Atlas of the New World
Giulia Piermartiri, Edoardo Delille
4. October 2025 - 8. February 2026
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Cristina Abati
martedì 18 giugno
ore 18:00
Martedì 18 giugno sarà presentata una tappa del progetto LE MANTE – incursioni performative nel paesaggio urbano fra mercati e tramonti, progetto vincitore del Bando Estate Fiorentina 2024.
martedì 18 giugno
ore 18:00
Martedì 18 giugno sarà presentata una tappa del progetto LE MANTE – incursioni performative nel paesaggio urbano fra mercati e tramonti, progetto vincitore del Bando Estate Fiorentina 2024.
“LE MANTE” è il nuovo progetto di Cristina Abati e RILABEN per spazi non convenzionali, nato dalla collaborazione decennale tra lə due artistə, su contenuti e formati creativi e ironici del duetto tra musicista e danzatore, qui entrambi performer. Il progetto, vincitore del Bando per Residenze d’artista di MAD-Murate Art District-Firenze, nell’ottobre 2023, è costituito da 5 azioni brevi in cui l’azione performativa si contamina delle caratteristiche specifiche del luogo fisico.
Musicista e danzatorə, come corpi umani fonte di un movimento percepibile, sia come suono che come immagine, sono vivi agenti dello spazio tempo. Il nostro corpo come soggetto o oggetto di identità che costruisce una Stanza del tempo, che attraversa un Corridoio immaginario, che nuota come un anima alata in Du Mante, che parla di segreti in 100+1, che svela il passato di “Quellə duə”.
Corpo umano che sfida lo stereotipo e agisce fuori dall’ordinario, proponendo una fluid
“LE MANTE” è il nuovo progetto di Cristina Abati e RILABEN per spazi non convenzionali, nato dalla collaborazione decennale tra lə due artistə, su contenuti e formati creativi e ironici del duetto tra musicista e danzatore, qui entrambi performer. Il progetto, vincitore del Bando per Residenze d’artista di MAD-Murate Art District-Firenze, nell’ottobre 2023, è costituito da 5 azioni brevi in cui l’azione performativa si contamina delle caratteristiche specifiche del luogo fisico.
Musicista e danzatorə, come corpi umani fonte di un movimento percepibile, sia come suono che come immagine, sono vivi agenti dello spazio tempo. Il nostro corpo come soggetto o oggetto di identità che costruisce una Stanza del tempo, che attraversa un Corridoio immaginario, che nuota come un anima alata in Du Mante, che parla di segreti in 100+1, che svela il passato di “Quellə duə”.
Corpo umano che sfida lo stereotipo e agisce fuori dall’ordinario, proponendo una fluidità di genere, un disinteresse verso l’omologazione, il binarismo, e la rappresentazione convenzionale del performer, che agisce nella consapevolezza dei queer ANTA, cioe’ sfida con ironia le convenzioni di genere ed età anagrafica della società, come della scena artistica contemporanea.
L’incursione che sarà presentata a Mad-MurateArtDistricts il 18 giugno 2024, presenterà 4 delle 5 azioni che costituiscono il progetto. Alle ore 18 nel loggiato di fronte all’ingresso di MAD “Il corridoio immaginario” per performer con violoncello e danzatore, mentre dalle 18.30 il pubblico sarà accompagnato in un percorso dove potrà assistere a “Quellə Duə”, “Du Mante” e “100+1”.
Photo credit: Valentina Lapolla
Gruppo di professioniste/i della voce
Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazione razionale e poetica tra gli esseri, è gioia e trascendenza, conoscenza del corpo e della materia.
Il gruppo vuole, a partire da questa consapevolezza della centralità del
Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazione razionale e poetica tra gli esseri, è gioia e trascendenza, conoscenza del corpo e della materia.
Il gruppo vuole, a partire da questa consapevolezza della centralità dell’espressione vocale, organizzare un training condiviso settimanale e dei momenti di approfondimento con artisti e tecnici della voce, della musica e del suono.
Tutte le giornate possono aprirsi a chi è incuriosito e interessato al tema e alle pratiche che vengono proposte.
CC-Collettivo CLUSTER
Angela Burico
Benedetta Manfriani
Cristina Abati
Maria Caterina Frani
Francesca Lanza
Maria Pecchioli
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As the brainchild of Cristina Abati e Angela Burico
We meet in a shared space and we begin to dig, to sift, to riddle, to select, just like the gold miners. In the space there are two different and parallel figures, balancing like the tightrope walkers, they are just come back from the dark forest.
They have the strength that opens the lion’s mouth wide, the lightness of something that crosses the sky.
They are in that infinite present in which nothing can be remembered and everything appears at the same time.
Oro is a seeking project.
Gold can be found but it cannot be created. Maybe it is generated after a profound transformation. It is rare, dense, ductile. It is almost incorruptible.
Everyone digs their own tunnel.
Everyone searches in his own groove, for his own life.
But gold is a relational metal, it appears where body, spirit and thought converge; it takes place where the figures, distinctly pure and personal, inhabit the same space and where they come together through a mysterious and passive listening.
We meet in a shared space and we begin to dig, to sift, to riddle, to select, just like the gold miners. In the space there are two different and parallel figures, balancing like the tightrope walkers, they are just come back from the dark forest.
They have the strength that opens the lion’s mouth wide, the lightness of something that crosses the sky.
They are in that infinite present in which nothing can be remembered and everything appears at the same time.
Oro is a seeking project.
Gold can be found but it cannot be created. Maybe it is generated after a profound transformation. It is rare, dense, ductile. It is almost incorruptible.
Everyone digs their own tunnel.
Everyone searches in his own groove, for his own life.
But gold is a relational metal, it appears where body, spirit and thought converge; it takes place where the figures, distinctly pure and personal, inhabit the same space and where they come together through a mysterious and passive listening.
CC-Collettivo CLUSTER
“La creazione del mondo, in qualunque modo sia avvenuta, deve essere stata accompagnata dal moto e pertanto dal suono”
Ottò Kàroli, “La grammatica della musica”
Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazio
“La creazione del mondo, in qualunque modo sia avvenuta, deve essere stata accompagnata dal moto e pertanto dal suono”
Ottò Kàroli, “La grammatica della musica”
Il gruppo, formato da professioniste/i della voce, esprime l’esigenza di condividere giornate di studio, formazione, autoformazione e approfondimento sul tema della vocalità, della musica e del suono in generale e di poter condividere questi momenti con la cittadinanza in uno spazio conosciuto e accessibile alla comunità.
La musica, di cui lo studio della voce fa parte, è in Italia per lo più estromessa dalla formazione di base scolastica e confinata alle scuole specifiche. Il dilettante e amatore quindi è molto spesso un dilettante- ascoltatore e non esecutore.
La voce e le sue potenzialità espressive della parola e del canto sono invece al centro di società coese e originarie, fanno parte del quotidiano e sono connesse con i significati di vita e di morte; la voce attraversa lo spazio per la comunicazione razionale e poetica tra gli esseri, è gioia e trascendenza, conoscenza del corpo e della materia.
Il gruppo vuole, a partire da questa consapevolezza della centralità dell’espressione vocale, organizzare un training condiviso settimanale e dei momenti di approfondimento con artisti e tecnici della voce, della musica e del suono.
Tutte le giornate possono aprirsi a chi è incuriosito e interessato al tema e alle pratiche che vengono proposte.
CC-Collettivo CLUSTER
Angela Burico
Benedetta Manfriani
Cristina Abati
Maria Caterina Frani
Francesca Lanza
Maria Pecchioli

Residenza d'artista
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Musician and performer
She is an Italian musician and performer. In 1998 she founded, with other actors, Gogmagog theatre company, which she still co-directs. Since 2004 she has been active in the field of radical improvisation. Since 2009 she has also worked with Fosca company as a performer and musician, and since 2017 she is artistics co-directs. Since 2012 she has played in the Blutwurst. She works on vocal research projects related to the body and poetic writing.
She is an Italian musician and performer. In 1998 she founded, with other actors, Gogmagog theatre company, which she still co-directs. Since 2004 she has been active in the field of radical improvisation. Since 2009 she has also worked with Fosca company as a performer and musician, and since 2017 she is artistics co-directs. Since 2012 she has played in the Blutwurst. She works on vocal research projects related to the body and poetic writing.
Residenza d'artista per teatro d'attore e figura, consigliato per un pubblico dai 7 anni.
Non e coraggioso chi non ha paura, ma chi ha paura e riesce a superarla
antico proverbio cinese
Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fanco all’altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l’altro etereo e immaginifco, amico e fglio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracita e crudelta piu impregnato di fragilita umane che animali.
Il Lupo delle fabe nasce sulle orme di questa seconda fgura: rappresenta l’oscuro, il male, ma non qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare. E’ la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce. La paura che si desidera provare come quando da bambini si scendevano le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell’ignoto lungo la schiena.
La paura e un’emozione importante ed e importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i prop
Non e coraggioso chi non ha paura, ma chi ha paura e riesce a superarla
antico proverbio cinese
Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fanco all’altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l’altro etereo e immaginifco, amico e fglio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracita e crudelta piu impregnato di fragilita umane che animali.
Il Lupo delle fabe nasce sulle orme di questa seconda fgura: rappresenta l’oscuro, il male, ma non qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare. E’ la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce. La paura che si desidera provare come quando da bambini si scendevano le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell’ignoto lungo la schiena.
La paura e un’emozione importante ed e importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i propri limiti, alla sperimentazione delle proprie capacita e alla conoscenza del mondo ignoto.
La scena ispirata alla piu antica faba sul lupo, sara un racocnto stratifcato di oggetti e parole, guidato da un’attrice che sulla scena rievocherà utilizzando ombre, burattini e maschere uno degli incotri fabeschi più
antichi e affascinanti.
Dopo anni ha imparato fnalmente l’alfabeto, la giusta lingua per rievocare il lupo e parlare con dolcezza con i lupi, i tanti lupi delle paure della sua vita.
Un dialogo divertente, intimo e onirico, fatto di inciampi di memoria di ripetizioi e inizi, dove i lupi si manifesteranno con una chiara ambiguita: Lupo esiste al di la di Rosso o e Rosso stessa che lo ha creato multiforme e mantenuto in vita?
Un’invito alla rifessione sulla paura indefnita per il giovane pubblico, un invito a entrare in dialogo e in contatto con il lupo, archetipo potente e antico.
Teatro d’attore e figura, consigliato per un pubblico dai 7 anni.
Ideazione: Cristina Abati e Katiuscia Favilli
Regia: Katiuscia Favilli In scena: Cristina Abati, Siani Bruchi
Maschere e oggetti: Eva Sgro
Progetto luci: Marco Sant’ambrogio
Tecnica: Siani Bruchi
Nuova produzione per l’infanzia di FOSCA con il sostegno della Regione
Toscana, del Comune di Firenze e di Fondazione CR Firenze.

Regia: Katiuscia Favilli
Drammaturgia: Katiuscia Favilli
Attori: Cristina Abati, Matteo Bennici.
Anno: 2020
Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fianco all'altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l'altro etereo e immaginifico, amico e figlio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracità e crudeltà. Impregnato più di fragilità umane che animali.
Il Lupo delle fiabe nasce sulle orme di questa seconda figura: rappresenta l'oscuro, il male, non però qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare.
E' la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce.
La paura che si desidera provare:la stessa di quando bambini scendevamo le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell'ignoto correre lungo la schiena.
La paura è un'emozione importante ed è importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i propri limiti, alla sperimentazione delle proprie capacità e alla conoscenza del mondo ignoto.
La scena ispirata a Cappuccetto Rosso è un meta-racconto di una storia che diventa atto magico di evocazione durante il suo narrarsi. E' però un atto incompiuto perchè l'attrice si scontra con la memoria che di per se è volubile e cambia i ricordi: quindi sbaglia, inciampa nelle parole, perde il filo, mischia storie diverse. Le storie della sua vita.
ROSSO e LUPO è una messa in scena di teatro di figura e attore la cui drammaturgia è nata in dialogo con bambini/e e ragazzi/e di età molto diverse durante circa due anni di laboratori sull'archetipo del lupo.
Alla visione dello spettacolo può essere affiancato un percorso di preparazione alla visione per il pubblico, con un piccolo laboratorio sull'arte della scena di 2h.
Ideazione: Katiuscia Favilli e Cristina Abati
Altri crediti: Composizione musicale: Matteo Bennici.
Oggetti di scena: Eva Sgrò.
Progetto luci: Marco Santabrogio, Siani Bruchi.
Progetto grafico: Leonardo Mazzi - Neo Studio.
Produzione: FOSCA