Atlas of the New World
Giulia Piermartiri, Edoardo Delille
4. October 2025 - 8. February 2026
OPENArchival Platform
Per Enrico Crispolti
Museo degli Innocenti, Firenze
Arabella S. Natalini è storica dell’arte, docente e curatrice. Dopo aver studiato a Firenze, Siena, e Londra, si è interessata ai recenti sviluppi dell’arte pubblica, alla riflessione sul rinnovato ruolo del museo nonché ai complessi rapporti tra sfera pubblica e privata. Tra il 1998 e il 2001 è stata curatrice del Palazzo delle Papesse di Siena, tra il 2009 e il 2011, di EX3. Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze e dal 2001 al 2018 direttrice artistica di Tusciaelecta. Arte contemporanea nel Chianti. Dal Maggio 2019 è direttrice scientifica del Museo degli Innocenti di Firenze. Nel corso degli anni ha curato numerose mostre e cataloghi di personali e collettive, scritto testi per pubblicazioni di settore, partecipato a convegni e conferenze in istituti italiani e stranieri. Ha inoltre insegnato Storia dell’arte contemporanea al Polimoda e alla Facoltà di Architettura di Firenze, Cultura del progetto all’ISIA ed Exhibition Planning allo IED di Firenze.
Arabella S. Natalini è storica dell’arte, docente e curatrice. Dopo aver studiato a Firenze, Siena, e Londra, si è interessata ai recenti sviluppi dell’arte pubblica, alla riflessione sul rinnovato ruolo del museo nonché ai complessi rapporti tra sfera pubblica e privata. Tra il 1998 e il 2001 è stata curatrice del Palazzo delle Papesse di Siena, tra il 2009 e il 2011, di EX3. Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze e dal 2001 al 2018 direttrice artistica di Tusciaelecta. Arte contemporanea nel Chianti. Dal Maggio 2019 è direttrice scientifica del Museo degli Innocenti di Firenze. Nel corso degli anni ha curato numerose mostre e cataloghi di personali e collettive, scritto testi per pubblicazioni di settore, partecipato a convegni e conferenze in istituti italiani e stranieri. Ha inoltre insegnato Storia dell’arte contemporanea al Polimoda e alla Facoltà di Architettura di Firenze, Cultura del progetto all’ISIA ed Exhibition Planning allo IED di Firenze.
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politico
Roberto Barzanti, nato a Monterotondo Marittimo (Grosseto) il 24 gennaio 1939, residente a Siena. Ha insegnato “Storia della letteratura italiana” ai corsi di lingua e cultura italiana all’Università di Siena per stranieri. Nel 1956 si iscrisse al PSI e successivamente, nel 1964, aderì al PSIUP dalla fondazione. Nel 1967 fu eletto al consiglio comunale di Siena. E’stato sindaco, dal 1969 al 1974 della città di Siena. Dopo lo scioglimento del PSIUP, nel 1973 aderì al Partito Comunista Italiano. Nel 1975 entrò a far parte del comitato della federazione del PCI di Siena. Svolse un’intensa attività pubblicistica collaborando a giornali e riviste, quale “L’Unità” e “Problemi del socialismo”.
Alle consultazioni regionali del 15 – 16 giugno 1975 fu eletto nella circoscrizione di Siena con 4.225 preferenze, nella lista del Partito Comunista Italiano. Fino al settembre 1979 – data delle sue dimissioni per ricoprire l’incarico di vicesindaco di Siena e di pr
Roberto Barzanti, nato a Monterotondo Marittimo (Grosseto) il 24 gennaio 1939, residente a Siena. Ha insegnato “Storia della letteratura italiana” ai corsi di lingua e cultura italiana all’Università di Siena per stranieri. Nel 1956 si iscrisse al PSI e successivamente, nel 1964, aderì al PSIUP dalla fondazione. Nel 1967 fu eletto al consiglio comunale di Siena. E’stato sindaco, dal 1969 al 1974 della città di Siena. Dopo lo scioglimento del PSIUP, nel 1973 aderì al Partito Comunista Italiano. Nel 1975 entrò a far parte del comitato della federazione del PCI di Siena. Svolse un’intensa attività pubblicistica collaborando a giornali e riviste, quale “L’Unità” e “Problemi del socialismo”.
Alle consultazioni regionali del 15 – 16 giugno 1975 fu eletto nella circoscrizione di Siena con 4.225 preferenze, nella lista del Partito Comunista Italiano. Fino al settembre 1979 – data delle sue dimissioni per ricoprire l’incarico di vicesindaco di Siena e di presidente dell’Associazione Intercomunale – fece parte della Giunta regionale come assessore al decentramento, enti locali, affari generali e personale. È stato vicepresidente del Parlamento europeo dal 14 gennaio 1992 al 18 luglio 1994. È stato sindaco di Siena dal 1969 al 1974, quindi assessore nella giunta della Regione Toscana dal 1975 al 1979 con l’incarico degli affari generali. Quindi è stato vicesindaco del comune di Siena fino al 1984.
È stato eletto al Parlamento europeo alle elezioni europee del 1984, e poi riconfermato nel 1989 e nel 1994, per le liste del PCI e del PDS. È stato presidente della delegazione per le relazioni con il Giappone e della commissione per la gioventù, la cultura, l’istruzione, i mezzi di comunicazione e lo sport e vicepresidente del Parlamento. Risiede a Siena, dove è presidente dell’Accademia degli Intronati e dal marzo 2012 presidente della Biblioteca comunale degli Intronati.
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curatrice indipendente
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Stori
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Storico Cressi a Genova. È autrice di monografie come “L’Anacronismo e il ritorno alla pittura. L’origine è la meta” (Silvana Editoriale, 2003) e della prima Guida Touring dedicata al “Turismo industriale in Italia. Arte, scienza, industria: musei e archivi d’impresa” (TCI, 2003). Pubblica servizi e foto su Artribune dal 2012; su altri periodici e portali scrive di arte, spettacoli, musica, cultura d’impresa, nautica, food & wine. Elabora e crede in modelli propositivi che promuovano una politica culturale interdisciplinare.
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curatrice indipendente
Nata a Roma nel ’77, laureata con una tesi monografica su David Tremlett alla Sapienza di Roma, ha conseguito la specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea all’l’Università di Siena, sotto la guida di Enrico Crispolti. Come storica dell’arte e ricercatrice ha all’attivo diverse collaborazioni con con archivi di artisti, gallerie private e istituzioni pubbliche come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e l’Istituto Nazionale per la Grafica.
Dopo aver curato la mostra Patria Interiore alla Golden Thread Gallery di Belfast nel 2012, inizia a coltivare un forte interesse per la storia e l’arte dell’Irlanda del Nord grazie alla partecipazione nel 2013 al corso intensivo curatoriale dell’ICI al CCA di Derry e alla residenza internazionale nei Flax Art studios di Belfast.
Come curatore ospite del MAC di Belfast ha realizzato nel 2017 la mostra Lost in Narration. Riccardo Giacconi, Invernomuto, Luca Trevisani e co-curato il secondo Curatorial
Nata a Roma nel ’77, laureata con una tesi monografica su David Tremlett alla Sapienza di Roma, ha conseguito la specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea all’l’Università di Siena, sotto la guida di Enrico Crispolti. Come storica dell’arte e ricercatrice ha all’attivo diverse collaborazioni con con archivi di artisti, gallerie private e istituzioni pubbliche come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e l’Istituto Nazionale per la Grafica.
Dopo aver curato la mostra Patria Interiore alla Golden Thread Gallery di Belfast nel 2012, inizia a coltivare un forte interesse per la storia e l’arte dell’Irlanda del Nord grazie alla partecipazione nel 2013 al corso intensivo curatoriale dell’ICI al CCA di Derry e alla residenza internazionale nei Flax Art studios di Belfast.
Come curatore ospite del MAC di Belfast ha realizzato nel 2017 la mostra Lost in Narration. Riccardo Giacconi, Invernomuto, Luca Trevisani e co-curato il secondo Curatorial Directions focalizzato sull’importanza del testo e della narrazione nel processo curatoriale con laboratori e seminari a Belfast e a Milano.
Tra il 2015 e il 2016 è stata ricercatrice e coordinatrice editoriale di NERO (Roma).
Ha recentemente pubblicato il saggio monografico Bertille Bak. La fiaba del reale per i tipi di postmediabooks e scrive regolarmente per “Flash Art” (edizione italiana e internazionale), “The Visual Artists’ New Sheet” (Dublino) e “Springerin” (Vienna).
Con la collaborazione di alcuni artisti coltiva anche una passione per la scrittura sperimentale e, come curatrice indipendente, lavora sugli interscambi culturali tra Italia e alcuni paesi del Centro e Nord Europa come Austria, Finlandia e Irlanda del Nord.
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Villa Adriana e Villa d’Este
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Case Museo e Progetti speciali, Comune di Milano
Maria Fratelli, museologa, è stata Conservatore di Arte Moderna e Contemporanea e Responsabile della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano. Attualmente è Dirigente del Servizio Case Museo e Progetti Speciali del Comune di Milano e reggente del Servizio Musei Storici.
Maria Fratelli, museologa, è stata Conservatore di Arte Moderna e Contemporanea e Responsabile della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano. Attualmente è Dirigente del Servizio Case Museo e Progetti Speciali del Comune di Milano e reggente del Servizio Musei Storici.
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Università di Firenze
Giuseppe Di Natale (BA – 1974) si è laureato all’Università degli Studi di Firenze con una tesi sulla Ricezione critica di Henri Matisse in Italia, 1910-1954. Ha frequentato seminari di museologia all’Ecole du Louvre ed è stato borsista nel 2005 dell’Accademia Nazionale di San Luca in Roma. Nel 2006 ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena e dal 2007 è dottorando di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Firenze, dove porta avanti una ricerca su E. Jaguer, ”Phases in Italia”. Ha partecipato a simposi e giornate di studio in Italia e all’estero, e ha lavorato al catalogo generale della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
Giuseppe Di Natale (BA – 1974) si è laureato all’Università degli Studi di Firenze con una tesi sulla Ricezione critica di Henri Matisse in Italia, 1910-1954. Ha frequentato seminari di museologia all’Ecole du Louvre ed è stato borsista nel 2005 dell’Accademia Nazionale di San Luca in Roma. Nel 2006 ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena e dal 2007 è dottorando di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Firenze, dove porta avanti una ricerca su E. Jaguer, ”Phases in Italia”. Ha partecipato a simposi e giornate di studio in Italia e all’estero, e ha lavorato al catalogo generale della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
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Politecnico di Milano
Anna Mazzanti è Assistente di Storia dell’Arte Contemporanea, presso il Politecnico di Milano – Dipartimento di Design dal 2009; ha studiato all’Università di Firenze (laurea), Venezia (dottorato di ricerca) e Siena (laurea specialistica e borsa di studio quadriennale) dove ha insegnato per dieci anni (2000-2011) come professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte. Attualmente è anche docente di Storia dell’arte europea e italiana del XIX secolo presso lo Studio Art Centers International (SACI), un programma universitario statunitense a Firenze (2015-2017). I suoi specifici campi di ricerca ruotano intorno alla cultura artistica e alla transizione critica tra Ottocento e Novecento in Italia e nel suo patrimonio angloamericano. Altri focus della sua ricerca sono l’arte pubblica, l’arte site specific e i parchi di scultura. È anche membro del comitato scientifico della Fondazione Daniel Spoerri Garden (Italia)
Anna Mazzanti è Assistente di Storia dell’Arte Contemporanea, presso il Politecnico di Milano – Dipartimento di Design dal 2009; ha studiato all’Università di Firenze (laurea), Venezia (dottorato di ricerca) e Siena (laurea specialistica e borsa di studio quadriennale) dove ha insegnato per dieci anni (2000-2011) come professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte. Attualmente è anche docente di Storia dell’arte europea e italiana del XIX secolo presso lo Studio Art Centers International (SACI), un programma universitario statunitense a Firenze (2015-2017). I suoi specifici campi di ricerca ruotano intorno alla cultura artistica e alla transizione critica tra Ottocento e Novecento in Italia e nel suo patrimonio angloamericano. Altri focus della sua ricerca sono l’arte pubblica, l’arte site specific e i parchi di scultura. È anche membro del comitato scientifico della Fondazione Daniel Spoerri Garden (Italia). È autrice di diversi libri, articoli, saggi e ha partecipato a conferenze e workshop in Italia e all’estero su questi temi. Ha curato e co-curato diverse mostre tra cui: Ettore Tito (1859-1941), (Venezia, 1998); Novecento sedotto: Il fascino del Seicento tra le due guerre (Firenze, 2010-2011); Simbolismo in Italia (Padova, 2011-2012); Mondi a Milano. Culture ed esposizioni 1874-1950, (Milano, 2015); Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana (Firenze, 2015-2016). Attualmente sta curando una mostra su Ettore Tito e sull’Impressionismo Tardo Internazionale alla Biennale (Padova, gennaio 2019).
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Docente di Storia dell’arte contemporanea Università di Padova
Conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Marco Polo di Venezia, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Ca’ Foscari. Segue i corsi di storia dell’arte contemporanea tenuti dal prof. Giuseppe Mazzariol e nel 1991 si laurea in Lettere con indirizzo storico artistico discutendo una tesi dal titolo: La scultura di Fausto Melotti, avviata con il prof. Mazzariol e portata a termine con il prof. Lionello Puppi.
Nel 1995 consegue il diploma di specializzazione presso l’Università degli Studi di Siena discutendo una tesi dal titolo: Mario Deluigi, scritti, considerazioni, pensieri nella sua attività didattica 1942-1978 (relatore prof. Enrico Crispolti).
Nel 2004 consegue il titolo di dottore di ricerca discutendo una tesi dal titolo: Arte a Venezia: 1938-1948. Fermenti e segnali di rinnovamento (tutor prof.ssa Giuseppina Dal Canton) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2005 gli viene assegnata u
Conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Marco Polo di Venezia, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Ca’ Foscari. Segue i corsi di storia dell’arte contemporanea tenuti dal prof. Giuseppe Mazzariol e nel 1991 si laurea in Lettere con indirizzo storico artistico discutendo una tesi dal titolo: La scultura di Fausto Melotti, avviata con il prof. Mazzariol e portata a termine con il prof. Lionello Puppi.
Nel 1995 consegue il diploma di specializzazione presso l’Università degli Studi di Siena discutendo una tesi dal titolo: Mario Deluigi, scritti, considerazioni, pensieri nella sua attività didattica 1942-1978 (relatore prof. Enrico Crispolti).
Nel 2004 consegue il titolo di dottore di ricerca discutendo una tesi dal titolo: Arte a Venezia: 1938-1948. Fermenti e segnali di rinnovamento (tutor prof.ssa Giuseppina Dal Canton) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2005 gli viene assegnata una borsa di studio post-dottorato presso l’Università di Padova. Dal 2007 al 2010, in qualità di docente a contratto, ha tenuto corsi di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2010 al 2014 è stato Ricercatore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Padova dove ha tenuto l’insegnamento per il corso di laurea triennale in Storia e tutela dei beni artistici e musicali. Dal 2015 è Professore associato di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Padova. Dal 1997 si occupa del sistema dell’arte contemporanea (artisti, esposizioni, spazi espositivi, committenza, critica, pubblico, con particolare riguardo all’area triveneta) e delle attività delle principali istituzioni deputate alla promozione dell’arte contemporanea quali la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e la Fondazione dell’Opera Bevilacqua La Masa. Inoltre ha dedicato le sue ricerche al Futurismo e ad altre avanguardie storiche, nonché ad artisti particolarmente rappresentativi sia della pittura sia della scultura del Novecento.
Collabora con la Fondazione Querini Stampalia, con la Peggy Guggenheim Collection, e la Fondazione Giorgio Cini.
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Carocci Editore, Roma
Anna Casalino è editor e storica dell’arte.
Dopo aver conseguito il diploma di laurea alla Sapienza, Università di Roma, si è trasferita a Siena per frequentare la Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte e poi il Dottorato di Ricerca. Grazie al progetto “Giovani Ricercatori”, finanziato dal medesimo Ateneo, ha potuto visitare diversi Children’sMuseums europei, avendo così modo di analizzare metodologie e prassi educative proposte anche in base alla tipologia di collezione (storica, storico-artistica, etno-antropologica e scientifica).
In quest’ottica e con un’attenzione particolare all’uso delle “nuove tecnologie” per la comunicazione dell’“antico” – oggetto del dottorato di ricerca –, ha tenuto conferenze e lavorato a vari progetti in materia di pedagogia del patrimonio e, in particolare, all’idea di un Museo d’arte per bambini sotto la supervisione di Giovanni Bollea, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia (cfr. A. Casalino,
Anna Casalino è editor e storica dell’arte.
Dopo aver conseguito il diploma di laurea alla Sapienza, Università di Roma, si è trasferita a Siena per frequentare la Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte e poi il Dottorato di Ricerca. Grazie al progetto “Giovani Ricercatori”, finanziato dal medesimo Ateneo, ha potuto visitare diversi Children’sMuseums europei, avendo così modo di analizzare metodologie e prassi educative proposte anche in base alla tipologia di collezione (storica, storico-artistica, etno-antropologica e scientifica).
In quest’ottica e con un’attenzione particolare all’uso delle “nuove tecnologie” per la comunicazione dell’“antico” – oggetto del dottorato di ricerca –, ha tenuto conferenze e lavorato a vari progetti in materia di pedagogia del patrimonio e, in particolare, all’idea di un Museo d’arte per bambini sotto la supervisione di Giovanni Bollea, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia (cfr. A. Casalino, Musei per bambini. L’occhio ha saltato il muro? Pendragon, Bologna, 2002; con introduzione di G.Bollea e postfazione di E.Crispolti).
È, da diversi anni, editor del settore umanistico e responsabile della progettazione digitale presso la Carocci editore: questo incarico le ha permesso di unire alle competenze acquisite in materia storico-artistica una capacità progettuale in un contesto culturale ampio e diversificato grazie a consulenze presso Istituzioni, quali la Luiss Guido Carli, ad esempio.
Completa il profilo un’innata propensione al tema dell’educazione e dell’alta divulgazione scientifica unita alla convinzione che la scrittura e la “testualità”, intesa in senso lato, possano dare un contributo fondamentale alla valorizzazione e trasmissione del patrimonio storico-artistico.
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Biblioteca Umanistica dell’Università di Siena
Luca Lenzini, nato a Firenze il 3 Marzo 1954. Diploma di Maturità classica (Liceo Ginnasio Enea Silvio Piccolomini di Siena,1973). Corsi di lingua inglese al St.Clare’s Hall, Università di Oxford (1974 e 1975). 1978: periodo di studio al King’s College, Cambridge. Laurea in lettere moderne (1978: tesi “Sulle traduzioni italiane da T.S.Eliot“, relatore il prof. F.Fortini, cattedra di(Storia della critica letteraria; 110 e lode). 1979: esercitatore presso la Facoltà di Magistero, Università degli studi di Siena, A.A. 1978/79; seminario di Metodologia della critica letteraria. 1980: Diploma del Corso di perfezionamento in Storia e scienza della letteratura, Università di Urbino; tesi su “La parodia nella teoria letteraria novecentesca“, relatore il prof. P.Paioni.
Ha dedicato studi e commenti all’opera di Vittorio Sereni, Franco Fortini, Guido Gozzano, Giovanni Giudici, Attilio Bertolucci, Alessandro Parronchi e altri autori novecenteschi, non so
Luca Lenzini, nato a Firenze il 3 Marzo 1954. Diploma di Maturità classica (Liceo Ginnasio Enea Silvio Piccolomini di Siena,1973). Corsi di lingua inglese al St.Clare’s Hall, Università di Oxford (1974 e 1975). 1978: periodo di studio al King’s College, Cambridge. Laurea in lettere moderne (1978: tesi “Sulle traduzioni italiane da T.S.Eliot“, relatore il prof. F.Fortini, cattedra di(Storia della critica letteraria; 110 e lode). 1979: esercitatore presso la Facoltà di Magistero, Università degli studi di Siena, A.A. 1978/79; seminario di Metodologia della critica letteraria. 1980: Diploma del Corso di perfezionamento in Storia e scienza della letteratura, Università di Urbino; tesi su “La parodia nella teoria letteraria novecentesca“, relatore il prof. P.Paioni.
Ha dedicato studi e commenti all’opera di Vittorio Sereni, Franco Fortini, Guido Gozzano, Giovanni Giudici, Attilio Bertolucci, Alessandro Parronchi e altri autori novecenteschi, non solo italiani. Dirige la Biblioteca Umanistica dell’Università di Siena ed è coordinatore del Centro studi Franco Fortini. Per Quodlibet ha pubblicato Verso la trasparenza (2019) e Cronotopi novecenteschi (2020).
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The Cooper Union for the Advancement of Art and Science, NY
Raffaele Bedarida è professore di Storia dell’arte all’università Cooper Union di New York. La sua ricerca più recente è dedicata allo scambio artistico tra Italia e Stati Uniti a partire dagli anni trenta del secolo scorso, con particolare attenzione all’intreccio tra arte, politica, diplomazia e costruzione dell’identità nazionale. Autore di Bepi Romagnoni. Il nuovo racconto, 1961-1964 (Silvana Editoriale, 2005), ha pubblicato numerosi saggi in Europa e in America su artisti e intellettuali come Afro, Brin, Celant, Depero, Fontana, Kiesler, Lewis, Oppenheim, Scarpitta e Venturi.
Raffaele Bedarida è professore di Storia dell’arte all’università Cooper Union di New York. La sua ricerca più recente è dedicata allo scambio artistico tra Italia e Stati Uniti a partire dagli anni trenta del secolo scorso, con particolare attenzione all’intreccio tra arte, politica, diplomazia e costruzione dell’identità nazionale. Autore di Bepi Romagnoni. Il nuovo racconto, 1961-1964 (Silvana Editoriale, 2005), ha pubblicato numerosi saggi in Europa e in America su artisti e intellettuali come Afro, Brin, Celant, Depero, Fontana, Kiesler, Lewis, Oppenheim, Scarpitta e Venturi.
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Professore associato di museologia e critica artistica e del restauro e Direttore della Scuola di specializzazione in beni storico artistici presso l'Università di Siena
Davide Lacagnina (Palermo, 1978) ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università di Palermo e si è specializzato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Siena. Ha frequentato i corsi di perfezionamento in museologia e gestione dei beni culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Ecole du Louvre e ha svolto attività di ricerca presso l’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, il Dipartimento di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università di Siena, l’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi, il MART di Rovereto e il Warburg Institute di Londra.
Ha insegnato nelle Università di Palermo, Enna e Catania, nell’Accademia di Belle Arti di Palermo e nella Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Siena. Dal 2007 è direttore della collana “Piccola Biblioteca d’Arte” (Edizioni Kalós, Palermo) e nel 20
Davide Lacagnina (Palermo, 1978) ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università di Palermo e si è specializzato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Siena. Ha frequentato i corsi di perfezionamento in museologia e gestione dei beni culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Ecole du Louvre e ha svolto attività di ricerca presso l’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, il Dipartimento di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università di Siena, l’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi, il MART di Rovereto e il Warburg Institute di Londra.
Ha insegnato nelle Università di Palermo, Enna e Catania, nell’Accademia di Belle Arti di Palermo e nella Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Siena. Dal 2007 è direttore della collana “Piccola Biblioteca d’Arte” (Edizioni Kalós, Palermo) e nel 2013 è stato nominato membro della giuria del Premio New York (Ministero degli Affari Esteri e Italian Academy for Advanced Studies, Columbia University).
Dall’1 agosto 2013 è stato ricercatore a tempo determinato presso l’Università di Siena, quale responsabile dell’Unità locale del progetto di ricerca FIRB 2012 “Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni. La storia dell’arte dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento vista attraverso fonti inesplorate, coniugando metodologie e sistemi di analisi multidisciplinari: critica storico-artistica, letteratura, semiotica, arti visive”.
È professore associato di museologia e critica artistica e del restauro e Direttore della Scuola di specializzazione in beni storico artistici presso l’Università di Siena.
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Accademia di Belle Arti di Venezia
Sileno Salvagnini (Este, 1953) si è laureato a Bologna in Metodologia della critica d’arte con Paolo Fossati e in Storia contemporanea con Massimo Legnani.
Ha pubblicato Il sistema delle arti in Italia 1919-1943 (Bologna, Minerva, 2000, Introduzioni di A. Emiliani e D. Formaggio), curato mostre come Da Rossi a Morandi, da Viani ad Arp. Giuseppe Marchiori critico d’arte (Venezia, 2001-02), collaborato ad altre come Da Modigliani al contemporaneo. Scultura dalle collezioni Guggenheim, a cura di Luca M. Barbero, Modena, 2003-04.
Ha partecipato a convegni come Milano pareva deserta… in occasione del 150° anniversario delle Cinque giornate di Milano (Milano, 1998); a seminari di studio quali quelli promossi dalla Fondazione Scientifica Querini Stampalia per la Donazione Eugenio da Venezia (Venezia, 1997 e 2001) o quello sugli scritti d’artista organizzato dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (1999). Nel 1995 ha fatto parte del Comitato scientifico per
Sileno Salvagnini (Este, 1953) si è laureato a Bologna in Metodologia della critica d’arte con Paolo Fossati e in Storia contemporanea con Massimo Legnani.
Ha pubblicato Il sistema delle arti in Italia 1919-1943 (Bologna, Minerva, 2000, Introduzioni di A. Emiliani e D. Formaggio), curato mostre come Da Rossi a Morandi, da Viani ad Arp. Giuseppe Marchiori critico d’arte (Venezia, 2001-02), collaborato ad altre come Da Modigliani al contemporaneo. Scultura dalle collezioni Guggenheim, a cura di Luca M. Barbero, Modena, 2003-04.
Ha partecipato a convegni come Milano pareva deserta… in occasione del 150° anniversario delle Cinque giornate di Milano (Milano, 1998); a seminari di studio quali quelli promossi dalla Fondazione Scientifica Querini Stampalia per la Donazione Eugenio da Venezia (Venezia, 1997 e 2001) o quello sugli scritti d’artista organizzato dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (1999). Nel 1995 ha fatto parte del Comitato scientifico per il Centenario della Biennale di Venezia. Collabora o ha collaborato a riviste e quotidiani come “Arte”, “Art & Dossier”, “Osservatorio della Arti”, “Venetica”, “Italia Contemporanea”, “Il Mattino di Padova.
Più recentemente, ha collaborato a mostre come Arte italiana nelle collezioni Guggenheim 1900 – 1961, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, a cura di Luca M. Barbero, Chiesa di San Marco, Vercelli, febbraio – giugno 2011, Giunti Editore; Klein – Fontana. Milano Parigi 1957 – 1962, cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, Milano, Museo del Novecento, settembre 2014 – marzo 2015, Electa, Milano; Henry Moore, a cura di Chris Stephens e Davide Colombo, catalogo della mostra, 25 sett. 2015 – 10 gennaio 2016, Roma, Terme di Diocleziano, Electa Tate, 2015. Ha pubblicato la monografia I Nabis, Giunti, Firenze, 2014. E’ stato coordinatore della Storia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Settecento, Ottocento, Novecento, in sette tomi, Grafiche Antiga Editore (2015-2016), curandone anche il terzo volume sul Novecento. Ha tenuto conferenze e avuto incarichi alle Scuole di Specializzazione dell’Università di Siena e di Udine.
Nel 2014 ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale per l’insegnamento della Storia dell’arte nelle Università come associato. E’ attualmente docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui è stato anche Vicedirettore.
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Università “La Sapienza” di Roma
Nasce nel 1941 a Isola del Liri. Si laurea in Architettura a Roma con L. Quaroni nel 1971. Allievo di M. Sacripanti, collabora con G. Pollini e V. Gregotti. Architetto e teorico dell’architettura, è professore ordinario di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha insegnato a Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Milano e Venezia. Tra i riconoscimenti: Premio Internazionale “Controcampo Culturale” nel 1980, il “Leone di Pietra” alla Biennale di Venezia del 1985, il “Premio Nazionale Inarch” nel 1991, il Premio “Grotta di Tiberio” nel 2003, il Premio “Sebetia Ter” nel 2008. Alla progettazione affianca da sempre una ricerca sul rapporto tra architettura e rappresentazione. Nel 1966 fonda con Laura Thermes lo Studio Purini-Thermes progettando e realizzando numerose opere, tra cui: La Casa del Farmacista (1980), il Sistema
Nasce nel 1941 a Isola del Liri. Si laurea in Architettura a Roma con L. Quaroni nel 1971. Allievo di M. Sacripanti, collabora con G. Pollini e V. Gregotti. Architetto e teorico dell’architettura, è professore ordinario di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha insegnato a Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Milano e Venezia. Tra i riconoscimenti: Premio Internazionale “Controcampo Culturale” nel 1980, il “Leone di Pietra” alla Biennale di Venezia del 1985, il “Premio Nazionale Inarch” nel 1991, il Premio “Grotta di Tiberio” nel 2003, il Premio “Sebetia Ter” nel 2008. Alla progettazione affianca da sempre una ricerca sul rapporto tra architettura e rappresentazione. Nel 1966 fonda con Laura Thermes lo Studio Purini-Thermes progettando e realizzando numerose opere, tra cui: La Casa del Farmacista (1980), il Sistema delle Piazze (1982) e la Casa Pirrello (1990) a Gibellina; un isolato residenziale a Marianella, Napoli (1983); la Cappella di Sant’Antonio da Padova a Poggioreale (1993); il restauro delle Scuderie Medicee di Poggio a Caiano (2001); un edificio per uffici a Ravenna (2005); il grattacielo “Raffaello” a Shanghai (2005), il centro parrocchiale di San Giovanni Battista a Lecce (2006); l’Europarco Castellaccio a Roma (2008). Tra le architetture “effimere”: il Teatrino scientifico per l’Estate Romana (1979); la facciata per la “Strada Novissima” per la Biennale di Venezia (1980); la porta di ingresso alla Triennale di Milano del 1996 in occasione della mostra “Identità e differenze”, di cui è stato curatore. Nel 2006 gli è stato affidato il Nuovo Padiglione Italiano alla X Biennale di Architettura di Venezia. I suoi disegni sono conservati presso collezioni pubbliche e private, tra cui: il Centre Pompidou, il Museo di Architettura di Francoforte, l’Archivio Progetti dello IUAV, il Museo di belle Arti di Buenos Aires. Il suo lavoro è oggetto di numerose mostre in Italia e all’estero tra le quali: “Architetture incisive – Incisioni di Architettura”, a cura di Francesco Moschini, alla A.A.M. Architettura Arte Moderna (Roma, 1982); “Franco Purini e Laura Thermes. Progetti e disegni 1983-1984”, AssociacIon Becarios de Arquitectura y Urbanismo, Centre de Arte y comunicacIon (Buenos Aires,1984); “Lo spazio sacro nella modernità” nella Basilica Palladiana (Vicenza, 2000); “Disegni di Architettura dal Dopoguerra ad oggi, dalla collezione di Francesco Moschini A.A.M. Architettura Arte Moderna” alle Scuderie Medicee di Poggio a Caiano (2002) con omonimo catalogo edizioni Centro D; “Incontri” alla Galleria Borghese (Roma, 2002). È membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 1989.
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Professore Università Statale di Milano
(Milano 1947) laureato a Milano nel 1971, è stato ricercatore dal 1980 e professore associato dal 1990, direttore del Dipartimento di Storia delle arti, musica e spettacolo e attualmente insegna Fonti, modelli e linguaggi dell’arte contemporanea all’Università di Milano. È inoltre presidente del Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per i beni dell’Università, membro del CdA della Fondazione Boschi-Di Stefano e del Consiglio scientifico del Museo del ‘900 di Milano. Dirige la rivista “L’Uomo nero. Materiali per una storia delle arti della modernità” fondata nel 2003. Ha inoltre collaborato alla cura di numerose mostre e a diverse edizioni del Premio Suzzara. I suoi principali campi di studio e di ricerca sono la pittura e l’architettura dell’ 800 e del ‘900 e l’archeologia industriale. Tra le pubblicazioni ricordiamo l’opera Aligi Sassu uscita con Ilisso nel 1999.
(Milano 1947) laureato a Milano nel 1971, è stato ricercatore dal 1980 e professore associato dal 1990, direttore del Dipartimento di Storia delle arti, musica e spettacolo e attualmente insegna Fonti, modelli e linguaggi dell’arte contemporanea all’Università di Milano. È inoltre presidente del Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per i beni dell’Università, membro del CdA della Fondazione Boschi-Di Stefano e del Consiglio scientifico del Museo del ‘900 di Milano. Dirige la rivista “L’Uomo nero. Materiali per una storia delle arti della modernità” fondata nel 2003. Ha inoltre collaborato alla cura di numerose mostre e a diverse edizioni del Premio Suzzara. I suoi principali campi di studio e di ricerca sono la pittura e l’architettura dell’ 800 e del ‘900 e l’archeologia industriale. Tra le pubblicazioni ricordiamo l’opera Aligi Sassu uscita con Ilisso nel 1999.
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Scultore
Mauro Berrettini è nato a Buonconvento (Siena) Italia, il 17 agosto 1943. E’ avviato allo studio del disegno e della scultura dal padre Giordano, artigiano scalpellino con bottega propria in Siena. Si diploma all’Istituto d’arte di Siena e al Liceo Artistico di Carrara. Dopo aver insegnato Educazione Artistica nella scuola statale si occupa da molti anni solo di scultura, principalmente si interessa dello spazio urbano, eseguendo numerosi interventi a carattere monumentale. Ha inoltre realizzato gioielli e scenografie. Ha preso parte a molte mostre collettive e personali. Varie sue opere sono acquisite in collezioni pubbliche, private e musei: Museo d’arte contemporanea di S. Gimignano, Museo Calvet, Avignon (Francia), Museo d’Arte Moderna, castello cinquecentesco, L’Aquila, Mine (Giappone) ed altri.
Mauro Berrettini è nato a Buonconvento (Siena) Italia, il 17 agosto 1943. E’ avviato allo studio del disegno e della scultura dal padre Giordano, artigiano scalpellino con bottega propria in Siena. Si diploma all’Istituto d’arte di Siena e al Liceo Artistico di Carrara. Dopo aver insegnato Educazione Artistica nella scuola statale si occupa da molti anni solo di scultura, principalmente si interessa dello spazio urbano, eseguendo numerosi interventi a carattere monumentale. Ha inoltre realizzato gioielli e scenografie. Ha preso parte a molte mostre collettive e personali. Varie sue opere sono acquisite in collezioni pubbliche, private e musei: Museo d’arte contemporanea di S. Gimignano, Museo Calvet, Avignon (Francia), Museo d’Arte Moderna, castello cinquecentesco, L’Aquila, Mine (Giappone) ed altri.
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Artista
Marcello Aitiani, compiuti gli studi classici, si è laureato in Giurisprudenza e contemporaneamente si è dedicato alla ricerca nel campo delle arti visive e della musica. Questa formazione composita e la naturale inclinazione per le varie arti secondo una visione totalizzante, lo hanno condotto ad operare nella pittura e nelle arti plastiche, talvolta anche nella musica e nella scrittura e, in alcuni casi, ponendo queste singole discipline in reciproca interazione. Da sempre attento alle sollecitazioni della realtà e convinto che soprattutto in arte si debba evitare il pericolo di chiudersi in “accademie” pseudo-elitarie, nella fase giovanile dei primi anni ’70 opera in settori dell’industria musicale, attività che tra l’altro gli consente una concreta esperienza di fonologia musicale, allora di tipo analogico; stimolato e seguito da Giancarlo Lucariello, in quel periodo attivo come Producer dotato di una notevole sensibilità innovativa, compone le musiche di Mat
Marcello Aitiani, compiuti gli studi classici, si è laureato in Giurisprudenza e contemporaneamente si è dedicato alla ricerca nel campo delle arti visive e della musica. Questa formazione composita e la naturale inclinazione per le varie arti secondo una visione totalizzante, lo hanno condotto ad operare nella pittura e nelle arti plastiche, talvolta anche nella musica e nella scrittura e, in alcuni casi, ponendo queste singole discipline in reciproca interazione. Da sempre attento alle sollecitazioni della realtà e convinto che soprattutto in arte si debba evitare il pericolo di chiudersi in “accademie” pseudo-elitarie, nella fase giovanile dei primi anni ’70 opera in settori dell’industria musicale, attività che tra l’altro gli consente una concreta esperienza di fonologia musicale, allora di tipo analogico; stimolato e seguito da Giancarlo Lucariello, in quel periodo attivo come Producer dotato di una notevole sensibilità innovativa, compone le musiche di Matteo, una delle rime opere progressive pop italiane, della quale è anche coautore dei testi. Successivamente si concentra intensamente soprattutto sulla pittura e, più in generale, sulla visualità, talvolta in connessione con lavori musicale e con la parola poetica; questa dimensione interdisciplinare lo conduce, particolarmente nella prima metà degli anni ’80, a frequentazioni, scambi culturali e comuni iniziative espositive con vari artisti operanti anch’essi, con diversi profili, all’interno di più codici espressivi, tra i quali Luciano Caruso, Chiari Giuseppe, Hanri Chopin, Corrado Costa, Mikhail Koulakov, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti. A partire dal 1984, mentre proseguono le esperienze indicate e le attività espositive, si interessa al nascente fenomeno delle nuove tecnologie digitali, intuendo la portata della rivoluzione pratica e di pensiero che esse avrebbero ben presto determinato, ed entra in contatto con ricercatori come Giuseppe Salverno, del gruppo telematico Tempo reale di Calcata, con studiosi e teorici come Mario Costa, dell’Università di Salerno, teorico dei nuovi media e dell’estetica della comunicazione, con musicisti come Pietro Grossi, Albert Mayr, Francesco Giomi. Realizza così pionieristici lavori d’arte, musica e telematica che hanno esplorato le inedite dimensioni spazio-temporali connesse ai nuovi media, evidenziando a livello artistico i problemi e le possibilità poste dall’odierna società cibernetica, dal punto di vista della creazione e della fruizione delle opere. La vocazione totalizzante di Aitiani si è quindi venuta precisando secondo un pensiero attento ai temi contemporanei della complessità, rintracciabili in settori anche scientifici, e in studiosi quali Prigogine e Bateson, naturalmente nei limiti delle proprie competenze e di una operatività strettamente artistica. I risultati di tale lavoro si sono concretizzati in progetti e opere visive, presentate in varie rassegne, mostre personali e collettive. Convinto dell’importanza del momento estetico-qualitativo nella natura e nella vita dell’uomo, accresce nel tempo l’interesse per il rapporto tra arte-architettura-ambiente, in un quadro sistemico-ecologico, dunque ancora secondo una visione d’insieme che necessita di connessioni tra varie arti e della collaborazione tra specialisti di differente discipline. Accanto all’impegno strettamente artistico, Aitiani ha svolto attività teoriche: ha insegnato presso Università, ha curato convegni e vi ha preso parte come relatore; ha partecipato alla fondazione e redazione di riviste d’arte (ad esempio, “Kiliagono”, edita in Miliano da V. Scheiwiller). Ha realizzato libri-oggetto e pubblicato numerosi articoli, saggi e libri.
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Professoressa di storia dell'arte moderna presso l'Università degli Studi di Siena
Bernardina Sani (Siena, 1943). Insegna storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Siena e presiede la Biblioteca Comunale degli Intronati. Specialista del ritratto a pastello e a tre matite del Seicento e del Settecento, ha affiancato agli studi su Ottavio Leoni e Rosalba Carriera le ricerche sull’arte senese dal Cinquecento all’Ottocento. Attenta ai fenomeni di mecenatismo, di collezionismo e di storia critica dell’arte senese, negli ultimi anni ha privilegiato indagini sulla conservazione del patrimonio artistico a Siena nell’Ottocento e al dibattito tra i puristi e Giovan Battista Cavalcaselle.
Tra i suoi studi: Rosalba Carriera. Lettere, diari, frammenti (Olschki, Firenze 1985); Rosalba Carriera (Allemandi, Torino 1988); Pittura senese (Motta, Milano 1997); Ottavio Leoni (Allemandi, Torino 2005); Rosalba Carriera 1673-1757. Maestra del pastello nell’Europa ancien régime (Allemandi, Torino 2007).
Bernardina Sani (Siena, 1943). Insegna storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Siena e presiede la Biblioteca Comunale degli Intronati. Specialista del ritratto a pastello e a tre matite del Seicento e del Settecento, ha affiancato agli studi su Ottavio Leoni e Rosalba Carriera le ricerche sull’arte senese dal Cinquecento all’Ottocento. Attenta ai fenomeni di mecenatismo, di collezionismo e di storia critica dell’arte senese, negli ultimi anni ha privilegiato indagini sulla conservazione del patrimonio artistico a Siena nell’Ottocento e al dibattito tra i puristi e Giovan Battista Cavalcaselle.
Tra i suoi studi: Rosalba Carriera. Lettere, diari, frammenti (Olschki, Firenze 1985); Rosalba Carriera (Allemandi, Torino 1988); Pittura senese (Motta, Milano 1997); Ottavio Leoni (Allemandi, Torino 2005); Rosalba Carriera 1673-1757. Maestra del pastello nell’Europa ancien régime (Allemandi, Torino 2007).
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Professore ordinario di Letteratura tedesca, Università di Siena
Roberto Venuti è professore ordinario di Letteratura tedesca. E’ stato Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Siena dal 2007 al 2012.
Ha diretto il Centro Linguistico d’Ateneo dal 2002 al 2010. Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici dal 2011 al 2013, dal 2013 dirige Il Comitato per la Didattica del Corso di Laurea in Lingue per la comunicazione interculturale e d’impresa con sede ad Arezzo.
Ha compiuto i suoi studi presso le università di Roma, La Sapienza, di Tübingen e Heidelberg. E’ stato borsista e visiting professor presso l’Università di Tübingen, le Nationale Forschungs- und Gedenkstätte der Klassischen deutschen Literatur in Weimar (NFG), il Deutsches Literaturarchiv di Marbach/Stuttgart, la Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel. Ha fatto parte del comitato di redazione di “Studi Germanici” e dell’“Osservatorio critico della Germanistica”.
Dirige presso la casa editirce Artemide la collana Proteo che d
Roberto Venuti è professore ordinario di Letteratura tedesca. E’ stato Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Siena dal 2007 al 2012.
Ha diretto il Centro Linguistico d’Ateneo dal 2002 al 2010. Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici dal 2011 al 2013, dal 2013 dirige Il Comitato per la Didattica del Corso di Laurea in Lingue per la comunicazione interculturale e d’impresa con sede ad Arezzo.
Ha compiuto i suoi studi presso le università di Roma, La Sapienza, di Tübingen e Heidelberg. E’ stato borsista e visiting professor presso l’Università di Tübingen, le Nationale Forschungs- und Gedenkstätte der Klassischen deutschen Literatur in Weimar (NFG), il Deutsches Literaturarchiv di Marbach/Stuttgart, la Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel. Ha fatto parte del comitato di redazione di “Studi Germanici” e dell’“Osservatorio critico della Germanistica”.
Dirige presso la casa editirce Artemide la collana Proteo che dal 1995 ha pubblicato oltre 80 volumi d’argomento germanistico.
Ha scritto saggi sull’illuminismo e il classicismo tedesco e curato l’edizione dei “Diari e lettere di Goethe dall’Italia (1786-1788)” e degli “Scritti sull’arte” di Goethe.
I suoi interessi attuali si concentrano sul rapporto tra arti verbali e arti visive. Sta curando un’edizione complessiva dei saggi sulla pittura di Goethe e un edizione del Primo Faust (Urfaust) con la traduzione di Mario Specchio.
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Direttore del Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali, Università di Siena
Stefano Moscadelli è professore ordinario di Archivistica e direttore del Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena. Si è occupato di teoria archivistica, edizioni di fonti, storia del notariato, inventariazione di archivi di enti pubblici, istituzioni ecclesiastiche e personalità della cultura del Novecento.
Stefano Moscadelli è professore ordinario di Archivistica e direttore del Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena. Si è occupato di teoria archivistica, edizioni di fonti, storia del notariato, inventariazione di archivi di enti pubblici, istituzioni ecclesiastiche e personalità della cultura del Novecento.
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Professore di Storia dell'arte contemporanea
Luca Quattrocchi si è laureato in Storia dell’Architettura (Roma 1984) e specializzato in Storia dell’Arte (Siena 1988). Ha svolto una lunga attività di ricerca presso l’Accademia di Belle Arti di Praga e presso l ‘Institut Technologique d’Art, d’Architecture et d’Urbanisme dell’Università di Tunisi; ha svolto attività didattica e di ricerca presso l’Università di Roma “La Sapienza” e presso il Politecnico di Bari. Suoi principali campi di ricerca sono l’Art Nouveau, l’architettura contemporanea, le relazioni tra le arti figurative e le altre discipline artistiche (letteratura, poesia, musica) tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, la videoarte. È autore di numerosi saggi e monografie relativi, tra l’altro, a Gaudí, Rodin, Michelazzi, Tiffany, Gallé, Klimt, Sant’Elia, Piranesi, Bazzani, iurlionis, Fontana, la Secessione boema, l’architettura coloniale, l’architettura e l’immagine della città nel ventennio
Luca Quattrocchi si è laureato in Storia dell’Architettura (Roma 1984) e specializzato in Storia dell’Arte (Siena 1988). Ha svolto una lunga attività di ricerca presso l’Accademia di Belle Arti di Praga e presso l ‘Institut Technologique d’Art, d’Architecture et d’Urbanisme dell’Università di Tunisi; ha svolto attività didattica e di ricerca presso l’Università di Roma “La Sapienza” e presso il Politecnico di Bari. Suoi principali campi di ricerca sono l’Art Nouveau, l’architettura contemporanea, le relazioni tra le arti figurative e le altre discipline artistiche (letteratura, poesia, musica) tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, la videoarte. È autore di numerosi saggi e monografie relativi, tra l’altro, a Gaudí, Rodin, Michelazzi, Tiffany, Gallé, Klimt, Sant’Elia, Piranesi, Bazzani, iurlionis, Fontana, la Secessione boema, l’architettura coloniale, l’architettura e l’immagine della città nel ventennio fascista, la videoarte contemporanea.
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Professore di Storia dell’arte contemporanea
Massimo Bignardi (Salerno 1953) si è laureato in Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Salerno e specializzato presso l’Università di Urbino.
Dal 1989 ha insegnato come docente di ruolo di prima fascia, presso le Accademia di Belle Arti di Napoli, Urbino, Milano-Brera; dal 2005 è associato di Storia dell’arte contemporanea presso Università di Siena e, dal 2008, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici. È stato commissario della XI (1986) e XIV (2003) Quadriennale d’Arte Nazionale; del Premio Termoli (1989); della XIII Biennale d’Arte Sacra (2008.È dal 2002 direttore del Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi; dal 2012 della rivista “GeaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative” (ISSN 2420-7934); è dal 2006, con Enrico Crispolti, direttore della collana “Storia e critica dell’arte contemporanea. Saggi” (Liguori Editore) e condiret
Massimo Bignardi (Salerno 1953) si è laureato in Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Salerno e specializzato presso l’Università di Urbino.
Dal 1989 ha insegnato come docente di ruolo di prima fascia, presso le Accademia di Belle Arti di Napoli, Urbino, Milano-Brera; dal 2005 è associato di Storia dell’arte contemporanea presso Università di Siena e, dal 2008, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici. È stato commissario della XI (1986) e XIV (2003) Quadriennale d’Arte Nazionale; del Premio Termoli (1989); della XIII Biennale d’Arte Sacra (2008.È dal 2002 direttore del Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi; dal 2012 della rivista “GeaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative” (ISSN 2420-7934); è dal 2006, con Enrico Crispolti, direttore della collana “Storia e critica dell’arte contemporanea. Saggi” (Liguori Editore) e condirettore della collana “Materiali di ricerca” (Silvana Editoriale). Dal 2013 fa parte del gruppo di ricerca (responsabile dott. Davide Lacagnina) dell’Unità senese del progetto di ricerca FIRB 2012 “Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni. La storia dell’arte dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento vista attraverso fonti inesplorate, coniugando metodologie e sistemi di analisi multidisciplinari: critica storico-artistica, letteratura, semiotica, arti visive”.Dal 2012 fino al 2014 è stato membro del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca internazionale di “Storia delle arti e dello spettacolo” (Pegaso) Università di Firenze-Pisa-Siena.
Ha curato l’ordinamento di significative mostre, tra le recenti “Mediterraneo Miró” (Salerno, 2002); “Picasso. La seduzione del classico” (Como, 2005); “Segni del Novecento. Il disegno italiano dal Secondo futurismo agli anni Novanta”, (San Severo, 2010); “Prospettive dell’urbano. Dieci scultori per le periferie di Siena”, (ivi 2011); “ Franco Fossa. La figura e i suoi luoghi”, (Suzzara, 2012); “Amerigo Tot. Le strade verso il Mediterraneo” (Cetara, 2013); “Ugo Marano. Sculture, mosaici, disegni, ceramiche, dipinti e performances 1965-2011” (Frac-Baronissi 2014)e ha ha collaborato alla mostra “Alle origini dell’Unione Europea. Architettura e arte italiana per il Palazzo della Farnesina” (Stoccolma,Berlino e Skopje 2014 e Roma 2015).
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