comunità: storie conosciute e storie dimenticate in una navigazione alfabetica lungo le parole dell’Arno e della sua relazione con Firenze. Un breve abbecedario a pelo d’acqua per scoprire o ricordare la motonave Fiorenza e le danze sull’acqua; i navalestri, Enea, il sogno di Leonardo e quello infranto di Rajaram Chuttraputti. Con Giovanni Menduni – docente di Idraulica e Ingegneria per l’ambiente e il territorio del Politecnico di Milano, Piero Frassinelli – architetto, Piero Battarra – membro del Circolo Canottieri.

Arno Atlas

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Terzo Giardino

Progetto RIVA

Un giardino di oltre 10.000 metri quadri che torna alla città grazie a un intervento di arte pubblica. Un palinsesto di eventi per adulti e ragazzi, volto a  valorizzare il rapporto tra l’Arno e la città e a animare un luogo “di confine”. La riva sinistra del fiume sotto Lungarno Serristori si trasforma nel “Terzo Giardino”, grazie alla riqualificazione artistica realizzata dal collettivo Studio ++, un lavoro attento alla conservazione naturale e alla valorizzazione della biodiversità, affiancando all’opera d’arte un programma di incontri, workshop e laboratori per famiglie, che punta a avvicinare l’ambiente fluviale ai cittadini, facendone emergere le peculiarità. Il progetto artistico di Studio ++ si basa su tagli mirati della vegetazione spontanea che cresce nei pressi dell’Arno, sfruttando le tecniche impiegate per il mantenimento degli argini. Due diverse azioni creano aree differenti: “parterre” geometrici divisi in quattro sezioni trasversali e veri e

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Un giardino di oltre 10.000 metri quadri che torna alla città grazie a un intervento di arte pubblica. Un palinsesto di eventi per adulti e ragazzi, volto a  valorizzare il rapporto tra l’Arno e la città e a animare un luogo “di confine”. La riva sinistra del fiume sotto Lungarno Serristori si trasforma nel “Terzo Giardino”, grazie alla riqualificazione artistica realizzata dal collettivo Studio ++, un lavoro attento alla conservazione naturale e alla valorizzazione della biodiversità, affiancando all’opera d’arte un programma di incontri, workshop e laboratori per famiglie, che punta a avvicinare l’ambiente fluviale ai cittadini, facendone emergere le peculiarità. Il progetto artistico di Studio ++ si basa su tagli mirati della vegetazione spontanea che cresce nei pressi dell’Arno, sfruttando le tecniche impiegate per il mantenimento degli argini. Due diverse azioni creano aree differenti: “parterre” geometrici divisi in quattro sezioni trasversali e veri e propri muri di vegetazione spontanea. Il risultato è un disegno ispirato alla tradizione del Giardino all’Italiana, con par¬ticolare attenzione al modello dei Giardini dei Semplici. La vegetazione che emerge è costituita dalle piante spontanee della riva del fiume, che, grazie a questo metodo di “sottrazione”, si manifestano in tutta la loro inaspettata biodiversità. L’aggettivo “terzo” richiama la metafora del paesaggista Gilles Clèment che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia un’importante riserva di biodiversità e potenziale evolutivo.

Terzo Giardino

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Arno Rafael Minkkinen

Fotografo

Arno Rafael Minkkinen è un fotografo finlandese-americano. Dopo la laurea presso il Wagner College con un BA in letteratura inglese, ricopre l’incarico di copywriting in Madison Avenue. Tra i suoi scritti “Cosa succede dentro la tua mente può accadere all’interno di una macchina fotografica” (per le fotocamere Minolta) e “Jingle Bells” (per J & B Scotch). Dopo questa esperienza la sua attenzione si rivolge in maniera esclusiva alla fotografia. In un workshop con John Benson a Apeiron, Millerton, New York, nel settembre 1971 produce una serie di autoritratti nudi ispirati in parte dal lavoro della compianta Diane Arbus. Pochi anni dopo, studiando con Harry Callahan e Aaron Siskind alla Rhode Island School of Design, consegue l’MFA in fotografia. Nel corso del decennio successivo, intraprende la carriera di insegnante/curatore e di direttore creativo/copywriter. Minkkinen continua nel corso della sua vita a dedicare le sue energie e la ricerca fotografica all’autori

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Arno Rafael Minkkinen è un fotografo finlandese-americano. Dopo la laurea presso il Wagner College con un BA in letteratura inglese, ricopre l’incarico di copywriting in Madison Avenue. Tra i suoi scritti “Cosa succede dentro la tua mente può accadere all’interno di una macchina fotografica” (per le fotocamere Minolta) e “Jingle Bells” (per J & B Scotch). Dopo questa esperienza la sua attenzione si rivolge in maniera esclusiva alla fotografia. In un workshop con John Benson a Apeiron, Millerton, New York, nel settembre 1971 produce una serie di autoritratti nudi ispirati in parte dal lavoro della compianta Diane Arbus. Pochi anni dopo, studiando con Harry Callahan e Aaron Siskind alla Rhode Island School of Design, consegue l’MFA in fotografia. Nel corso del decennio successivo, intraprende la carriera di insegnante/curatore e di direttore creativo/copywriter. Minkkinen continua nel corso della sua vita a dedicare le sue energie e la ricerca fotografica all’autoritratto: nello specifico la sua attenzione si rivolge alle immagini non manipolate della figura umana nuda nel paesaggio naturale. Attualmente è docente di Arte presso l’Università del Massachusetts Lowell; ricopre inoltre un incarico come docente presso l’Università di Arte e design di Helsinki e alla facoltà del Maine Media College in Rockport, Maine. Ha pubblicato ed esposto in tutto il mondo, i suoi lavori sono presenti nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, nel Museum of Fine Arts di Boston, presso l’Addison Gallery of American Art di Andover, nel Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi e Centre Georges Pompidou di Parigi, presso il Musée de l’Elysée di Losanna, nel Center for creative Fotografia in Tucson, al Tokyo Metropolitan Museum of photography in Giappone e in molti altri musei di calibro internazionale. Arno Rafael Minkkinen è stato insignito nel 1992 della medaglia di prima classe all’Ordine del Leone da parte del Governo Finlandese, e del Premio Finnish State Art in Fotografia nel 2006. Attualmente è membro del Consiglio Nazionale della Society for Photographic Education.

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Jay Wolke

Fotografo

Jay Wolke vive e lavora a Chicago, Illinois. Personali a lui dedicate sono state organizzate presso l’Art Institute di Chicago, il St. Louis Art Museum, Harvard University, la California Museum of Photography, e la Galleria Primo Piano di Napoli. Tra le varie collezioni permanenti che espongono sue fotografie vi sono il Museum of Modern Art, New York, il Whitney Museum of American Art, New York, l’Art Institute of Chicago e il Museo di San Francisco di arte moderna. Dal 1981 è docente di fotografia e arte in varie università. Dal 1992-1999 è stato Coordinatore della laurea in Documentary Photography presso l’Istituto di Design (IIT). Nel 1999-2000 è stato responsabile della “Art and Graduate Studies” presso Studio Art Centers International di Firenze. Attualmente è docente di Fotografia presso la Columbia College di Chicago, ha ricoperto anche la carica di presidente del dipartimento di Arte e Design anche nei periodi 2000-2005 e 2008-2014. Wolke ha ricevuto borse di stu

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Jay Wolke vive e lavora a Chicago, Illinois. Personali a lui dedicate sono state organizzate presso l’Art Institute di Chicago, il St. Louis Art Museum, Harvard University, la California Museum of Photography, e la Galleria Primo Piano di Napoli. Tra le varie collezioni permanenti che espongono sue fotografie vi sono il Museum of Modern Art, New York, il Whitney Museum of American Art, New York, l’Art Institute of Chicago e il Museo di San Francisco di arte moderna. Dal 1981 è docente di fotografia e arte in varie università. Dal 1992-1999 è stato Coordinatore della laurea in Documentary Photography presso l’Istituto di Design (IIT). Nel 1999-2000 è stato responsabile della “Art and Graduate Studies” presso Studio Art Centers International di Firenze. Attualmente è docente di Fotografia presso la Columbia College di Chicago, ha ricoperto anche la carica di presidente del dipartimento di Arte e Design anche nei periodi 2000-2005 e 2008-2014. Wolke ha ricevuto borse di studio e premi dalla National Endowment for the Arts, l’Arts Council Illinois, Focus Infinity Fund and the Ruttenberg Arts Foundation. Wolke ha conseguito il suo B.F.A. in Printmaking / Illustrazione presso la Washington University, St. Louis, e un M.S. in Fotografia presso l’Istituto di Design, Illinois Institute of Technology, Chicago. Ha pubblicato alcune monografie come “All Around the House: Photographs of American- Jewish Communal Life” (Art Institute of Chicago, 1998), “Along the Divide: Photographs of the Dan Ryan Expressway” (Center for American Places, 2004) e “Architecture of Resignation: Photographs from the Mezzogiorno” (Center for American Places, 2011). Le sue fotografie sono apparse in numerose pubblicazioni tra cui il New York Times Magazine, Doubletake, Architectural Record, Newsweek, Fortune, e il Village Voice.

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Massimo Vitali

Fotografo

Nato a Como, Massimo Vitali si trasferisce a Londra dopo il liceo, dove studia fotografia alla London College of Printing. Nei primi anni Sessanta lavora come fotoreporter, collaborando con molte riviste e agenzie in Italia e in Europa. In questo periodo di intenso lavoro incontra Simon Guttmann, fondatore dell’agenzia Report, fondamentale per la sua crescita come “Concerned Photographer”. All’inizio degli anni Ottanta una crescente sfiducia nella convinzione che “la fotografia abbia avuto una capacità assoluta di riprodurre le sfumature della realtà” porta Vitali a intraprendere un cambiamento nella sua carriera. Lavora come direttore della fotografia per la televisione e il cinema, tuttavia, il suo legame con la fotocamera rimane e la fotografia diviene per lui mezzo di ricerca artistica. La sua serie di panorami balneari italiani è iniziata alla luce dei radicali cambiamenti politici in Italia. Vitali osserva con attenzione le realtà italiane dipingendo una “vision

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Nato a Como, Massimo Vitali si trasferisce a Londra dopo il liceo, dove studia fotografia alla London College of Printing. Nei primi anni Sessanta lavora come fotoreporter, collaborando con molte riviste e agenzie in Italia e in Europa. In questo periodo di intenso lavoro incontra Simon Guttmann, fondatore dell’agenzia Report, fondamentale per la sua crescita come “Concerned Photographer”. All’inizio degli anni Ottanta una crescente sfiducia nella convinzione che “la fotografia abbia avuto una capacità assoluta di riprodurre le sfumature della realtà” porta Vitali a intraprendere un cambiamento nella sua carriera. Lavora come direttore della fotografia per la televisione e il cinema, tuttavia, il suo legame con la fotocamera rimane e la fotografia diviene per lui mezzo di ricerca artistica. La sua serie di panorami balneari italiani è iniziata alla luce dei radicali cambiamenti politici in Italia. Vitali osserva con attenzione le realtà italiane dipingendo una “visione clinica e compiacente di normalità italiane”. Nel corso degli ultimi 12 anni sviluppa un nuovo approccio per ritrarre il mondo, “illuminando l’apoteosi della Mandria”, esprimendo e commentando attraverso le più intriganti, forme palpabili di arte contemporanea.

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Arno Immaginario Collettivo

Progetto RIVA

Mostra fotografica di Massimo Vitali, Arno Rafael Minkkinen e Jay Wolke A cura di Fondazione Studio Marangoni

Arno immaginario Collettivo si è configurato come un triplice lavoro fotografico sull’Arno che da settembre a novembre 2016 ha coinvolto fotografi locali, fotografi internazionali e giovani fotografi. Il progetto si sviluppa sul rapporto tra Firenze e il suo elemento naturale più importante, il fiume, e restituisce una ricostruzione collettiva dell’immaginario intorno ad esso, attraverso tre momenti espositivi distinti. La mostra conclusiva ha visto la partecipazione di tre grandi fotografi internazionali. Arno Minkkinen, Massimo Vitali e Jay Wolke hanno interpretato la città di Firenze attraverso la sua spina dorsale, l’Arno, e hanno prodotto una serie di lavori inediti. Focus della ricerca di Arno Minkkinen è il paesaggio antropomorfizzato e il rapporto tra la figura umana e l’elemento dell’acqua. Un sistema combinatorio che tiene insieme a livello visivo le div

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Mostra fotografica di Massimo Vitali, Arno Rafael Minkkinen e Jay Wolke A cura di Fondazione Studio Marangoni

Arno immaginario Collettivo si è configurato come un triplice lavoro fotografico sull’Arno che da settembre a novembre 2016 ha coinvolto fotografi locali, fotografi internazionali e giovani fotografi. Il progetto si sviluppa sul rapporto tra Firenze e il suo elemento naturale più importante, il fiume, e restituisce una ricostruzione collettiva dell’immaginario intorno ad esso, attraverso tre momenti espositivi distinti. La mostra conclusiva ha visto la partecipazione di tre grandi fotografi internazionali. Arno Minkkinen, Massimo Vitali e Jay Wolke hanno interpretato la città di Firenze attraverso la sua spina dorsale, l’Arno, e hanno prodotto una serie di lavori inediti. Focus della ricerca di Arno Minkkinen è il paesaggio antropomorfizzato e il rapporto tra la figura umana e l’elemento dell’acqua. Un sistema combinatorio che tiene insieme a livello visivo le diverse anime del fiume è, invece, al centro della produzione di Jay Wolke, mentre Massimo Vitali guarda alla relazione tra i cittadini e il fiume come momento aggregazione.

Arno Immaginario Collettivo

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