Atlas of the New World
Giulia Piermartiri, Edoardo Delille
4. October 2025 - 8. February 2026
OPENArchival Platform
Biografia
Nic[o] Brierre Aziz is a Haitian-New Orleanian interdisciplinary artist and curator born and raised in New Orleans, LA.
His current practice is deeply community focused and rooted around the utilization of underdiscussed personal and collective histories to reimagine the future. His work is also very centered around the Caribbean Diaspora and he is very interested in Blackness as an experience, construct and capitalist tool. He has worked extensively leading community engaged projects throughout New Orleans with entities such as the Office of Mayor Mitch Landrieu, Antenna, The Joan Mitchell Center, the Arts Council of New Orleans, Prospect and most recently the New Orleans Museum of Art. He is also the manager of the Haitian Cultural Legacy Collection, a collection of over 400 artworks started by his maternal grandfather in 1944. He has contributed to publications such as HuffPost, Terremoto and Hyperallergic and his work has been featured by The Oxford American, The Associated Press a
Nic[o] Brierre Aziz is a Haitian-New Orleanian interdisciplinary artist and curator born and raised in New Orleans, LA.
His current practice is deeply community focused and rooted around the utilization of underdiscussed personal and collective histories to reimagine the future. His work is also very centered around the Caribbean Diaspora and he is very interested in Blackness as an experience, construct and capitalist tool. He has worked extensively leading community engaged projects throughout New Orleans with entities such as the Office of Mayor Mitch Landrieu, Antenna, The Joan Mitchell Center, the Arts Council of New Orleans, Prospect and most recently the New Orleans Museum of Art. He is also the manager of the Haitian Cultural Legacy Collection, a collection of over 400 artworks started by his maternal grandfather in 1944. He has contributed to publications such as HuffPost, Terremoto and Hyperallergic and his work has been featured by The Oxford American, The Associated Press and The Alternative UK. He is also the recipient of several artist residencies and fellowships and most recently was selected as a 2020 Andy Warhol Foundation Curatorial Fellow and a 2021 Joan Mitchell Center Artist-in-Residence. He obtained a Bachelor of Arts degree from Morehouse College, a Master of Science degree from The University of Manchester (UK) and will be pursuing a Master of Fine Arts Degree with a concentration in Sculpture from the Yale University School of Art starting in Fall 2023.
SADI/Sam Barreto Cardoso Bertoldi, musicista sound-artist che condivide il suo lavoro dal 2007. Nasce come percussionista e polistrumentista.
Nel periodo tra il 2007 e il 2012 ha collaborato come turnista con diverse etichette discografiche italiane ed europee, spaziando dal pop, rock e jazz alla musica elettronica sperimentale.
Compone musica sperimentale/ambientale e glitch per installazioni di arte contemporanea e performance di danza sfruttando il sistema surround della diffusione del suono.
La sua ispirazione è la natura e crea i suoi progetti artistici e concettuali, sia contemporanei che astratti, invitandoli a immergersi in un mondo di sogni surreali, sperimentando errori tecnologici, trame di suoni ambientali e interpolazioni di ritmi interrotti.
Ricercatore della percezione sonora del sistema cognitivo-emozionale ed eco-sistemico dei condizionamenti. Impegnato attivamente nella composizione di colonne sonore per spettacoli e produzioni di danza contemporanea, teatro contempo
SADI/Sam Barreto Cardoso Bertoldi, musicista sound-artist che condivide il suo lavoro dal 2007. Nasce come percussionista e polistrumentista.
Nel periodo tra il 2007 e il 2012 ha collaborato come turnista con diverse etichette discografiche italiane ed europee, spaziando dal pop, rock e jazz alla musica elettronica sperimentale.
Compone musica sperimentale/ambientale e glitch per installazioni di arte contemporanea e performance di danza sfruttando il sistema surround della diffusione del suono.
La sua ispirazione è la natura e crea i suoi progetti artistici e concettuali, sia contemporanei che astratti, invitandoli a immergersi in un mondo di sogni surreali, sperimentando errori tecnologici, trame di suoni ambientali e interpolazioni di ritmi interrotti.
Ricercatore della percezione sonora del sistema cognitivo-emozionale ed eco-sistemico dei condizionamenti. Impegnato attivamente nella composizione di colonne sonore per spettacoli e produzioni di danza contemporanea, teatro contemporaneo, installazioni d’arte in musei e gallerie d’arte e collabora con artisti della scena musicale nazionale e internazionale sia per l’esecuzione dal vivo che per l’arrangiamento discografico.
Chiara Bettazzi (www.chiarabettazzi.org) vive e lavora a Prato. Il suo lavoro è collegato in maniera intrinseca alla luce e allo spazio, entro cui si muovono gli oggetti presi in esame, per lo più raccolti, recuperati e accumulati. Oggetti che entrano a far parte di vere e proprie scenografie, set fotografici in cui l’artista comincia a dar vita alla sua narrazione. Ne scaturiscono delle poetiche nature morte, immagini che nascono da un lavoro di raccolta, codificazione, riordino e assetto secondo valori e criteri di volta in volta diversi, con una perizia ed una sensibilità evidenti. La sua ricerca è legata a una riflessione sulla quotidianità delle cose, in cui persiste la necessità di cambiare l’identità e trovare incessantemente una nuova immagine, attraverso vari media. Un processo creativo che riflette sulla memoria, sul tempo e sul tentativo di coniugare materie organiche e inorganiche. Un lavoro di studio, ricognizione e progettazione dello spazio che si estende fino
Chiara Bettazzi (www.chiarabettazzi.org) vive e lavora a Prato. Il suo lavoro è collegato in maniera intrinseca alla luce e allo spazio, entro cui si muovono gli oggetti presi in esame, per lo più raccolti, recuperati e accumulati. Oggetti che entrano a far parte di vere e proprie scenografie, set fotografici in cui l’artista comincia a dar vita alla sua narrazione. Ne scaturiscono delle poetiche nature morte, immagini che nascono da un lavoro di raccolta, codificazione, riordino e assetto secondo valori e criteri di volta in volta diversi, con una perizia ed una sensibilità evidenti. La sua ricerca è legata a una riflessione sulla quotidianità delle cose, in cui persiste la necessità di cambiare l’identità e trovare incessantemente una nuova immagine, attraverso vari media. Un processo creativo che riflette sulla memoria, sul tempo e sul tentativo di coniugare materie organiche e inorganiche. Un lavoro di studio, ricognizione e progettazione dello spazio che si estende fino al territorio esterno, dove l’artista innesca processi di riabilitazione e riqualificazione di aree industriali e fabbriche dismesse. Dal 2005 apre il suo studio SC17, tramite il quale riattiva l’area industriale dell’ex Lanificio Bini, portando avanti negli anni vari progetti che riflettono sul patrimonio industriale e culturale della città di Prato. Attiva collaborazioni con varie figure professionali, con istituzioni pubbliche e marchi internazionali. Ha esposto in Musei e spazi privati, le sue opere sono in collezioni private e pubbliche tra cui: Castello di Ama Siena, Museo di Santa Maria della Scala Siena, Collezione Farnesina Roma, Casa Masaccio Centro per l’arte contemporanea San Giovanni Valdarno, La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Nata a Tehran (Iran) nel 1976, dove ha vissuto fino al 2002 prima di trasferirsi in Italia, a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Ha frequentato la Azad Art and Architecture University, laureandosi in pittura. Ha successivamente frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ottenendo la Laurea in Pittura e poi conseguendo la specializzazione in Arti visive e linguaggi multimediali. La sua attività recente ha compreso la mostra personale ”A studio abroad” presso SRISA Project Space a Firenze e la mostra personale ”Grounds” presso la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso (TE), entrambe curate da Pietro Gaglianò. Tra le sue mostre collettive più recenti, vi sono ”If it is untouchable it is not beautiful” per la Galleria Monitor di Roma; ”Forme uniche nella continuità dello spazio”, a cura di Luigi Presicce, per la Galleria Rizzuto di Palermo. Ha partecipato alla mostra collettiva ”La luna è vicina”, cur
Nata a Tehran (Iran) nel 1976, dove ha vissuto fino al 2002 prima di trasferirsi in Italia, a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Ha frequentato la Azad Art and Architecture University, laureandosi in pittura. Ha successivamente frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ottenendo la Laurea in Pittura e poi conseguendo la specializzazione in Arti visive e linguaggi multimediali. La sua attività recente ha compreso la mostra personale ”A studio abroad” presso SRISA Project Space a Firenze e la mostra personale ”Grounds” presso la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso (TE), entrambe curate da Pietro Gaglianò. Tra le sue mostre collettive più recenti, vi sono ”If it is untouchable it is not beautiful” per la Galleria Monitor di Roma; ”Forme uniche nella continuità dello spazio”, a cura di Luigi Presicce, per la Galleria Rizzuto di Palermo. Ha partecipato alla mostra collettiva ”La luna è vicina”, curata da Saverio Verini, a Pereto (AQ) in occasione di ”Straperetana 2019”. Nel 2021 ha partecipato alla mostra collettiva “Paso doble”, curata da Pietro Gaglianò, presso la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso (TE). Nel 2022 ha preso parte alla mostra collettiva “Spazio, forma, ritmo – e a Capo”, a cura di Davide Silvioli, presso il Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Anticoli Corrado (RM).