Atlas of the New World
Giulia Piermartiri, Edoardo Delille
4. October 2025 - 8. February 2026
OPENArchival Platform
Auotre
Professore ordinario di Sociologia, arte e politica presso l'Università di Anversa e Direttore del Culture Commons Quest Office
Professore ordinario di Sociologia, arte e politica presso l’Università di Anversa e Direttore del Culture Commons Quest Office
Pascal Gielen (1970) è professore di sociologia della cultura e della politica presso l’Antwerp Research Institute for the Arts (Università di Anversa – Belgio) dove dirige il Culture Commons Quest Office (CCQO). Gielen è redattore della collana internazionale Antennae – Arts in Society (Valiz). Nel 2016 è diventato vincitore della borsa di studio Odysseus per l’eccellente ricerca scientifica internazionale del Fondo per la ricerca scientifica Fiandre in Belgio. Gielen ha pubblicato numerosi libri tradotti in cinese, inglese, polacco, portoghese, portoghese, russo, spagnolo, turco e ucraino. La sua ricerca si concentra sul lavoro creativo, la politica comune, urbana e culturale. Gielen lavora e vive ad Anversa, in Belgio.
Professore ordinario di Sociologia, arte e politica presso l’Università di Anversa e Direttore del Culture Commons Quest Office
Pascal Gielen (1970) è professore di sociologia della cultura e della politica presso l’Antwerp Research Institute for the Arts (Università di Anversa – Belgio) dove dirige il Culture Commons Quest Office (CCQO). Gielen è redattore della collana internazionale Antennae – Arts in Society (Valiz). Nel 2016 è diventato vincitore della borsa di studio Odysseus per l’eccellente ricerca scientifica internazionale del Fondo per la ricerca scientifica Fiandre in Belgio. Gielen ha pubblicato numerosi libri tradotti in cinese, inglese, polacco, portoghese, portoghese, russo, spagnolo, turco e ucraino. La sua ricerca si concentra sul lavoro creativo, la politica comune, urbana e culturale. Gielen lavora e vive ad Anversa, in Belgio.
This content is avaiable only in this archive.
Co-curator e project manager di BE SpectACTive e ricercatrice presso l’Università di Anversa
Co-curator e project manager di BE SpectACTive e ricercatrice presso l’Università di Anversa
Da dicembre 2014, BE SpectACTive è un progetto di cooperazione europea su larga scala – cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea – che opera nelle arti performative attraverso produzioni artistiche e pratiche partecipative, volte a coinvolgere i cittadini e gli spettatori nei processi creativi e organizzativi. I suoi membri sono festival europei, teatri, organizzazioni culturali, università e un centro di ricerca.
Co-curator e project manager di BE SpectACTive e ricercatrice presso l’Università di Anversa
Da dicembre 2014, BE SpectACTive è un progetto di cooperazione europea su larga scala – cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea – che opera nelle arti performative attraverso produzioni artistiche e pratiche partecipative, volte a coinvolgere i cittadini e gli spettatori nei processi creativi e organizzativi. I suoi membri sono festival europei, teatri, organizzazioni culturali, università e un centro di ricerca.
This content is avaiable only in this archive.
Direttrice alla produzione della Compagnia Virgilio Sieni
Direttrice alla produzione della Compagnia Virgilio Sieni
Il Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza diretto da Virgilio Sieni con sede a Cango a Firenze si apre a un orizzonte internazionale di ricerca ponendo il corpo, la danza e i linguaggi contemporanei dell’arte in dialogo con le discipline umanistiche e con il territorio nei suoi aspetti architettonici e urbanistici. Proiettato verso la costruzione di una polis culturale, il Centro si articola come un corpo organico agendo tra produzione, ospitalità, residenza e trasmissione attraverso le attività della Compagnia Virgilio Sieni, dell’Accademia sull’arte del gesto e della programmazione di Cango.
Fondata nel 1992, la Compagnia Virgilio Sieni costruisce, attraverso un percorso scandito da cicli tematici, un linguaggio coreografico segnato da una capillare indagine articolare. Un linguaggio in continua evoluzione sia sul piano compositivo che su quello del rapporto col pubblico, dove si
Direttrice alla produzione della Compagnia Virgilio Sieni
Il Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza diretto da Virgilio Sieni con sede a Cango a Firenze si apre a un orizzonte internazionale di ricerca ponendo il corpo, la danza e i linguaggi contemporanei dell’arte in dialogo con le discipline umanistiche e con il territorio nei suoi aspetti architettonici e urbanistici. Proiettato verso la costruzione di una polis culturale, il Centro si articola come un corpo organico agendo tra produzione, ospitalità, residenza e trasmissione attraverso le attività della Compagnia Virgilio Sieni, dell’Accademia sull’arte del gesto e della programmazione di Cango.
Fondata nel 1992, la Compagnia Virgilio Sieni costruisce, attraverso un percorso scandito da cicli tematici, un linguaggio coreografico segnato da una capillare indagine articolare. Un linguaggio in continua evoluzione sia sul piano compositivo che su quello del rapporto col pubblico, dove si alternano spettacoli da palcoscenico e formati inediti per spettatori itineranti in luoghi non convenzionali, dai boschi ai musei. L’esplorazione della tragedia greca, le peregrinazioni nei paesaggi della fiaba, lo scandaglio di suggestioni filosofiche lucreziane con la complicità drammaturgica di Giorgio Agamben sono solo alcune delle tappe di un itinerario che attraversa orizzonti antropologici e mitologici, in un confronto costante con la realtà del presente, alla ricerca di un perduto umanesimo.
This content is avaiable only in this archive.
Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale
Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale
Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Cattolica di Milano, consegue, presso la stessa università, il Master in Organizzazione e Comunicazione di Eventi Culturali. Dal 2007 al 2010 cura la comunicazione per l’Associazione Firenze dei Teatri, collabora inoltre con il Teatro Puccini di Firenze nell’organizzazione di alcuni eventi per il Comune di Firenze e con la società PRG per la produzione dei concerti allo stadio Franchi dal 2007 al 2012. Dal 2008 entra a far parte dello staff di Tempo Reale, dal 2012 ne coordina i vari progetti ed è responsabile organizzativa delle attività di produzione musicale.
Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987, Tempo Reale è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di
Responsabile del Coordinamento progetti presso Tempo Reale
Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Cattolica di Milano, consegue, presso la stessa università, il Master in Organizzazione e Comunicazione di Eventi Culturali. Dal 2007 al 2010 cura la comunicazione per l’Associazione Firenze dei Teatri, collabora inoltre con il Teatro Puccini di Firenze nell’organizzazione di alcuni eventi per il Comune di Firenze e con la società PRG per la produzione dei concerti allo stadio Franchi dal 2007 al 2012. Dal 2008 entra a far parte dello staff di Tempo Reale, dal 2012 ne coordina i vari progetti ed è responsabile organizzativa delle attività di produzione musicale.
Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987, Tempo Reale è oggi un punto di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca in queste aree vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio che vedono il Centro collaborare con le principali istituzioni della Toscana, sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di una fitta rete di esperienze didattiche.
Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.
This content is avaiable only in this archive.
Direttore artistico di Kilowatt
Direttore artistico di Kilowatt
Kilowatt è un festival dedicato alle compagnie emergenti della scena contemporanea (teatro, danza, arti performative, musica, letteratura, arti visive), che si svolge a Sansepolcro (Ar). Il progetto è stato ideato nel 2003 e da allora è sempre stato promosso e realizzato dalla compagnia Capotrave.
Dal 2007 è nata la “Selezione Visionari”, dal 2008 Kilowatt è diventato una struttura che fa interventi a sostegno della produzione di teatro, danza e arti performative, dal 2009 il festival ha inaugurato la sezione musicale, dal 2010 quella delle arti visive.
Nel 2010 Kilowatt Festival ha vinto il Premio Ubu.
Nel 2013 ha vinto il Premio Nico Garrone.
Da dicembre 2014 fino a novembre 2018, insieme al Comune di Sansepolcro, è capofila di un progetto europeo di cooperazione su larga scala denominato “Be SpectACTive!”. Il progetto coinvolge altri 11 partner, sul tema dell’active spectatorship. Il progetto è stato rinnovato a luglio 2018 per
Direttore artistico di Kilowatt
Kilowatt è un festival dedicato alle compagnie emergenti della scena contemporanea (teatro, danza, arti performative, musica, letteratura, arti visive), che si svolge a Sansepolcro (Ar). Il progetto è stato ideato nel 2003 e da allora è sempre stato promosso e realizzato dalla compagnia Capotrave.
Dal 2007 è nata la “Selezione Visionari”, dal 2008 Kilowatt è diventato una struttura che fa interventi a sostegno della produzione di teatro, danza e arti performative, dal 2009 il festival ha inaugurato la sezione musicale, dal 2010 quella delle arti visive.
Nel 2010 Kilowatt Festival ha vinto il Premio Ubu.
Nel 2013 ha vinto il Premio Nico Garrone.
Da dicembre 2014 fino a novembre 2018, insieme al Comune di Sansepolcro, è capofila di un progetto europeo di cooperazione su larga scala denominato “Be SpectACTive!”. Il progetto coinvolge altri 11 partner, sul tema dell’active spectatorship. Il progetto è stato rinnovato a luglio 2018 per altri quattro anni di attività, con Capotrave / Kilowatt come capofila unico del progetto e una partnership di 18 istituzioni in 15 diversi paesi europei.
Dal 2018 è riconosciuta da Regione e MIBACT come Centro di Residenza della Toscana (in partnership con Armunia).
This content is avaiable only in this archive.
Direttrice amministrativa di Kilowatt
Direttrice amministrativa di Kilowatt
Kilowatt è un festival dedicato alle compagnie emergenti della scena contemporanea (teatro, danza, arti performative, musica, letteratura, arti visive), che si svolge a Sansepolcro (Ar). Il progetto è stato ideato nel 2003 e da allora è sempre stato promosso e realizzato dalla compagnia Capotrave.
Dal 2007 è nata la “Selezione Visionari”, dal 2008 Kilowatt è diventato una struttura che fa interventi a sostegno della produzione di teatro, danza e arti performative, dal 2009 il festival ha inaugurato la sezione musicale, dal 2010 quella delle arti visive.
Nel 2010 Kilowatt Festival ha vinto il Premio Ubu.
Nel 2013 ha vinto il Premio Nico Garrone.
Da dicembre 2014 fino a novembre 2018, insieme al Comune di Sansepolcro, è capofila di un progetto europeo di cooperazione su larga scala denominato “Be SpectACTive!”. Il progetto coinvolge altri 11 partner, sul tema dell’active spectatorship. Il progetto è stato rinnovato a luglio 20
Direttrice amministrativa di Kilowatt
Kilowatt è un festival dedicato alle compagnie emergenti della scena contemporanea (teatro, danza, arti performative, musica, letteratura, arti visive), che si svolge a Sansepolcro (Ar). Il progetto è stato ideato nel 2003 e da allora è sempre stato promosso e realizzato dalla compagnia Capotrave.
Dal 2007 è nata la “Selezione Visionari”, dal 2008 Kilowatt è diventato una struttura che fa interventi a sostegno della produzione di teatro, danza e arti performative, dal 2009 il festival ha inaugurato la sezione musicale, dal 2010 quella delle arti visive.
Nel 2010 Kilowatt Festival ha vinto il Premio Ubu.
Nel 2013 ha vinto il Premio Nico Garrone.
Da dicembre 2014 fino a novembre 2018, insieme al Comune di Sansepolcro, è capofila di un progetto europeo di cooperazione su larga scala denominato “Be SpectACTive!”. Il progetto coinvolge altri 11 partner, sul tema dell’active spectatorship. Il progetto è stato rinnovato a luglio 2018 per altri quattro anni di attività, con Capotrave / Kilowatt come capofila unico del progetto e una partnership di 18 istituzioni in 15 diversi paesi europei.
Dal 2018 è riconosciuta da Regione e MIBACT come Centro di Residenza della Toscana (in partnership con Armunia).
This content is avaiable only in this archive.
Direttrice sezione danza, multimedia e progetti internazionali della Fondazione Fabbrica Europa
Direttrice sezione danza, multimedia e progetti internazionali della Fondazione Fabbrica Europa
Fabbrica Europa, nata nel 1994 da un’idea di Maurizia Settembri e Andrés Morte Terés con l’ambiziosa volontà di creare a Firenze una casa per la cultura di tutta Europa, ha dato origine, in oltre venti anni di attività, a uno spazio per i linguaggi e le arti contemporanee. Officina, bottega, palcoscenico e laboratorio della ricerca e della sperimentazione, Fabbrica Europa ha restituito alla città un luogo di archeologia industriale, la Stazione Leopolda, recuperandolo all’uso culturale.
Firenze, città deputata ad accogliere l’arte e tuttavia gravata dal peso che la tradizione le impone, è forse uno dei luoghi più difficili per portare avanti questo progetto, che non è solo un festival ma un’idea, un centro di incontro, di creazione e di formazione a carattere internazionale e multiculturale.
Con 26 edizioni del festival e numerosi progetti di produzione, formazione
Direttrice sezione danza, multimedia e progetti internazionali della Fondazione Fabbrica Europa
Fabbrica Europa, nata nel 1994 da un’idea di Maurizia Settembri e Andrés Morte Terés con l’ambiziosa volontà di creare a Firenze una casa per la cultura di tutta Europa, ha dato origine, in oltre venti anni di attività, a uno spazio per i linguaggi e le arti contemporanee. Officina, bottega, palcoscenico e laboratorio della ricerca e della sperimentazione, Fabbrica Europa ha restituito alla città un luogo di archeologia industriale, la Stazione Leopolda, recuperandolo all’uso culturale.
Firenze, città deputata ad accogliere l’arte e tuttavia gravata dal peso che la tradizione le impone, è forse uno dei luoghi più difficili per portare avanti questo progetto, che non è solo un festival ma un’idea, un centro di incontro, di creazione e di formazione a carattere internazionale e multiculturale.
Con 26 edizioni del festival e numerosi progetti di produzione, formazione e cultura all’attivo, Fabbrica Europa ha dato e si propone di dare spazio a moltissime realtà artistiche locali, nazionali e internazionali, costruendo una rete di scambi capace di consolidare un terreno fertile e di grande impatto, dando un importante contributo alla conferma di Firenze quale luogo di incontro e di confronto per culture diverse, e contribuendo alla formazione di un pubblico per eventi artistici innovativi e al di fuori dei circuiti più tradizionali.
La dimensione internazionale di Fabbrica Europa è testimoniata anche dalla politica degli investimenti dell’Unione Europea, che negli anni ha contribuito al finanziamento dei progetti più significativi, riconoscendone il valore e la portata internazionale.
This content is avaiable only in this archive.
Curatrice e ideatrice delle residenze d’artista presso Guilmi Art Project
Curatrice e ideatrice delle residenze d’artista presso Guilmi Art Project
Guilmi Art Project (GAP) è una residenza artistica ad invito a cadenza annuale nel comune di Guilmi. Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino ospitano artisti visivi nella casa nel centro cittadino, per la produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità.
L’attività di GAP si compone di fasi articolate in più momenti dell’anno che si concludono con la residenza vera e propria. La residenza innesca eventi collaterali, Gap-Labs e la Nuova Didattica Popolare: azioni di mutuo insegnamento dagli abitanti agli ospiti e da professionisti ai locali, per la conoscenza e la diffusione dell’arte, del territorio, del vivere civile.
Curatrice e ideatrice delle residenze d’artista presso Guilmi Art Project
Guilmi Art Project (GAP) è una residenza artistica ad invito a cadenza annuale nel comune di Guilmi. Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino ospitano artisti visivi nella casa nel centro cittadino, per la produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità.
L’attività di GAP si compone di fasi articolate in più momenti dell’anno che si concludono con la residenza vera e propria. La residenza innesca eventi collaterali, Gap-Labs e la Nuova Didattica Popolare: azioni di mutuo insegnamento dagli abitanti agli ospiti e da professionisti ai locali, per la conoscenza e la diffusione dell’arte, del territorio, del vivere civile.
This content is avaiable only in this archive.
Direttrice artistica del progetto Artegiro
Renata è curatrice indipendente e responsabile per il progetto Artegiro Contemporary Art, un progetto curatoriale nomadico e transnazionale in arte contemporanea con sede in Italia. Artegiro è un programma che opera all’interno dell’AILAE, organizzazione co- fondata da Renata nel 2007. Summo O’Connell attualmente collabora con il Global Center for Advanced Studies, come docente del corso Materialist, anticolonial & diasporic studies. Avendo lavorato nei campi di ricerca e docenza in Sociolinguistica e Gender Studies specialmente in Australia, ha continuato indipendentemente la sua scrittura e ricerca critica dopo il ritorno in Europa, concentrandosi soprattutto su argomenti relativi ai ruoli dell’artista e del curatore nella società, la pratica artistica nelle nuove forme di cattività per migrazione, attraverso nuovi modelli di ricerca transnazionale che, al di là di confini istituzionali, possano far avanzare con decisione il dibattito internazionale sull’arte,
Renata è curatrice indipendente e responsabile per il progetto Artegiro Contemporary Art, un progetto curatoriale nomadico e transnazionale in arte contemporanea con sede in Italia. Artegiro è un programma che opera all’interno dell’AILAE, organizzazione co- fondata da Renata nel 2007. Summo O’Connell attualmente collabora con il Global Center for Advanced Studies, come docente del corso Materialist, anticolonial & diasporic studies. Avendo lavorato nei campi di ricerca e docenza in Sociolinguistica e Gender Studies specialmente in Australia, ha continuato indipendentemente la sua scrittura e ricerca critica dopo il ritorno in Europa, concentrandosi soprattutto su argomenti relativi ai ruoli dell’artista e del curatore nella società, la pratica artistica nelle nuove forme di cattività per migrazione, attraverso nuovi modelli di ricerca transnazionale che, al di là di confini istituzionali, possano far avanzare con decisione il dibattito internazionale sull’arte, sulla progettualità creativa e culturale in relazione alla vita politica e sociale. In collaborazione con Monash University Prato Centre, ha lanciato il progetto Imagined Australia. Una Riflessione sulla reciproca costruzione di identità tra Australia e Europa, pubblicato da Peter Lang nel 2009 e nel 2018, in collaborazione con un gruppo internazionale di curatori e artisti, il progetto di ricerca Decolonize! Art, curatorial and critical practices in contemporary times. Con la creazione del COCOAA, una collaborazione che lei ha stabilito tra AILAE e il Comune di Conzano in Monferrato, è curatrice delle residenze artistiche Artegiro che hanno luogo annualmente dal 2010 ed hanno visto più di 14 artisti internazionali in residenza finora. Renata ha creato AILAE Research forums e l’AILAE Summer School in collaborazioni con l’Universita di Monash Prato Centre, Prato; l’Università di Bari; Università Cà Foscari, Venezia; Unical, Rende. E’ stata invitata o ha proposto e collaborato con Goldsmith Uniersity, London; Set Up Art Fair Special Events, Bologna; MAD Murate art District; Università di Cordoba, Argentina; Estate Fiorentina, Comune di Firenze; Città Metropolitana, Firenze; White Night Melbourne, Melbourne City Council Australia.
In collaborazione con AILAE, Renata Summo O’Connell è in residenza curatoriale per il biennio 2020/2021 e per il biennio 2022/2023.
https://www.monash.edu/prato/timeline#/years/2005/events/2675979; https://www.murateartdistrict.it/en/stay-with-me/
https://stay-with-me.org/about/
http://www.lemuratepac.it/en/decolonize-art-curatorial-and-critical-practices-in-contemporary-times/
Direttore del Museo Carlo Zauli
Direttore del Museo Carlo Zauli
Il Museo Carlo Zauli è un contenitore che dal 2002, attraverso le sue collezioni, e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale.
Si trova infatti a Faenza, in pieno centro storico, all’interno dei locali che furono dal 1949 di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia.
Direttore del Museo Carlo Zauli
Il Museo Carlo Zauli è un contenitore che dal 2002, attraverso le sue collezioni, e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale.
Si trova infatti a Faenza, in pieno centro storico, all’interno dei locali che furono dal 1949 di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia.
This content is avaiable only in this archive.
Collaboratrice presso Farm Cultural Park
Collaboratrice presso Farm Cultural Park
Fondata il 25 giugno 2010 dal notaio Andrea Bartoli e dalla moglie, l’avvocato Florinda Saieva, sorge all’interno del Cortile Bentivegna, un aggregato a sua volta costituito da sette piccoli cortili che ospitano piccoli palazzi ed è situato nei pressi del centro storico di Favara. Oltre che come museo si propone anche come centro culturale e turistico dove vengono allestite mostre pittoriche temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea. Inoltre vi sono residenze per artisti e vengono svolte presentazioni di libri e vari corsi di architettura. Lo scopo principale di questo progetto è quello di recuperare tutto il centro storico di Favara e trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.
Collaboratrice presso Farm Cultural Park
Fondata il 25 giugno 2010 dal notaio Andrea Bartoli e dalla moglie, l’avvocato Florinda Saieva, sorge all’interno del Cortile Bentivegna, un aggregato a sua volta costituito da sette piccoli cortili che ospitano piccoli palazzi ed è situato nei pressi del centro storico di Favara. Oltre che come museo si propone anche come centro culturale e turistico dove vengono allestite mostre pittoriche temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea. Inoltre vi sono residenze per artisti e vengono svolte presentazioni di libri e vari corsi di architettura. Lo scopo principale di questo progetto è quello di recuperare tutto il centro storico di Favara e trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.
This content is avaiable only in this archive.
Curatore e collaboratore presso Fondazione Antonio Ratti
Curatore e collaboratore presso Fondazione Antonio Ratti
Sulle rive del lago di Como, lungo il Chilometro della Conoscenza, la passeggiata che nel verde congiunge i parchi secolari di tre ville storiche del primo bacino del Lario, Villa Sucota è sede della Fondazione Antonio Ratti (FAR).
Nata nel 1985 dal desiderio di Antonio Ratti di trasformare la sua profonda passione per l’arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo della cultura, la Fondazione, ora presieduta dalla figlia Annie, è luogo di promozione e divulgazione culturale. Con continue collaborazioni con artisti affermati, giovani talenti, intellettuali, creativi e studiosi, la Fondazione Antonio Ratti pone al centro della sua vivace programmazione lo studio e la sperimentazione. Nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per la giovane arte italiana e internazionale, per gli operatori della filiera tessile, un incubatore di idee e un luogo aperto alla città e alla collettività grazie ad un cal
Curatore e collaboratore presso Fondazione Antonio Ratti
Sulle rive del lago di Como, lungo il Chilometro della Conoscenza, la passeggiata che nel verde congiunge i parchi secolari di tre ville storiche del primo bacino del Lario, Villa Sucota è sede della Fondazione Antonio Ratti (FAR).
Nata nel 1985 dal desiderio di Antonio Ratti di trasformare la sua profonda passione per l’arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo della cultura, la Fondazione, ora presieduta dalla figlia Annie, è luogo di promozione e divulgazione culturale. Con continue collaborazioni con artisti affermati, giovani talenti, intellettuali, creativi e studiosi, la Fondazione Antonio Ratti pone al centro della sua vivace programmazione lo studio e la sperimentazione. Nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per la giovane arte italiana e internazionale, per gli operatori della filiera tessile, un incubatore di idee e un luogo aperto alla città e alla collettività grazie ad un calendario di attività, incontri e mostre che per linguaggio, temi e visioni hanno saputo coinvolgere non solo gli addetti ai lavori ma anche il grande pubblico.
This content is avaiable only in this archive.
Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere
Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere
La Fondazione Pastificio Cerere sorge in quello che una volta era il Pastificio Cerere, la più antica delle fabbriche del quartiere di San Lorenzo che, fondata nel 1905, fornì pasta e farina alla capitale fino al 1960 e che circa un decennio dopo divenne luogo d’arte.
La storia del Pastificio Cerere e della sua riconversione inizia quando l’imprenditrice Felicina Ceci, proprietaria dell’edificio insieme a sua sorella Adriana, accettò di affittarne i locali ad alcuni giovani artisti. Il primo a istallarvi lo studio fu Nunzio, che ricorda di essere arrivato nel 1973; in seguito vi si insediarono Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. “Quando siamo arrivati, abbiamo smontato le macchine, abbiamo costruito le pareti, i pavimenti, abbiamo allacciato l’acqua e la luce, insomma abbiamo trasformato uno spazio industriale in un luogo dove lavorare e vivere
Coordinatrice mostre e progetti presso Fondazione Pastificio Cerere
La Fondazione Pastificio Cerere sorge in quello che una volta era il Pastificio Cerere, la più antica delle fabbriche del quartiere di San Lorenzo che, fondata nel 1905, fornì pasta e farina alla capitale fino al 1960 e che circa un decennio dopo divenne luogo d’arte.
La storia del Pastificio Cerere e della sua riconversione inizia quando l’imprenditrice Felicina Ceci, proprietaria dell’edificio insieme a sua sorella Adriana, accettò di affittarne i locali ad alcuni giovani artisti. Il primo a istallarvi lo studio fu Nunzio, che ricorda di essere arrivato nel 1973; in seguito vi si insediarono Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. “Quando siamo arrivati, abbiamo smontato le macchine, abbiamo costruito le pareti, i pavimenti, abbiamo allacciato l’acqua e la luce, insomma abbiamo trasformato uno spazio industriale in un luogo dove lavorare e vivere”. Questo e molti altri ricordi testimoniamo come l’edificio con i montacarichi, i grandi ambienti aperti e le ampie finestre, offrì agli artisti spazi ideali per i loro studi. Infatti, i nuovi inquilini ne ristrutturarono gradualmente gli interni, mentre le zone comuni non vennero modificate. Anche dopo il generale rinnovamento, la memoria dell’uso industriale del Pastificio non venne cancellata e al suo interno si conviveva, come a Roma si fa da secoli, con le tracce archeologiche derivanti dalla sua precedente funzione.
Nell’estate del 1984 il critico Achille Bonito Oliva rese celebre il Pastificio con la mostra “Ateliers”. Eccezionalmente per la prima volta si aprirono al pubblico gli spazi dove abitavano e lavoravano gli artisti che, non costituirono un gruppo omogeneo per poetica o linguaggio, ma appartenendo alla stessa generazione, istaurarono un contatto continuo e spesso profondi rapporti di amicizia facilitati dalla struttura del Pastificio con i suoi spazi contigui di lavoro e luoghi di incontro comuni.
Oltre ai protagonisti che tradizionalmente vengono indicati come il Gruppo di San Lorenzo, nel corso degli anni l’edificio ha visto il susseguirsi di tanti e diversi artisti, poi anche critici, intellettuali ed esponenti dello spettacolo che hanno gravitato intorno a questa fucina divenuta un punto di riferimento per la cultura, oltrepassando abbondantemente i confini della capitale. L’ideologia che condividevano e condividono i residenti del palazzo è quella dell’operare, del fare, gli artisti ricordano l’esistenza di un terreno culturale comune, nel quale ci si incontrava e si discuteva: “È esistita in quegli anni e in questo luogo una generazione di artisti che si è confrontata, ha messo a disposizione dell’altro le proprie esperienze, ha discusso con l’altro il proprio pensiero. […] Nel tempo, ognuno ha preso la propria direzione, pur con tante storie in comune che fanno parte della nostra vita”.
Nel 2002 dalla mostra “Interno F.M.” nasce l’idea di dotare il Pastificio Cerere di uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea e sempre aperto al pubblico. Flavio Misciattelli racconta: “nel 1998 presi uno dei locali del Pastificio, proprietà della mia famiglia, che poi rimase la mia abitazione fino a qualche anno fa. Da lì cominciai a conoscere gli artisti che già vivevano e lavoravano nell’edificio, ad apprezzarli e collezionarli fino ad organizzare una mostra con loro a casa mia. In quell’occasione vennero più di cinquecento persone e fu allora che mi resi conto di quanto interesse ci fosse nei confronti del Pastificio”.
Così nel 2005 nasce la Fondazione Pastificio Cerere e con la mostra RESIDENTI inaugura la sua sede all’ interno del palazzo.
Ancora oggi, gli spazi dell’ex stabilimento industriale ospitano studi d’artista, atelier di moda, studi di grafica e comunicazione, una scuola di fotografia (ISFCI – Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) e un’accademia di arti visive (RUFA – Rome University of Fine Arts).
This content is avaiable only in this archive.
Artista performativo e Co-fondatore della Fondazione Lac o Le Mon
Artista performativo e Co-fondatore della Fondazione Lac o Le Mon
Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 22 maggio 1954) è un artista italiano. Nel 1991 attua i primi esperimenti di eventi artistici in cui esplora e valorizza le relazioni reciproche tra arte e pubblico, pubblico e artista, artista e artista e in generale tra i componenti del sistema dell’arte. Ha dato vita a diversi eventi e performance realizzando anche alcuni video, ha collaborato e condiviso progetti con molti personaggi del panorama artistico italiano. Nel 1994 a Bologna condivide uno studio insieme ad altri artisti (Francesco Bernardi, Gianni Gosdan, Eva Marisaldi), ‘L’atelier senza pennelli – La Casa Mentale’, intorno a cui gravitavano anche giovani artisti bolognesi. Nel 2003 ha partecipato alla mostra Arte Pubblica in Italia: lo spazio delle relazioni curata da Anna Detheridge presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto a Biella.
La Fondazione Lac o Le Mon nasce nel
Artista performativo e Co-fondatore della Fondazione Lac o Le Mon
Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 22 maggio 1954) è un artista italiano. Nel 1991 attua i primi esperimenti di eventi artistici in cui esplora e valorizza le relazioni reciproche tra arte e pubblico, pubblico e artista, artista e artista e in generale tra i componenti del sistema dell’arte. Ha dato vita a diversi eventi e performance realizzando anche alcuni video, ha collaborato e condiviso progetti con molti personaggi del panorama artistico italiano. Nel 1994 a Bologna condivide uno studio insieme ad altri artisti (Francesco Bernardi, Gianni Gosdan, Eva Marisaldi), ‘L’atelier senza pennelli – La Casa Mentale’, intorno a cui gravitavano anche giovani artisti bolognesi. Nel 2003 ha partecipato alla mostra Arte Pubblica in Italia: lo spazio delle relazioni curata da Anna Detheridge presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto a Biella.
La Fondazione Lac o Le Mon nasce nel 2015 per iniziativa degli artisti Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce che, a partire dal 2006, con il nome collettivo di Lu Cafausu, hanno organizzato performance, mostre e azioni eterodosse in diversi contesti, in Italia e altrove, e che celebrano tutti gli anni, a partire dal 2010, la “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)”.
Subito dopo la sua creazione la Fondazione ha acquisito un meraviglioso immobile con più di un ettaro e mezzo di terreno, situato sul confine fra il comune di San Cesario di Lecce e quello di Cavallino: la Casa Cafausica. Questa casa è la sede di un centro di sperimentazione e formazione artistica
This content is avaiable only in this archive.
Presidente di Centrale Fies Art work Space
Presidente di Centrale Fies Art work Space
Centrale Fies Art work Space è un centro indipendente di residenza e produzione delle arti performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.
Il progetto, avviato nel 1999 da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi con la Cooperativa il Gaviale sull’esperienza del festival drodesera (nato nel 1980), è di fatto una vera e propria impresa culturale la cui attività è connotata da un modello di sostenibilità ibrido, cui concorrono contributi pubblici e privati.
Centrale Fies è il primo esempio in Italia di recupero di archeologia industriale a fini artistici e culturali all’interno del quale si rinnovano le sperimentazioni su pratiche, modalità e processi produttivi legati alle residenze artistiche (anche family friendly!) e alle arti performative.
Sede di Drodesera, festival di arti performative provenient
Presidente di Centrale Fies Art work Space
Centrale Fies Art work Space è un centro indipendente di residenza e produzione delle arti performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.
Il progetto, avviato nel 1999 da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi con la Cooperativa il Gaviale sull’esperienza del festival drodesera (nato nel 1980), è di fatto una vera e propria impresa culturale la cui attività è connotata da un modello di sostenibilità ibrido, cui concorrono contributi pubblici e privati.
Centrale Fies è il primo esempio in Italia di recupero di archeologia industriale a fini artistici e culturali all’interno del quale si rinnovano le sperimentazioni su pratiche, modalità e processi produttivi legati alle residenze artistiche (anche family friendly!) e alle arti performative.
Sede di Drodesera, festival di arti performative provenienti sia dal teatro che dalle arti visive, Centrale Fies è un luogo dedicato tutto l’anno alla ricerca: al suo interno si allena lo sguardo critico sul contemporaneo e si sperimentano nuove forme e processi artistici, in un’ottica aperta ad ogni disciplina, tematica e campo di studio. Nell’art work space ha sede inoltre l’hub culturale Fies Core, che utilizza la cultura come strumento intrecciandosi a diversi ambiti tra cui turismo, agricoltura, design, educazione. Centrale Fies contribuisce così alla creazione di pensiero laterale e biodiversità culturali, credendo fermamente nell’intrinseco ruolo politico dell’arte e nella sua indomabile capacità di aprire nuove visioni.
Centrale Fies è attraversata ogni anno da decine di artisti e creativi da ogni parte del mondo, che supporta sotto ogni aspetto: da quello curatoriale a quello produttivo (tramite residenze, disponibilità di sale attrezzate e di assistenza tecnica, aree di coworking) ma anche pratico (assistenza gestionale, organizzativa, fundraising e supporto amministrativo, produzione e networking nazionale e internazionale). In virtù della sua vocazione trans-settoriale, attrae e contribuisce a far crescere realtà imprenditoriali e progetti ibridi dal forte carattere di sperimentazione.
This content is avaiable only in this archive.
Curatore presso Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Curatore presso Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Nata nel 1898 per un lascito testamentario, la Fondazione Bevilacqua La Masa, Istituzione del Comune di Venezia, si occupa da oltre un secolo di arte contemporanea e giovani artisti.
Punto di osservazione privilegiato delle esperienze artistiche italiane ed internazionali più interessanti ed incubatore di progetti che coinvolgono la comunità artistica locale, la Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM) nasce nel 1898 per volontà di Felicita Bevilacqua, che lascia al Comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul Canal Grande, Ca’ Pesaro, a patto che diventi un luogo per la cultura artistica cittadina volto ad agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”. La BLM diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini.
In seguito la sua sede s
Curatore presso Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Nata nel 1898 per un lascito testamentario, la Fondazione Bevilacqua La Masa, Istituzione del Comune di Venezia, si occupa da oltre un secolo di arte contemporanea e giovani artisti.
Punto di osservazione privilegiato delle esperienze artistiche italiane ed internazionali più interessanti ed incubatore di progetti che coinvolgono la comunità artistica locale, la Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM) nasce nel 1898 per volontà di Felicita Bevilacqua, che lascia al Comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul Canal Grande, Ca’ Pesaro, a patto che diventi un luogo per la cultura artistica cittadina volto ad agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”. La BLM diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini.
In seguito la sua sede si è spostata dapprima al Lido, poi a Piazza San Marco dove ha tutt’ora la sua principale sede espositiva. Una seconda sede è Palazzetto Tito, vicino a Campo San Barnaba e nel cuore della zona universitaria della città. Pensata e voluta per dare spazio alle ricerche artistiche giovanili, la Bevilacqua La Masa continua la sua missione dopo oltre un secolo di vita, integrando il suo ruolo di sede espositiva con il sostegno agli artisti esordienti. L’avveniristico interesse della Fondazione per la fotografia, il design e la grafica e arti applicate ne ha definito le linee programmatiche
This content is avaiable only in this archive.
Direttrice della Fondazione Spinola Banna per l’arte
Direttrice della Fondazione Spinola Banna per l’arte
Fondata da Gianluca Spinola, la Fondazione Spinola Banna per l’Arte propone seminari pubblici, workshop e conferenze sull’arte e sulla musica contemporanea che avranno luogo nello splendido quadro della tenuta di Banna. Imponente complesso di edifici rurali a corte chiusa, tra i più grandi e interessanti del Piemonte, è dominato da un massiccio torrione rimodernato sulle fondazioni di un’antica casaforte, la cui più remota attestazione risale alla seconda metà del Duecento. Possesso dei Canonici di Asti, poi feudo dei Roero, degli Asinari di Virle e dei Caraglio, venne eretto con Chieri, Poirino e Riva in principato nel 1785 da Vittorio Amedeo III di Savoia in favore del figlio Vittorio Emanuele, Duca d’Aosta. In seguito la tenuta ebbe vari proprietari, fino ad arrivare nel corso della prima metà del Novecento alla famiglia Spinola.
Gli edifici che costituiscono il complesso sono ancora in parte utilizzati p
Direttrice della Fondazione Spinola Banna per l’arte
Fondata da Gianluca Spinola, la Fondazione Spinola Banna per l’Arte propone seminari pubblici, workshop e conferenze sull’arte e sulla musica contemporanea che avranno luogo nello splendido quadro della tenuta di Banna. Imponente complesso di edifici rurali a corte chiusa, tra i più grandi e interessanti del Piemonte, è dominato da un massiccio torrione rimodernato sulle fondazioni di un’antica casaforte, la cui più remota attestazione risale alla seconda metà del Duecento. Possesso dei Canonici di Asti, poi feudo dei Roero, degli Asinari di Virle e dei Caraglio, venne eretto con Chieri, Poirino e Riva in principato nel 1785 da Vittorio Amedeo III di Savoia in favore del figlio Vittorio Emanuele, Duca d’Aosta. In seguito la tenuta ebbe vari proprietari, fino ad arrivare nel corso della prima metà del Novecento alla famiglia Spinola.
Gli edifici che costituiscono il complesso sono ancora in parte utilizzati per le attività dell’azienda agricola di 280 ettari, coltivata a grano tenero, meliga e soia, colture classiche per queste zone e per questa tipologia di terreno. L’attrezzatura esistente consente l’autosufficenza dalla raccolta e alla semina senza necessita’ di ricorrere all’outsourcing.
Inaugurato nel 2005, il centro appositamente creato comprende tre edifici rustici del tutto rinnovati, offre spazi individuali e comuni nonché una residenza per artisti. Il complesso prevede la possibilità di ospitare persone disabili.
This content is avaiable only in this archive.